La furia. Magdeburg

Alan D. Altieri

Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 29 maggio 2008
Pagine: 856 p., Brossura
  • EAN: 9788850216413
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Descrizione
Con il volume centrale della trilogia ambientata nella Guerra dei Trent'anni, la fine di un'epoca diventa un affresco ancora più gotico, ancora più incombente. Tra disperate lotte per la sopravvivenza e scontri tra sanguinari sterminatori, tra rivelazioni della tragedia passata e profezie dell'Armageddon a venire, il fato di Magdeburg, la possente città ribelle sul fiume Elba, viene suggellato da crudeli giochi di potere destinati a divorare ogni cosa. E ogni uomo.

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    n.d.

    20/07/2017 09:58:06

    Argomento interessante. Un po' troppo psicologico.

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    n.d.

    20/07/2017 09:58:06

    Argomento interessante. Un po' troppo psicologico.

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    Andrea

    09/07/2009 10:47:33

    Per gli amanti del gotico molto probabilmente questo libro diverrà un classico; per me, amante del romanzo storico, attratto da questa trilogia specialmente perchè ambientata durante la Guerra dei Trent'anni, rimane un buon romanzo, a tratti avvincente, anche se l'eccesso di richiami gotici unito al modo di scrivere dell'autore non permette un pieno apprezzamento dell'opera.

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    Voltaire

    24/06/2009 10:42:05

    Per parlare in termini cinematografici evidentemente cari ad Altieri, a confronto con questo "La furia" il primo volume della trilogia, "L'eretico", può essere considerato un "trailer". Qui ci troviamo invece di fronte alla quantità spaventosa di 850 pagine, che non sarà "Guerra e Pace" (non lo è in nessun senso, ahimè ...) ma che possono intimidire. Ma con i libri di Altieri c'è almeno una cosa di bello: abituano alle tecniche di lettura rapida! Credo che nessuno che non abbia una buona dose di masochismo si soffermerebbe ad "assaporare" (si fa per dire) la prosa di Altieri in almeno un quinto delle righe stampate. Capita l'antifona, compresa la distinzione altieriana tra Crack! e Craaak!, appurato l'onanismo dei sostantivi (vomito, sterco, pus, ecc. ecc.) e degli aggettivi (purpureo, vaiolato, sfondato, mutilato ...), rilevata l'irritante reiterazione del corsivo quale metodo per spezzare ulteriormente una prosa già frammentata, il lettore accorto procederà in molti casi leggendo una parola su quattro, sbirciando le rimanenti con la coda dell'occhio. Scoprendo ben presto che la lettura non ci perde per nulla, anzi ci guadagna. Quantomeno in tempo che gli resta per dedicarsi ad altre cose. E così le 850 pagine possono tranquillamente essere "zippate" in un seicento pagine "effettive". In un caso Altieri ci gratifica addirittura di un "bonus" di un intero capitolo, il XXVIII, che può tranquillamente essere saltato per intero senza perdere tempo a cercarne un qualche significato importante per la trama. Ciò detto, rispetto al primo volume della trilogia questo "La furia" ci regala almeno qualche approfondimento in più. Alcuni personaggi, in particolare il protagonista negativo Reinhardt von Dekken, sono molto meglio delineati psicologicamente. Compaiono personaggi storici imponenti, come il Wallenstein e il Tilly, e la parte storica appare più curata. Resta però il rimpianto che tale ambientazione storica, un periodo drammatico ed affascinante, non abbia trovato una penna migliore. E non ci vorrebbe molto.

