Il giullare

Andrew Gross, James Patterson

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Traduttore: Elisa Frontori
Editore: Corbaccio
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 491,32 KB
Pagine della versione a stampa: 389 p.
  • EAN: 9788863802863

38° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Thriller

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Gaia la libraia

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1096: il locandiere francese Hugh De Luc torna dalla prima crociata stanco e disilluso, ma ancora non sa che la carneficina alla quale ha assistito non è che l'inizio di un orribile incubo destinato a continuare. Durante la sua assenza la locanda è stata incendiata, il figlio trucidato e la moglie Sophie rapita da un duca senza scrupoli ossessionato dall'idea di entrare in possesso di una sacra reliquia. Disperato, privo ormai di qualsiasi legame con il suo passato, Hugh entra alla corte del duca fingendosi un giullare e cerca di scoprire la verità sull'amata Sophie. In mezzo a mille pericoli, fra uomini che sembrano l'incarnazione del diavolo e nobildonne molto sensibili al suo fascino, Hugh il giullare combatterà un'epica battaglia per rinsaldare i fili di una vita spezzata e per interrompere una catena di soprusi. Con il ritmo incalzante di un thriller e il resipro di una saga arturiana, Il giullare è un romanzo violento, emozionante, divertente e commovente. Da leggere tutto di un fiato, come tutti i libri di James Patterson.
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    Massimo

    26/07/2013 11:29:11

    Non so se gli autori volessero scrivere un romanzo storico a tutti gli effetti, se cosi fosse il risultato sarebbe un po' atipico per alcuni aspetti già evidenziati nei commenti precedenti, o semplicemente volessero narrare una storia ambientata nel medioevo senza troppi vincoli di contestualizzazione storica. Resta il fatto che il racconto dopo una parte iniziale forse un po' lenta, si legge comunque volentieri diventando man mano coinvolgente, pur con qualche incongruenza e ripetitività (il voto dato testimonia il fatto che ho considerato veniali questi "peccati"). In particolare il libro ha secondo me il merito di mettere in evidenza una figura caratteristica e solitamente poco rappresentata e approfondita nei libri ambientati nel periodo medievale, quella appunto del giullare, che in questo caso viene raffigurato in modo diverso dal modello stereotipato di personaggio verosimilmente dalle capacità mentali limitate e in grado di esprimersi solo in modo goliardico. In effetti, rifacendoci a quanto evidenziato nel racconto, non è così improbabile ritenere che il giullare, data la sua possibilità di avere accesso ad importanti informazioni relative al suo signore, essendone probabilmente il confidente o anche semplicemente essendo presente, per le sue mansioni, agli incontri da lui avuti, potesse influenzarne in modo significativo le sorti e risultare quindi più determinante di altri personaggi più altolocati rispetto a lui nella scala gerarchica dell'epoca.

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    Yaris

    18/07/2013 15:51:55

    Non è un brutto romanzo, solo che si distacca parecchio da quello che si intende solitamente per romanzo storico. C'è l'accenno alla crociata, liquidata in trenta paginette, la solita lotta poveri, genuini e oppressi versus ricchi, brutti e cattivi. Leggermente assurda poi quasi tutta la vicenda, dove i classici elementi pro o contro l'eroe capitano sempre e perfettamente a fagiolo, come in ogni favola che si rispetti. E infatti mi sento proprio di definirla così, un'enorme favola per adulti, col medioevo che fa da scenografia dipinta, tutto stereotipato, abbellito, imbruttito a forza. E inoltre scusate un attimo, ma il re di Francia che permette a sua figlia di sposare un popolano? E che le lascia condurre una vita come locandiera?! Mmmmh... Seconda cosa: come ha già detto qualcuno ha il grande difetto di ritornare sempre sulle stesse parole: non c'è la minima varietà di vocabolario, i paragoni sono sempre gli stessi, le metafore, gli esempi, i modi di dire. Però non lo deriderei. Ho letto di peggio, davvero, questa se non altro è una bella storia, scorrevole, avvincente e persino divertente se la si prende per quello che è, vale a dire il frutto della fantasia di uno - anzi, di due scrittori che ci hanno aiutato a rompere la monotonia di qualche giornata sotto l'ombrellone. E, ancora un piccolo appunto, magari mi sono persa qualcosa? Sul retro di copertina si legge (cito): "è la storia di un eroe che è un po' Braveheart e un po' Sherlock Holmes". Essendo entrambi personaggi ai primi posti del mio olimpo personale, posso dire che Braveheart, un po' tirato e mooolto semplificato, ci sta. Ma Sherlock Holmes??

