Follia

Patrick McGrath

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Traduttore: M. Codignola
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Edizione: 39
Anno edizione: 1998
In commercio dal: 11 marzo 1998
Pagine: 294 p.
  • EAN: 9788845913600
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Gaia la libraia

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Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.
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    robbie

    29/05/2019 17:38:17

    Avevo delle aspettative molto alte su questo romanzo e sono state soddisfatte.Follia racconta la storia di un amore malato tra una donna sposata ad uno psichiatra e un pittore uxoricida ricoverato in manicomio.Per fortuna l'autore non rende mai questa relazione ossessiva e violenta,romantica,così da non giustificare i comportamenti dei protagonisti.Ho apprezzato molto il finale,la decisione della protagonista è stato il perfetto coronamento di questa passione folle.

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    laurolobi

    11/03/2019 22:54:26

    Amore è mancanza, mancanza è desiderio, desiderio può portare alla follia, ciò che alberga nelle stanze alle quali la ragione non è dato entrare. Acquistato per semplice impulso senza conoscere l'autore, una buona lettura capace di insinuare il germe della paura per la follia nella mente del lettore. Follia è un libro che ti porti dentro per tutta la vita, che ti obbliga a riflettere sulle debolezze degli esseri umani, sui lati più oscuri di ognuno. Il comportamento di Stella è assolutamente agghiacciante, l'ho amata e odiata, inguaribile sognatrice, ma di una vigliaccheria inaudita. Scritto molto bene, scorrevolissimo, da leggere assolutamente.

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    Taty85

    26/02/2019 08:32:19

    Bello, coinvolgente, crudo e scritto in maniera eccellente. Ottimo libro, lo consiglio

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    Rebecca

    30/01/2019 10:03:42

    Narrazione fluida, caratterizzazione dei personaggi eccellente, la cui psicologia viene esposta sempre più, man mano che si procede nella lettura. A metà il libro sembra perdere un po' di tono, ma, a mio aviso, è solo per creare un'atmosfera "stabile" prima del finale (ovviamente fantastico).

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    Aspettative deluse

    17/09/2018 19:23:29

    Il libro è uno splendido oggetto (Adelphi non delude mai). Nonostante l'innegabile abilità dell'autore, tuttavia, il romanzo non riesce a "decollare". Un thriller tutto sommato decente, ma non lo rileggerei. Due stelle.

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    slvn95

    11/11/2017 14:55:38

    Thriller psicologico, per l'esattezza questo libro parla di ossessione sessuale e di tradimento. Le vicende sono raccontate dallo psichiatra dei due protagonisti che nella maggior parte delle situazioni non era presente, e gli sono state raccontate poi. Si percepisce la follia di Stella, del fatto di lasciare tutto e tutti per una storia d'amore che non potrà mai andare a lieto fine. Il tradimento non è un argomento che mi piace, infatti ho odiato Stella per tutto il libro (anche se penso che sia stata caratterizzata bene, nonostante i suoi vacillamenti) e ho odiato soprattutto il suo menefreghismo nei confronti di suo figlio Charlie. L'autore coglie tutte le sfumature della malattia mentale di Stella ed Edgar e ce le mostra a nudo tra le righe di queste pagine. Nonostante ci siano pochi dialoghi, e sia molto descrittivo (soprattutto dei bei paesaggi) la narrazione non annoia mai, anzi ti porta a volerne sapere di più. Una pecca i capitoli un po' troppo lunghi, e un finale un po' affrettato e quasi scontato, ma si può sorvolare.

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    Bookworm

    10/04/2016 12:33:04

    Concordo con alcuni punti evidenziati dalla recensione di Stella dell'8/08/2012: se il lettore si aspetta un'analisi psichiatrica abbastanza precisa delle menti malate dei due protagonisti, rimarrà alquanto deluso; il narratore alterna un modo di scrivere distaccato e attento, a uno morbosamente coinvolto e gelido che talvolta dà un senso di estraniamento. Io ho letto "Trauma" dello stesso autore e sinceramente credo che abbia fatto un lavoro più accurato in quel libro. Dopotutto, essendo Patrick McGrath figlio di uno psichiatra, analizzare fino al midollo i suoi personaggi è il minimo che possa fare.

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    Hyeronimus52

    05/09/2015 20:31:03

    Perché io abbia tralasciato di leggere questo romanzo acquistato 14 anni fa preferendogli finora altri meno belli è un mistero! E' un libro scritto benissimo permeato da una tensione narrativa a tratti appena palpabile ma più spesso esplicita e tuttavia sempre sotto il controllo dello scrittore che mi ha tenuto incollato alle sue pagine per tutta la sua lettura; a una trama tutto sommato semplice dal finale apparentemente prevedibile si contrappone una attenta introspezione psicologica dei personaggi, una descrizione ambientale precisa e una grande capacità di coinvolgere il lettore. Un libro che affascina e che permette di addentrarsi nelle profondità della sensualità femminile e nella superficialità di quella maschile.

