Le iene del Circeo. Vita, morte e miracoli dell'uomo di Neanderthal

Antonio Pennacchi

Editore: Laterza
Collana: Contromano
Edizione: 2
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 18 novembre 2010
Pagine: IX-211 p., Brossura
  • EAN: 9788842092841
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Descrizione
"Ma non è un po' strano che una iena all'improvviso, dopo migliaia e migliaia d'anni che s'è portata solo carcasse d'animali nella sua tana, un giorno finalmente si porti a casa un cranio umano, gli allarghi il foro occipitale per mangiarsi il cervello esattamente come fanno anche i cannibali (e fin qua non ci sarebbe ancora niente da ridire), ma poi ci costruisca un cerchio di pietre attorno, ci lasci cadere il cranio dentro ed in quel preciso e stesso istante scatti una frana che chiude la grotta e venga giù tutto il monte Circeo come neanche nell'Isola misteriosa di Giulio Verne? E chi era, Capitan Nemo quella iena? Dice: "Vabbe', ma c'era proprio bisogno di farci duecento pagine di libro, di andare a scomodare i vivi e i morti, di partire da Adamo ed Eva e dalla lunga notte del fascismo, per raccontarci poi in quattro e quattr'otto che anche il federale Finestra da ragazzo è andato in bicicletta a Grotta Guattari, s'è infilato lì dentro e ci ha visto il cranio ben prima che arrivasse Blanc?". Sì che ce n'era bisogno. Se no non mi credevi." Antonio Pennacchi

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    Giacomo Bellini

    23/12/2015 20:26:09

    Romanzo spassoso, con Pennacchi che da sfoggio di grande vitalita' stilistica. Non so giudicare (e in fondo nemmeno mi interessa) la validita' scientifica di quanto sostiene: il racconto e' bello in se'. Da leggere in un pomeriggio piovoso

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    davide

    06/11/2013 21:50:05

    Pessimo giudizio. L'autore tenta ridicolmente di affrontare tematiche paleoantropologiche senza la minima conoscenza scientifica. Si attacca a vecchie ipotesi e le difende più con rancore che per ragione, trascinando un racconto riassumibile i 5 pagine. Il lessico caratteristico conclude impietosamente l'opera. Sconsigliato a chi si cimenta con la paleoantropologia. Da evitare accuratamente per chi la conosce già.

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    Pino Chisari

    05/01/2011 17:56:36

    Il linguaggio sanguigno di Pennacchi è sicuramente la nota più significativa di questo pamphelet sull'uomo di Neanderthal del Circeo. Diciamo che la sostanza del libro potreva essere riassunta assai più brevemente, ma il condimento delle avventure personali dell'autore, in qualche modo, rende il tutto gradevole ed, a tratti, spassoso.

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