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    Voltaire

    24/06/2009 10:35:51

    Per parlare in termini cinematografici evidentemente cari ad Altieri, a confronto con questo "La furia" il primo volume della trilogia, "L'eretico", può essere considerato un "trailer". Qui ci troviamo invece di fronte alla quantità spaventosa di 850 pagine, che non sarà "Guerra e Pace" (non lo è in nessun senso, ahimè ...) ma che possono intimidire. Ma con i libri di Altieri c'è almeno una cosa di bello: abituano alle tecniche di lettura rapida! Credo che nessuno che non abbia una buona dose di masochismo si soffermerebbe ad "assaporare" (si fa per dire) la prosa di Altieri in almeno un quinto delle righe stampate. Capita l'antifona, compresa la distinzione altieriana tra Crack! e Craaak!, appurato l'onanismo dei sostantivi (vomito, sterco, pus, ecc. ecc.) e degli aggettivi (purpureo, vaiolato, sfondato, mutilato ...), rilevata l'irritante reiterazione del corsivo quale metodo per spezzare ulteriormente una prosa già frammentata, il lettore accorto procederà in molti casi leggendo una parola su quattro, sbirciando le rimanenti con la coda dell'occhio. Scoprendo ben presto che la lettura non ci perde per nulla, anzi ci guadagna. Quantomeno in tempo che gli resta per dedicarsi ad altre cose. E così le 850 pagine possono tranquillamente essere "zippate" in un seicento pagine "effettive". In un caso Altieri ci gratifica addirittura di un "bonus" di un intero capitolo, il XXVIII, che può tranquillamente essere saltato per intero senza perdere tempo a cercarne un qualche significato importante per la trama. Ciò detto, rispetto al primo volume della trilogia questo "La furia" ci regala almeno qualche approfondimento in più. Alcuni personaggi, in particolare il protagonista negativo Reinhardt von Dekken, sono molto meglio delineati psicologicamente. Compaiono personaggi storici imponenti, come il Wallenstein e il Tilly, e la parte storica appare più curata. Resta però il rimpianto che tale ambientazione storica, un periodo drammatico ed affascinante, non abbia trovato una penna migliore. E non ci vorrebbe molto.

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    giunio bruto crippa

    04/07/2008 12:12:47

    Nessuna carne Verrà risparmiata...! Continua la saga barocca e post-atomica di Altieri e l'incubo è sempre più nero... Da leggere

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    Stefano

    03/04/2008 20:50:07

    Ho letto anche il secondo capitolo della trilogia. Che dire...!? Fantastico!!! Si nota da subito la maggiore cura dei momenti riflessivi. Rispetto al primo infatti risulta un pò più lento, ma senza ombra di dubbio chiarisce maggiormente degli aspetti che nel primo erano stati volutamente lasciati sospesi per provocare nel lettore la curiosità. Ottimo! Finemente scritto con un lessico e una tecnica che da quanto è complessa e artefatta, lascia quasi storditi. Sempre meravigliosa e allo stesso tempo inquietante l'ambientazione. Storicamente parlando è quasi sublime per la cura nei dettagli, nel riuscire a infondere quel senso di disperazione e disagio tipico del tempo e del contesto. Potrei continuare all'infinito per descrivere questo capolavoro, ma penso che, chi come me ha apprezzato il libro, l'unica cosa da fare e leggerlo e farsi traspostare in mezzo alla querra dei trent'anni.!

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    Giacomo

    12/01/2008 16:25:53

    Secondo libro della saga di Magdeburg. Come già avevo detto per il primo il mio giudizio è sostanzialmente positivo, la mia unica riserva è che a tratti diventa troppo didascalico e perde un pò di ritmo. Però la storia è carina cupa come i luoghi e l'epoca dell'ambientazione e i duelli sono ben descritti. Consigliato a chi pratica arti marziali o gli piacciono le ricostruzioni storiche accurate condite dalla giusta dose di azione con un pizzico di oriente. Sono curioso di leggere il capitolo conclusivo per capire finalmente tutte le sottotrame.

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    Giacomo

    27/07/2007 09:18:31

    Bellissimo! necessario leggere i libri in fila, le vicende sono molto collegate. Maestosa la scena del duello di Wulfgar con Van Der Kaal. Super Altieri, storia, romanzo, magia, fantasia, orrore, torbido mescolati in maniera magistrale

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    Matteo

    13/05/2007 18:03:49

    Ho aspettato con interesse questo secondo capitolo visto che il primo mi era piaciuto e non sono rimasto deluso. Avvincente, feroce e cupo con molta azione senza dimenticare un po' di approfondimento psicologico. Non va certo considerato un romanzo storico perchè non lo è(un ninja nella guerra dei trent'anni e un cavaliere francese con la katana? Stiamo scherzando?)ma come romanzo d'avvenura è buono anche se talvolta l'autore calca la mano sul truculento e qualche situazione ricorda alcuni manga.Non resta che aspettare il terzo capitolo!

