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Fausto Brizzi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: 130 p. , Brossura
  • EAN: 9788806224363

Recensioni dei clienti

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    Ludovica

    07/06/2016 15.02.09

    Il romanzo descrittivo di Fausto Brizzi, ambientato in età contemporanea, oltre a raccontare tutti i fatti che lo portano ad amare Claudia, la compagna, contiene una serie di opinioni e riflessioni dell'autore stesso ironiche e spiazzanti. Lo stile è chiaro, semplice e a tratti surreale; si punta su periodi brevi che rendono la lettura piacevole e veloce. La narrazione è resa inoltre divertente anche grazie alla presenza di digressioni simpatiche riguardanti l'infanzia dello scrittore o passi esilaranti: "...una mattina mi svegliai più tardi del solito. Claudia non era nel letto e nemmeno in cucina. La trovai in terrazza. Era inginocchiata a terra, china su un vaso e brucava allegramente dell'erba. Avete letto bene. Brucava." Nell'autobiografia di Fausto Brizzi è raccontata la travagliata quanto incomprensibile storia d'amore tra l'autore, voce narrante e personaggio principale, e la compagna: Claudia Zanella, la quale è una vegana convinta e affatto democratica che spesso assume il ruolo da antagonista inferocita. Le disavventure dell'autore sono divertenti ma vagamente tendenti al patetico in alcuni passi del romanzo; è lui stesso infatti ad accettare tutto le imposizioni illogiche della bella e rigida Claudia che lo trasforma in un perfetto "aspirante vegano". La storia viene accompagnata da una serie di piatti e ricette rigorosamente vegani che ci fa immergere in un mondo nuovo caratterizzato dalla continua ricerca di una vita più sana e longeva, possibile, secondo la stessa Claudia, solo eliminando carne e derivati: alimenti infernali. Quindi il cibo nel romanzo svolge un ruolo fondamentale: non solo è un mezzo per depurarsi e tornare sani e genuini come in passato, ma è anche un mezzo per riappacificarsi e per esprimere i sentimenti.

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    bruna

    17/05/2016 17.25.28

    Se vogliamo farci due risate è il libro giusto, scritto bene, scorrevole, ma sui principi dei sig. ri vegani forse qualcosa ci sarebbe da discutere.Moda, fa chic, fa eco, fa salviamo il mondo , no no no non ci siamo. anche i supermercati esagerano, adesso vedi solo scritte ,senza glutine, senz olio di palma, senza sapore.......

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    Salvatore Spagnolo

    16/05/2016 17.41.55

    devo dire che è molto di parte, si prende giro delle persone che scelgono di avere uno stile di vita diverso e contro l'uccisione e lo sfruttamento animale. La donna di certo è descritta in un modo paradossale, sembra più na pazzoide terrorista che vegana, sono vegano e conosco milioni di persone che non sono così terroriste! Diffonde un messaggio davvero falso.

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    Alessandra Spurio

    12/04/2016 12.26.17

    Nonostante l' ironia che pervade la narrazione ho trovato questo libro agghiacciante. L'autore ci tiene a sottolineare che è tutto vero dunque anche lo scippo della piadina?Mi auguro vivamente di no.Fatto salvo il diritto di vivere e mangiare come meglio crediamo vorrei informare l'autore che si possono avere analisi perfette anche senza sottostare al "regime' e che uno stato di salute autentico dovrebbe, secondo l'OMS,passare attraverso qualcosa di più delle analisi e dei comportamenti un pochino estremistici. Per parlare del libro direi che ho notato un certo autocompiacimento r mi è sembrato che l'autore lo abbia scritto per cercare qualche conferma.Ho trovato sgradevole il verbo "googlare' usato per dirci di andare a vedere quanto è avvenente la consorte.Contento lui...

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    agostino

    07/04/2016 14.23.27

    A me e' piaciuto. Il ritratto di una certa borghesia che vive nel lusso piu' sfrenato e allo stesso tempo e' convinta di poter salvare l'ambiente mangiando tofu anziche' bistecche e' efficacissimo. La scena finale, con la protagonista catapultata in Malesia travestita da scimmia per allattare i cuccioli orfani di orango (e, nei ritagli di tempo, la propria neonata), vale mille articoli di giornale sul tema "radical chic". L'autore e' un po' troppo fantozziano qua e la', ma nel complesso il libro e' irresistibile.

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    catia

    14/03/2016 09.03.48

    Libro totalmente ripetitivo... più che divertente direi irritante. I due protagonisti risultano antipatici come pure il suggerimento di guardare le loro foto in internet! C'è pure parecchia supponenza; per esempio liquidare anni di ricerca sull'omeopatia con semplice frase... mah

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    max

    02/03/2016 17.51.20

    il triste racconto di due borghesi annoiati. se volete saperne di più sulla scelta e l'etica vegan non leggete questo libro. se volete farvi due risate su di noi vegan molto meglio "straziami ma di tofu saziami"

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    Francesca

    01/03/2016 16.42.00

    Divertente, molto divertente! Scorrevole e ben scritto. Perfetta sceneggiatura di un film. Letto in brevissimo tempo, il libro ha soddisfatto alcune mie curiosità sul tema e ha descritto situazioni veramente insopportabili, ma gestite con leggerezza e grande spirito di adattamento. E con quell'ironia che non guasta. Lo consiglio a chi cerca una lettura leggera e spiritosa. Attenzione: bisogna ben sopportare certe situazioni, davvero irritanti.

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    Alessandro C.

    01/03/2016 12.33.41

    Il libro è a tratti divertente e lancia anche qualche spunto interessante. Ciò che mi sento di condannare è l'estremismo della protagonista che andrebbe a mio avviso riportata un po' con i piedi per terra; se infatti possiamo essere più o meno tutti d'accordo sul fatto che è meglio limitare il consumo di carne rossa, altrettanto saremo senza dubbio tutti d'accordo che partire per la thailandia con 10 chili di riso bio portato dall'Italia è una pura follia estrema e pericolosa che va solo condannata. Le esagerazioni hanno fatto e continuano a fare il male dell'umanità, e quanto riportato in queste pagine altro non è che un'esagerazione bella e buona.

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    adriana

    22/02/2016 08.23.13

    non sono riuscita a finirlo subito nella raccolta differenziata noioso ripetitivo inconcludente

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    Larissa

    17/02/2016 11.38.37

    Qualsiasi forma di estremismo va condannata. Anche se si tratta di estremismo culinario. Il libro poteva anche essere simpatico, a tratti. Lo sarebbe certamente stato se non avessi avuto due nomi e due cognomi e due fotografie a ricordarmi che, a parte (forse) qualche episodio troppo sceneggiato, quello che stavo leggendo era, ahimè, vero. Meglio romanzare, prendere un Marco e una Sara e via. Così, invece, è tutto tristemente vero. Ma di un triste da avvertire, pagina dopo pagina, un fastidioso formicolio epidermico. Arrivata alla fine e chiuso il libro mi è caduta addosso una gran rabbia. Perché gli estremi si devono (non possono!) arginare. Perché esiste anche una sorta di dignità umana che passa per le passioni, le voglie, i piaceri che proviamo. Ora io non valuto l'efficacia dell'alimentazione vegana, ci mancherebbe. Condanno solo chi ghigliottinerebbe qualcuno che si mangia la Nutella così come chi soccombe, anche se per amore. Poteva essere una storia anche simpatica. Oops,non lo è stata. Peccato.

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