Recensioni I giorni e gli anni (21 agosto 1967-19 dicembre 1967)

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    23/09/2017 07:28:30

    Nulla meglio dell'acqua poteva aprire il sipario sui quattro tempi di questo monumento letterario e lasciarci immergere nel suo flusso enorme. Le onde son quelle di un solo anno di vita, di storia, ma erompono lo stesso in rimandi ad altre stagioni, a un passato ancora carico e caldo di impronte come "rughe profonde e nette, più profonde di quanto non possano settant'anni di vento". Gesine e Marie, madre e figlia, emigrate dalla Germania nella grande Mela, e insieme ad esse una terza grande presenza a intercalare col suo fiato stampato le vicende di un destino mondiale: il New York Times. Romanzo torrenziale, l'ieri e l'adesso si danno il cambio in un eterno aggancio di improvvisi e nostalgie, di voci che tornano e di tragiche assenze: "Se solo i morti tenessero il becco chiuso". I fili si intrecciano come in una difficile alternanza di tempi e di date, compito a volte non facile da assorbire per il lettore in un proprio ordine di dentro. Ma la potenza sottostante è quella di una promessa sicura, una stupenda tavolozza sociale dove il destino mondiale, nelle sue mille linee sfaccettate, solca ogni passaggio come una partitura magnifica; dai sofferti giorni del '33 nel nascente nazismo del Meclemburgo ai tragitti inglesi del padre che tenta di andar via da quei veleni. Ma le contraddizioni prevarranno, la vita decisa da momenti contrari alle scelte veramente sognate, lo stare al gioco, il lottare dentro strategie di morale sempre in bilico, sempre tortuose e segrete pur dentro uno spirito che sa dov'è il giusto, il vero, la salvezza. Il tutto mentre la sotterranea coi suoi passeggeri attraversa New York e la gente più varia anima e scandisce fra i vetri gli istanti della propria giornata. Una madre e una figlia in questo gorgo multirazziale, indefinito e ricco, pericoloso e pacifico insieme, a tentare di ripartire e ridare forza al senso delle cose. Dirà Gesine: "Un giorno la bimba mi assomiglierà al primo sguardo, ma il mondo la accoglierà solo al secondo".

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    23/08/2016 14:13:22

    Un elogio particolare e un ringraziamento alla casa editrice L'orma che ha permesso di portare a termine la traduzione (lasciata incompleta al secondo volume da Feltrinelli) di quest'opera in quattro volumi, che è senz'altro da annoverare tra i grandi classici del Novecento. Complimenti anche ai traduttori: hanno fatto un ottimo lavoro. Il romanzo è molto lungo, vale però la pena di affrontarlo e immergersi nella vita e nei ricordi di Gesine. Spero che l'editore pubblichi anche le altre opere di Uwe Johnson, autore tanto grande quanto poco conosciuto in Italia. Leggetelo.

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