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Recensioni dei clienti

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    alessandro

    14/03/2007 18:29:33

    Scenicamente parlando ottima. Dal punto di vista dell'interpretazione Pavarotti è troppo fermo. Si potrebbe dire che la sua figura è all'interno di un "cerchio": Recitavano così i cantanti dell'800.

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    Alberto Zini

    01/11/2006 13:52:05

    Questo è stato l'ultimo allestimento dell'Aida della Scala(a dicembre debutterà una nuova produzione con la regia di Zeffirelli...largo ai giovani!).E forse anche uno degli ultimi grandi spettacoli scaligeri prima dell'avvento nefasto di Riccardo Muti alla guida della vita del teatro.Spettacolo memorabile, sopratutto per quanto concerne la parte visiva affidata alla fantasia di Pagano con la regia di Ronconi.L'idea che guida tutta la rappresentazione è la riscoperta di un Egitto misterioso e ancora addormentato sotto immani dune di sabbia, prima che l'archeologia moderna portasse alla luce interamente le vestigia dell'antica civiltà.L'Egitto,insomma dei dipinti di David Roberts.Ecco dunque una spiananta di der el Bahari senza il tempio di Hatchepsut avvolta in una soffusa luce dorata al primo atto,nella cui seconda parte appare un immenso tempio ancora semisommerso dal deserto alla luce di una megnetica luna piena (di Vannio Vanni);una scena del trionfo con una colossale sfilata di gigantesche teste faraoniche delle varie epoche che culminano in un'enorme testa di sfinge che prima della chiusura del sipario arriva ad incombere sui personaggi come un oscuro monito di sventura;soffusissima alla luce della stessa luna del primo atto la scena del Nilo; claustrofobico ed opprimente il quarto nella sua immane sciagura.La vicenda si svolge regolata da un cerimoniale oscuro ma affascinante dai piccoli gesti seguendo un'antica liturgia che esce dal buio dei secoli in una bolla di completa atemporalità nella quale si conigano il passato, presente e futuro evocati dalla scenografia in un mistico silenzio.Idea bellissima, resa ancora più valida dall'assoluta estraneità dei costumi con l'Egitto antico in favore di una non meglio identificata antichità(dicevo bella idea perchè nell'Aida si vedono certi strafalcioni in materia di vestiario che fanno inorridire!).Allestimento storico, quindi;uno dei capolavori di Ronconi e della Scala.Ecco il mio voto circa la parte visiva:

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    Alberto Zini

    01/09/2006 13:58:11

    La direzione è sovrapponibile a quella di studio e non brilla per fantasia e vigore ma è molto musicale, precisa ed asseconda abbastanza bene le linee melodiche dei protagonisti.Tra i quali spicca Pavarotti.Per nulla intimorito all'interno di una vasta sala come è quella della Scala plasma un ottimo Radames:chiaramente lirico e sognante nei passi che lo richiedono(ottimo questo Celeste Aida)ma anche orgoglioso nella fierezza degli accenti del duetto del quarto atto con Amneris,superbi pure il terzo atto(davvro riuscita questa commistione tra impeto eroico e abbandono sentimentale)ed il duetto finale.Visivamente è quello che è ma non sfiora mai il limite del ridicolo stando immobile lasciando che la voce reciti per lui,che è davvero un'ottima idea.In una parolail migliore Radames dai tempi di Bergonzi.La Chiara è pure bravissima in ogni passo (anche nei "cieli azzurri")e visivamente credibile nonostante un cero gesticolare continuo.Meno brava la Dimitrova che urla a più non posso negli acuti e va in ciabatte per il resto della partitura.Pons non brilla nè per fantasia nè per tenuta musicale ma è sopra il limite della decenza.Ghiaurov è alquanto appannato vocalmente ma con l'accento le cose cambiano decisamente livello e molto in meglio(buona in particolare la scena del giudizio).Pessimo il Re mentre ottimo Gavazzi ed insignificante la sacerdotessa.Bravi coro ed orchestra.Il mio giudizio della parte audio è dunque questo:

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    GIUSEPPE

    27/10/2003 11:23:51

    UN EDIZIONE DELL'AIDA CHE PASSERA' ALLA STORIA...

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  • Produzione: Arthaus, 2012
  • Distribuzione: Warner Music
  • Durata: 160 min
  • Area2