Il giro dell'oca

Erri De Luca

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2018
Pagine: 122 p., Brossura
  • EAN: 9788807033216
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Descrizione
Dialogando con il figlio mai avuto, un uomo ripercorre la sua vita. Ma se a quel padre e a quel figlio dà voce Erri De Luca, le parole nate dalla notte emanano luce.

"Le parole. figlio, non inventano la realtà, che esiste comunque. Danno alla realtà la lucidità improvvisa, che le toglie la sua naturale opacità e così la rivela"

In una sera senza corrente elettrica, mentre rilegge Pinocchio, un uomo sente la presenza del figlio che non ha avuto, il figlio che la madre - la donna con cui in gioventù lo concepì - decise di abortire. Alla fiamma del camino, il figlio gli appare già adulto, e quella presenza basta «qui e stasera» a fare la sua paternità. Per tutta la notte al figlio «estratto da una cena d'inverno» lui racconta «un poco di vita scivolata». E così ecco l'infanzia napoletana, la nostalgia della madre e del padre, il bisogno di andare via, di seguire la propria libertà - «la libertà che ho conosciuto è stata andare e stare dove non potevo fare a meno» -, le guerre trascorse ma anche i baci che ha dato... e, a poco a poco che racconta, immagina le reazioni di questo figlio adulto, ciò che potrebbe dire, fino a che il figlio, da muto che era, prende la parola e inizia a dare voce alla propria curiosità («a proposito di maschere, di che ti vestivi a Carnevale?»), punteggia il racconto del padre con domande e osservazioni, lo guida, aiuta a mettere i dettagli a fuoco, e si fa guidare. Il monologo iniziale diventa così un dialogo a due voci, che indaga su una vita, sugli affetti, sulle scelte fatte, sui libri letti e su quelli scritti, sull'importanza delle parole e delle storie. Un'indagine che, più che tracciare un bilancio, vuol essere scandaglio, ricerca intima - quasi una rivelazione -, che accoglie l'obiezione, è aperta all'errore, si china sull'inevitabilità di ciò che è stato e salva, tramanda le qualità emerse dai ricordi («questa potrebbe essere una dote per me: imparare da qualunque esempio»). Mentre fuori si alza il vento che viene da nord e lui sistema sulla brace una fetta di pane perché, con un poco d'olio, serva a farli stare insieme ancora un po', da «padre inesistente, padre di una sera», gli pare di sbiadire, mentre il figlio aumenta di precisione, proprio come i personaggi dei romanzi diventano più precisi e memorabili dei loro autori, proprio come Pinocchio, e non il falegname che l'ha creato, dà il nome al romanzo.

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Recensioni dei clienti

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    gianmaria

    14/01/2019 13:32:40

    Erri De Luca ha amato disseminare nei propri libri la sua vita, a volte facendola rivivere ai personaggi dei racconti, altre volte esponendosi in prima persona. E così chi ama bazzicare la sua scrittura, anche saltuariamente o ancora meglio, come nel mio caso, con assiduità, ha ben chiaro quali sono i punti fermi della sue esistenza. Li ha presentati spesso nei suoi libri: il rapporto con i genitori, le sue esperienze da bambino (la scuola, i primi amori, il mare), la fuga da Napoli, gli anni della rivolta, il lavoro di operaio e muratore, la passione per le scritture sacre e l’incapacità di avere una Fede, l’esperienza della guerra nella ex-jugoslavia, l’amore per la montagna e tanto altro ancora. Tutto ciò ritorna in questo libro, ma questa volta lo scrittore non è solo. Erri incontra infatti suo figlio, il figlio che non ha mai avuto. Il dialogo è presto serrato, affettuoso ma anche franco, senza peli sull lingua, diventando così un’occasione per lo scrittore di fare i conti con le sue idee ed il suo passato.

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