È giusto obbedire alla notte. Copia autografata

Matteo Nucci

Collana: Scrittori
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 02/03/2017
Pagine: 363 p., Brossura
  • EAN: 0001121237276
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Recensioni dei clienti

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    emma

    28/12/2017 18:07:19

    raramente mi capita di sospendere la lettura o saltare intere pagine di un libro. mi è successo con questo . la curiosità di scoprire la storia del protagonista e conoscere la Roma nascosta non è bastata. a più di metà narrazione (?) ancora non ho capito gli eventi e i protagonisti. flash back infiniti e confusi. leggere un romanzo deve anche essere rilassante e nello stesso tempo stimolante. qui ho trovato solo la fatica di capire, e di conseguenza non ho provato empatia per i protagonisti.

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    Sebastiano

    01/12/2017 10:46:42

    L'idea di ambientare il romanzo lungo il Tevere, verso la foce, è assolutamente interessante, così come lo sono i personaggi; tuttavia, di buono c'è quello e poco altro. La parte centrale del romanzo, sebbene finalizzata alla comprensione di certi eventi, è troppo pesante, piena di cose che avrebbero potuto anche non esserci e nulla si sarebbe perso di importante. Invece, l'Autore si dilunga su dettagli e vicende che finiscono solo per rendere il tutto confuso e, a tratti, incomprensibile. Nulla da dire sulla parte della storia ambientata nel presente (la prima e l'ultima, per intenderci), davvero bella e scorrevole. Anche il finale non mi ha pienamente convinto; si ha l'impressione che l'Autore si fosse stancato dui scrivere e volesse ultimare frettolosamente il romanzo. Peccato, un'occasione persa.

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    furetto60

    06/04/2017 10:32:55

    Storia di una Roma diversa sia da quella di città, sia da quella di borgata, una Roma nascosta nelle pieghe, a tratti pasoliniana come ambientazione e con altrettanti numerosi personaggi. Nonostante l’evidente impegno dell’Autore, ho trovato la prosa macchinosa, affatto scorrevole, grondante di un’aggettivazione fine a sé stessa, e di particolari che a nulla servono se non ad appesantire il narrato. Come se oppresso da ansia da prestazione, il romanzo si risolve in una faticaccia, oltre tutto anche i dialoghi (spesso prolungati allo sfinimento) in alcuni punti non si capisce dove vogliano andare a parare. Peccato perché l’idea di base era buona, ma andava sfrondata da tanti inutili orpelli.

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