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    Rosa

    24/08/2015 11:56:06

    Io l'ho trovato brutto e banale. Grandi aspettative per un libro che forse mi avrebbe affascinata da adolescente. Da adulta l'ho trovato francamente poco convincente e in molti punti anche mal scritto. I continui "come mi avrebbe poi riferito Stella" li ho trovati insopportabili e poco credibili, così come il fatto che le parti di in cui il narratore riporta il racconto di Stella siano eccessivamente ricche di dettagli - dettagli che verosimilmente, non essendo stato presente, lui non può conoscere (e che comunque spesso non sono affatto utili alla storia)! I personaggi mi sono apparsi poco credibili e mal caratterizzati, li si fatica a visualizzare ed immaginare (ma questo è forse un mio limite). Molte buone recensioni mi hanno convinta ad acquistarlo, ma sono rimasta spiacevolmente sorpresa. L'ho letto fino alla fine sperando in un miglioramento, che non c'è stato. Un peccato perché avrebbe la pretesa di indagare le profondità della psiche umana ma a mio avviso rimane un romanzetto leggero!

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    Giovanni Rossi

    08/06/2015 18:25:29

    La morte come soluzione finale a tormenti intimi.Tutto sembra scontato nella vita terrena,ma quello che provoca la mente umana e' sempre un terreno sconosciuto tutto da esplorare.

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    Clara

    13/12/2014 16:45:20

    Comprato per caso, attirata dalla trama e da una grande fiducia verso Adelphi. È straordinario! Affascinante,intrigante e scorrevole mi ha tenuta letteralmente incollata alle pagine! Leggerò senz'altro altri libri di questo bravissimo autore!

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    Tiz

    23/03/2014 02:41:05

    Decisamente sublime nella scrittura che tocca sentimenti e pensieri in modo forte ed è per tale ragione che si legge in brevissimo tempo. La storia in se per se un pò deludente e scontata; La protagonista in balia degli eventi, una persona che subisce, non vuole moderare il suo stato piatto e trova sfogo in sentimenti perversi , riuscendo ad innamorarsi del "malato". Molto più affascinante Edgar, la sua patologia, le sue reazioni.. Povero charlie, inizialmente risultava quasi antipatico , poi man mano un dolce ragazzino.. Il narratore quasi più psicopatico di Edgar :) Nel complesso piacevole la lettura, Saluti

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    Giulia

    23/09/2013 01:32:20

    é il mio libro preferito. Perché? Perchè in libreria mi sono girata, l'ho visto in bella mostra su uno scaffale alla mia altezza, mi stavo appassionando alla psicologia, ed è stato amore a prima vista. è così scorrevole che non era neanche prevedibile, o almeno non ci ho pensato le due o tre volte che l'ho letto. Gli do il voto massimo, perchè mi ha scossa, emozionata, fatta piangere e comuqnue riflettere, alimentando una delle mie due grandi passioni: la psicologia. Mi affascinano i labirinti che la psiche è capace di creare e amo i romanzi psicologici, specie drammatici. Tuttavia ho letto anche Il morbo di Haggard, o quantomeno ci ho provato, ma mi ha stancata a metà, quindi sono un po' incerta se leggerne altri di McGrath. Per non parlare del film tratto da Follia: improponibile. Ha spezzato tutta l'intensità degli avvenimenti, cambiando poi in modo ridicolo ed inspiegabile il finale, dando alla protagonasta una fine ridicola e per niente pertinente al personaggio, senza poi contare la scelta degli attori! Stella sembra più un topo che una Eva Henger, Max è un uomo in carne e non "dinoccolato", Charlie è un bambino gracilino stile fabbrica del cioccolato, quando nel libro è un bambino paffuto coi denti da castoro; l'unico personaggio scelto in modo decente, secondo me per libido della regista, è Edgar. Insomma, al film do uno zero pieno, al libro 10 con lode, nel complesso, perché nessun libro mi ha mai assorbita tanto.

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    Gondrano

    03/07/2013 09:34:38

    Non mi ha entusiasmato ma è un buon libro; la storia è coinvolgente e la conduzione psicologica dei personaggi è ottima, come sempre in quest'autore.

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    Marco

    04/06/2013 10:04:08

    In tutta onestà all'inizio ho odiato questo libro. L'ho odiato perchè mi sembrava quasi un romanzo rosa. Ma l'odio è durato poco, molto poco perchè il libro è veramente stupendo. Mc Grath è decisamente capace di farti entrare nella testa dei personaggi dei suoi libri. Alla fine ti sembra di conoscerli da sempre, come se fossero tuoi amici d'infanzia. Ed il tutto senza mai annoiarti. Questo libro mi ha portato poi a leggere anche Spider che ha confermato la mia stima per questo autore. Consigliatissimo!

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    Ale

    15/05/2013 13:29:50

    L'idea di fondo del libro mi intriga tantissimo ma la storia narrata è abbastanza banale e prevedibile. Diciamo che il colpo di scena finale è super scontato e si intuisce ben prima dell'epilogo. Detto questo è una lettura scorrevole e non mi sono pentito di leggerlo. Non resterà nei mie libri della vita ma comunque è un libro piacevole ma niente di più.

