Traduttore: E. Frontori
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 maggio 2005
Pagine: 389 p., Brossura
  • EAN: 9788850208678
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Recensioni dei clienti

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    Massimo

    26/07/2013 11:29:11

    Non so se gli autori volessero scrivere un romanzo storico a tutti gli effetti, se cosi fosse il risultato sarebbe un po' atipico per alcuni aspetti già evidenziati nei commenti precedenti, o semplicemente volessero narrare una storia ambientata nel medioevo senza troppi vincoli di contestualizzazione storica. Resta il fatto che il racconto dopo una parte iniziale forse un po' lenta, si legge comunque volentieri diventando man mano coinvolgente, pur con qualche incongruenza e ripetitività (il voto dato testimonia il fatto che ho considerato veniali questi "peccati"). In particolare il libro ha secondo me il merito di mettere in evidenza una figura caratteristica e solitamente poco rappresentata e approfondita nei libri ambientati nel periodo medievale, quella appunto del giullare, che in questo caso viene raffigurato in modo diverso dal modello stereotipato di personaggio verosimilmente dalle capacità mentali limitate e in grado di esprimersi solo in modo goliardico. In effetti, rifacendoci a quanto evidenziato nel racconto, non è così improbabile ritenere che il giullare, data la sua possibilità di avere accesso ad importanti informazioni relative al suo signore, essendone probabilmente il confidente o anche semplicemente essendo presente, per le sue mansioni, agli incontri da lui avuti, potesse influenzarne in modo significativo le sorti e risultare quindi più determinante di altri personaggi più altolocati rispetto a lui nella scala gerarchica dell'epoca.

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    Yaris

    18/07/2013 15:51:55

    Non è un brutto romanzo, solo che si distacca parecchio da quello che si intende solitamente per romanzo storico. C'è l'accenno alla crociata, liquidata in trenta paginette, la solita lotta poveri, genuini e oppressi versus ricchi, brutti e cattivi. Leggermente assurda poi quasi tutta la vicenda, dove i classici elementi pro o contro l'eroe capitano sempre e perfettamente a fagiolo, come in ogni favola che si rispetti. E infatti mi sento proprio di definirla così, un'enorme favola per adulti, col medioevo che fa da scenografia dipinta, tutto stereotipato, abbellito, imbruttito a forza. E inoltre scusate un attimo, ma il re di Francia che permette a sua figlia di sposare un popolano? E che le lascia condurre una vita come locandiera?! Mmmmh... Seconda cosa: come ha già detto qualcuno ha il grande difetto di ritornare sempre sulle stesse parole: non c'è la minima varietà di vocabolario, i paragoni sono sempre gli stessi, le metafore, gli esempi, i modi di dire. Però non lo deriderei. Ho letto di peggio, davvero, questa se non altro è una bella storia, scorrevole, avvincente e persino divertente se la si prende per quello che è, vale a dire il frutto della fantasia di uno - anzi, di due scrittori che ci hanno aiutato a rompere la monotonia di qualche giornata sotto l'ombrellone. E, ancora un piccolo appunto, magari mi sono persa qualcosa? Sul retro di copertina si legge (cito): "è la storia di un eroe che è un po' Braveheart e un po' Sherlock Holmes". Essendo entrambi personaggi ai primi posti del mio olimpo personale, posso dire che Braveheart, un po' tirato e mooolto semplificato, ci sta. Ma Sherlock Holmes??

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    silvio

    06/06/2013 01:35:06

    ...un libro trash...!!!! abbiamo formato addirittura un circolo di lettura per leggere sto libro,e ci ammazzavamo dalle risate per quanto è scritto male,i dialoghi sono banali e il medioevo e più stereotipato della collezione kingdom dei Lego... scene di sesso volgare inutili,i personaggi ragionano come individui moderni...nel 1096????? però grasse risate se siete appassionati di storia medievale leggetelo perché anche uno chef di alto livello ogni tanto mangia un panino al fast-food...

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    Massimo

    08/06/2009 13:13:14

    Lettura piacevole e non troppo impegnativa, racconto comunque ben costruito e che ha il pregio di mettere in evidenza una figura caratteristica, per quanto solitamente poco approfondita, del periodo medievale, il giullare appunto, che risulta molto meno banale e semplicemente goliardica di come si è portati a credere.

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    dedè

    25/05/2008 20:22:06

    Mi ha attratto perchè mi piacciono i romanzi storici, meglio se ambientati nel medioevo. Carino, la trama potrebbe essere migliore, ma in generale passabile, adatto come lettura estiva non impegnativa.

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    Arianna

    07/01/2008 15:14:16

    Un buon libro di avventura. Avvincente e dal ritmo incalzante. Non lo si può certo definire un ritratto storico, benchè i tratti più crudeli e inquietanti del Medioevo emergano in ogni momento della storia. Un finale forse improbabile, ma non è bello, almeno nella finzione, credere che certe cose possano accadere?

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    MarcoTuz

    16/04/2007 11:26:02

    Bella la storia, l'ambientazione e i personaggi. Si legge tutto d'un fiato

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    Paolo

    11/07/2006 15:57:54

    Il libro si puo' tranquillamente leggere tutto d'un fiato, non ho trovato punti morti, e non ci trovo quelle carenze di lessico che qualcuno, sicuramente critico e dotto filologo al contrario di me, ha fatto notare. Come ho gia' scritto in altre occasioni, e non ritenendomi in grado di dare sentenze definitive - e' brutto, e' scritto male ecc. - posso solo dire l'effetto che mi ha fatto. Nulla di impegnativo, senza pretese storiche, ma abbastanza appassionante.

