Categorie
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788845249075

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    antonietta

    14/01/2015 11.56.00

    Libro straordinario. Di una magnificenza assoluta. Da leggere per capire esattamente cosa vuol dire abbandonare la propria terra con l'illusione di una vita migliore.

  • User Icon

    Roberto

    07/02/2014 21.29.06

    Una sola parola: capolavoro!

  • User Icon

    Sergio

    04/12/2013 17.28.56

    Il mio commento sarebbe inutile se solo si aggiungesse alle lodi meritatissime che questo capolavoro della letterratura mondiale merita senza alcuna esitazione. Ma desidero aggiungere, richiamando il commento di un lettore che ha giustamente notato pecche nella vecchia traduzione che, finalmente, la Bompiani ha pubblicato una nuova traduzione che rende pienamente onore al testo originale. Non è come leggere l'inglese volutamente "paesano" di Steinbeck, ma è sicuramente un notevole passo in avanti. Dopo i decenni trascorsi dalla prima lettura, rileggere nuovamente Furore in questa nuova versione non mutilata dalla censura fascista e redatta nel linguaggio contadino della famiglia Joad, è stato come leggere un nuovo romanzo. Ma definirlo romanzo è riduttivo; Furore ha il sapore di un'epopea, la grandezza del dramma e la struttura della tragedia greca, pur esprimendosi nella lingua povera dei diseredati del tempo. E desidero aggiungere che la chiusura delle sue pagine indimenticabili, con l'affresco di una fanciulla che offre il suo seno ad un moribondo per nutrirlo dopo aver perso la sua creatura, si può paragonare per intensità alla Pietà di Michelangelo; quella nel marmo, questa con le parole, riescono a esprimere sentimenti fortissimi e struggenti, che non possono non farci riflettere,e anche un insegnamento: persino nel buio più buio un diseredato non ritirerà mai la sua mano da chi sta peggio di lui; un uomo opulento forse sì, ma i diseredati no, ed è la lezione più bella che Steinbeck ci offre. È imperdibile!

  • User Icon

    Alessandro

    01/11/2013 11.06.22

    'Furore' ('The Grapes of Wrath', 1939) è un libro capitale della letteratura americana del '900, considerato un classico già a pochi anni dalla pubblicazione e tutt'ora una delle opere letterarie più famose del mondo. Ispirò un celebre film di John Ford (1940), premiato agli Oscar. E' anche l'opera che più di tutte valse il Nobel a Steinbeck (1962). E' una storia piccola e grande allo stesso tempo. Piccola perché tratta delle vicende di una famiglia, i Joads, costretta a emigrare verso la California alla ricerca di una speranza di vita in un mondo sempre più ostile e disumano verso gli umili. Grande perché questa storia, dai toni per certi versi biblici, è in realtà la storia di tutti i diseredati di tutte le epoche e di tutti i luoghi. Non è una lettura piacevole dal punto di vista estetico, perché l'obiettivo di Steinbeck non è delectare, ma flectere.

  • User Icon

    elio

    22/10/2013 11.37.38

    Che dire di questo romanzo? Mi ha fatto conoscere una problematica sociale a cui non mi ero mai interessato e sempre attuale; è ricco di bellissime descrizioni che ti fanno vivere in prima persona le vicissitudini della famiglia Joad e di tante altre; mi ha rafforzato nella convinzione che non bisogna mai arrendersi. Il personaggio che più mi ha impressionato: la madre, la signora Joad. Una donna di carattere, che sprona tutta la famiglia ad andare avanti e che offusca decisamente la figura del padre. Penso che Steinbeck abbia meritato appieno il premio Nobel ricevuto: scrive divinamente. Leggere questi capolavori della letteratura non ha prezzo: bellissimo!

