Giaguari invisibili

Rocco Civitarese

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 5 aprile 2018
Pagine: 288 p., Brossura
  • EAN: 9788807032868
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Recensioni dei clienti

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    BARBAZUK

    31/07/2018 08:18:06

    Dopo "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" un altro giovane che promette molto bene! Storia piacevole,prosa scorrevole,giusti tempi: qui siamo di fronte ad un piccolo prodigio della letteratura! E poi , con i dovuti distinguo dovuti al diverso periodo storico(e nel mio caso si tratta del pleistocene!) , come non cadere vittime dell'"amarcord" della giovinezza che fu... Bravo Rocco! Evviva i millenials!

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    ampa

    24/07/2018 16:14:30

    Il massimo dei voti per una scrittura davvero nuova. Compimenti! Basti leggere la parte della spina in gola o dell'attacco delle zanzare.

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    Massimo

    14/07/2018 18:59:12

    Non so se servano diciotto anni per apprezzare la scrittura e i temi di questa esperienza giovanile; il libro non ha una direzione, un tentativo di dare un'immagine di una generazione o almeno di un gruppo di giovani in una piccola città di provincia, senza approfondimenti, senza struttura, senza nerbo. La scrittura non sembra dare corpo a quanto racconta, ai personaggi, ai luoghi citati. La giovane età è una giustificazione per l'autore, meno per chi lo promuove.

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    Francesca

    11/07/2018 07:29:56

    Mi spiace andare contro le quasi tutte recensioni entusiaste e positive per questo libro. Ma per favore. PER FAVORE. L'autore ha diciotto anni, vero, mi domando come sia arrivato con un libro del genere ad essere pubblicato addirittura da Feltrinelli. Non è un andare contro all'autore, che può anche farmi una certa simpatia dalla foto. Ma il libro è pietoso. E' un susseguirsi di stereotipi maschili e sessuali di veramente basso, bassissimo livell, pieno. davvero pieno zeppo. Ogni pagina ne conta almeno uno. All'inizio può anche essere divertente, ma poi dopo un po' basta. Inoltre qualcuno deve spiegarmi come mai dei diciottenni siano così tanto appassionati di Cocciante. Il che può capitare eh, per carità...però....... Non sono riuscita a finirlo, l'ho trovato noioso e irritante. Abbandonato a due terzi. Sconsigliatissimo.

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    n.d.

    25/05/2018 21:07:48

    Si tratta di un libro giovane per i giovani. Una lettura interessante nello stile, forse troppo generazionale

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    federica

    25/04/2018 14:59:38

    I commenti precedenti sono troppo esagerati secondo me. L'autore è molto giovane ed è bravo però il libro non mi ha coinvolto.

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    Mariasole

    16/04/2018 12:01:43

    È la prima volta che mi capita di ridere ad alta voce mentre leggo un libro. Questo libro è spassosissimo!! E anche i personaggi sono irresistibili. 5 stelle!!

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    Paolo

    16/04/2018 12:00:10

    Il libro mi è piaciuto molto. Scrittura fresca e veloce, con un tocco di ironia davvero stimolante. L’ho letto tutto d’un fiato e quasi mi è spiaciuto quando ho finito di leggerlo!

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    Michela

    11/04/2018 10:10:22

    Esordiente di appena diciotto anni: Rocco Civitarese mi hai davvero colpito e affondato! Bella la tua scrittura, la storia: il tuo stile fresco, dinamico spazza via vecchiume e polvere dal mercato editoriale italiano. Bravo davvero! Soprattutto si sente che il ragazzo sa il fatto suo, ha letto tanto e gestisce bene i meccanismi di scrittura. Ve ne accorgete perché quando terminate il libro, vi dispiacerà. Personaggi ben caratterizzati e divertenti, un bel ritratto dei giovani contemporanei che poi si assomigliano a quelli di periodi precedenti: gli ormoni e le speranze sono patrimonio dell'umanità nel periodo adolescenziale. E brava Feltrinelli per aver pubblicato il libro. Leggetelo! p.s.: se dovessi scegliere, essendo entrambi concentrati sull'adolescenza, tra il libro di Civitarese e quello di Muccino, bé non ho decisamente alcun dubbio: Rocco!

