Categorie

Domenico Quirico

Editore: Neri Pozza
Collana: I colibrì
Anno edizione: 2015
Pagine: 256 p. , Brossura
  • EAN: 9788854508910

"Ho superato, nel momento in cui sono stato catturato, una frontiera fatale, me ne accorgo vivendo con loro, sono entrato nel cuore di tenebra di una nuova fase storica, di un nuovo groviglio avvelenato dell'uomo e del secolo che nasce: il totalitarismo islamista globale".

Domenico Quirico è giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent'anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Questo suo racconto di viaggio parte da Istanbul e si conclude in Nigeria, facendo tappa a Groznyj in Cecenia e nelle pianure di Francia, nel Sahel e in Somalia. Parla di uomini, delle loro storie, delle loro azioni e omissioni. Mostra come al-Dawala, lo stato islamista, esiste già, poiché milioni di uomini ogni giorno gli rendono obbedienza, applicano e subiscono le sue regole implacabili, pregano nelle moschee secondo riti rigidamente ortodossi, vivono e muoiono invocandone la benedizione o maledicendone la ferocia. Nondimeno, come Christopher Isherwood approdato nel 1930 a Berlino, con la sua potente narrazione, Domenico Quirico diventa, in queste pagine una "macchina fotografica" con l'obiettivo così aperto sulla cruda realtà della nostra epoca, che ne svela il cuore di tenebra meglio di mille trattati e saggi.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Freedom

    27/03/2016 19.36.14

    Qualsiasi testo, film, programma televisivo riesca a sfuggire al silenzio dei media e ci illumini sulle vere intenzioni dell'islamismo è benvenuto.

  • User Icon

    AlessioTr

    15/02/2016 23.19.54

    Un racconto a puntate dell'ascesa delle Brigate internazionali islamiste. Un racconto che si svolge nel tempo e nello spazio tra popoli e paesaggi diversi, tra contesti storici e politici diversi, che puntualmente finiscono per mostrare la genesi e l'ingigantirsi di questo mostro nero. Due sono le conclusioni da trarre: le nostre armi di difesa sono ridicolmente spuntate; il jihadismo non è un nemico che si combatte con la politica, almeno come la intendiamo oggi in Occidente. Il libro è un ottimo esempio di giornalismo. Niente retorica, niente faziosità, solo la nuda realtà vista dagli occhi di un inviato esperto. In alcuni tratti le descrizioni e i racconti, dal carattere poetico e altisonante, stridono con l'ambientazione funerea e appesantiscono inutilmente la lettura: questo è l'unico appunto che mi sento di fare a Quirico.

  • User Icon

    Il libraio di Firenze

    09/12/2015 17.57.47

    Il giornalista Domenico Quirico, fatto prigioniero in Siria dalle milizie di Jabhat Al Nusra, raccontò al suo ritorno che molti comandanti delle truppe islamiste parlavano di un grande califfato come di un progetto con salde fondamenta. Ora il califfato è una realtà militare e politica con cui, dolorosamente,si devono confrontare tutte le nazioni. Quirico ci guida attraverso i luoghi di questa nuova realtà.

  • User Icon

    angelo

    27/11/2015 10.30.40

    Ingredienti: le prime cellule di una pianta malvagia in Siria e Iraq, i semi di una primavera araba poi modificatisi geneticamente, i frutti dell'odio dispersi e cresciuti in varie nazioni e continenti, un viaggio spazio-temporale da Mossul 2015 a Poitiers 732. Consigliato: a chi vuol percorrere vari sentieri che portano dalla pace alla barbarie, a chi vuol assistere ad uno scontro tra un mondo "empio", distratto e corrotto ed uno "puro", violento e disumano.

  • User Icon

    Leopoldo Roman

    24/06/2015 07.44.54

    L'esperienza personale di Domenico Quirico, un inviato veramente speciale che è sempre andato in missione nelle prime linee del mondo e che è stato vittima in Siria di un sequestro durato cinque lunghi mesi, da parte di gruppi integralisti islamici, è illuminante perché ci fa capire che quel pericolo, fino a pochi anni fa decisamente sottovalutato, è sempre più presente nel mondo attuale. L'immagine di copertina che ne documenta visivamente l'espansione, rende molto chiaramente l'idea. Il libro è scritto molto bene se pur con un linguaggio a volte un po' troppo ricercato. E' il viaggio di Quirico alle radici dell'islam totalitario e radicale. E' la storia di uomini, per lo più conosciuti da lui personalmente, che sono riusciti a "trasformare la miseria di un paese in una specie di famelica patologia. A trasformare la fede in una concezione estranea alla vita, squilibrata rispetto al mondo, una specie di cancro che assorbe tutte le forze vive, che occupa tutti gli spazi, schiaccia la vita e diffonde il contagio fino al culmine della guerra, oppure all'asfissia soffocante di un ordine senza pietà". Va detto che non è però esaustivo sul fenomeno Isis. Per approfondirlo, anche dal punto di vista storico, è necessario leggere qualcos'altro.

  • User Icon

    FreeWest

    20/04/2015 16.23.05

    Libro interessante. Da mettere vicino a quelli già scritti da giornalisti e intellettuali coraggiosi che da tempo segnalano l'espandersi ed organizzarsi del pericolo islamista. Teorie rifiutate dal potere costituito come idiozie,ma che molti adesso stanno cominciando (per fortuna) a prendere sul serio.

  • User Icon

    cristiano

    11/04/2015 22.09.30

    Libro interessante nel quale si sente il vissuto di un uomo che ha provato un'esperienza forte e incisiva.Forse troppo emotivo e descrittivo per capire il "califfato".Mi sono piaciuti i capitoli finali con le brevi ma intense descrizioni dei paesaggi e delle persone.Una "infarinatura"per poi leggere libri più esaustivi sul fenomeno Isis e simili.

  • User Icon

    francesco

    04/04/2015 18.27.08

    Il libro narra eventi e situazioni che solo pochi hanno visto dal vivo grazie al loro coraggio e voglia di documentare. Questo libro spiega come l'islamismo odierno non sia altro che una sorta di "medioevo islamico", dove l'ignoranza e la povertà della gente vengono sfruttate per alimentare una guerra ideologica contro l'Occidente. Ho trovato sorprendente e allo stesso tempo preoccupante lo spostamento geografico che sta compiendo l'islamismo: dal medio oriente si sta dirigendo verso l'Africa, terra più ricca e più vicina all'Europa. Tuttavia lo stile e il lessico usato per la narrazione è pesantissimo, opulento e certe frasi traboccano di aggettivi... Nonostante siano 250 pag. ci ho messo un mese per finirlo. Capisco benissimo che lo stile riprende lo stato d'animo dell'autore ma ci sono pagine che non raccontano nulla di concreto. Certe volte arrivi in fondo alla facciata e ti rendi conto che di trenta righe non ti è rimasto assolutamente niente. Troppo pesante.

  • User Icon

    roberto

    01/04/2015 14.07.25

    L'autore ha vissuto sulla sua pelle 5 mesi di prigionia in Siria presso una della tante bande fondamentaliste che solo un anno dopo avrebbero usato gli ostaggi per mettere in rete la loro decapitazione. E' quindi comprensibile il suo stile drammatico, non lineare, emotivo fino al lirismo, molto lontano dalla pacatezza degli analisti di geopolitica che ragionano nella tranquillita' del loro salotto. Non e' quindi una lettura per chi vuole capire nomi, meccanisme e fenomenologia del califfato, ma una potente e angosciosa testimonianza.

Vedi tutte le 9 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione