Traduttore: M. Colombo
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 78 p., Brossura
  • EAN: 9788804522362
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Recensioni dei clienti

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    claudio

    01/02/2006 15:13:32

    un libro presentato come il non plus ultra della comicità si rivela una grandissima bufala. racconti noiosi e senza particolare inventiva. Umorismo non pervenuto. Da non comprare.

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    Lomplet

    10/01/2006 17:46:37

    trovare degli aggettivi per questo libro: noioso, stupido, futile, imbrogliato,pesante, ripetitivo,e per niente comico( il contrario di ciò che dice la copertina) non compratelo.

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    Lorenzo Berti

    01/03/2005 19:57:41

    Belle le tendenze all'iperbole dell'editoria moderna: stando a loro, qualsiasi cosa avete in mano in un determinato momento, è la cosa "più" che sia mai stata scritta; il suo autore, "il più grande" rispetto a qualcos'altro. Sedaris non scampa certo a tutto questo, e anzi su di lui (come su molti altri, per carità: vendere, vendere, vendere) il meccanismo pesa parecchio, dal momento che l'autore è quanto di più "medio" si possa immaginare. Leggendo Sedaris (ivi includo anche "me parlare bello un giorno", mentre non posso dir niente su "ciclopi", anche se penso che il livello sia simile...), uno si può chiedere: "ma se scrive lui, perché non posso farlo anch'io?". Se lui fosse veramente il miglior talento comico d'america, poveri noi... Nel caso specifico, 4 racconti, di cui 2 decisamente sbiaditi, spuntati, insipidi. E gli altri due (gli ultimi due, a crescere), discreti, carini, abbastanza divertenti, ma nulla più. Anche l'ultimo, da considerarsi senza dubbio il "capolavoro" (!) della raccolta, è frutto di uno schema che ti strappa qualche sorriso, ma che non fa certo gridare al genio, o ad un'originalità da ammirare...

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    Mauro

    22/01/2004 10:25:35

    Mi aspettavo molto da questa nuova raccolta di racconti di David Sedaris, ed invece... La raccolta precedente, "I ciclopi", mi aveva colpito molto, con quella satira graffiante e pungente sui costumi della nostra società; invece in "Holidays On Ice" non c'è assolutamente traccia di quella verve dimostrata in precedenza, anzi: questi quattro racconti, spogliati dell'ironia a cui Sedaris ci aveva abituati, risultano presuntuosi, supponenti ed arroganti; si salva in parte il secondo racconto, dedicato alle recite natalizie, che ci ricorda quanto l'autore sappia essere, nei suoi episodi migliori, caustico senza diventare snob. Mauro

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    vanni

    28/12/2003 19:57:41

    Ultra-smilza raccolta di racconti di qualità estremamente diseguale. Poco incisivo il primo racconto, noioso il monologo, carini gli altri due. Molto poco materiale per giudicare lo scrittore, comunque, attendo riscontri.

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    David Pagnanelli

    05/12/2003 09:49:37

    Non che si possa dire male di queste poche pagine, sinceramente mi aspettavo di più: noioso il monologo centrale, ma molto gustoso l'ultimo capitolo. Voto medio/basso

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