L' impero dei popoli del mare. La storia mai raccontata delle alleanze e delle strategie che diedero impulso alla nascita della civiltà occidentale

Valeria Putzu

Editore: Arkadia
Collana: Historica
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 22 novembre 2018
Pagine: 190 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788868511869

50° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - 1. Storia antica: fino al 500 d.C.

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Descrizione
Chi erano i "Popoli del Mare"? Quale grado di cultura e civilizzazione raggiunsero? Parliamo di una misteriosa alleanza di popoli occidentali che, tra il XIII e l'XI secolo a.C. misero a ferro e fuoco il Mediterraneo orientale, causando la caduta di civiltà come quelle micenea e ittita, e mettendo in seria difficoltà l'Egitto ramesseide. Le loro ardite costruzioni, la capacità di "leggere" la volta celeste, la perizia nel navigare presuppongono, da parte di questi "Popoli", una buona conoscenza dell'astronomia e della matematica. Secondo i testi tramandatici dagli Egizi questa confederazione sarebbe stata guidata dagli Sherdan, che recenti studi fanno coincidere con i Sardi nuragici, ribaltando completamente il preconcetto storico che vorrebbe costoro imbelli, ignoranti, isolati e alieni dai commerci. In un volume ricco di riferimenti a evidenze archeologiche, siti e testimonianze perlopiù poco conosciute, l'autrice intende apportare un nuovo e determinante tassello - quello dei contatti dei Sardi con l'Occidente e in particolare con la Penisola Iberica - alla comprensione di un fenomeno assai complesso, che testimonia la capacità degli Sherdan e il loro alto grado di civilizzazione. Maestri della metallurgia, sapienti astronomi, provetti navigatori, questi non ebbero certo nulla da imparare dai Fenici. Al contrario è probabile che le loro conoscenze siano state trasfuse a popoli cronologicamente posteriori che, nei manuali di storia, sono sempre portati agli altari della fama.

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    Rizzo Antonio

    08/01/2019 13:24:23

    Testo molto stimolante,nel indurre la Mente a scavare nel profondo .Una domanda si è presentata dopo un confronto con vari testi relativi ai Popoli del mare e antichi Popoli , per caso (,data la loro conoscenza Astronomica,nella Navigazione,e quant'altro),hanno a chè fare coi popoli che in virtù di problematiche legate al territorio( terremoti,smottamenti del terreno,cambiamenti metereologici),sono in un certo senso legati all'"esodo"di quei Popoli che abitavano le terre di "Atlantide?"

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    Antonello

    26/12/2018 14:29:23

    Una mole di dati enorme,moltissimi nuovi o provenienti da studiosi di tutta Europa, una sintesi difficile ma necessaria, moltissime domande che necessitano studio e studio e ancora studio, le certezze durano lo spazio di una notte....agli amici fenici e greci lasciamo il loro piccolo spazio, giunti nel mediterraneo a cose fatte....grazie Valeria

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    Giommaria Loriga

    26/12/2018 12:00:32

    Interesante e chiarificatore su tanti aspetti della civiltà nuragica ....con dati e ricerche di tanti studiosi di diverse nazionalità,con ricerche precise che spiegano chi erano i popoli del mare e sopratutto il popolo nuragico. Con tanti tasselli che a mio modestissimo parere tracciano un importante messaggio su una civiltà messa in ombra da studiosi filoromanici, che spero tra breve tempo saranno finalmente costretti ad ammettere che il popolo nuragico aveva ,navi e ottimi marinai aveva potere, e un sviluppatisimo sistema commerciale in tutto il Mediterraneo (è non solo).