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    Benedetta

    17/05/2006 13:23:13

    C'è una tendenza piuttosto diffusa a screditare i romanzi storici perchè non sono scritti come poderosi saggi. Secondo me, un romanzo storico deve mantenere la patina antica, ma modernizzare l'eloquio e sviluppare trame adatte alla sensibilità contemporanea. Patterson, qui, ci riesce benissimo.

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    Betty

    24/03/2006 15:29:04

    semplicemente magnifico!!!!! Molto diverso dal genere di Patterson visto che l'ambientazione è storica e si svolge durante le crociate ma bellissimo e indimenticabile.

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    Samu

    12/01/2006 15:28:34

    penso che la definizione più giusta per questo libro ovviamente per me, sia "normale" nel senso che fa passare il tempo e nulla di più. Poche emozioni, appena un briciolo di descrizione dei luoghi ma nulla di più, molto frettoloso con dialoghi che lo rendono qualche volta imbarazzante. Poi la voglia di costruire un eroe a tutti i costi, sbattendolo senza motivazioni forti alle crociate e ritorno non mi ha molto entusiasmato. Praticamente il copione per un classico film da botteghino con il cattivo di turno sconfitto dal popolo senza, aimè, rispetto per la storia e per i costumi del tempo. Non merita 1, ripeto, perchè alcune descrizioni dei luoghi sono state di effetto e coinvolgenti, troppo poco però per salvare questo che, complice un attore famoso, può diventare però un nuovo Brave Heart.

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    Lucio

    21/10/2005 17:02:03

    Orribile. Chi dice che i dialoghi sono anacronisti ha perfettamente ragione. Se volete leggere un libro brutto come questo provate "Il Serpente di Bronzo" di Greg Dinallo(non mi ricordo come si scrive) e rimarrete esterefatti. La frase più lunga di questo libro è composta da 20 parole, sembra scritto da un ragazzino.

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    Raffa

    05/08/2005 16:58:01

    Patterson è uno dei miei autori preferiti, ma questo libro è assurdo! Dialoghi completamente anacronistici, una storia impossibile, scritto male e tradotto peggio. Lo sconsiglio.

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    stefy

    28/07/2005 09:39:40

    bel libro!scorrevole, piacevole e intrigante al punto giusto!se vi piacciono i film alla "Braveheart" o i libri come "il passo di Merlino" ve lo consiglio.

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    peppe

    10/07/2005 14:16:49

    un bel libro scorrevole, con una bella storia e delle belle ambientazioni e storie. Lo consiglio vivamente

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    Malleolo

    04/07/2005 16:56:38

    Che cosa si cerca in un libro del genere? Sicuramente non è e non vuole essere un testo storico ma solo di evasione e secondo me ha colpito il bersaglio. Sinceramente io voglio appasionarmi ed emozionarmi e questo libro ci è riuscito. Vicino a Wilbur Smith di "Uccelli da preda" e ambientato alla Ken Follet di "I pilastri della terra".

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    ginevrina

    31/05/2005 11:56:14

    senza dubbio leggibile, tranquillo, scorrevole, da leggere sotto l'ombrellone ma francamente ha lo stesso spessore artistico di novella 2000. scontato fin dall'inizio, piatto, inverosimile e senza neanche un minimo di suspence, particolare che si richiederebbe ad un libro di avventura. un libro che sicuramente non rileggerò

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    Elisabetta V.

    25/09/2004 12:27:52

    Piuttosto sciatto. La scrittura sarà anche fluida… però leggere per tutto il libro i medesimi aggettivi, avverbi, verbi, ecc… Uff !!… (A cosa servono i vocabolari ?). Quanto al contenuto è solo un bieco assemblaggio di luoghi comuni, di stereotipi e di totali assurdità. Non esiste un minimo di approfondimento: né per quel che riguarda lo svolgersi delle vicende storiche, né per quel che riguarda i personaggi che sono tutti senza spessore e senza sfumature. I cattivi (anzi i cattivissimi) sono solo da una parte e i buoni solo dall’altra. Almeno ci fosse un po’ di ironia… invece l’autore temo si prenda sul serio per davvero. Degno di una sceneggiatura di un film americano destinato agli allocchi che si bevono qualunque cosa e che non solo non conoscono neanche un briciolo di storia medioevale ma che perdono di vista anche il semplice e normalissimo buon senso.

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    pieffra

    27/04/2004 11:11:18

    Bello ed appassionante, un "Odissea" moderna in chiave medievalesca. Non all'altezza de "I pilastri della Terra" di Follett, ma godibilissimo. Il suo modo di scrivere semplice e diretto, ti rapisce e ti porta all'interno della atmosfera della storia. La prevaricazione, l'odio, il dolore, la paura... tutti sentimenti che il nostro scrittore ti fa sentire e percepire. All'inizio ero un po' scettico, ma mi sono ricreduto!

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    Caregnato Davide

    08/03/2004 12:04:20

    Merita di essere letto perché molto coinvolgente, ma anche estrememente fantasioso e molto poco credibile. Pura fantasia ai massimi termini. Comunque scritto bene.

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