  • User Icon

    Aldus

    09/08/2013 09.20.42

    Grandissimo romanzo. E' l' affresco di una famiglia di agricoltori costretta a fuggire dalla propria terra e bisognosa di lavoro si illude di trovare in California, il possibile Eldorado. E' un romanzo sempre attuale E' la lotta per la sopravvivenza degli "ultimi", gli emarginati, gli esclusi, prodotti dalle grandi crisi economiche che ciclicamente si presentano in questo pazzo mondo. La dignità, la forza, l'indomabile tenacia e la solidarietà di poveri cristi fanno da contraltare al feroce egoismo frutto della sfrenata macchina del capitalismo.

  • User Icon

    Tilde

    22/07/2013 11.59.28

    L'epopea di una famiglia e il suo disperato tentativo di superare problemi economici e sociali, in un mondo che non riconoscono piu' e nel quale non si identificano. Tema, purtroppo, molto attuale.

  • User Icon

    Andrea

    09/07/2013 17.07.49

    Grandioso, dalla prima all'ultima pagina il lettore sente crescere dentro di se qualcosa, una rabbia, un'indignazione, che arrivati al capitolo finale diventa cieco Furore. Magistrale opera di denuncia sociale, che travalica il tempo e lo spazio, potrebbe benissimo essere stato scritto nel 1916 in Armenia, o nel 607 a.C. in Israele, o nel 1940 in Polonia, basterebbe cambiare luoghi e nomi, ma il furore e l'indignazione sarebbero sicuramente gli stessi. Lasciatemi però dire che la traduzione di questa edizione Bompiani è oscena, a parte il titolo, che elimina la citazione biblica (come altri hanno fatto notare), il traduttore riempie il testo di espressioni come "han fatto", "facciam presto", "abbiam sete", "son stato": più che in Oklahoma o in California, sembra ambientato in Lombardia. E poi la ciliegina sulla torta è stato un osceno "i ditI dei piedi". Pietà!

  • User Icon

    disposablehero

    09/07/2013 09.42.22

    Una pietra miliare della letteratura a tema, di grande umanità e lungimiranza. Trovo però che perda smalto negli ultimi capitoli e lasci in qualche modo un senso di incompiuto. Non mi ha convinto nemmeno il rapporto moglie-marito, difficile da collocare tra gli "Okies" degli anni '30.

  • User Icon

    alessandra

    19/06/2013 16.54.33

    ..possiamo dargli 10? non ci sono parole per descrivere questo capolavoro. ho particolarmente apprezzato la profondità di scrittura, l'uso dei termini, dei paragoni, dei toni, riesci a sentire le vicende quasi sulla pelle, entrano nell'anima, fantastico l'intermezzo storico che anticipava alcuni capitoli.

  • User Icon

    Giuseppe

    11/02/2013 20.47.01

    Da leggere assolutamente, non ho parole per descrivere quello che si prova a leggere questo libro. Un capolavoro.

  • User Icon

    francesca

    06/02/2013 17.28.58

    un capolavoro, un classico e, come tale, (purtroppo) sempre attualissimo. Bello, da leggere assolutamente.

  • User Icon

    fix62

    02/02/2013 11.50.00

    che dire ? la saga terribile e commovente di questa famiglia, é vera e avvincente : impossibile non identificarci in uno dei personaggi della famiglia! Lo ritengo il più bel libro che ho mai letto, mi piace anche lo stile un pò datato della traduzione ( un edizione di parecchi anni fa), che calza a pennello. Qualcuno si lamenta perché non vi è un finale ? Ridicolo, la storia della famiglia continua .....CAPOLAVORO!!!!!!!

  • User Icon

    AEG

    02/12/2012 11.44.44

    Capolavoro di incredibile intensità, specchio di un dramma, quello della povertà e dell'ingiustizia, purtroppo sempre attuale; scritto divinamente; assolutamente da non perdere.