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    Riccardo Mangiameli

    29/01/2007 12:54:50

    ho letto il secondo volume della trilogia immediatamente dopo il primo, senza soluzione di continuità (a proposito, notizie del terzo volume?). Mi ha molto impressionato l'ampiezza della descrizione, con i suoi colori e toni scuri, duri...dolorosi in linea con gli argomenti narrati. non c'è spazio per il falso pudore o pietismo o sfumature edulcoranti: la guerra è distruzione e dolore. è inevitabile fare un confronto con le guerre odierne! il romanzo è comunque grandioso e i personaggi ora acquistano più chiarezza, si scende sempre più nella loro intima natura e nelle loro motivazioni! consiglio vivamente di leggerlo!

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    Alex

    12/01/2007 15:54:14

    Secondo capitolo della saga di Magdeburg che spiazza decisamente le idee sui personaggi e sul proseguio della trama che mi ero fatto al termine del primo libro: L'Eretico. Lo stile del autore è inconfondibile e l'atmosfera diventa ancora più dura di quanto già non fosse nella prima opera. La trama si sposta vira decisamente verso la parte più "belligerante" della storia e vede protagonista indiscusso Wulfgar che tuttavia, diventa sempre più misterioso sulla sua vera identità e sui suoi legami con il principe Von Dekken. Da cardiopalma il finale e i preparativi del autore a quella che sarà la battaglia di Magdeburg. Ancora una volta lascia a bocca aperta la minuziosità dei particolari storico-politici del autore, spesso utilizzati dallo stesso per spezzare il ritmo e rivelare particolari di ampia rilevanza storica nella trama stessa.

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    francesco

    02/11/2006 11:13:51

    mi aggiungo ai numerosi commenti di altri andando un po' controcorrente. Letto con un certo interesse il primo capitolo (l'eretico) mi ritrovo nell'impossibilita' di finire il secondo (la furia). riconosco la bravura dell'autore per le ricerche storico-politiche-sociali e il modo di come appare in sottofondo la guerra dei trentanni. pero' il linguaggio narrativo e' troppo pieno di aggettivi e frasi inutili. l'ambientazione troppo cupa, grigia, ripetitiva. la vicenda e' raccontata con un gratuito gusto dell'orrido. certe situazioni sono paradossali come quella del principe dekken che massacra tutta la sua famiglia e di piu'... mah... (bastava fermarlo a meta' del primo libro...) Il messaggio che la saga di Magdeburg da' e' che non esiste la speranza nel futuro. gli ho regalati...

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    Alberto Anglana

    18/09/2006 18:30:29

    Aiuto! Sono in crisi di astinenza!Quando arriva il terzo capitolo!? Concordo con alcune critiche ( troppo inverosimili i duelli ed anche prevedibili, termini che si ripetono,personaggi caricaturali ) però......dove possiamo trovare così tante emozioni di basalto? Altieri è bravissimo e si è messo in gioco con un'opera molto impegnativa. Il risultato è un romanzo storico originale ed appassionante.Lo consiglierò ai miei amici migliori, quelli che cercano in un libro qualcosa in più. p.s.Dove trovo "alla fine della notte" "corridore nella pioggia""l'occhio sotteraneo"? A Roma introvabili.

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    Alessio

    15/09/2006 20:10:23

    Ritengo ingenerosi alcuni giudizi,anche io ho atteso molto questo secondo volume, ma non sono affatto deluso.E'vero che Altieri poteva concludere il volume con molte pagine in meno, ma sarebbe stato lo stesso? Credo di no, il phatos che genera con il suo stile narrativo necessità di spazio, di dettagli, tutte carte vicenti per precipitare un'attento lettore nel mondo generato della guerra dei 30 anni.

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    Francesco

    06/09/2006 13:56:16

    Grandi potenzialità, grande fascino, emozione e tensione. Qualche appunto è da fare. Innanzitutto eccessivo spezzettamento della storia in capitoli che trattano dei personaggi, intervallati a volte fino all'inverosimile. Per carità, serve certamente per tenere vivo l'interesse, ma solo due paginette e stop, si passa all'altra parte della storia e avanti così almeno fino all'ultima parte del libro.Poi, un libro così crudo, così realistico e minuzioso di particolari, non può presentare sempre e continuamente un superuomo che da solo massacra tutti i suoi avversari, il tutto diventa quasi scontato. Quale uomo da solo sarebbe mai stato in grado di compiere anche una sola delle numerose imprese che "l'eretico" mette sistematicamente in atto..uno contro venti,uno contro cinque, uno contro cinquanta, uno che espugna la fortezza.. ecc.. Certo la fantasia è d'obbligo, ma credo che anche eliminando certi eccessi chiaramente impossibili, la storia si sarebbe potuta mantenere ugualmente interessante, shoccante, claustrofobica, ecc..e diventare qualcosa anche di molto istruttivo per certi versi poichè infiniti dettagli storici su avvenimenti, armi, situazioni e mentalità dell'epoca sono chiaramente stati minuziosamente riportati fedeli al vero. La storia in se, si avvita un po, e in effetti, tutto sommato c'è poca trama rispetto al numero di pagine del libro..Se dovessi raccontare la storia in se basterebbero ben poche righe per ripercorrere gli avvenimenti di un librone così grosso..Il primo libro di "madgeburg" mi ha entusiasmato di più

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    Vittorio

    01/09/2006 17:49:59

    La trama si evolve, la storia si complica, nuovi personaggi prendono la scena e vecchi personaggi appena abbozzati si rivelano protagonisti. La complessità della trama sale a livelli inattesi, alcuni sviluppi sono totalmente imprevedibili. Che Wulfgar combatta per Von Dekken e che il ninja e l'osservatore si incontrino senza che accada nulla e' quantomeno sorprendente. Dekken svela la sua trama, ma i suoi disegni vengono distrutti da forze molto piu' grandi delle sue ed è ora costretto ad andare a combattere una guerra che pensava di fermare. Tutto converge su Magdeburgo, dove forse tutti i nodi saranno sciolti. Tutti noi lettori supponiamo che Wulfgar sia... e che la Badessa di Koldstad sia in realtà.... , ma tale soluzione sarebbe troppo banale. Altieri ha annunciato che il terzo conclusivo libro sarà intitolato "Il demone". Speriamo non tardi molto. Faccio salire il giudizio rispetto al primo volume proprio per le sorprese della trama, anche se il personaggio di Dekken continua a sembrarmi un po' poco coerente con se' stesso.

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    samuel

    09/07/2006 22:13:34

    " Esiste una minaccia nell'urlo dei corvi . E gli uomini, nella loro follia di demolizione, non sono in grado di accettare che quella minaccia possa esistere . Neppure quando inchiodano qualcuno alla porta di un luogo considerato sacro . " è straordinario parlare di tante cose in poche frasi ... non so come si riesce a dire male di queste pagine .

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    MARIANGELA

    07/06/2006 18:17:02

    bellissimo anche questo.

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    Altieri dipana la seconda parte di questo nuovo scenario. Morte, carestia e pestilenze sono sempre i principali protagonisti di una lotta di potere tra "principi" ammantati da motivazioni pseudoreligiose ma concretamente sostenuti da manipoli di belve a due zampe. Forse è un po' prolisso e manca quella ricchezza di colpi di scena e di storie dentro le storie che hanno caratterizzato da sempre il Nostro. Nostro che è ormai sulla breccia da oltre 20 anni raccogliendo sostanzialmente solo l'affetto dei fan e non certo l'apprezzamento di una critica adusa solo ai baricchi di turno. Per Federico: chi legge Altieri dagli esordi di Città Oscura non può non avere un amore smodato per la sua visione nichilista del mondo, per i suoi scenari terribili e profetici, per le iperbole con cui descrive scontri ferocissimi. Per i fedelissimi Stark, Kane, Gottschalk, tanto per citare qualche esempio, non sono comparse di una storia, ma sono nomi che si intrecciano nell'immaginario di un universo alternativo fatto di storie ambientate nel presente, nel passato e in un futuro ahimè prossimo. Poi ci sono gli altri, che non conoscono l'Eclisse o le guerre per l'energia e per i quali wolf è "lupo" in inglese....

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