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Fondamenta degli incurabili

Iosif Brodskij

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Traduttore: Gilberto Forti
Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 728,89 KB
Pagine della versione a stampa: 108 p.
  • EAN: 9788845975141
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Gaia la libraia

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Parlare di Venezia significa parlare di tutto - e in particolare della letteratura, del tempo, della forma, dell'occhio che la guarda. Così è per Brodskij in senso pienamente letterale. Questa divagazione su una città si spinge nelle profondità della memoria del pianeta, sino alla nascita della vita dalle acque, da una parte, e, dall'altra, nei meandri della memoria dello scrittore, intrecciando alla riflessione le apparizioni nel ricordo di certi momenti, di certi fatti che per lui avvennero a Venezia. C'è qui, come sempre in Brodskij, l'immediatezza della percezione e il gioco fulmineo che la traspone su un piano metafisico. E, per il lettore, quella percezione, quel contrappunto di immagini e pensieri intriderà d'ora in poi il nome stesso di Venezia.
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    bostro

    07/05/2019 12:37:31

    Brodskij dopo essere scappato dall'Unione Sovietica si rifugiò, come fanno tutti quelli che scappano da qualcosa, negli Stati Uniti. Ma per il resto della vita le sue ferie da professore andò a trascorrerle sempre a Venezia, tant'è che vi è una targa a lui dedicata in questa città. Questo libercolo mischia autobiografia ad aforistica a poetica a saggistica a psicologia in maniera dotta. Potrebbe sembrare un'accozzaglia di stili, ma alla fine, mi pare al paragrafo 46, dice chiaro e tondo il succo di tutto: Venezia è bella come un sogno, e la caratteristica dei sogni è di essere incoerenti ed ecco perché è così fatto questo libro. In effetti ci si muove come in un sogno, e questo rende il libro difficile ma non a chi ha vissuto almeno qualche anno a Venezia. Non chi l'ha visitata di giorno, né che vi ha pernottato per qualche giorno, ma chi vi ha vissuto. Ecco, solo loro comprenderanno il libro perché avranno compreso una parte di Venezia. Non tutta, questo è impossibile: Venezia è talmente bella che trascende la capacità umana di comprensione. E' un canto d'amore a Venezia e ammetto che per tre notti mi ha risvegliato infiniti ricordi ed emozioni. Se ci hai vissuto, Venezia te la porti nel cuore per sempre, perché viverla da venezia è il modo corretto per viverla, l'unico. I miei ricordi non sono di monumenti o chiese o musei, ma sono di camminate di notte per le calli, sono le uscite per andare al supermercato o a fare il Bancomat, sono i ritorni a casa a notte fonde, o l'arrivo in treno la domenica sera coi bagagli, o le giornate di pioggia, o la colazione al bar, o l'uscita per andare a fare aperitivo con l'acqua alta, o la sigaretta fumata seduto sulle panche del campanile, tutti ricordi che questo libro ha smosso come un'ondata.

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    Aldo

    16/12/2018 23:32:07

    Finora il libro più bello che ho letto ispirato a e da Venezia, migliore di qualsiasi guida turistica, scritto da un grandissimo Poeta che faceva di tutto per visitarla almeno una volta ogni anno e che afferma: "Avrò sbagliato a non nascere qui". Un capolavoro che consiglio a tutti coloro che adorano come me questa città in lenta, inarrestabile decomposizione...

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    Anto

    22/09/2018 15:26:46

    Venezia: unica al Mondo. Da vivere almeno una volta durante l’inverno. Senza il brusio dei turisti “mordi e fuggi” offre il meglio di se. Attraversare le sue calli, avvolti dalla nebbia e ascoltare in silenzio il suono delle onde che si infrangono contro i muri delle case. E magicamente ritrovarsi in un’altra epoca. Amo questo piccolo libro perché ogni volta che lo rileggo sento Venezia. Le parole di Brodskij per descriverla ti entrano nelle vene e davanti agli occhi vedi ogni angolo, sembra perfino di riuscire a sentire l’odore delle alghe in inverno... questo non è un semplice libro su Venezia, ma la sua guida per eccellenza. Consigliato di cuore.

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    Cristiana

    24/06/2018 07:38:45

    Pagine meravigliose sull'acqua e sulle pietre Splendido privilegio poter vedere Venezia con gli occhi di un poeta. Un poeta certo, ma anche un uomo profondo e colto, innamorato dell'Italia e di Venezia in particolare che gli ricordava la sua San Pietroburgo.

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    luca bidoli

    25/01/2018 09:55:46

    L'ho riletto in questi giorni e ho ritrovato le emozioni forti, assolute delle prime letture. Un piccolo libro aureo, di una delicatezza e visionarietà assoluta, dalle mille sfaccettature e colori, cangiante come i cieli e le acque della Serenissima, mobile e ondivago al apri dei ritmi delle sue maree. Non è facile scrivere di e su Venezia, senza cadere nel già detto o sentito, nel banale, nell'ovvio: città quasi perfetta deve esserne colta la parte di imperfezione che la rende unica. Pagine e passi che rimangono impressi nella memoria, la abitano come i più graditi ospiti: " perché noi andiamo e la bellezza resta. Perché noi siamo diretti verso il futuro mentre la bellezza è lìeterno presente...". Bisognerà andare, un giorno, sino all'isola dei morti, san Michele, con un girasole in mano.

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    MD

    20/03/2017 07:45:03

    Qual è la figura femminile che si intravvede sotto la trama rarefatta e delicatissima del libro “Fondamenta degli incurabili”? La vera ispiratrice di questa riflessione poetica? Tale dubbio, lo accolgo come uno sprone alla rilettura di uno dei più bei libri scritti su Venezia, sulla poesia, sul sogno e sull’eros, ed è, come i migliori libri di viaggio, un’autobiografia: “a crystal whose facets reflect an entire life, with exile and ill health glinting at the edges of planes whose direct glare is sheer beauty” (John Updike). Brodskij visitò la città sulla Laguna per la prima volta a Natale del 1972, dopo un soggiorno di sei mesi negli Stati Uniti. Il suo riferimento era Maria Doria de Zuliani, che è la presenza femminile ritratta all’inizio di “Watermark”, quella figura che trasforma l’identità di Brodskij in qualcosa di nuovo e fluido, inaugurando anche il suo passaggio alla lingua americana. Ma la protagonista è la città medesima, das winterliche Venedig, e ancor prima la sua luce.

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    jane

    26/11/2015 15:39:15

    L'occhio di un pittore, i ricordi di un uomo, le parole di un poeta.

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    filippo nox

    29/03/2012 18:13:11

    Una descrizione sublime di Venezia. Consigliato!

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    Anna

    19/07/2011 14:22:19

    Un omaggio delicato e poetico a una città delicata e poetica. Un atto d'amore pieno di sensibilità e mai pernicioso

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    anna

    06/12/2007 18:18:41

    Brodskij ha scritto di Venezia con un pennello e i colori!!

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    Piero

    10/09/2007 11:00:24

    Un gioiello veneziano. Chia ama la Serenissima e la sua storia non può non leggerlo.

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    rainbow

    10/03/2007 19:00:55

    Che bellezza! Che classe! Che letteratura!

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    Davide

    28/07/2005 09:46:12

    Lo stesso Brodskij ricorda che "La vita viene vissuta con una buona percentuale di noia." E' la condizione esistenziale dell'uomo, che oscilla fra sensazioni forti come anche il dolore e sensazioni deboli come la noia. L'immagine che ne viene fuori di Venezia è stupenda, quasi come una nebulosa che non puoi identificare con esattezza che sfugge a qualsiasi cliché, in una tensione di pacata gioia, di memorabile dolore e di imprecisabile noia. Non è strano che un poeta che abbia sofferto le torture di regime dica questo: "L'estetica è la madre dell'etiuca".

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    vale

    10/07/2004 19:25:24

    Tutti coloro che amano Venezia dovrebbero leggerlo, ma soprattutto chi cerca attraverso altri occhi la suggestione per un modo poetico di vedere. E' infatti la vista l'organo di senso che più viene sollecitato dalle nebbie e dai merletti della città. Che bel libro!

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  • Iosif Brodskij Cover

    Poeta russo e Premio Nobel per la letteratura nel 1987. Esordì nel 1958, pubblicando alcune poesie in una rivista clandestina: riconosciuto come uno dei lirici più dotati della sua generazione, ebbe il sostegno di Anna Achmatova che gli dedicò una delle sue raccolte (1963). Nel 1964 venne arrestato con l’accusa di parassitismo e condannato a cinque anni di lavori forzati, dopo un processo che scatenò violente reazioni nell’opinione pubblica mondiale. Rilasciato dopo diciotto mesi, tornò a vivere a Leningrado, dedicandosi soprattutto alla traduzione di poeti inglesi (Donne, Hopkins). La sua raccolta di versi Fermata nel deserto usciva intanto a New York, nel 1970. Nel 1972 fu costretto dalle autorità sovietiche a emigrare, e si stabilì... Approfondisci
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