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Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2016
Pagine: 261 p., Brossura
  • EAN: 9788807031762
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Recensioni dei clienti

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    patrizia b.

    15/07/2016 15.01.18

    L'ho finito stamani e confesso che mi aspettavo di più. Sembra ben documentato, ma non digerito e la vicenda sembra poco verosimile nel suo complesso. Lo farò leggere ad un amico musulmano. Scritto abbastanza bene, ma eccessivamente ricco di frasi brevissime con punto e a capo, cosa che genera una piccola ansietà non gradevole.

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    eros55

    10/03/2016 16.17.09

    Non male, una lettura sciolta di un racconto che fa riflettere sulle tante contrarietà del mondo islamico. C'è un punto di non ritorno nel romanzo che tiene in apprensione fino alla fine "il segreto di Hassim" il padre di Alì che decide di lasciare il villaggio, la moglie e il figlio, nulla di banale, ma capace di illuminare sulle regole della shari'a. Consigliato a chi cerca un romanzo che ha tutti requisiti classici di lettura: solitudine, amicizia, tradimenti, vendette,guerra,odio, amore. Peraltro ben scritto.

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    alessandra governa

    28/02/2016 14.44.54

    Non tradirò il mio approccio alle "non recensioni" raccontando la trama, sottolineando personaggi più o meno riusciti o incongruenze o eventuali punti in cui io avrei fatto diverso. Dirò solo leggetelo. Superate le prime pagine "leggendarie" e sfumate. C'è un punto di non ritorno. Come spesso mi succede circa a metà del libro ho un bisogno fisico di andare in fondo: ringraziamenti dell'autore, note su eventuali connessioni con eventi realmente accaduti e - proprio - le ultime righe del romanzo. Il mio punto di non ritorno: "Grazie ad Alì per avermi raccontato della sua vita tutto ciò per cui ha trovato parole. Oggi, Alì, dedica le sue giornate a tenere i bambini del villaggio lontani dalla guerra". Ritornata al punto in cui avevo abbandonato la lettura, niente è stato più come prima. Come se da storia per bambini, fosse diventata storia da grandi (passatemi il termine). La leggerezza apparente che un po' mi disturbava è svanita lasciando posto a una "visceralità" e a un'intimità che mi si sono attaccate dentro e hanno iniziato a scavare. E io, cosa avrei fatto? Davanti a uno che trova le parole per raccontare (e non per spiegare) la sua vita, i concetti astratti di bene e male, di giusto e sbagliato scivolano via. Le categorie che ci servono per determinare e determinarci, per giustificare e giustificarci si dissolvono. Non è stata una lettura facile. Ho sottolineato un sacco di frasi. Mi sono dovuta fermare tante volte. Ho letto spesso con la musica nelle orecchie e mi sono accorta che il suono mi aiutava a non piangere. A sopportare non solo il dolore delle parole, ma la paura che quella rabbia lì, ce la posso avere anche io. Che quel desiderio di dare e togliere la vita forse è talmente atavico, talmente connaturato che è meglio farci i conti. Che è meglio pensare che non sia solo un'eccezione, ma che ci sono degli antidoti: "Marya riuscì nel miracolo di farmi tornare ciò che da tempo non ero più: un uomo avvolto nel cuore caldo di una storia".

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    angelo

    02/02/2016 09.27.33

    Ingredienti: un ragazzo somalo nato in condizione di servitù, tre fasi della vita (innocenza, meditazione, azione) accomunate dal tentativo di fuggire al proprio destino, un viaggio sofferto attraverso la preghiera coranica e la guerra santa, un ritorno-rinascita finale possibile solo grazie agli affetti. Consigliato: a chi vuol capire (prima ancora di giudicare) tanti estremismi del mondo islamico, a chi cerca in un piccolo grande romanzo tanti temi squisitamente umani (solitudine, amicizia, tradimenti, vendette, amore).

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