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Traduttore: M. Codignola
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Edizione: 39
Anno edizione: 1998
Pagine: 294 p.
  • EAN: 9788845913600

recensione di Viacava, A., L'Indice 1998, n. 9

Credo che il titolo originale sia meno generico di quello italiano, "Follia". ""Asylum"" significa istituzione chiusa, luogo protetto e insieme prigione: mi pare sia il clima di fondo che si respira in questo libro, e non solo perché la sede dove la storia ha inizio è un manicomio.
Viene qui descritta la vicenda mille volte narrata di una donna che usa la passione d'amore per sprofondare: a differenza che per Emma Bovary, però, la scelta dell'amante di Stella, la bella moglie di un brillante psichiatra, non è solo quella di un tarlo che erode il suo matrimonio-Asylum e la sua deludente vita; la sua è una esplicita scelta di morte. Lui, così eccitante, è lì per aver ucciso e fatto a pezzi la moglie in preda a un delirio di gelosia, e lei lo sa.
Metafora di una condizione in cui la componente oscura, distruttiva di sé non lascia scampo, Stella ha l'impressione di essere viva solo quando segue la sua vocazione mortifera; neppure l'essere madre, come per Emma, è sufficiente a mettere un freno all'incantesimo.
L'esordio vorticoso travolge il sonnolento tran tran quotidiano di una tranquilla famigliola che ha appena traslocato a seguito di un incarico, che si prospetta brillante, del marito. L'incontro, la curiosità, il turbamento, il ballo, l'eccitazione senza freni, la fuga dell'amante, la scoperta. E qui si chiarisce che il rapimento amoroso per il pazzo assassino non è stato che un tentativo di negoziazione con la morte che lei si porta dentro, non aiutata da un marito distratto dal lavoro, invischiato in un legame con una madre dilagante (di un padre non c'è traccia), mentre per lei non c'è famiglia alle spalle: è come una creatura sospesa nel vuoto, senza radici, senza legami, senza amici, senza. Non può che essere votata alla morte.
E come Emma morirà, non ad opera dell'assassino amante, ma del suo assassino interno.
Eppure quando Edgar, così si chiamava lui, era arrivato sul punto di ucciderla, Stella era fuggita, attivando quel minimo di risorse vitali di cui disponeva. Ma solo per imbattersi definitivamente nella sua disperazione fino ad assistere, incapace di un gesto per salvarlo, alla morte del figlio.
Ora finalmente verrà curata, ma da chi? Dall'io narrante, che si autodefinisce amico e si rivela invece, via via, un crudele osservatore-entomologo che infilza i suoi pazienti con gli spilli della sua curiosità indifferente.
Il marito di Emma è un medico che non vede e non sa curare la disperazione di chi gli sta accanto; qui marito e narratore-osservatore sono due psichiatri rinchiusi nella loro scienza che sembra più che altro una fortezza da cui sparare proiettivamente le proprie parti deboli malate matte sugli altri per sentirsene al sicuro.
Come dire che la scienza e la chimica da sole non possono salvare dal dominio della morte stabilito nell'assenza di consapevolezza, di cure, di amore, di sollecitudine."

Recensioni dei clienti

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    Bookworm

    10/04/2016 12.33.04

    Concordo con alcuni punti evidenziati dalla recensione di Stella dell'8/08/2012: se il lettore si aspetta un'analisi psichiatrica abbastanza precisa delle menti malate dei due protagonisti, rimarrà alquanto deluso; il narratore alterna un modo di scrivere distaccato e attento, a uno morbosamente coinvolto e gelido che talvolta dà un senso di estraniamento. Io ho letto "Trauma" dello stesso autore e sinceramente credo che abbia fatto un lavoro più accurato in quel libro. Dopotutto, essendo Patrick McGrath figlio di uno psichiatra, analizzare fino al midollo i suoi personaggi è il minimo che possa fare.

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    Hyeronimus52

    05/09/2015 20.31.03

    Perché io abbia tralasciato di leggere questo romanzo acquistato 14 anni fa preferendogli finora altri meno belli è un mistero! E' un libro scritto benissimo permeato da una tensione narrativa a tratti appena palpabile ma più spesso esplicita e tuttavia sempre sotto il controllo dello scrittore che mi ha tenuto incollato alle sue pagine per tutta la sua lettura; a una trama tutto sommato semplice dal finale apparentemente prevedibile si contrappone una attenta introspezione psicologica dei personaggi, una descrizione ambientale precisa e una grande capacità di coinvolgere il lettore. Un libro che affascina e che permette di addentrarsi nelle profondità della sensualità femminile e nella superficialità di quella maschile.

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    Rosa

    24/08/2015 11.56.06

    Io l'ho trovato brutto e banale. Grandi aspettative per un libro che forse mi avrebbe affascinata da adolescente. Da adulta l'ho trovato francamente poco convincente e in molti punti anche mal scritto. I continui "come mi avrebbe poi riferito Stella" li ho trovati insopportabili e poco credibili, così come il fatto che le parti di in cui il narratore riporta il racconto di Stella siano eccessivamente ricche di dettagli - dettagli che verosimilmente, non essendo stato presente, lui non può conoscere (e che comunque spesso non sono affatto utili alla storia)! I personaggi mi sono apparsi poco credibili e mal caratterizzati, li si fatica a visualizzare ed immaginare (ma questo è forse un mio limite). Molte buone recensioni mi hanno convinta ad acquistarlo, ma sono rimasta spiacevolmente sorpresa. L'ho letto fino alla fine sperando in un miglioramento, che non c'è stato. Un peccato perché avrebbe la pretesa di indagare le profondità della psiche umana ma a mio avviso rimane un romanzetto leggero!

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    Giovanni Rossi

    08/06/2015 18.25.29

    La morte come soluzione finale a tormenti intimi.Tutto sembra scontato nella vita terrena,ma quello che provoca la mente umana e' sempre un terreno sconosciuto tutto da esplorare.

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    Clara

    13/12/2014 16.45.20

    Comprato per caso, attirata dalla trama e da una grande fiducia verso Adelphi. È straordinario! Affascinante,intrigante e scorrevole mi ha tenuta letteralmente incollata alle pagine! Leggerò senz'altro altri libri di questo bravissimo autore!

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    Tiz

    23/03/2014 02.41.05

    Decisamente sublime nella scrittura che tocca sentimenti e pensieri in modo forte ed è per tale ragione che si legge in brevissimo tempo. La storia in se per se un pò deludente e scontata; La protagonista in balia degli eventi, una persona che subisce, non vuole moderare il suo stato piatto e trova sfogo in sentimenti perversi , riuscendo ad innamorarsi del "malato". Molto più affascinante Edgar, la sua patologia, le sue reazioni.. Povero charlie, inizialmente risultava quasi antipatico , poi man mano un dolce ragazzino.. Il narratore quasi più psicopatico di Edgar :) Nel complesso piacevole la lettura, Saluti

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    Giulia

    23/09/2013 01.32.20

    é il mio libro preferito. Perché? Perchè in libreria mi sono girata, l'ho visto in bella mostra su uno scaffale alla mia altezza, mi stavo appassionando alla psicologia, ed è stato amore a prima vista. è così scorrevole che non era neanche prevedibile, o almeno non ci ho pensato le due o tre volte che l'ho letto. Gli do il voto massimo, perchè mi ha scossa, emozionata, fatta piangere e comuqnue riflettere, alimentando una delle mie due grandi passioni: la psicologia. Mi affascinano i labirinti che la psiche è capace di creare e amo i romanzi psicologici, specie drammatici. Tuttavia ho letto anche Il morbo di Haggard, o quantomeno ci ho provato, ma mi ha stancata a metà, quindi sono un po' incerta se leggerne altri di McGrath. Per non parlare del film tratto da Follia: improponibile. Ha spezzato tutta l'intensità degli avvenimenti, cambiando poi in modo ridicolo ed inspiegabile il finale, dando alla protagonasta una fine ridicola e per niente pertinente al personaggio, senza poi contare la scelta degli attori! Stella sembra più un topo che una Eva Henger, Max è un uomo in carne e non "dinoccolato", Charlie è un bambino gracilino stile fabbrica del cioccolato, quando nel libro è un bambino paffuto coi denti da castoro; l'unico personaggio scelto in modo decente, secondo me per libido della regista, è Edgar. Insomma, al film do uno zero pieno, al libro 10 con lode, nel complesso, perché nessun libro mi ha mai assorbita tanto.

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    Gondrano

    03/07/2013 09.34.38

    Non mi ha entusiasmato ma è un buon libro; la storia è coinvolgente e la conduzione psicologica dei personaggi è ottima, come sempre in quest'autore.

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    Marco

    04/06/2013 10.04.08

    In tutta onestà all'inizio ho odiato questo libro. L'ho odiato perchè mi sembrava quasi un romanzo rosa. Ma l'odio è durato poco, molto poco perchè il libro è veramente stupendo. Mc Grath è decisamente capace di farti entrare nella testa dei personaggi dei suoi libri. Alla fine ti sembra di conoscerli da sempre, come se fossero tuoi amici d'infanzia. Ed il tutto senza mai annoiarti. Questo libro mi ha portato poi a leggere anche Spider che ha confermato la mia stima per questo autore. Consigliatissimo!

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    Ale

    15/05/2013 13.29.50

    L'idea di fondo del libro mi intriga tantissimo ma la storia narrata è abbastanza banale e prevedibile. Diciamo che il colpo di scena finale è super scontato e si intuisce ben prima dell'epilogo. Detto questo è una lettura scorrevole e non mi sono pentito di leggerlo. Non resterà nei mie libri della vita ma comunque è un libro piacevole ma niente di più.

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    Adriana

    14/03/2013 09.34.56

    E' tutto prevedibile, però ti tiene lì perché tocca quelle corde - ci piaccia o meno - quelle giuste.

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    marco50

    19/02/2013 16.53.31

    un buon libro che scorre assai veloce essendo il primo libro di mc grath che leggo mi è piaciuto non do' il massimo voto per un finale assai prevedibile ,comunque consigliato.

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    gabri

    30/01/2013 20.44.48

    Questo romanzo mi ha turbato, ma mi è anche piaciuto moltissimo, si tratta di uno di quei libri che rimangono nella mente anche mentre non stai leggendo, stregandoti.

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    Ange

    10/12/2012 17.13.48

    Tutto abbastanza prevedibile, fine compresa. In alcuni punti la storia non va avanti. La scena della gita in montagna non ha molto senso in paragone a quello che si scopre nel finale (potrei spiegarlo nei dettagli, ma non aggiungo altro per non spoilerare). Non lo consiglierei. Tutto sommato, però, non è da buttare via. Alcune parti sono buone e l'idea di fondo è carina.

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    Noemi

    23/10/2012 17.33.15

    Questa storia, mi ha fatto molta rabbia e mi ha messo anche una grande tristezza. La storia d'amore malata, di due persone condannate dalla vita. Stella, moglie di uno psichiatra criminale, è una donna bella e silenziosa, che porta dentro di se un vuoto profondo, alimentato da anni di insoddisfazione e sogni romantici. Quando incontrerà Edgar, un ex artista rinchiuso dopo aver ucciso e martoriato la moglie, il suo precario equilibrio si sfalderà piano piano e la porterà a sacrificare tutto per ciò che desidera. Riesco a dire poco di questo libro, ho trovato molta stupidità anche (forse soprattutto) nei personaggi "sani". Cecità e arrendevolezza, che ti fanno pensare che anche nel momento peggiore, l'uomo plasma tutto a seconda dei suoi voleri, arrivando anche a fare del male. Come spiegazione, mi rendo conto che è banalissima, però è stata veramente una lettura impegnativa. Non tanto per la difficoltà delle parole (che non ce ne sono), nemmeno per il tempo (sempre scarsissimo) che ho potuto dedicare alla lettura. Sono i concetti che ci vengono messi sotto al naso che mi hanno rallentata, che mi hanno "appesantito".

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    Dafne Suarez

    09/10/2012 13.13.31

    È la classica storia della moglie borghese nevrotica, annoiata e insoddisfatta; purtroppo ciò accade nell'ambito di un manicomio criminale ed il rischio, per una personalità così fragile e vulnerabile come quella di Stella, la protagonista, è dietro l'angolo, specie se s'imbatte con un tipo come Edgar Stark, paziente internato nell'ospedale criminale, con il quale intratterrà una relazione malata. La voce narrante, lo psichiatra Peter Cleave, riporta questa storia d'amore e ossessione. Nessun colpo di scena, a ben guardare il finale è anticipato nelle prime righe; escalation di un amore che sfocia nella patologia, e segue delle precise fasi: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione ecc. E' anche una storia che fa riflettere poiché il confine tra patologia e normalità è come sempre molto sfumato, specie quando tratta di un sentimento tanto complicato quale è l'amore. Molti lettori possono identificarsi se non nella linea di condotta generale, in certi atteggiamenti e stati d'animo dei vari personaggi.

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    Veronica Tani

    16/09/2012 11.12.24

    Un viaggio nella psiche complicata e contorta di due persone intrappolate in un amore forte e feroce. Il tutto guidato dal burattinaio psichiatra che per curiosità professionale o ossessione personale (per lei? per lui?)guida in qualche modo tutta la loro storia, triste e disperata, ma con momenti unici che rendono il loro amore infinito. Uno dei più bei libri che abbia mai letto.

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    Leonardo Banfi

    27/08/2012 10.32.35

    Un romanzo ben strutturato con una trama ben sviluppata sia per quanto riguarda la struttura che la scelta del linguaggio e della narrazione. Fin dalle prime righe si viene catturati dalla storia e non si vorrebbe mai smettere di leggere. I personaggi sono ben delineati dal punto di vista psicologico e lentamente nella lettura si segue la trasformazione di Stella, il personaggio principale. Molto scorrevole come lettura anche se non banale.

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    Stella

    08/08/2012 18.58.06

    Mi spiace ammetterlo ma questo libro mi ha un po' deluso, forse per via della grande aspettativa che avevo su di esso. Forse sarò io avida di dettagli e descrizioni, ma mi aspettavo che la torbida e tormentata relazione tra i due protagonisti venisse descritta per ciò che realmente era, che riuscisse a farmi arrivare quel senso di malato,di inevitabile, di folle, e di viscerale che era stato prospettato dalle tante recensioni. Invece il libro si perde in tante, tantissime descrizioni su ogni cosa, su pensieri, paesaggi, ecc., tralasciando i momenti più belli e incisivi della loro storia d'amore. A volte una parola o una riga brutale, per quanto tagliente, può risultate più utile di tanti giri di parole o di tante omissioni. Sul finale non voglio anticipar nulla, dico solo che mi aspettavo un colpo di scena invece secondo me è abbastanza scontato. Voglio dire, si capiva dall'inizio la personalità altamente manipolatoria del narratore, non era stato fatto mistero di ciò. Salvo tuttavia il modo di scrivere, distaccato ma attento, a volte implacabilmente gelido, che è riuscito a darmi quel senso di estraniamento che cercavo. Le descrizioni dei paesaggi desolati sono quelle che più ho amato. In conclusione, posso dire che forse per i miei standard è un libro un po' sopravvalutato, e che forse non aderisce pienamente al mio ideale di "capolavoro"; ma essendo per me la lettura a prescindere una cosa piacevole, ed essendo comunque un libro intenso che fa riflettere su molte tematiche e situazioni sociali, non è stato certo tempo perso, anzi.

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    Federica

    07/08/2012 11.23.32

    Sublime. Da due anni è il mio libro preferito.

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