  • User Icon

    Giuseppe

    20/11/2012 14.50.29

    Difficile aggiungere qualcosa alle tante recensioni precedenti, se non avvertire che è uno di quei capolavori della letteratura che BISOGNA leggere, un libro che nonostante l'età, comprovata da una traduzione eccellente ma datata (giusto che sia così: personalmente credo che ri-tradurre i vecchi libri per "attualizzarli" sia un errore), è di una attualità sconcertante. L'emigrazione, la miseria, lo sfruttamento, la xenofobia purtroppo non passano mai di moda, così come la semplicità, la dignità, la caparbietà e la disperazione dei Joad, di cui sono piene le nostre campagne e le nostre città, anche in Italia, anche nel 2012. Ma la "socialità" del tema non è tutto. C'è un grandissimo scrittore, che ha il fegato di aprire il romanzo con un intero capitolo in cui si limita a descrivere l'evoluzione meteorologica che porta al disastro di un raccolto; che in un breve capitolo indulge in una parabola un po' didascalica e semplificata sul capitalismo e nel successivo pennella descrizioni minuziose dei luoghi, delle atmosfere, degli stati d'animo, delle persone... Leggetelo.

  • User Icon

    Alberto Castrini

    12/11/2012 23.43.22

    Il libro fa parte del ciclo di tematiche sociali, che Steinbeck affronta anche in altre opere, con una particolare attenzione al mondo dei lavoratori agricoli conosciuti molto da vicino. La storia è quella dell'intera famiglia Joads (nonni compresi) che, depredata dalle ipoteche e dalle calamità naturali, è costretta a lasciare i propri campi in Oklahoma per raggiungere in California l'agognata Terra Promessa. Su tutto, sovrasta la figura della madre, che lega con instancabile amore i suoi congiunti sottoposti ad ogni lacerazione. Il loro esodo, assieme ad altre masse di disperati, sarà drammatico; braccati dagli sceriffi, respinti con odio dai locali che scatenano una xenofoba guerra tra poveri e sfruttati come autentica carne da macello da latifondisti senza scrupoli, viaggeranno con quest'umanità ridotta per sopravvivere ad ogni resa. La scrittura di Steinbeck è poetica, coinvolgente come poche, ti prende la mano e non ti molla sino all'ultima pagina. La bella storia, rivela le conseguenze della Grande Depressione sulle vite di migliaia di famiglie, delle rivoluzioni industriali ed i loro prezzi, sempre ignorati, pagati dai deboli, dagli ultimi. Il riscatto, ipotetico, avverrà solo con un'immensa pietà e tramite la solidarietà tra diseredati, unico baluardo a salvaguardia dell'irrinunciabile dignità umana.

  • User Icon

    stefano v.

    28/08/2012 15.16.23

    Questo non e' un libro, sarebbe riduttivo definirlo cosi'. Piuttosto, e' un qualcosa di molto affilato che impatta con forza travolgente nei pensieri di chi lo legge per lasciare un solco che, secondo me, difficilmente si chiudera'.

  • User Icon

    Filippo

    09/05/2012 12.58.48

    Tutto così meravigliosamente attuale, un testo che dovrebbe essere letto nelle scuole; il dramma della migrazione e dell'esistenza che non trova riparo, vessata dalla disparità economica e costretta a peregrinare alla ricerca di un pò di pace. Ma la pace non è qualcosa che può essere resa da un sistema capitalistico egoista e ingiusto per natura, onnivoro e opprimente che non conosce sentimenti. L'uomo e le sue debolezze spazzato via dall'apologia economica liberista che professa il bene per tutti, ma affama i popoli per schiacciarli sotto al peso del proprio potere.

  • User Icon

    Francesca

    08/04/2012 22.14.04

    La storia di una famiglia nel periodo della grande depressione americana. Il racconto di un'odissea intrisa di fame, povertà, disperazione ed amarezza. Fa male pensare che non è solo un romanzo ma storia.

  • User Icon

    amossa

    01/04/2012 18.01.44

    E' un racconto il cui dolore è vivo e non è lontano dalla crisi che ci sovrasta in questi tempi chiamando in causa le banche. L'autore poteva dilungarsi un pochino meno nella prima metà del libro ma resta sempre un grandissimo libro.

Vedi tutte le 113 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione