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Philip Roth

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 350 p., Brossura
  • EAN: 9788806220020
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Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Russo

    28/04/2014 17.04.28

    Splendido affresco settoriale degli USA negli anni del maccartismo affamato di vittime da immolare. Il settore della società selezionato è quello meglio conosciuto da Roth: l'ambiente degli intellettuali liberal della East Coast, alcuni dei quali mostrano la tendenza a scivolare verso una sponda apertamente socialista, ma la maggior parte dei quali predilige una breve e occasionale militanza politica nella sinistra estrema, per poi riabbracciare posizioni borghesi. Lo stesso protagonista, Ira Ringold, rievocato per 300 pagine dalla memoria del fratello Murray ma mai parlante in prima persona nel testo, nonostante la graniticità delle proprie convinzioni, mostra la "colpevole" tendenza all'imborghesimento, col suo repertorio di case, mogli, amanti e sete di affermazione sociale. Ed è proprio il fallimento di questa parabola a farne una figura così tragica. Semplicemente stupendi i due monologhi nei quali le sue certezze vengono ferocemente demolite da due ex commilitoni, Goldstine (cap. 3) e Leo (cap. 6): sono due momenti di altissima letteratura, da soli in grado di riconciliare chiunque col potere della scrittura umana all'inizio del quinto millennio della sua storia.

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    rainbow

    29/04/2007 20.57.08

    Fa parte di una fra le "grandi" opere di Roth, avvincente, molto americana, ben scritta, quasi un capolavoro, insomma. Davvero un piacere da leggere e da gustare, oltre che da meditare. Su un altro livello rispetto a opere più recenti del grande scrittore.

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    Ernest

    14/02/2006 15.50.58

    Si potrebbe scrivere molto su questo romanzo e sul suo autore; ma, alla fine, è sufficiente solo una parola: CAPOLAVORO!!!

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    Mena

    04/07/2005 14.14.35

    Il libro più bello che abbia mai letto!

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    Francesco

    16/08/2001 17.12.51

    Scrittore diseguale fin dagli inizi, non tanto tra un libro e l'altro quanto all'interno di ogni singolo libro, in questo caso Roth affronta un argomento delicatissimo - il comunismo negli Stati uniti del dopoguerra - con tutte le buone intenzioni ma anche con grande ingenuita'. Sembra dire che di comunismo, negli Stati uniti, non solo non capiscono niente gli anticomunisti, ma poco anche gli altri. Si trovano, come sempre, pagine di grande forza sulle orme dei classici story tellers americani (il funerale del cane, per esempio), ma anche pagine pesanti e improbabili. Il problema di dare un voto e' che in questo modo si mettono sullo stesso piano (e magari con lo stesso voto) veri scrittori, anche se non grandi, cone Roth, e certe caccole italiane che vanno per la maggiore.

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    ANDREA ARTEMIDE

    10/07/2000 18.11.47

    BANALE. PRIVO DI FORZA. LO SCONSIGLIO

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