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    Giorgio Valdès

    12/12/2018 19:49:55

    Non ci avevo pensato! O meglio, mi son fatto assorbire dall’annosa polemica sulla presunta origine orientale degli Shardana. Ma nonostante la perseveranza dei negazionisti a tutto tondo nostrani, si è radicata in me la convinzione che questi favolosi guerrieri di un lontanissimo passato provenissero dalla Sardegna e ad un certo punto della storia avessero assunto la leadership di quei Popoli del Mare che più di tremila anni fa misero a ferro e a fuoco le regioni prospicienti il mediterraneo orientale. L’ Oriente mi ha distratto, con i suoi Minoici, i suoi Micenei e soprattutto con gli onnipresenti Fenici, che a detta dei detentori del sapere certificati avevano acquisito dai sardi pelliti le loro migliori aree costiere in cambio di perline e ammennicoli vari. Ma come è possibile, mi sono ripetutamente chiesto, che la memoria di una civiltà straordinaria, testimoniata dagli oltre diecimila nuraghi e da un patrimonio monumentale ugualmente sterminato, sia tuttora asservita al detto “ex oriente lux” ? Poi mi son sentito toccare sulla spalla e una voce mi ha consigliato di volgere lo sguardo ad Occidente. Valeria Putzu, con il suo sorprendente libro, ha aperto un’altra coinvolgente prospettiva, cui confesso di non aver mai pensato. In tempi remoti il contatto dei sardi non era esclusivamente con l’Oriente, ma i nostri progenitori raggiungevano con continuità l’Iberia, la Britannia ed i paesi scandinavi, ricorrendo a sistema di distribuzione commerciale all’avanguardia, tramite collegamenti terrestri, marittimi e fluviali, che avrebbero suscitato l’invidia dei moderni spedizionieri. Le tracce del loro passaggio sono attestate e puntigliosamente catalogate nel libro di Valeria, peraltro ricco di rimandi bibliografici a svariati ed autorevoli autori specie d’area iberica. Un testo che si legge con piacere ed attenzione, colmo d’indizi, intuizioni e importanti stimoli per ulteriori ricerche. Complimenti Valeria!

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    Alessandro

    12/12/2018 18:41:50

    Un libro molto avvincente dal quale si nota tanto la complessità della ricerca svolta dall'autrice, quanto l'interesse di quest'ultima nel divulgare le sue scoperte anche ad un pubblico di lettori inesperto. Pertanto lo consiglio a chiunque.

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    Giulietta marras

    09/12/2018 09:26:14

    Presenta e modera Giorgio Valdes "Sto finendo di leggere il libro di Valeria Putzu, e devo dire che mi sta davvero affascinando con le sue trame...un ordito prezioso che va via via tessendo per creare una visione d'insieme inedita di tutto l'Occidente, con i Sardi che fanno da pesi del telaio e vanno da un capo all'altro del mondo allora conosciuto, creando disegni e geometrie al loro passaggio, che si ripetono riconoscibili. Che dire poi delle strutture megalitiche trovate disseminate lungo tale percorso? Pozzi sacri e torri, sempre accompagnati da una toponomastica che stupisce. Uno é un caso, ma sono così tanti che la causalità diventa quasi impossibile. Perché mai nessuno ha mai letto questa immensa mole di informazioni in questa chiave, innovativa e illuminante?" Giulietta Marras

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    Francesco Masia

    08/12/2018 16:32:40

    Quantomeno la sintesi e, soprattutto, un forte rilancio dei più interessanti filoni di ricerca sulla civiltà sarda, da un’appassionata, molto preparata, “inviata” (per destino e per nostra fortuna) in Spagna (caso che siamo portati a desiderare possa ripetersi, con risultati di questo livello, per altre interessanti aree del Mediterraneo e d’Europa). Non solo, in questo saggio, le tracce (riconducibili alla Sardegna) di una navigazione marittima per arrivare allo stagno della Galizia (Spagna nord-occidentale), della Bretagna (Francia) e della Cornovaglia (Gran Bretagna), ma anche i segni (sempre sardi) delle vie terrestri e poi di quelle fluviali attraverso la penisola iberica, per ridurre i rischi della navigazione oceanica e sfruttare le stagioni non navigabili per mare, accorciando i tempi di viaggio (e prendendo e dando anche con gli iberici); con porti fluviali (e attività di rimessaggio e calafataggio) e “stazioni di posta” in lande desolate utili a saltare da un bacino fluviale a un altro (lande che sembrano aver conservato considerevoli tracce della presenza dei sardi): geniali intuizioni (frutto di lucida e aperta applicazione sui dati) e meravigliosa apertura su un mondo “vecchio” ma ai nostri occhi nuovissimo. Potremmo accostare questo scorcio sulle imprese tra popoli di un’antichità così lontana ai successivi grandi processi di sviluppo storici, e intendere somiglianti gli incontri di Cristoforo Colombo con la corte di Spagna (cui prospettava le ragioni dell’apertura di una rotta occidentale per le Indie), quelli della NASA con il Gabinetto del Presidente degli U.S.A. (cui da ultimo verranno esposti i progetti di viaggi su Marte con base lunare) e quelli, appunto, degli “scout” sardi (navigatori, geografi, metallurghi, commercianti) che, nella capanna delle riunioni di un villaggio o di un santuario federale, espongono ai capitribù (li chiameremo ancora capanne, villaggi, tribù?) la fattibilità e le convenienze delle nuove vie.

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