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Paola Lo Cascio

Editore: Carocci
Anno edizione: 2013
Pagine: 255 p. , Brossura
  • EAN: 9788843070992
  Per quanto l'argomento conti più letteratura della seconda guerra mondiale, non è frequente la pubblicazione di lavori di sintesi sul conflitto spagnolo del 1936-39. La complessità del tema e l'ingente mole di ricerche settoriali di cui tener conto rendono il compito tutt'altro che agevole e rischioso. Ciò premesso, la prima considerazione da fare, è che Paola Lo Cascio esca bene dalla sfida: convincente appare infatti l'articolazione dei capitoli, preceduti da un'introduzione dedicata allo stato degli studi. Muovendo dagli errori compiuti dal governo repubblicano nel biennio riformatore, l'autrice si sofferma nel primo capitolo sulle divisioni politiche nel Fronte popolare e nello Psoe. Nel campo opposto getta luce sull'incapacità del progetto golpista di ottenere il consenso di tutto l'esercito, sull'iniziale frantumazione del potere militare, e sullo sfondo l'immediata internazionalizzazione del conflitto, mentre infuriava la battaglia di Madrid. Alle questioni militari è dedicato il secondo capitolo che tratta, da un lato, del processo che portò dalle milizie volontarie dei primi mesi alla militarizzazione di tutte le forze combattenti con la costruzione dell'esercito popolare, dall'altro, si evidenziano la migliore organizzazione di quello franchista, il peso degli aiuti dall'estero in uomini e mezzi, le principali battaglie. Il terzo capitolo ricostruisce la situazione sociale e politica nelle due retrovie, alla luce della lacerazione, in territorio repubblicano, tra i sostenitori della priorità della rivoluzione o della guerra. Uno scontro collocato sullo sfondo del vuoto politico e dello sgretolamento dell'autorità seguiti al golpe nella zona repubblicana che porta Lo Cascio a individuare nella violenza politica e nella tradizionale diffidenza verso l'autorità statale da parte di ampi settori popolari gli elementi più influenti sulla rivoluzione dell'estate del '36. Nello stesso contesto l'autrice tratta delle collettivizzazioni, della repressione e della violenza nei due fronti antagonisti, dell'impatto della guerra aerea sulle popolazioni, senza trascurare la vita quotidiana. L'ultimo capitolo è dedicato alle strategie narrative e propagandistiche dei due campi, con una digressione sull'atteggiamento della stampa internazionale e italiana, mentre l'epilogo accenna agli ultimi giorni di guerra, con il colpo di mano anticomunista del colonnello Casado, al flusso di centinaia di migliaia esuli verso l'inospitale Francia, poi verso l'esilio e alla brutale repressione franchista. Detto dei pregi, sono da segnalare alcuni aspetti che meno convincono. Tra questi la scarsa attenzione alle più recenti ricerche sul coinvolgimento della chiesa nel conflitto e le violenze anticlericali dell'estate del '36, che se minore dibattito hanno suscitato è per l'impermeabilità della cultura storiografica spagnola alla storia religiosa. Maggiore attenzione, poi, l'autrice avrebbe potuto prestare alla produzione ispanistica internazionale e italiana in particolare, nella quale, peraltro, scrive di voler inserire il proprio lavoro. Da segnalare, infine, qualche errore nelle biografie di alcuni personaggi (Claudín, Semprún, Herrera Oria, Múgica) che tuttavia non inficia il giudizio ampiamente positivo sul lavoro.   Alfonso Botti