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Follia

Patrick McGrath

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Traduttore: M. Codignola
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Edizione: 39
Anno edizione: 1998
In commercio dal: 11 marzo 1998
Pagine: 294 p.
  • EAN: 9788845913600
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Gaia la libraia

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Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.
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  • User Icon

    Ivan Mecca 1891

    05/01/2021 13:31:46

    Non so cosa ci abbiano trovato in questo libro di così sublime ed eclatante milioni di lettori in tutto il mondo. Questo conferma un mio principio che ho da sempre applicato alle letture fatte, prima di iniziarle: il principio di non tener conto delle recensioni fatte da altri lettori e di leggere sempre a prescindere quello che mi interessa . In questo caso però ad un a trama indubbiamente interessante ha fatto seguito un romanzo mediocre, cupo, morboso, lento e faticoso da leggere ma certamente non gotico come viene impropriamente definito. La storia essenzialmente della discesa lenta nella depressione e nel tradimento più becero di una fedifraga della peggiore specie, moglie di uno degli psichiatri di un manicomio nell'Inghilterra del 1959. Inoltre il tanto conclamato colpo di scena finale era come si suol dire telefonato da almeno 100 pagine prima ed è assolutamente scontato (anche se non viene ammesso esplicitamente nemmeno nel finale). Temo che Il morbo di Haggard, che egualmente non mi aveva entusiasmato, sia addirittura superiore a questo follia. Insomma ho capito che Mcgrath, salvo smentite, non è nelle mie corde. Voglio leggere ora soltanto Marta Peake e Grottesco, che mi sembrano interessanti ma che leggerò senza nessuna aspettativa, dati i precedenti.

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    Franci

    22/05/2020 22:46:17

    Credo che si possa collocare tra i romanzi psicologici. L intero romanzo di basa sull analisi della vita interiore della protagonista, analisi svolta dal punto di vista dello psichiatra che l ha in cura. Scrittura fluida, si legge velocemente. La figura più interessante a mio avviso è proprio quella dello psichiatra. Tutto sommato darei un 3.5/5. Premesse ottime, ma gli manca quel guizzo in più...

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    Francesca

    14/04/2020 14:20:50

    Costringe il lettore a rimanere attaccato alle pagine finché non arriva all'ultima, è profondamente turbante perché l'autore è capace di far vedere, sentire e respirare il lettore stesso tramite i suoi personaggi costruiti in modo impeccabile. Per quanto mi riguarda è uno dei libri migliori che abbia letto.

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    Ire

    08/01/2020 16:36:10

    “Come me, come tutti noi era stato folgorato dalla sua bellezza, ma lui era andato più a fondo di noi, l'aveva idealizzata e poi aveva dovuto lottare contro il caos delle sue stesse passioni quando si era ritrovato nell'impossibilità di nutrire l'immagine che aveva creato.” Questa è una storia di passione, una passione che si insinua in due anime e diventa loro ragione di vita. Un romanzo intenso e malato fino all'ultima pagina che lascia il lettore col fiato sospeso. I protagonisti sono Edgar, un artista criminale e psicopatico, reo di aver massacrato la moglie e Stella, donna innamorata, che insegue il simbolo dell'amoralità, lo idealizza e si lascia travolgere completamente dalla sua immagine. L'erotismo diventa la chiave d'accesso del loro mondo, un mondo però che si può conoscere solo attraverso il dolore. Davvero un libro bellissimo, uno dei migliori che ho letto.

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    Entropica

    25/09/2019 18:57:53

    Libro da cui è tratto l'omonimo film (in inglese Asylum) narra le dettagliate vicende di un amore malato tra una donna concupita e manipolata ed un paziente psichiatrico. Il loro amore malato viene tutt'altro che freddamente analizzato dalla voce narrante di uno degli psichiatri, collega ed amico del marito di una donna frustrata, che aveva perso sé stessa nei freddi salotti dell'alta borghesia ed aveva trovato in quella passione clandestina una via di fuga insolita, colma di brivido che forse per la prima volta l'aveva fatta sentire finalmente viva. Le vicende sono narrate in modo sublime, seguendo i dettami del "diario clinico", in cui tutto quanto ciò che avviene in una ipotetica seduta è descritto al millesimo, per non tralasciare alcun dettaglio. Le dinamiche psicologiche seguono perfettamente tutte le fasi che normalmente si troverebbero in un caso simile, rendendo la trama estremamente verosimile, resa complessa dall'insieme di aspettative, sogni nuovi ed infranti, esperienze di vita che da più protagonisti portano ad una "risoluzione" drammatica di tutta la vicenda. L'autore scandaglia l'anima di ogni singolo personaggio, anche quelli all'apparenza più marginali, dove anche quelli più anonimi hanno senso di esistere dando quella briciola in più, quell'informazione anche minima che rende appunto l'intera vicenda realistica, come potrebbe esserlo un qualunque fatto di cronaca simile sentito in un telegiornale dei giorni nostri. Un libro che tratta di tematiche forti, eppure con termini comprensibili anche per chi non è informato sull'argomento affrontato, leggibile e che cattura, non tanto perché si vuol sapere come andranno a concludersi le vicende, quanto appunto per tutto ciò che emerge "strada facendo".

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    vera

    19/09/2019 09:19:01

    L’ho dovuto leggere a piccole dosi perché mi creava qualche scombussolamento emotivo, un libro difficile, intenso, in alcuni punti tenebroso. Lo consiglio come lettura impegnata.

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    robbie

    29/05/2019 17:38:17

    Avevo delle aspettative molto alte su questo romanzo e sono state soddisfatte.Follia racconta la storia di un amore malato tra una donna sposata ad uno psichiatra e un pittore uxoricida ricoverato in manicomio.Per fortuna l'autore non rende mai questa relazione ossessiva e violenta,romantica,così da non giustificare i comportamenti dei protagonisti.Ho apprezzato molto il finale,la decisione della protagonista è stato il perfetto coronamento di questa passione folle.

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    laurolobi

    11/03/2019 22:54:26

    Amore è mancanza, mancanza è desiderio, desiderio può portare alla follia, ciò che alberga nelle stanze alle quali la ragione non è dato entrare. Acquistato per semplice impulso senza conoscere l'autore, una buona lettura capace di insinuare il germe della paura per la follia nella mente del lettore. Follia è un libro che ti porti dentro per tutta la vita, che ti obbliga a riflettere sulle debolezze degli esseri umani, sui lati più oscuri di ognuno. Il comportamento di Stella è assolutamente agghiacciante, l'ho amata e odiata, inguaribile sognatrice, ma di una vigliaccheria inaudita. Scritto molto bene, scorrevolissimo, da leggere assolutamente.

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    Taty85

    26/02/2019 08:32:19

    Bello, coinvolgente, crudo e scritto in maniera eccellente. Ottimo libro, lo consiglio

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    Rebecca

    30/01/2019 10:03:42

    Narrazione fluida, caratterizzazione dei personaggi eccellente, la cui psicologia viene esposta sempre più, man mano che si procede nella lettura. A metà il libro sembra perdere un po' di tono, ma, a mio aviso, è solo per creare un'atmosfera "stabile" prima del finale (ovviamente fantastico).

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    Aspettative deluse

    17/09/2018 19:23:29

    Il libro è uno splendido oggetto (Adelphi non delude mai). Nonostante l'innegabile abilità dell'autore, tuttavia, il romanzo non riesce a "decollare". Un thriller tutto sommato decente, ma non lo rileggerei. Due stelle.

