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Fëdor Dostoevskij

Curatore: S. Prina
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 1114 p. , Brossura
  • EAN: 9788807900792

Recensioni dei clienti

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    Mirko

    13/11/2016 19.44.19

    E' difficile dare un giudizio su questo famosissimo romanzo. Diciamo innanzitutto che è una lettura molto impegnativa. Prima di tutto per la mole (1056 pagine); in secondo luogo per la complessità dei dialoghi (il romanzo è ambientato nella Russia dell' 800 e alcuni colloqui risultano difficili da capire); poi per il numero vasto di personaggi e per le numerose divagazioni filosofiche. Sono d'accordo che il romanzo potrebbe essere molto più breve e che la parte migliore è la seconda. Quindi da consigliare o no? Diciamo così: resistete per le prime 600 pagine, prendate nota dei nomi dei personaggi (non è facile ricordarsi di un personaggio dal nome russo che ricompare dopo alcune centinaia di pagine) e godetevi le ultime 400 pagine, davvero coinvolgenti. Il giudizio di 3 stelle è proprio una media tra 1 stella della prima parte e 5 stelle della seconda.

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    Enzo

    24/09/2015 17.11.58

    Un romanzo di oltre 1000 pagine che ne avrebbe volentieri fatto a meno di circa 300 non fosse stato per la profusione di vaniloqui ridondanti dei logorroici personaggi, e di scene secondarie passibili di ritagli. Oltre a questi ho ritrovato i soliti punti deboli: stile ripetitivo e sgraziato; messinscene infuocate di consunto sentimentalismo e piroette narrative prese da ritriti feuilleton; una patetica e irritante veemenza cristiana propagandistica; personaggi doverosamente morbosi e psicolabili, quasi tutti assurdamente muniti di una lancinante autocoscienza, la cui scarna caratterizzazione, nonostante le contorsioni psicoanalitiche, denuncia chiaramente l'intento teorico che li muove, soprattutto per quanto riguarda le nevrotiche figure femminili idealizzate fino al ridicolo. L'intuito psicologico di D. (di lì a poco surclassato dai suoi discepoli, ad es. T. Mann)è indubbiamente strabiliante sennonché, appunto per la sua lucida chiarezza analitica, l'ambiguità premeditata e compiaciuta con la quale adombra talora taluni atteggiamenti riesce indigesta. Il punto forte, invece, è la meravigliosa architettura filosofica sulla cui vetta troneggia il conturbante concetto, stavolta ulteriormente ampliato e definito, dell'embrionale Oltreuomo nietzschiano (tanto affascinante da scusare l'autore se riutilizza praticamente la stessa chiave di volta di Delitto e Castigo). In definitiva un romanzo brillante e stimolante nei contenuti, goffo e stancante nella struttura (il meglio è riservato alle ultime 400 pagine), che a mio avviso soffre del tempo trascorso. Per me il vero capolavoro di D. resta L'Idiota.

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    Ivano

    25/08/2014 20.42.39

    Sappi che in Verità chiunque è colpevole dinnanzi a tutti, per tutti e per tutto. Meditate Gente, Meditate.

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