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Patricia Highsmith

Traduttore: A. Veraldi
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 330 p.
  • EAN: 9788845250927

Recensioni dei clienti

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    zombie49

    06/07/2016 21.30.03

    Arthur ha diciassette anni, si è appena diplomato al liceo, progetta di andare all'università, è innamorato della timida Maggie. Vive in una cittadina del Midwest con il padre Richard, la madre Lois e il fratello minore Robert. Un giorno Robbie si ammala gravemente, e il padre si convince di averlo salvato con le proprie preghiere. Da quel momento comincia un incubo x tutta la famiglia: Richard diventa un fanatico religioso, impone a tutti il proprio credo intransigente, attacca Arthur colpevole di non condividere il suo assolutismo, ma, soprattutto, per quello che lui considera un peccato imperdonabile. Ambientato nella "Bible Belt" della provincia americana, questo romanzo più che un giallo è un dramma familiare, la storia di un padre padrone che vuole imporre le proprie idee non attraverso la violenza ma con l'arma subdola della propaganda e del ricatto. Tutti gli sono succubi, per convinzione o quieto vivere. Arthur è la voce della ragione, ma è troppo giovane, fragile, frustrato, e rimane schiacciato dalle pressioni familiari. Richard è odioso, ma anche Arthur è un ragazzo egoista e privo di empatia fino al cinismo. E' interessante la descrizione di come l'integralismo cristiano fondato su un'interpretazione letterale della Bibbia e supportato da una capillare propaganda possa influenzare in America la vita di molte persone. Tema principale, molto dibattuto negli Stati Uniti negli anni '80, è l'aborto, considerato un infanticidio dai battisti più fanatici fino al paradosso dell'uccisione di madri e medici abortisti. Il racconto è però noioso, è la descrizione monotona della vita di un adolescente: gli amici, l'università, l'esaltazione e la delusione del primo amore, le difficoltà economiche, la ribellione all'educazione dei genitori. Problemi che tutti forse abbiamo provato, anche senza un padre maniaco religioso. E' una storia deprimente di perbenismo, bigottismo, intolleranza, che non comunica emozioni. Da riporre nello scaffale degli Illeggibili.

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    cesare

    31/10/2014 18.08.01

    Una famiglia perbene viene rovinata dalla folgorazione religiosa del padre di Arthur e del piccolo Robbie,il suo fanatismo bigotto distrugge tutto nel bene di Dio, la vita di tutti i giorni con i suoi drammatici risvolti improvvisi della gente comune fa di questo romanzo un thriller psicologico da cui è impossibile staccarsi fine all'ultima parola, Una grande opera, intensa, appassionante, persone buone, momenti gioiosi e d'amore e un crescendo rossiniano si diventa adulti . bum. Il gusto della lettura e della letteratura. Una grande Patricia pubblicata a Londra nel 1983.

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    alida airaghi

    10/09/2013 06.20.22

    Questo libro della Highsmith, pubblicato negli USA nel 1983, non risponde all'impianto tipico del romanzo giallo; si tratta piuttosto di un romanzo psicologico e d'ambiente che affronta uno dei problemi più assillanti della società contemporanea: il proliferare delle sette religiose e del fanatismo dei loro capi. In una piccola città del Midwest, una tranquilla famiglia della middle class americana si vede improvvisamente sconvolgere l'esistenza dall'ostinata volontà di proselitismo dei fedeli di una nuova chiesa. E' "gente che bussa alla porta" con presuntuosa invadenza, nel desiderio di redimere e convertire i numerosi miscredenti della comunità cittadina. Tutta la famiglia Alderman diviene così oggetto, testimone e protagonista insieme di una capillare trasformazione dell'esistenza quotidiana, di un bombardamento ossessivo di riti e pratiche di culto quasi superstiziose, nella negazione totale di qualsiasi possibilità di discussione o dissenso. La casa è invasa da pubblicazioni di stampo millenaristico (antievoluzionista, antifemminista, antitutto), frequentata dai soggetti più disparati (predicatori imberbi e brufolosi, preti aggressivi e prostitute perennemente sulla via della redenzione), e tra i membri della famiglia i rapporti s'incrinano fino all'imbarbarimento totale, fino al parricidio. Perché lentamente il moralismo di facciata si sgretola, vengono a galla relazioni torbide e peccaminose, rapporti parentali basati sul tradimento e la frode: alla fine risulta vittoriosa la morale laica e pacata dei più contro il misticismo intollerante di pochi, ipocriti, savonarola in blue jeans. Patricia Highsmith ha costruito un romanzo a tesi, di alta tensione civile, sfruttando abilmente la sua capacità di inventare situazioni e dialoghi convincenti, mai letterari. In uno stile curato e lieve, interessato alla superficie più che alla profondità, molto molto americano.

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    alfredo

    26/11/2003 19.33.06

    un romanzo noir che avolte diventa noioso.Una storia che può aver luogo in qualsiasi famiglia anche se mi sembra un pò forzata la folgorazione religiosa che investe il padre facendolo addirittura diventare un bigotto ed ipocrita personaggio

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