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    slvn95

    11/11/2017 14:55:38

    Thriller psicologico, per l'esattezza questo libro parla di ossessione sessuale e di tradimento. Le vicende sono raccontate dallo psichiatra dei due protagonisti che nella maggior parte delle situazioni non era presente, e gli sono state raccontate poi. Si percepisce la follia di Stella, del fatto di lasciare tutto e tutti per una storia d'amore che non potrà mai andare a lieto fine. Il tradimento non è un argomento che mi piace, infatti ho odiato Stella per tutto il libro (anche se penso che sia stata caratterizzata bene, nonostante i suoi vacillamenti) e ho odiato soprattutto il suo menefreghismo nei confronti di suo figlio Charlie. L'autore coglie tutte le sfumature della malattia mentale di Stella ed Edgar e ce le mostra a nudo tra le righe di queste pagine. Nonostante ci siano pochi dialoghi, e sia molto descrittivo (soprattutto dei bei paesaggi) la narrazione non annoia mai, anzi ti porta a volerne sapere di più. Una pecca i capitoli un po' troppo lunghi, e un finale un po' affrettato e quasi scontato, ma si può sorvolare.

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    Bookworm

    10/04/2016 12:33:04

    Concordo con alcuni punti evidenziati dalla recensione di Stella dell'8/08/2012: se il lettore si aspetta un'analisi psichiatrica abbastanza precisa delle menti malate dei due protagonisti, rimarrà alquanto deluso; il narratore alterna un modo di scrivere distaccato e attento, a uno morbosamente coinvolto e gelido che talvolta dà un senso di estraniamento. Io ho letto "Trauma" dello stesso autore e sinceramente credo che abbia fatto un lavoro più accurato in quel libro. Dopotutto, essendo Patrick McGrath figlio di uno psichiatra, analizzare fino al midollo i suoi personaggi è il minimo che possa fare.

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    Hyeronimus52

    05/09/2015 20:31:03

    Perché io abbia tralasciato di leggere questo romanzo acquistato 14 anni fa preferendogli finora altri meno belli è un mistero! E' un libro scritto benissimo permeato da una tensione narrativa a tratti appena palpabile ma più spesso esplicita e tuttavia sempre sotto il controllo dello scrittore che mi ha tenuto incollato alle sue pagine per tutta la sua lettura; a una trama tutto sommato semplice dal finale apparentemente prevedibile si contrappone una attenta introspezione psicologica dei personaggi, una descrizione ambientale precisa e una grande capacità di coinvolgere il lettore. Un libro che affascina e che permette di addentrarsi nelle profondità della sensualità femminile e nella superficialità di quella maschile.

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    Rosa

    24/08/2015 11:56:06

    Io l'ho trovato brutto e banale. Grandi aspettative per un libro che forse mi avrebbe affascinata da adolescente. Da adulta l'ho trovato francamente poco convincente e in molti punti anche mal scritto. I continui "come mi avrebbe poi riferito Stella" li ho trovati insopportabili e poco credibili, così come il fatto che le parti di in cui il narratore riporta il racconto di Stella siano eccessivamente ricche di dettagli - dettagli che verosimilmente, non essendo stato presente, lui non può conoscere (e che comunque spesso non sono affatto utili alla storia)! I personaggi mi sono apparsi poco credibili e mal caratterizzati, li si fatica a visualizzare ed immaginare (ma questo è forse un mio limite). Molte buone recensioni mi hanno convinta ad acquistarlo, ma sono rimasta spiacevolmente sorpresa. L'ho letto fino alla fine sperando in un miglioramento, che non c'è stato. Un peccato perché avrebbe la pretesa di indagare le profondità della psiche umana ma a mio avviso rimane un romanzetto leggero!

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    Giovanni Rossi

    08/06/2015 18:25:29

    La morte come soluzione finale a tormenti intimi.Tutto sembra scontato nella vita terrena,ma quello che provoca la mente umana e' sempre un terreno sconosciuto tutto da esplorare.

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    Clara

    13/12/2014 16:45:20

    Comprato per caso, attirata dalla trama e da una grande fiducia verso Adelphi. È straordinario! Affascinante,intrigante e scorrevole mi ha tenuta letteralmente incollata alle pagine! Leggerò senz'altro altri libri di questo bravissimo autore!