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    Giulia

    09/04/2018 20:24:33

    Il libro è molto bello. E' vero che c'è gente che sogna più degli altri e si riscontra dai protagonisti del romanzo. Non è da tutti scrivere un libro così a 18 anni.

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    Rosetta

    08/04/2018 12:21:11

    Ispirata dalle recensioni positive o voluto dare fiducia a questo giovane autore. Delusione! Secondo il mio parere, un brodo allungato che sa di già letto. Personaggi con poco spessore e dialoghi davvero inverosimili costringono ad essere drastica. Scrivere che il libro è bello sarebbe mentire a me stessa, oltre che a coloro che, purtroppo, compreranno questa stramba opera.

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    Federico

    06/04/2018 08:22:02

    Il fatto che l' autore avesse 18 anni non ha influito sul mio giudizio. Ho acquistato il libro per, diciamo così, moda, in quanto primo in classifica. Mai scelta fu più sbagliata. L' ho trovato pieno di incongruenze e stereotipi maschili di basso livello. Certi capitoli davvero soporiferi! Se non fosse che, l' autore, scelga di stupire il lettore con frasi ad affetto, già trite e ritrite, e dialoghi al limite del tema di scuola media. Mi dispiace, ma sconsigliato per gente che abbia più di 13-14 anni.

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    03/04/2018 07:56:16

    Un libro semplice, avvincente, coinvolgente. Già solo leggendo le prime righe ti vien voglia di continuare! Adatto a tutte le età, sia a coloro che si apprestano a vivere i diciotto anni, sia a quelli che li hanno già vissuti da un pezzo. Maria L.

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    03/04/2018 07:55:38

    Intimo. Giovane. Una scrittura nuova per giovani in cerca di un futuro. Onofrio S.

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    03/04/2018 07:54:57

    Ritmo incalzante che fa tornare la mente all'ultimo anno delle superiori quando davvero si sogna ogni giorno ad occhi aperti. Il libro aiuta a non dimenticarlo e ancora oggi, da adulti, si sogna di notte, ma anche di giorno. Emanuele

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    30/03/2018 13:06:28

    Si percepisce subito il linguaggio giovane, incisivo e nella maggior parte delle frasi semplice e sferzante, dei nuovi diciottenni. Chi legge ha già superato la situazione che si intuisce da queste prime pagine, ma è stato particolarmente incuriosito da quanto descritto che risulta confrontabile con cosa vissuto. Scritto per i giovani, ma di aiuto per i genitori. Livio C.

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    30/03/2018 13:03:33

    Sono un'insegnante di italiano presso un centro di formazione professionale. Leggendo le prime pagine di questo romanzo si viene catturati dalla scrittura molto scorrevole, dai sentimenti del protagonista. Ci si immerge proprio nella vita di Pietro, dei suoi sogni per il futuro da medico e la forte attrazione fisica per questa ragazza, quella stessa che contraddistingue i giovani. Narrando le vicende di un adolescente, questo romanzo mi incuriosisce molto perché potrebbe prestarsi alla lettura collettiva in classe e coinvolgere i ragazzi proprio per il suo stile semplice ma allo stesso tempo ricercato. Daniela A.

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    30/03/2018 10:56:04

    Il talento per la scrittura del giovane Civitarese si intuisce sin dalle prime righe, con una costruzione accattivante, riferimenti interessanti e ammiccamenti di stile da buon lettore di prosa contemporanea. Il tema trattato è drammaticamente attuale, un’età in continuo mutamento, con il futuro che incombe e taglia le gambe ai sogni, ma si lotta e ci si lascia distrarre, rincorrendo la vita nel romanzo di formazione 2.0. Laura B.

