Giaguari invisibili

Rocco Civitarese

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 5 aprile 2018
Pagine: 288 p., Brossura
  • EAN: 9788807032868
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Descrizione

Finalista al POP, Premio Opera Prima 2018.

Tre ragazzi e tre ragazze nell'età inquieta e meravigliosa in cui tutto sembra insieme offrirsi docilmente e sfuggire crudelmente. Il diciottenne Rocco Civitarese ci porta nel tempo irripetibile dell'ultimo anno di scuola.

"A studiare le femmine (Freud!) aveva speso quattro anni di liceo. Sbarcavano dalle medie senza fianchi, trucchi o armi di seduzione. Gnucche. Dopo un anno, metamorfosi al quaranta percento, erano irriconoscibili. L'adolescenza aveva rimpolpato cosce, tette, affilato i visi e delineato il carattere. A diciotto anni... Anna a diciotto anni? Tre giorni, settantadue ore di fila insieme? I neuroni di Pietro si erano ammutinati"

Pavia. Pietro, Giustino e Davide sono iscritti all'ultimo anno di liceo. Un'età senza compromessi, in cui tutto pare a portata di mano, ma anche pronto a sfuggire per sempre. Giustino, che da anni sta insieme a Laura, sogna di fare il fumettista, ma si sente già fuori tempo massimo; Davide, detto Golia, è un buon giocatore di basket, ma sulla sua strada incrocia la disinibita Lucilla e il sesso diventa una distrazione irresistibile. E Pietro teme di fallire il test di Medicina, dovrebbe studiare intensamente, però è preso con tutto se stesso da Anna - Anna Pettirosso. Conquistarla non è affatto semplice: in parte perché davanti a lei Pietro perde ogni audacia, in parte perché è stato qualche tempo prima con la sorellina di Anna, che ha lasciato malamente e che è ancora innamorata di lui. I tre amici, infatti, sono spavaldi e cinici quando si tratta di rapporti con le ragazze, fragili e spaventati quando entrano in gioco sogni e speranze. Anna, Laura e Lucilla sono il loro controcanto femminile, in una generazione che ha insieme il bisogno di sognare e quello di trovarsi un futuro con i piedi per terra. Una generazione che ha scoperto presto il sesso, capace sì di confondere ed emozionare, ma anche di ingabbiare maschi e femmine dentro i cliché crudi e semplificati di predatori e prede. E mentre Pietro sprofonda nel desiderio di Anna, non viene mai meno il senso della sfida per un domani con lo sguardo puntato sulla propria felicità.

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Recensioni dei clienti

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    Chiara

    23/09/2018 13:12:46

    Libro scritto per giovani di oggi, col loro linguaggio. Un po' troppo lontano da me (sicuramente per l'età) ma che potrebbe aprire le porte ad una vicinanza con la gioventù odierna.

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    Federica

    23/09/2018 10:54:31

    Tutti abbiamo avuto 18 anni. La maggiore età. L'esame di maturità. Il futuro che ci aspetta. L'incertezza di ciò che sarà. Piccole gioie scambiate per felicità assoluta, un po' di dolore trasformato in dramma. I se, i ma, l'ansia, i dubbi, lo studio, l'attesa di un risultato. Il primo vero innamoramento. Il sesso. è stato facile identificarsi in Pietro e Anna. Brillante esordio per Rocco Civitarese, appena diciottenne, che ha saputo ben raccontare la sua età.

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    valentina

    22/09/2018 18:58:09

    Lettura leggera e giovane, senza cadere nel banale, nonostante la giovane età dell'autore. Spero seguiranno altre opere, migliorate dall'esperienza.

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    Anna

    21/09/2018 16:33:37

    L'autore è un adolescente, il libro tratta di adolescenti, ma non è la lontananza generazionale a non avermi fatto apprezzare completamente quest'opera. Mi piace la scrittura di Civitarese, mi piace anche il protagonista ma gli altri personaggi non sono altrettanto riusciti e la trama, specie sul finale, traballa. Nonostante questo, una lettura piacevole per qualche ora di svago, forse più apprezzabile per un pubblico giovane.

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    Giovanni Galaffu

    21/09/2018 09:25:56

    La storia dei tre protagonisti è banale; chiunque abbia vissuto l'esperienza scolastica liceale non può rivedersi nelle loro storie, nei loro pensieri, giacché l'immaturità di tutti loro è palesemente artificiosa e qualunquista. Pare di leggere i luoghi comuni di un qualunque college americano. La scuola, gli studenti non sono così.

