Habemus Papam

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Regia: Nanni Moretti
Paese: Italia; Francia
Anno: 2011
Supporto: DVD
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Alla morte del Pontefice il Conclave deve eleggere un nuovo Papa. Ma il neoeletto è preda dei dubbi e delle ansie, depresso e timoroso di non essere in grado di assolvere il suo compito. Il Vaticano chiama allora uno psicanalista perché lo assista e lo aiuti a superare i suoi problemi.
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    Fabio

    18/05/2020 13:39:13

    Oggi è morto Michel Piccoli. La sua mastodontica presenza rende questo un film degno di essere visto. Meraviglioso il lampo nei suoi occhi quando dichiara di essere un attore a chi gli chiede che mestiere faccia.

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    Ernesto

    01/10/2019 08:23:50

    Il film parte bene, ma poi sprofonda sempre di più nel surreale, per concludersi con il torneo internazionale di pallavolo. Ma dove siamo? All'oratorio?!

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    berlin

    28/09/2018 13:57:31

    Non tra i migliori film di Nanni Moretti, a mio parere. La vena e, forse, le urgenze dei decenni scorsi sono mutate. Ma lascia sempre spunti per riflettere ed amare il suo cinema. Breve postilla: il livore del signore qui sotto deve avergli fatto inghiottire un flacone di luoghi comuni! Keep it calm!

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    Robertinho

    15/05/2012 16:24:04

    Il tentativo era enorme, coraggioso, complicatissimo da gestire con equilibrio. E infatti Nanni Moretti con Habemus Papam ha realizzato un film tanto affascinante quanto incompiuto. A mancare principalmente è soprattutto un vero e proprio legame tra i due protagonisti della vicenda narrata, e soprattutto tra quello che rappresentano. Il regista con notevole lucidità e senso estetico - il film nella prima parte è bellissimo da vedere - mette in scena la vicenda personale di Melville (Michel Piccoli) uomo di fede che, eletto Papa, non riesce a sopportare il peso di tale responsabilità e tracolla a livello psicologico. A quel punto viene chiamato uno psicanalista (Moretti) che vorrebbe tentare di aiutarlo prima di tutto con la sua scienza. Dato questo spunto potenzialmente esplosivo, la sceneggiatura poi però non mette mai veramente a confronto i due personaggi, lasciando che ognuno di loro sviluppi il proprio discorso senza che ci sia una comparazione esplicita tra le due parti. L'esplorazione del percorso interiore di Melville, che dovrebbe essere la parte portante del film, a conti fatti forse è quella più debole: la vita interiore di quest'uomo viene cioè mostrata con poesia ma non delineata in maniera chiara. Alla fine il percorso umano ed emotivo di Melville viene più accennato che realmente affrontato. Moretti invece nel suo rapporto con gli altri vescovi del Conclave dietro la superficie della commedia tenta di far passare con forza una visione della Chiesa che ha bisogno di maggiore apertura con l'esterno, con i tempi che sono cambiati, con le influenze sia sociali che mentali di una società aperta. Tale messaggio, raccontato all'inizio con momenti davvero spassosi e con una finezza esemplare, non viene però concluso con una presa di posizione decisa, e col procedere della storia perde anch'esso la sua spinta propositiva. Moretti pare trattenersi, cercare un tono conciliatorio, e questo frena senz'altro la spinta propositiva del suo cinema. Un vero peccato!

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    janez60

    21/04/2012 15:44:40

    Soggetto e sceneggiatura decisamente interessanti, Michel Piccoli da oscar e poi il solito Nanni Moretti da...gabibbo

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    Giuseppe Di Caro

    27/10/2011 14:12:44

    Dopo un inizio promettente, il film si arena nei solti schemi morettiani, ma stavolta non graffia... Mi ero ripromesso di non vedere più i suoi film, ci sono cascato ancora.