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    Tiz

    23/03/2014 02:41:05

    Decisamente sublime nella scrittura che tocca sentimenti e pensieri in modo forte ed è per tale ragione che si legge in brevissimo tempo. La storia in se per se un pò deludente e scontata; La protagonista in balia degli eventi, una persona che subisce, non vuole moderare il suo stato piatto e trova sfogo in sentimenti perversi , riuscendo ad innamorarsi del "malato". Molto più affascinante Edgar, la sua patologia, le sue reazioni.. Povero charlie, inizialmente risultava quasi antipatico , poi man mano un dolce ragazzino.. Il narratore quasi più psicopatico di Edgar :) Nel complesso piacevole la lettura, Saluti

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    Giulia

    23/09/2013 01:32:20

    é il mio libro preferito. Perché? Perchè in libreria mi sono girata, l'ho visto in bella mostra su uno scaffale alla mia altezza, mi stavo appassionando alla psicologia, ed è stato amore a prima vista. è così scorrevole che non era neanche prevedibile, o almeno non ci ho pensato le due o tre volte che l'ho letto. Gli do il voto massimo, perchè mi ha scossa, emozionata, fatta piangere e comuqnue riflettere, alimentando una delle mie due grandi passioni: la psicologia. Mi affascinano i labirinti che la psiche è capace di creare e amo i romanzi psicologici, specie drammatici. Tuttavia ho letto anche Il morbo di Haggard, o quantomeno ci ho provato, ma mi ha stancata a metà, quindi sono un po' incerta se leggerne altri di McGrath. Per non parlare del film tratto da Follia: improponibile. Ha spezzato tutta l'intensità degli avvenimenti, cambiando poi in modo ridicolo ed inspiegabile il finale, dando alla protagonasta una fine ridicola e per niente pertinente al personaggio, senza poi contare la scelta degli attori! Stella sembra più un topo che una Eva Henger, Max è un uomo in carne e non "dinoccolato", Charlie è un bambino gracilino stile fabbrica del cioccolato, quando nel libro è un bambino paffuto coi denti da castoro; l'unico personaggio scelto in modo decente, secondo me per libido della regista, è Edgar. Insomma, al film do uno zero pieno, al libro 10 con lode, nel complesso, perché nessun libro mi ha mai assorbita tanto.

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    Gondrano

    03/07/2013 09:34:38

    Non mi ha entusiasmato ma è un buon libro; la storia è coinvolgente e la conduzione psicologica dei personaggi è ottima, come sempre in quest'autore.

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    Marco

    04/06/2013 10:04:08

    In tutta onestà all'inizio ho odiato questo libro. L'ho odiato perchè mi sembrava quasi un romanzo rosa. Ma l'odio è durato poco, molto poco perchè il libro è veramente stupendo. Mc Grath è decisamente capace di farti entrare nella testa dei personaggi dei suoi libri. Alla fine ti sembra di conoscerli da sempre, come se fossero tuoi amici d'infanzia. Ed il tutto senza mai annoiarti. Questo libro mi ha portato poi a leggere anche Spider che ha confermato la mia stima per questo autore. Consigliatissimo!

  • User Icon

    Ale

    15/05/2013 13:29:50

    L'idea di fondo del libro mi intriga tantissimo ma la storia narrata è abbastanza banale e prevedibile. Diciamo che il colpo di scena finale è super scontato e si intuisce ben prima dell'epilogo. Detto questo è una lettura scorrevole e non mi sono pentito di leggerlo. Non resterà nei mie libri della vita ma comunque è un libro piacevole ma niente di più.

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    Adriana

    14/03/2013 09:34:56

    E' tutto prevedibile, però ti tiene lì perché tocca quelle corde - ci piaccia o meno - quelle giuste.

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    marco50

    19/02/2013 16:53:31

    un buon libro che scorre assai veloce essendo il primo libro di mc grath che leggo mi è piaciuto non do' il massimo voto per un finale assai prevedibile ,comunque consigliato.

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    gabri

    30/01/2013 20:44:48

    Questo romanzo mi ha turbato, ma mi è anche piaciuto moltissimo, si tratta di uno di quei libri che rimangono nella mente anche mentre non stai leggendo, stregandoti.

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    Ange

    10/12/2012 17:13:48

    Tutto abbastanza prevedibile, fine compresa. In alcuni punti la storia non va avanti. La scena della gita in montagna non ha molto senso in paragone a quello che si scopre nel finale (potrei spiegarlo nei dettagli, ma non aggiungo altro per non spoilerare). Non lo consiglierei. Tutto sommato, però, non è da buttare via. Alcune parti sono buone e l'idea di fondo è carina.

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    Noemi

    23/10/2012 17:33:15

    Questa storia, mi ha fatto molta rabbia e mi ha messo anche una grande tristezza. La storia d'amore malata, di due persone condannate dalla vita. Stella, moglie di uno psichiatra criminale, è una donna bella e silenziosa, che porta dentro di se un vuoto profondo, alimentato da anni di insoddisfazione e sogni romantici. Quando incontrerà Edgar, un ex artista rinchiuso dopo aver ucciso e martoriato la moglie, il suo precario equilibrio si sfalderà piano piano e la porterà a sacrificare tutto per ciò che desidera. Riesco a dire poco di questo libro, ho trovato molta stupidità anche (forse soprattutto) nei personaggi "sani". Cecità e arrendevolezza, che ti fanno pensare che anche nel momento peggiore, l'uomo plasma tutto a seconda dei suoi voleri, arrivando anche a fare del male. Come spiegazione, mi rendo conto che è banalissima, però è stata veramente una lettura impegnativa. Non tanto per la difficoltà delle parole (che non ce ne sono), nemmeno per il tempo (sempre scarsissimo) che ho potuto dedicare alla lettura. Sono i concetti che ci vengono messi sotto al naso che mi hanno rallentata, che mi hanno "appesantito".

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    Dafne Suarez

    09/10/2012 13:13:31

    È la classica storia della moglie borghese nevrotica, annoiata e insoddisfatta; purtroppo ciò accade nell'ambito di un manicomio criminale ed il rischio, per una personalità così fragile e vulnerabile come quella di Stella, la protagonista, è dietro l'angolo, specie se s'imbatte con un tipo come Edgar Stark, paziente internato nell'ospedale criminale, con il quale intratterrà una relazione malata. La voce narrante, lo psichiatra Peter Cleave, riporta questa storia d'amore e ossessione. Nessun colpo di scena, a ben guardare il finale è anticipato nelle prime righe; escalation di un amore che sfocia nella patologia, e segue delle precise fasi: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione ecc. E' anche una storia che fa riflettere poiché il confine tra patologia e normalità è come sempre molto sfumato, specie quando tratta di un sentimento tanto complicato quale è l'amore. Molti lettori possono identificarsi se non nella linea di condotta generale, in certi atteggiamenti e stati d'animo dei vari personaggi.

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    Veronica Tani

    16/09/2012 11:12:24

    Un viaggio nella psiche complicata e contorta di due persone intrappolate in un amore forte e feroce. Il tutto guidato dal burattinaio psichiatra che per curiosità professionale o ossessione personale (per lei? per lui?)guida in qualche modo tutta la loro storia, triste e disperata, ma con momenti unici che rendono il loro amore infinito. Uno dei più bei libri che abbia mai letto.

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    Leonardo Banfi

    27/08/2012 10:32:35

    Un romanzo ben strutturato con una trama ben sviluppata sia per quanto riguarda la struttura che la scelta del linguaggio e della narrazione. Fin dalle prime righe si viene catturati dalla storia e non si vorrebbe mai smettere di leggere. I personaggi sono ben delineati dal punto di vista psicologico e lentamente nella lettura si segue la trasformazione di Stella, il personaggio principale. Molto scorrevole come lettura anche se non banale.