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    silvio

    06/06/2013 01:35:06

    ...un libro trash...!!!! abbiamo formato addirittura un circolo di lettura per leggere sto libro,e ci ammazzavamo dalle risate per quanto è scritto male,i dialoghi sono banali e il medioevo e più stereotipato della collezione kingdom dei Lego... scene di sesso volgare inutili,i personaggi ragionano come individui moderni...nel 1096????? però grasse risate se siete appassionati di storia medievale leggetelo perché anche uno chef di alto livello ogni tanto mangia un panino al fast-food...

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    Elisabetta V.

    25/09/2004 12:27:52

    Piuttosto sciatto. La scrittura sarà anche fluida… però leggere per tutto il libro i medesimi aggettivi, avverbi, verbi, ecc… Uff !!… (A cosa servono i vocabolari ?). Quanto al contenuto è solo un bieco assemblaggio di luoghi comuni, di stereotipi e di totali assurdità. Non esiste un minimo di approfondimento: né per quel che riguarda lo svolgersi delle vicende storiche, né per quel che riguarda i personaggi che sono tutti senza spessore e senza sfumature. I cattivi (anzi i cattivissimi) sono solo da una parte e i buoni solo dall’altra. Almeno ci fosse un po’ di ironia… invece l’autore temo si prenda sul serio per davvero. Degno di una sceneggiatura di un film americano destinato agli allocchi che si bevono qualunque cosa e che non solo non conoscono neanche un briciolo di storia medioevale ma che perdono di vista anche il semplice e normalissimo buon senso.

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    pieffra

    27/04/2004 11:11:18

    Bello ed appassionante, un "Odissea" moderna in chiave medievalesca. Non all'altezza de "I pilastri della Terra" di Follett, ma godibilissimo. Il suo modo di scrivere semplice e diretto, ti rapisce e ti porta all'interno della atmosfera della storia. La prevaricazione, l'odio, il dolore, la paura... tutti sentimenti che il nostro scrittore ti fa sentire e percepire. All'inizio ero un po' scettico, ma mi sono ricreduto!

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    Caregnato Davide

    08/03/2004 12:04:20

    Merita di essere letto perché molto coinvolgente, ma anche estrememente fantasioso e molto poco credibile. Pura fantasia ai massimi termini. Comunque scritto bene.

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    little_nurse

    27/11/2003 09:11:28

    l'ho letto in una notte: entusiasmante!

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  • Andrew Gross Cover

    Scrittore di thriller, ha lavorato insieme a James Patterson dando vita ai romanzi Il giullare (Corbaccio, 2003), Seconda chance (Longanesi, 2004), Terzo grado (Longanesi, 2005) e Prova d'innocenza (tre60, 2019). Approfondisci
  • James Patterson Cover

    Scrittore statunitense. Dopo gli studi, nel Massachusetts e nel Tennessee, si è trasferito a New York, dove ha lavorato per l’agenzia pubblicitaria J. Walter Thompson, diventando il presidente della filiale americana. Vincitore nel 1977 del prestigioso premio Edgar per il miglior romanzo d’esordio (The Thomas Berryman Number), da allora si è imposto come uno dei migliori e più prolifici autori di thriller. La sua fama è legata soprattutto al personaggio di Alex Cross, lo psicologo cacciatore di serial killer interpretato sul grande schermo da Morgan Freeman in due fortunate trasposizioni (Il collezionista e Nella morsa del ragno), ma anche ai romanzi delle Donne del club Omicidi e alla serie Maximum Ride. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo, solo... Approfondisci
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