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    Michela

    20/09/2018 19:30:24

    Non aspettatevi di trovare un nuovo libro generazionale, perchè per quanto Rocco Civitarese sia un promettente scrittore, il suo desiderio di emulare autori del calibro di Ammaniti si percepisce fin troppo chiaramente. La trama presenta alcune lacune e spesso cade nel grottesco e i personaggi diventano delle macchiette di giovani “tipo”. È un libro veloce da a leggere, che scorre molto bene, ma che alla fine lascia poco o niente. Peccato.

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    BARBAZUK

    31/07/2018 08:18:06

    Dopo "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" un altro giovane che promette molto bene! Storia piacevole,prosa scorrevole,giusti tempi: qui siamo di fronte ad un piccolo prodigio della letteratura! E poi , con i dovuti distinguo dovuti al diverso periodo storico(e nel mio caso si tratta del pleistocene!) , come non cadere vittime dell'"amarcord" della giovinezza che fu... Bravo Rocco! Evviva i millenials!

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    ampa

    24/07/2018 16:14:30

    Il massimo dei voti per una scrittura davvero nuova. Compimenti! Basti leggere la parte della spina in gola o dell'attacco delle zanzare.

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    Massimo

    14/07/2018 18:59:12

    Non so se servano diciotto anni per apprezzare la scrittura e i temi di questa esperienza giovanile; il libro non ha una direzione, un tentativo di dare un'immagine di una generazione o almeno di un gruppo di giovani in una piccola città di provincia, senza approfondimenti, senza struttura, senza nerbo. La scrittura non sembra dare corpo a quanto racconta, ai personaggi, ai luoghi citati. La giovane età è una giustificazione per l'autore, meno per chi lo promuove.

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    Francesca

    11/07/2018 07:29:56

    Mi spiace andare contro le quasi tutte recensioni entusiaste e positive per questo libro. Ma per favore. PER FAVORE. L'autore ha diciotto anni, vero, mi domando come sia arrivato con un libro del genere ad essere pubblicato addirittura da Feltrinelli. Non è un andare contro all'autore, che può anche farmi una certa simpatia dalla foto. Ma il libro è pietoso. E' un susseguirsi di stereotipi maschili e sessuali di veramente basso, bassissimo livell, pieno. davvero pieno zeppo. Ogni pagina ne conta almeno uno. All'inizio può anche essere divertente, ma poi dopo un po' basta. Inoltre qualcuno deve spiegarmi come mai dei diciottenni siano così tanto appassionati di Cocciante. Il che può capitare eh, per carità...però....... Non sono riuscita a finirlo, l'ho trovato noioso e irritante. Abbandonato a due terzi. Sconsigliatissimo.

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    n.d.

    25/05/2018 21:07:48

    Si tratta di un libro giovane per i giovani. Una lettura interessante nello stile, forse troppo generazionale

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    federica

    25/04/2018 14:59:38

    I commenti precedenti sono troppo esagerati secondo me. L'autore è molto giovane ed è bravo però il libro non mi ha coinvolto.

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    Mariasole

    16/04/2018 12:01:43

    È la prima volta che mi capita di ridere ad alta voce mentre leggo un libro. Questo libro è spassosissimo!! E anche i personaggi sono irresistibili. 5 stelle!!

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    Paolo

    16/04/2018 12:00:10

    Il libro mi è piaciuto molto. Scrittura fresca e veloce, con un tocco di ironia davvero stimolante. L’ho letto tutto d’un fiato e quasi mi è spiaciuto quando ho finito di leggerlo!

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    Michela

    11/04/2018 10:10:22

    Esordiente di appena diciotto anni: Rocco Civitarese mi hai davvero colpito e affondato! Bella la tua scrittura, la storia: il tuo stile fresco, dinamico spazza via vecchiume e polvere dal mercato editoriale italiano. Bravo davvero! Soprattutto si sente che il ragazzo sa il fatto suo, ha letto tanto e gestisce bene i meccanismi di scrittura. Ve ne accorgete perché quando terminate il libro, vi dispiacerà. Personaggi ben caratterizzati e divertenti, un bel ritratto dei giovani contemporanei che poi si assomigliano a quelli di periodi precedenti: gli ormoni e le speranze sono patrimonio dell'umanità nel periodo adolescenziale. E brava Feltrinelli per aver pubblicato il libro. Leggetelo! p.s.: se dovessi scegliere, essendo entrambi concentrati sull'adolescenza, tra il libro di Civitarese e quello di Muccino, bé non ho decisamente alcun dubbio: Rocco!