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    30/03/2018 10:55:08

    "Giaguari Invisibili" solo leggendo il titolo mi sono venuti in mente i drammi esistenziali della fine dell'adolescenza. Il libro si apre subito col caos che riempie la testa e le giornate di un giovane (Pietro) che si appresta (o almeno ci prova) a frequentare l'università. Subito facciamo un passo indietro e, proprio come nella mente di un adolescente, passiamo dal baratro al paradiso. Il racconto richiama Ammaniti, la struttura Palahniuk e l'unica cosa che desideri è continuare a leggere... Elisabetta Diamante Blu

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    Gruppo di lettori in Anteprima

    30/03/2018 10:53:50

    Scrive davvero bene Rocco Civitarese per essere al suo romanzo d'esordio e per avere solo 18 anni....certo attingerà dal suo vissuto per costruire un romanzo fresco ed accattivante che racconta con ironia e sincerità un'età difficile e ricca di quotidiane sorprese per i protagonisti. Il personaggio di Piero per usare il gergo giovanile spacca e ti entra subito nel cuore e impari a condividere con lui pensieri, amori, sogni, successi e fallimenti. Un libro che ti prende dalla prima pagina, che non passa inosservato. Da fare leggere a tutta la famiglia per capire meglio l'inarrivabile mondo dell'adolescenza. Mauro F.

Vedi tutte le 22 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Apri il libro. Inizi a leggere con un po’ di scetticismo.

L’autore, Rocco Civitarese, ha diciotto anni e frequenta l’ultimo anno di Liceo a Pavia. Le storie dei liceali, da Federico Moccia in poi, le conosciamo. Pensi.

Poi trovi in esergo una citazione di Niccolò Ammaniti, bella non banale, una di Wislawa Szymborka, bene… molto ad affetto, e un’altra di Federico Fellini, con cui il giovane Civitarese letteralmente ti mette al tappeto.

La prima domanda che ti gira in testa mentre leggi è: “Ma io come scrivevo a diciotto anni?”. A colpire più dell’ambientazione, più dei personaggi, è proprio la scrittura. Uno stile maturo possiamo dire. Perché l’autore scrive con un linguaggio diretto, immediato e scrive anche i pensieri che rivolge a se stesso, utilizzando un sottotesto, un continuo controcanto o fraseggio, che ti fa letteralmente precipitare nella via del protagonista, Pietro Mazzoccone. In questo caso Zerocalcare docet.

Pietro vive a Pavia, sulla riva destra del Ticino, frequenta l’ultimo anno di liceo ed ha un’unica grandissima ossessione: superare il test di Medicina per entrare all’Università. Come fare? No problem, lui è anche un po’ abruzzese “e quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma, di persistenza e di resistenza… Tu sei abruzzese!” (-cit. Benedetto Croce!).
L’altra suo ossessione è Anna Pettirosso. Mora, capelli lunghi, mezzo sangue meridionale. Ogni volta che Pietro prova a darsi un tono lei lo disinnesca, impugna il suo bisturi e lo disseziona: la ragazza perfetta.

Poi naturalmente ci sono i suoi amici, Davide e la squadra di pallacanestro di San Marco, Laura e Giustino, Lucilla ninfetta ammaliante, testosterone a fiumi. Ma dopo tutto a quell’età è normale, no? Una vacanza a Camogli che lo immerge in Anna come una spugna, per 72 ore. Con l’unico problema di Debora, Debora Pettirosso sorella di Anna. È lei che lo ha invitato nella sua casa di Camogli, è lei la sua fidanzata. Trattasi di dramma, quindi…

Così mentre entriamo a bomba in questo psicodramma, a metà vissuto a metà sognato a occhi aperti, scopriamo che “Sì, si può scrivere bene anche a diciotto anni”, anzi probabilmente le cose più interessanti da sapere ce le possono dire proprio i diciottenni come Pietro. A questi Millennials forse basterebbe avvicinarsi, sganciare dall’orecchio un auricolare, e intercettare il flusso delle loro vite.

Prenderemmo tutti una bella scossa.

Recensione di Annalisa Veraldi