Vedi tutte le 196 recensioni cliente

recensione di Viacava, A., L'Indice 1998, n. 9

Credo che il titolo originale sia meno generico di quello italiano, "Follia". ""Asylum"" significa istituzione chiusa, luogo protetto e insieme prigione: mi pare sia il clima di fondo che si respira in questo libro, e non solo perché la sede dove la storia ha inizio è un manicomio.
Viene qui descritta la vicenda mille volte narrata di una donna che usa la passione d'amore per sprofondare: a differenza che per Emma Bovary, però, la scelta dell'amante di Stella, la bella moglie di un brillante psichiatra, non è solo quella di un tarlo che erode il suo matrimonio-Asylum e la sua deludente vita; la sua è una esplicita scelta di morte. Lui, così eccitante, è lì per aver ucciso e fatto a pezzi la moglie in preda a un delirio di gelosia, e lei lo sa.
Metafora di una condizione in cui la componente oscura, distruttiva di sé non lascia scampo, Stella ha l'impressione di essere viva solo quando segue la sua vocazione mortifera; neppure l'essere madre, come per Emma, è sufficiente a mettere un freno all'incantesimo.
L'esordio vorticoso travolge il sonnolento tran tran quotidiano di una tranquilla famigliola che ha appena traslocato a seguito di un incarico, che si prospetta brillante, del marito. L'incontro, la curiosità, il turbamento, il ballo, l'eccitazione senza freni, la fuga dell'amante, la scoperta. E qui si chiarisce che il rapimento amoroso per il pazzo assassino non è stato che un tentativo di negoziazione con la morte che lei si porta dentro, non aiutata da un marito distratto dal lavoro, invischiato in un legame con una madre dilagante (di un padre non c'è traccia), mentre per lei non c'è famiglia alle spalle: è come una creatura sospesa nel vuoto, senza radici, senza legami, senza amici, senza. Non può che essere votata alla morte.
E come Emma morirà, non ad opera dell'assassino amante, ma del suo assassino interno.
Eppure quando Edgar, così si chiamava lui, era arrivato sul punto di ucciderla, Stella era fuggita, attivando quel minimo di risorse vitali di cui disponeva. Ma solo per imbattersi definitivamente nella sua disperazione fino ad assistere, incapace di un gesto per salvarlo, alla morte del figlio.
Ora finalmente verrà curata, ma da chi? Dall'io narrante, che si autodefinisce amico e si rivela invece, via via, un crudele osservatore-entomologo che infilza i suoi pazienti con gli spilli della sua curiosità indifferente.
Il marito di Emma è un medico che non vede e non sa curare la disperazione di chi gli sta accanto; qui marito e narratore-osservatore sono due psichiatri rinchiusi nella loro scienza che sembra più che altro una fortezza da cui sparare proiettivamente le proprie parti deboli malate matte sugli altri per sentirsene al sicuro.
Come dire che la scienza e la chimica da sole non possono salvare dal dominio della morte stabilito nell'assenza di consapevolezza, di cure, di amore, di sollecitudine."
  • Patrick McGrath Cover

    Scrittore inglese. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia.A 21 anni si è trasferito in Canada dove ha lavorato nell’ospedale di Oakridge. Non ha perciò seguito la strada del padre e non si è laureato in psichiatria; la sua irrequietezza lo ha portato altrove, alla scrittura, ed ha immediatamente conquistato i lettori con la trama originale e coinvolgente di Follia, con oltre 500 mila copie vendute, e un successo che dura nel tempo. Tra gli altri suoi libri si ricorda: La lampada del diavolo (La Nave di Teseo, 2021) e Racconti di follia (La Nave di Teseo, 2020).Dai suoi romanzi sono stati tratti i film The Grotesque (1995), di John-Paul Davidson, Spider... Approfondisci
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