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    Lorenzo

    23/10/2011 12:28:31

    Il film più maturo di Moretti. Toccante, suggestivo, ben scritto e recitato. Sara' forse meno personale e politico degli altri, ma sinceramente nel raccontare la storia di un uomo che e' schiacciato dal peso del suo compito e ritiene di non sentirsi all'altezza, io una chiara lettura politica ce la leggo. Una grande prova di cinematografia. E voi che scrivete, giudicate il Moretti artista. Il Moretti uomo lasciatelo da parte quando guardate suo film. Vi risparmierà tempo e fatica nello scrivere critiche assurde, paroloni da antologia di letteratura, sproloqui politici. E vi farà forse godere un film che e' in grado di insegnare, commuovere, far sorridere.

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    S/T Daniels

    19/10/2011 10:47:43

    Capolavoro di Moretti, un'opera che conferma la capacità di un autore capace di girare film complessi camuffati da una semplicità così lampante da sembrare a molti superficiale (questo forse è l'unico "difetto" che gli si può imputare). Una regia sobria, invisibile, in un ambientazione che a chiunque altro avrebbe dato alla testa. Michel Piccoli vergognosamente non premiato a Cannes (dovevano dare per forza un premio a "The Artist" e hanno scelto per il miglior attore), Moretti ottimo nel ruolo dello psicanalista che trascina il corpo cardinalizio in una spirale regressiva cui fa da contraltare lo sviluppo (incompiuto, così come il torneo)e l'evoluzione di un uomo che cerca di sfuggire l'ordine simbolico e non solo: il suo non è un rifiuto al potere, come molti hanno creduto, ma un'umana quanto umile incapacità di essere all'altezza del ruolo che gli altri hanno scelto per te. Fotografia perfetta di Alessandro Pesci, musiche discrete di Piersanti, scenografie e costumi magnifici. Tutto funziona in questo film, almeno nei termini della "logica morettiana". Dopo la morte di Moretti (il più tardi possibile, si spera!), sarà ricordato come il suo film più felice, statene certi. (considerando quelli finora fatti).

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    Paola

    15/10/2011 13:35:50

    Molte aspettative per questo film di Moretti... un film a mio avviso strapazzato a dovere dai: "questo lo posso dire? Lo posso fare?Rompo le scatole a qualcuno?" Lo salva la splendida recitazione di Michel Piccoli , Piccoli entra in una parte di assoluta sofferenza che è plausibile, bello anche il senso di "finito" o "ultima recita" che pervade il film ... lo psicologo è solo un narcisistico omaggio a se stesso, da parte di Moretti...ma forse vuole dirci che non sa che fare del film e quindi ci gioca non a palla prigioniera, ma a un vero torneo di pallavolo...alla fine nulla cambia è stata solo una parentesi a cui pochi hanno creduto.

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    Mauro Lanari

    21/09/2011 12:14:50

    Dìo è morto, Freud è morto però "lui", progressista girotondino, se la passa niente male. Il senso implicito di "Habemus Papam" comincia e finisce qui, con un soggetto risolvibile nel tempo d'uno spot o d'uno sputo. Diluire per la durata d'un lungometraggio una tesi sintetizzabile con un semplice slogan è involontariamente ridicolo. I problemi globali hanno raggiunto un livello di complessità non più gestibile, e Moretti inscena la condizione postmoderna di crisi di decidibilità (e non di "responsabilità" o "adeguatezza") nell'ambito delle due principali agenzie di "cura dell'anima" e d'"erogazione del Vero", quella religiosa e l'atea. Il tonfo grottesco consiste, per contrappasso, in quanto d'interessante hanno da dire queste due istituzioni sulla persona e personalità del regista che, viceversa, le rende oggetto d'una critica unilaterale e monodiretta. Cattolicesimo e psicoanalisi convergono nel giudicare come essenziale soprattutto ciò che s'omette, e le quasi due ore d'omissis morettiano ci occultano la sua specifica strategia di sopravvivenza, fare l'artista engagé, usare il cinema per propagandistico impegno politico, una sorta d'arma più o meno impropria da sfruttare in particolari occasioni tipo le tornate elettorali. La caimanite resta a riposo nel 2011, annata a quanto pare libera da rilevanti elezioni di natura secolar-temporale ma non spiritual-ecclesiastica. E "Habemus Papam" esclude dall'odierna epoca di spaesamento e disincanto del mondo esattamente questo "non-detto" del patron della Sacher, la peculiare àncora di salvezza nella sua esistenza. "Solo un pazzo può interpretare la parte di primattore che lo spettacolo con più spettatori al mondo richiede"? Allora l'autore si bea della propria follia demiurgica e teatrale. Se "La messa è finita" già dal 1985, il cineasta moralista sa continuare a tenersi a galla aggrappato al proprio Credo partitico.