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    Adriana

    14/03/2013 09:34:56

    E' tutto prevedibile, però ti tiene lì perché tocca quelle corde - ci piaccia o meno - quelle giuste.

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    marco50

    19/02/2013 16:53:31

    un buon libro che scorre assai veloce essendo il primo libro di mc grath che leggo mi è piaciuto non do' il massimo voto per un finale assai prevedibile ,comunque consigliato.

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    gabri

    30/01/2013 20:44:48

    Questo romanzo mi ha turbato, ma mi è anche piaciuto moltissimo, si tratta di uno di quei libri che rimangono nella mente anche mentre non stai leggendo, stregandoti.

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    Ange

    10/12/2012 17:13:48

    Tutto abbastanza prevedibile, fine compresa. In alcuni punti la storia non va avanti. La scena della gita in montagna non ha molto senso in paragone a quello che si scopre nel finale (potrei spiegarlo nei dettagli, ma non aggiungo altro per non spoilerare). Non lo consiglierei. Tutto sommato, però, non è da buttare via. Alcune parti sono buone e l'idea di fondo è carina.

Vedi tutte le 190 recensioni cliente

recensione di Viacava, A., L'Indice 1998, n. 9

Credo che il titolo originale sia meno generico di quello italiano, "Follia". ""Asylum"" significa istituzione chiusa, luogo protetto e insieme prigione: mi pare sia il clima di fondo che si respira in questo libro, e non solo perché la sede dove la storia ha inizio è un manicomio.
Viene qui descritta la vicenda mille volte narrata di una donna che usa la passione d'amore per sprofondare: a differenza che per Emma Bovary, però, la scelta dell'amante di Stella, la bella moglie di un brillante psichiatra, non è solo quella di un tarlo che erode il suo matrimonio-Asylum e la sua deludente vita; la sua è una esplicita scelta di morte. Lui, così eccitante, è lì per aver ucciso e fatto a pezzi la moglie in preda a un delirio di gelosia, e lei lo sa.
Metafora di una condizione in cui la componente oscura, distruttiva di sé non lascia scampo, Stella ha l'impressione di essere viva solo quando segue la sua vocazione mortifera; neppure l'essere madre, come per Emma, è sufficiente a mettere un freno all'incantesimo.
L'esordio vorticoso travolge il sonnolento tran tran quotidiano di una tranquilla famigliola che ha appena traslocato a seguito di un incarico, che si prospetta brillante, del marito. L'incontro, la curiosità, il turbamento, il ballo, l'eccitazione senza freni, la fuga dell'amante, la scoperta. E qui si chiarisce che il rapimento amoroso per il pazzo assassino non è stato che un tentativo di negoziazione con la morte che lei si porta dentro, non aiutata da un marito distratto dal lavoro, invischiato in un legame con una madre dilagante (di un padre non c'è traccia), mentre per lei non c'è famiglia alle spalle: è come una creatura sospesa nel vuoto, senza radici, senza legami, senza amici, senza. Non può che essere votata alla morte.
E come Emma morirà, non ad opera dell'assassino amante, ma del suo assassino interno.
Eppure quando Edgar, così si chiamava lui, era arrivato sul punto di ucciderla, Stella era fuggita, attivando quel minimo di risorse vitali di cui disponeva. Ma solo per imbattersi definitivamente nella sua disperazione fino ad assistere, incapace di un gesto per salvarlo, alla morte del figlio.
Ora finalmente verrà curata, ma da chi? Dall'io narrante, che si autodefinisce amico e si rivela invece, via via, un crudele osservatore-entomologo che infilza i suoi pazienti con gli spilli della sua curiosità indifferente.
Il marito di Emma è un medico che non vede e non sa curare la disperazione di chi gli sta accanto; qui marito e narratore-osservatore sono due psichiatri rinchiusi nella loro scienza che sembra più che altro una fortezza da cui sparare proiettivamente le proprie parti deboli malate matte sugli altri per sentirsene al sicuro.
Come dire che la scienza e la chimica da sole non possono salvare dal dominio della morte stabilito nell'assenza di consapevolezza, di cure, di amore, di sollecitudine."
  • Patrick McGrath Cover

    Scrittore inglese. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia.A 21 anni si è trasferito in Canada dove ha lavorato nell’ospedale di Oakridge. Non ha perciò seguito la strada del padre e non si è laureato in psichiatria; la sua irrequietezza lo ha portato altrove, alla scrittura, ed ha immediatamente conquistato i lettori con la trama originale e coinvolgente di Follia, con oltre 500 mila copie vendute, e un successo che dura nel tempo.Dai suoi romanzi sono stati tratti i film The Grotesque (1995), di John-Paul Davidson, Spider (2002), di David Cronenberg e Asylum, di David Mackenzie nel 2005. Approfondisci
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