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Marina Fiorato

Traduttore: C. Lionetti
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2013
Pagine: 318 p. , Rilegato
  • EAN: 9788842921110

Recensioni dei clienti

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    Yaris

    28/11/2016 12.54.13

    Bellino, ma niente di speciale. La ladra della primavera mi era piaciuto molto di più, e non solo per gli errori imperdonabili – io non sono di Siena e non mi intendo di palio, ma se veri senesi si sono arrabbiati per le imprecisioni io non posso che associarmi, un romanzo storico deve essere documentato, e se forse in America non fa niente se la procedura di allineamento dei cavalli è corretta oppure no perché per loro bastano due pennellate di fascinosa Italia impregnata di folklore storico e sono già contenti, pubblicare in Italia un romanzo americano ambientato in Italia è rischioso. Quindi bravi a coloro che hanno trovato gli errori, è ora che si sappia. E inoltre, lo stile mi ha lasciato molto sorpresa, in alcuni punti sembra un temino delle elementari, senza guizzi e senza forza, e anche la trama è banalotta, una cospirazione che non decolla mai veramente, o almeno da lettrice io non mi sono sentita immersa in nessun vortice di inganni, nessun mistero, nessuna corsa disperata contro il tempo, tutto mi scorreva davanti passivamente, mi annoiava! I personaggi, salvo alcune rarissime eccezioni, non hanno rotondità, sono i soliti buoni contro cattivi, buoni buonissimi (e bellissimi) e cattivi cattivissimi, e alcune cose non hanno alcun senso. Perché Nello chiederebbe a Riccardo di aiutarlo col cadavere di Egidio? E perché Faustino si inventerebbe le lezioni di equitazione, per distrarre Riccardo e non fargli vincere il palio? Ma dal momento che ha già ucciso e quindi è senza scrupoli, non era più logico che lo facesse fuori? Ovviamente le lezioni servivano per far innamorare i protagonisti, che altrimenti non si sarebbero mai più rivisti. Ma è un artificio narrativo troppo palese per affascinare. Non mi sono innamorata con loro, non li ho vissuti, ecco. Per questo il libro non mi è piaciuto. E mi dispiace, perché la Fiorato mi dava l’idea di una promettente (eventuale) scrittrice preferita, e invece niente. Pazienza.

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    Elena

    05/05/2016 12.24.42

    Avevo già letto il precedente romanzo di questa scrittrice quindi ne conoscevo già la bravura, che viene confermata in questo secondo libro. Di Marina Fiorato hanno detto che ha la straordinaria capacità di dare vita alla storia, e secondo me è proprio vero perché nel leggere sembra quasi di trovarsi lì con i personaggi a vivere le loro vite, ci si immedesima talmente tanto da sentirsi catapultati in un altro secolo e in un altro mondo. A differenza di certi altri romanzi storici, questo non è per niente noioso o pesante, anzi è davvero godibilissimo. E poi, dato che anche l'occhio vuole la sua parte, accenniamo alla copertina stupenda di questo libro tutto da consigliare.

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    Francesco

    31/01/2015 13.49.04

    Il romanzo è ben sintetizzato dalla prefazione: "Questa è un'opera di fantasia e, benché vi siano descritti personaggi e avvenimenti storici, il lettore troverà diversi cambiamenti rispetto a persone, date e luoghi realmente esistiti, modificati per il bene della narrazione.". Come a dire che il tema storico è solo un pretesto; questa affermazione non autorizza tuttavia l'autrice ad essere così imprecisa. Da chi scrive di storia ci aspetterebbe una maggiore cura dei particolari. Evidentemente non ha ritenuto di doversi documentare approfonditamente. Ritenevo, per ignoranza, l'autrice italiana, mentre è inglese di qui la necessità della traduzione che è solo così così. Per contro la trama è gradevole, la storia d'amore non troppo stucchevole e la narrazione è originale. Consigliabile per chi cerca un romanzo di intrattenimento ed è disposto a perdonare molte, troppe licenze.

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    Luca

    27/11/2013 00.42.48

    C'è il tentativo di un romanzo a sfondo storico, ma le imprecisioni sono tante, forse troppe, frutto di una documentazione approssimativa, su Siena, sul Palio ed anche su altro, talvolta rasentano la comicità. Peccato. Un'occasione perduta.

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    laly

    07/11/2013 21.03.32

    Avevo letto della stessa autrice "la ladra della primavera" e nonostante alcuni punti (sottolineati nella mia recensione), il libro nel suo contesto mi era piaciuto e per questo ho deciso di leggere anche questo secondo romanzo. Inizio dal palio: non so nulla riguardo questa antica tradizione di Siena, ma l'ho trovata estremamente pesante e noiosa! Se ci siano imperfezioni non lo so, ma pure che ci fossero, poteva rendere il tutto un attimino meno prolisso a mio avviso. Poi l'amore tra i due protagonisti nasce fondandolo praticamente sul nulla... Mezzo sguardo e i due sono pronti a morire l'uno per l'altra!?!?!?!? Assurdo! Ci sono moltissime imperfezioni "temporali": persone che si sono conosciute la mattina, sembra si conoscano da anni poichè l'autrice fa un salto indietro o avanti rispetto al tempo della narrazione e disorienta il lettore! Oppure descrive una serata estiva come se fosse autunnale o viceversa... Di solito quando leggo "è una sera senza luna e l'aria è gelida" non mi soffermo davvero a pensare ai protagonisti coperti con un mantello... Ma se nel capoverso precedente si parla chiaramente di un periodo estivo, tra luglio e agosto, mi chiedo come possa essere una serata "gelida" quella...... Ricollegandomi a questo, la vicenda si svolge in circa un mese. Un tempo a mio avviso davvero troppo breve per poter fare tutto cio' che avviene.... Quando ho terminato il romanzo mi è rimasto l'amaro in bocca: non perchè ci volessero per forza 200 pagine in piu', ma stringere in una tempistica cosi' la vicenda fa venire ansia a chi legge! Io sconsiglio la lettura, in alternativa suggerisco meglio di leggere "la ladra della primavera", molto piu' coinvolgente di questo!

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    paola

    22/08/2013 19.25.50

    scritto benissimo, molto storico, buon finale.

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    alessandra

    16/07/2013 13.26.53

    Bello, la storia è avvincente. Finalmente una storia che va al di là dell'omicidio per vendetta. In un mondo come quello di oggi che è sempre di corsa e che ... non c'è mai tempo per nessuno, è bello immaginare uno dei fantini del palio che nell'eccitazione della corsa scende dal suo cavallo per aiutare un altro fantino ferito gravemente. In questo libro non mi hanno disturbato i se pur minimi "errori" riguardanti il palio, mi ha colto l'animo umano che ha legato Riccardo per tutta la trama del libro, animo umano che poi ha ritrovato nel pentimento del suo "carnefice".

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    maria66

    04/04/2013 12.17.43

    molto bello ... da leggere assolutamente

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    massimo feroci

    09/03/2013 09.44.35

    Il testo presenta vistose imprecisioni sul palio a cominciare dalla copertina in cui i cavalli in piazza girano al contrario. Per continuare con le fasi della partenza in cui la presenza ai canapi e l'uscita dall'entrone sono invertite , e altre ancora che disturbano un senese per il quale il Palio e' sacro. L'autrice doveva documentarsi meglio e comunque il romanzo e' modesto

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