Vedi tutte le 10 recensioni cliente

2012 - David di Donatello Miglior Attore Protagonista Piccoli Michel
2011 - Nastri d'Argento Miglior Attore Protagonista Piccoli Michel

  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2011
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 104 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Francese; Inglese; Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); trailers; speciale
  • Nanni Moretti Cover

    attore, sceneggiatore, produttore cinematografico (Sacher film), è uno dei più grandi registi italiani. Il suo primo lungometraggio è del 1976, Io sono un autarchico. Nel 1978 è la volta di Ecce Bombo. Tra i suoi film ricordiamo anche: La messa è finita, 1985 (Orso d’argento a Berlino 1986); Caro Diario, 1993 (premio per la migliore regia a Cannes nel ‘94); Aprile, 1998; La stanza del figlio, 2001 (Palma d’Oro e David di Donatello); Il Caimano 2006; Habemus Papam, 2011 (7 Nastri d’Argento).Nel 2011, con enorme successo di pubblico, Nanni Moretti ha portato sul palcoscenico dell’Auditorium di Roma e in Francia, al Théâtre de Bobigny, Concerto Moretti, una serata-spettacolo con monologhi e proiezioni dai suoi film... Approfondisci
  • Michel Piccoli Cover

    Propr. Jacques Daniel M. P., attore e regista francese. È uno dei più importanti interpreti del cinema europeo, molto attivo anche in teatro, capace di alternare ruoli drammatici e leggeri, imponendo sempre uno stile inconfondibile, fatto di mezzi toni e di grande eleganza recitativa. Negli anni ’40 ricopre piccoli ruoli (il suo primo film è Sortilèges, 1945, di Christian-Jaque) prima di cominciare ad apparire da protagonista nel decennio successivo e soprattutto negli anni ’60. Lavora con tutti i più grandi registi francesi ed europei: J.-L. Godard (Il disprezzo, 1963, e Passion, 1982), A. Resnais (La guerra è finita, 1966), R. Clément (Parigi brucia?, 1967), A. Hitchcock (Topaz, 1969), C. Chabrol (L’amico di famiglia, 1972), M. Bellocchio (Salto nel vuoto, 1980). Mostra di essere a proprio... Approfondisci
  • Renato Scarpa Cover

    Attore italiano. Viso dai lineamenti comuni, non particolarmente aitante, esordisce sul grande schermo alla fine degli anni ’60 imponendosi come caratterista di buon livello. È il severo padre Corazza nel grottesco Nel nome del padre (1972) di M. Bellocchio, misterioso professor Verdegast nell’inquietante Suspiria (1977) di D. Argento, prete alla prese con la quotidianità nell’agrodolce Ad ovest di Paperino (1982) di A. Benvenuti, padre apprensivo del protagonista nel divertente Stefano Quantestorie (1993) di M. Nichetti, compito preside nel drammatico La stanza del figlio (2001) di N. Moretti, bancario con problemi gastroenterologici nella commedia culinaria partenopea Ribelli per caso (2001) di V.?Terracciano. Dagli anni ’80 alterna con successo gli impegni cinematografici a quelli televisivi. Approfondisci
Note legali