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Fuori da un evidente destino

Giorgio Faletti

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Editore: Dalai Editore
Collana: I mini
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 giugno 2007
Pagine: 495 p., Brossura
  • EAN: 9788860731548
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Gaia la libraia

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Il passato è il posto più difficile a cui tornare. Jim Mackenzie, pilota di elicotteri per metà indiano, lo impara a sue spese quando si ritrova dopo parecchi anni nell'immobile città ai margini della riserva Navajo in cui ha trascorso l'adolescenza e da cui ha sempre desiderato fuggire con tutte le sue forze. Jim è costretto a districarsi tra conti in sospeso e parole mai dette, fra uomini e donne che credeva di aver dimenticato e presenze che sperava cancellate dal tempo. E soprattutto è costretto a confrontarsi con la persona che più ha sfuggito per tutta la vita: se stesso. Ma il coraggio antico degli avi è ancora vivo ed è un'eredità che non si può ignorare quando si percorre la stessa terra. Nel momento in cui una catena di innaturali omicidi sconvolgerà la sua esistenza e quella della tranquilla cittadella dell'Arizona, Jim si renderà conto che è impossibile negare la propria natura quando un passato scomodo e oscuro torna per esigere il suo tributo di sangue.
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    Q.Z

    12/04/2021 11:46:06

    Contenuto: trama totalmente affidata al protagonista mezzosangue, che è la dimostrazione concreta di come sia impossibile cancellare le proprie radici. Vittime e assassini sono gli strumenti accessori di questo romanzo multiforme, ma avvincente. Tipologia lettore: non esigente.

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    menasol

    23/12/2020 16:30:20

    Non il migliore Faletti sicuramente. Una storia ai limiti del verosimile e a tratti un po'scontata. Ho amato gli altri libri dell'autore, ma questo è sicuramente da dimenticare.

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    Luce95

    28/09/2020 11:54:29

    Io amo Faletti e la sua scrittura, in tutte le sue sfumature. Questo però è un libro un po' diverso da altri suoi scritti. Non mi ha convinto appieno, ma la lettura è stata comunque piacevole.

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    PaBi

    11/09/2020 11:03:46

    Uno dei libri più inutili che io abbia amai letto. Non c’è niente da salvare, stucchevole e melenso vuole mettere insieme amore e mistero senza cavare un ragno dal buco! Con un briciolo di masochismo mi sono sforzata di arrivare fino alla fine tanto per capire fino a che punto poteva scadere questa storia banalmente sconclusionata. Se nei primi libri di Faletti c’era sicuramente un certo “mestiere” (anche se per me un buon thriller è un’altra cosa) qui non c’è proprio niente di niente. Bocciatissimo.

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    Veronica

    23/06/2020 15:31:43

    Avvincente e ben scritto come tutti i libri di Faletti. Forse ancora più intrigante degli altri!!

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    Marcela

    23/04/2020 10:30:37

    Ancora una volta un Faletti alla ricerca della perfezione linguistica e narrativa. Un abile ricercatore, di luoghi,di persone che si intrecciano con la sua fantasia di scrittore. E anche in questo romanzo dà prova della sua abilità. Un romanzo che non lascia delusi i suoi fans.

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    Agnes

    10/12/2018 10:29:57

    Rispetto agli altri suoi romanzi è quello che ho gradito di meno. L'ho comunque portato a termine senza difficoltà, la lettura è in ogni modo piacevole.

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    Rafed73

    19/11/2018 11:38:07

    Scritto bene ma non ai livelli dei suoi precedenti libri

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    sara

    21/09/2018 13:21:26

    Sicuramente il romanzo più bizzarro di Faletti, come sempre la scrittura è piacevole e scorrevole. Bello.