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    Giulia

    09/04/2018 20:24:33

    Il libro è molto bello. E' vero che c'è gente che sogna più degli altri e si riscontra dai protagonisti del romanzo. Non è da tutti scrivere un libro così a 18 anni.

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    Rosetta

    08/04/2018 12:21:11

    Ispirata dalle recensioni positive o voluto dare fiducia a questo giovane autore. Delusione! Secondo il mio parere, un brodo allungato che sa di già letto. Personaggi con poco spessore e dialoghi davvero inverosimili costringono ad essere drastica. Scrivere che il libro è bello sarebbe mentire a me stessa, oltre che a coloro che, purtroppo, compreranno questa stramba opera.

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    Federico

    06/04/2018 08:22:02

    Il fatto che l' autore avesse 18 anni non ha influito sul mio giudizio. Ho acquistato il libro per, diciamo così, moda, in quanto primo in classifica. Mai scelta fu più sbagliata. L' ho trovato pieno di incongruenze e stereotipi maschili di basso livello. Certi capitoli davvero soporiferi! Se non fosse che, l' autore, scelga di stupire il lettore con frasi ad affetto, già trite e ritrite, e dialoghi al limite del tema di scuola media. Mi dispiace, ma sconsigliato per gente che abbia più di 13-14 anni.

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    03/04/2018 07:56:16

    Un libro semplice, avvincente, coinvolgente. Già solo leggendo le prime righe ti vien voglia di continuare! Adatto a tutte le età, sia a coloro che si apprestano a vivere i diciotto anni, sia a quelli che li hanno già vissuti da un pezzo. Maria L.

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    03/04/2018 07:55:38

    Intimo. Giovane. Una scrittura nuova per giovani in cerca di un futuro. Onofrio S.

Vedi tutte le 28 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Apri il libro. Inizi a leggere con un po’ di scetticismo.

L’autore, Rocco Civitarese, ha diciotto anni e frequenta l’ultimo anno di Liceo a Pavia. Le storie dei liceali, da Federico Moccia in poi, le conosciamo. Pensi.

Poi trovi in esergo una citazione di Niccolò Ammaniti, bella non banale, una di Wislawa Szymborka, bene… molto ad affetto, e un’altra di Federico Fellini, con cui il giovane Civitarese letteralmente ti mette al tappeto.

La prima domanda che ti gira in testa mentre leggi è: “Ma io come scrivevo a diciotto anni?”. A colpire più dell’ambientazione, più dei personaggi, è proprio la scrittura. Uno stile maturo possiamo dire. Perché l’autore scrive con un linguaggio diretto, immediato e scrive anche i pensieri che rivolge a se stesso, utilizzando un sottotesto, un continuo controcanto o fraseggio, che ti fa letteralmente precipitare nella via del protagonista, Pietro Mazzoccone. In questo caso Zerocalcare docet.

Pietro vive a Pavia, sulla riva destra del Ticino, frequenta l’ultimo anno di liceo ed ha un’unica grandissima ossessione: superare il test di Medicina per entrare all’Università. Come fare? No problem, lui è anche un po’ abruzzese “e quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma, di persistenza e di resistenza… Tu sei abruzzese!” (-cit. Benedetto Croce!).
L’altra suo ossessione è Anna Pettirosso. Mora, capelli lunghi, mezzo sangue meridionale. Ogni volta che Pietro prova a darsi un tono lei lo disinnesca, impugna il suo bisturi e lo disseziona: la ragazza perfetta.

Poi naturalmente ci sono i suoi amici, Davide e la squadra di pallacanestro di San Marco, Laura e Giustino, Lucilla ninfetta ammaliante, testosterone a fiumi. Ma dopo tutto a quell’età è normale, no? Una vacanza a Camogli che lo immerge in Anna come una spugna, per 72 ore. Con l’unico problema di Debora, Debora Pettirosso sorella di Anna. È lei che lo ha invitato nella sua casa di Camogli, è lei la sua fidanzata. Trattasi di dramma, quindi…

Così mentre entriamo a bomba in questo psicodramma, a metà vissuto a metà sognato a occhi aperti, scopriamo che “Sì, si può scrivere bene anche a diciotto anni”, anzi probabilmente le cose più interessanti da sapere ce le possono dire proprio i diciottenni come Pietro. A questi Millennials forse basterebbe avvicinarsi, sganciare dall’orecchio un auricolare, e intercettare il flusso delle loro vite.

Prenderemmo tutti una bella scossa.

Recensione di Annalisa Veraldi