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    Rigus68

    08/08/2018 16:40:19

    Che Faletti sia un valido scrittore è indubbio e il suo romanzo (e capolavoro) d’esordio “Io Uccido” ne è la prova. Qui però è sprofondato in una palude. Per diversi motivi. Anzitutto il romanzo è prolisso, allo stile americano che richiede almeno 500-600 pagine per l’imprimatur. Un taglio del 30% del testo sarebbe stato benefico. C’è poi l’essersi impelagato nella saga del popolo Navajo: c’è talmente una vasta letteratura su questa tribù indiana (la più numerosa e la più famosa) che aggiungervi qualcos’altro è impresa molto dura e che richiede una straordinaria conoscenza di questo popolo. Non basta l’infarinatura che Faletti si è fatto per costruire una storia che abbia un senso. Questo romanzo è basato su una leggenda talmente improbabile e su virtù sciamaniche ben sopra ogni possibile realizzazione da farne quasi una storia per ragazzi (sempre che i nostri giovani, ormai ampiamente svezzati, l’accettino). Quest’essere misterioso, costituito da ombra e terriccio, che riemerge dal passato per massacrare gli eredi degli autori di delitti di cent’anni prima, rievocato da un potente sciamano, ha ben poco senso: un’ombra impalpabile non può macinare le ossa delle vittime e ridurle a sogliola come se fosse un potente rullo compressore! C’è poi l’ambientazione: Flagstaff non è certo un luogo rappresentativo del popolo Navajo, non è neppure nella riserva indiana. L’Arizona è già stata ampiamente colonizzata da Tony Hillerman, che ha pubblicato ben 18 romanzi (pluri-premiati) su saghe e avventure (in forma di thrillers e polizieschi) che coinvolgono il popolo Navajo, le sue leggende e i suoi costumi. Il sergente Jim Chee della Navajo Tribal Police e il luogotenente Leaphorn sono l’inossidabile coppia di poliziotti che ci hanno portato a visitare i luoghi più spettacolari dell’Arizona e dei Four Corner’s Area. Se Faletti li avesse letti, magari avrebbe cambiato rotta! Hanta Yo (Clear the Way) avrebbe esclamato Ruth Beebe Hill.

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    Anto

    16/05/2018 10:36:04

    Libro affascinante e pieno di colpi di scena. Consigliato a tutti coloro amano Giorgio Faletti e il suo stile letterario.

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    Giada

    22/08/2017 13:55:56

    Faletti non si è smentito nemmeno con il terzo romanzo (premetto che, prima di "Fuori da un evidente destino", ho letto nell'ordine "Io uccido", "Io sono Dio" e "Niente di vero tranne gli occhi"), anzi, a mio parere ha superato persino la genialità che caratterizzava i due precedenti. Le sue storie sono sempre diverse e mai banali o scontate, poco importa se spesso fa ricorso al paranormale per sciogliere l'intreccio (dove sta scritto che in un thriller non si possa?), e i personaggi pare che vivano di vita propria, dalla precisione con cui sono delineati, sia fisicamente che caratterialmente (ne è un esempio il meraviglioso Silent Joe). Se proprio gli si vuole addebitare un qualche (peraltro minimo) "difetto" - che poi, secondo i punti di vista, può essere definito "accuratezza maniacale" -, si può affermare che in alcune parti i romanzi di Faletti pecchino di prolissità, soprattutto nelle descrizioni; tuttavia, anche questo dilungarsi in divagazioni, questo indugiare insistente nei particolari, ha un senso e uno scopo ben preciso: man mano, infatti, che la vicenda si snoda conducendo progressivamente allo scioglimento dell'intreccio, i tasselli che l'autore ha disseminato magistralmente tra le pagine vanno ad incastrarsi perfettamente tra loro, completando il puzzle e chiudendo così il cerchio della trama. Le opere di Faletti non sono, come probabilmente molti ancora credono (rimanendo per questo delusi), romanzi "da ombrellone", da leggere in maniera superficiale, immersi nello scanzonato clima vacanziero; sono, bensì, storie ben studiate, che poggiano su una preparazione solida e fondata, costruite e sviluppate in maniera estremamente logica fino alla fine. E "Fuori da un evidente destino" (che, nella mia classifica personale, ha scavalcato "Io sono Dio", raggiungendo la vetta) ne è l'ulteriore conferma, un vero capolavoro del Genio (letterario e non solo) falettiano, l'ennesimo che fa rimpiangere amaramente il fatto che non ve ne potranno mai più essere altri.

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    Cristiano

    08/05/2009 14:34:07

    molto appassionante da restare con il fiato sospeso

Vedi tutte le 13 recensioni cliente
  • Giorgio Faletti Cover

    Giorgio Faletti, artista poliedrico, non ha mai smesso di dare prova della sua capacità di spaziare da un campo artistico all’altro. Come comico ha lasciato una forte impronta nel panorama della comicità creando una serie di personaggi indimenticabili protagonisti di alcune fortunate serie televisive come Drive In, Emilio e Fantastico 90. Anche come musicista Giorgio Faletti ha ottenuto negli anni numerosi consensi. Ha cominciato pubblicando in proprio diversi album di successo. Nel 1994, con la canzone Signor Tenente, si è aggiudicato il secondo posto e il Premio della Critica al Festival di Sanremo. Sono nate in seguito le collaborazioni con alcuni grandi artisti della musica leggera italiana: ha scritto canzoni per Mina, Milva, Gigliola Cinquetti e i versi di... Approfondisci
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