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Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Pagine: 450 p. , Brossura
  • EAN: 9788806203443

Tra gli anni Trenta del Novecento e l'immediato dopoguerra l'analisi sociale di un'Italia in grande trasformazione, ma anche povera, arrancante e piena di contraddizioni , fu prodotta dagli autori e dai registi di quel movimento culturale definito Neorealismo.
Per la prima volta dopo decenni molti intellettuali fotografavano insieme e in modo impietoso la verità, la tragedia, i limiti della contemporaneità. Protagonisti erano personaggi dell’umile quotidianità con volti anonimi, con un parlato naturale, a volte dialettale, o borghesi e aristocratici ingialliti imbevuti di ipocrisia, vecchiume e progressismo fasullo.
Sulla carta era stato Moravia a intraprendere questa strada fra i primi, ma anche Brancati, Jovine… Film e romanzi non di genere, spaccati di cronaca. In ambito cinematografico molti registi e sceneggiatori hanno tentato di proseguire su questa strada, spesso perdendosi. In letteratura tanti lamentano una mancanza di prospettiva, di critica sociale, un distacco tra la contemporaneità e la sua narrazione.
Ma non è vero del tutto, e sono stati i giallisti a riprendere meravigliosamente questa visuale, da Nord a Sud e viceversa. Qualche nome? Carlotto, Camilleri, Lucarelli, De Cataldo, Colaprico… e, naturalmente, De Giovanni, che scrive storie ambientate proprio nei primi decenni del Novecento, chiudendo un immaginario cerchio.
Attraverso la chiave di lettura del racconto giallo, De Giovanni delinea i contorni dell’Italia di quegli anni (e torniamo ai prodromi del Neorealismo) ma al tempo stesso dissotterra le radici dell’Italia di oggi: passioni, istinti, miserie, religiosità popolare, ingiustizie economiche e sociali…
Grazie ai suoi protagonisti, il commissario di pubblica sicurezza Ricciardi e il brigadiere Maione, entriamo nelle case benestanti e nei bassi di una Napoli vivace e drammatica, quella raccontata da Eduardo in opere come Le voci di dentro, Napoli milionaria, Natale in casa Cupiello (o ancor più Adelina, l’episodio della contrabbandiera di sigarette di Ieri, oggi e domani di De Sica), nel cuore degli equilibri famigliari, nelle relazioni tra marito e moglie, negli spazi spesso esigui tra la vita e la morte.
La morte in questa storia arriva subito: è il professor Tullio Iovine del Castello, un noto medico, a precipitare dalla finestra della clinica in cui lavora. Si è buttato? È stato un incidente? Qualcuno l’ha spinto? “pareva un ambasciatore, sempre impettito, con l’aria di sapere tutto”, un solone, non un tipo con cui fare amicizia, però una fine così modifica i punti di vista, ammorbidisce i giudizi.
C’è un’altra morte nelle prime pagine del romanzo, quella di una giovane donna, Rosine’, una primipara operata urgentemente da Iovine, che non ce l’ha fatta. Ma la neonata si è salvata. E il marito ha tentato di aggredire il dottore, “ha giurato che l’avrebbe ammazzato”. “Guardi avanti, dove prima ci stavano giornate e nottate e mesi e anni, e non vedi più niente. Un momento, e non c’è più niente. Dice che è come morire, forse è così. La morte che cos’è, se non quando ti levano il futuro?” Si tratta dunque di un delitto? È questo disgraziato il colpevole?
Intanto Ricciardi deve indagare, in attesa del responso del medico legale, ed è convinto di avere l’ingrato compito di avvisare la vedova. In realtà la donna è già ampiamente al corrente, così come i vicini, gli altri inquilini del suo palazzo e i tanti passanti, più volte aggiornati dalla portinaia che aggiunge particolari fantasiosi a ogni nuova versione della storia. “Vorrei poter fare un’irruzione, una visita, un arresto a sorpresa: pretendo troppo?” si lamenta Maione. Ma Napoli è così, nel bene e nel male.
Maria Carmela Iovine del Castello, la moglie del morto, ha qualcosa da mostrare agli investigatori: una lettera, firmata da un uomo che da decenni covava del rancore nei confronti della vittima, esasperato da recenti avvenimenti.
In questo modo all’interno della vicenda entrano altri elementi: il ricatto, la corruzione, la prevaricazione, le baronie universitarie, la sanità privata: la storia si ripete, decine di anni fa come oggi.
Ma le sorprese non sono terminate: in commissariato si presenta un gioielliere al quale Iovine aveva commissionato due anelli identici, ma con scritte differenti. Un’infedeltà, un tradimento è il motore che ha generato questa morte?
Alle spalle dell’indagine, che ovviamente non possiamo raccontare oltre, De Giovanni sviluppa il mondo privato di Ricciardi (figlio della baronessa Marta di Malomonte), le sue vicissitudini sentimentali, il rapporto con Rosa, l’anziana governante ormai stanca e malata, che sta istruendo la nipote Nelide per sostituirla in quella casa dove nessuna donna è ancora entrata “dalla porta principale”.
E non mancano tratti privati di Maione, grande equilibrista nei conti economici di casa, con i suoi tanti figli e anche una bimba di Mergellina in procinto di adottare. L’affresco della Napoli tra le due guerre è completo e soddisfa sia dal punto di vista dell’intreccio giallo (imprevedibile la sua soluzione sino alla fine) che da quello linguistico (piacevolmente vernacolare) e narrativo, non privo di pungenti prospettive e componenti gradevolmente ironiche.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    teresa

    03/01/2016 08.13.57

    La trama è un ingranaggio perfetto, i personaggi sono ben caratterizzati. Il romanzo, di delicata tristezza, è uno dei gialli più carini che ho letto. Libro davvero piacevole

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    Piera

    04/05/2015 15.34.09

    Ho letto tutti i romanzi con protagonista il commissario Ricciardi. Poco fa ho finito l'ultimo: "Infondo al tuo cuore - Inferno per il commissario Ricciardi". Splendido, SUPERLATIVO come i precedenti. Un appello al signor De Giovanni: La prego doni un po' di felicità a quel povero uomo, mi sto struggendo di pena per lui. Gli faccia finalmente provare la pace e l'amore. Tifo per Enrica. Attendo con ansia il seguito...

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    Costantino D'Avanzo

    19/04/2015 17.48.20

    Stupendo romanzo dove viene descritta una napoli anni 30 nn tanto diversa dall'attuale.Penna sublime quella di de giovanni dove si mischia il giallo sapientemente architettato con romanzo vero cantato a tratti a suon di odi.OTTIMO

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    m

    08/04/2015 19.00.27

    Bello: noir ma anche poesia.

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    AdrianaT.

    26/02/2015 09.31.36

    E' il settimo episodio di Occhiverdi e, che dire, sostanzialmente niente di nuovo, aimè, sotto il sole cocente di Napoli. Sembra che il prossimo sia l'ultimo della serie; forse lo seguirò fin lì, giusto per non lasciare le cose a 7/8 e vedere finalmente che fine gli fa fare a Ricciardi, ma non oltre. 2 stelle e mezza.

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    una lettrice...

    10/02/2015 12.17.42

    Leggere le storie del commissario Ricciardi diventa, dopo un po, come seguire da lontano un amico. Ci si dispiace per lui, si soffre con lui e con i suoi personaggi, si condanna per poi giustificare. La scrittura è avvolgente e pur nella sua semplicità - a volte sembra più una trascrizione di un discorso che l'espressione di uno scrittore- trova spesso nuovi modi per descrivere sentimenti e situazioni che tutti noi abbiamo dentro. Il finale ...forse avrei voluto una coccola in più invece del solito ceffone, ma forse è proprio per quello che continuerò a leggere le storie di Ricciardi. Sembra quasi De Giovanni sappia bene quanto piacciano i "ceffoni" a certi tipi di lettori...

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    vittorio pisa

    15/01/2015 19.01.20

    La trama poliziesca (comunque avvincente) di questo romanzo è solo un espediente dell'autore che mira più ad investigare l'animo umano. Amore, gelosia, risentimento, invidia, rivalità. C'è tutto in questo romanzo di De Giovanni (il primo per me). Ottimo l'intreccio narrativo in cui le vicende sentimentali che riguardano i protagonisti scandiscono lo sviluppo della vicenda e ne alimentano la trama che, come ogni buon giallo che si rispetti, si dipana solo nel finale (che non delude). L'ambientazione della vicenda nella Napoli degli anni 30, tuttavia, pesa eccessivamente nella caratterizzazione dei personaggi, a tratti manieristica. Il risultato è che alcuni di essi paiono archetipi, attori di un sceneggiatura già scritta. L'effetto che ne deriva è comunque apprezzabile, nel solco della tradizionale tragedia napoletana. Prosa impeccabile, ed in perfetta sintonia con lo svolgersi della vicenda. Lettura dunque assai piacevole e consigliata.

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    faffa

    07/01/2015 15.38.48

    5/5 anche a questa "ultima" indagine del Commissario Ricciardi, anche se quelle che mi sono rimaste dentro sono "Il giorno dei morti" e "Vipera". In "In fondo al tuo cuore" l'ambientazione è quella di luglio, mese afoso, caldissimo e mese della Madonna del Carmine. Per il 16 luglio è in preparazione la festa per la Madonna, la sua chiesa di Piazza del Carmine è in allestimento, il suo campanile è pronto per l'incendio. Nel mentre, però, al Policlino un esimio ginecologo, Iovine, vola dal quarto piano. Chi l'ha ucciso? Lui era nel pieno della sua vita, innamoratissimo di Sisinella cui era destinato un anello di brillanti, opera dell'esimio orafo Coviello. Questi aveva anche realizzato un altro anello prezioso per la moglie di Iovine (uomo determinato nell'ascesa sociale), donna tradita e dal passato doloroso (ma coraggiosa e calcolatrice). Ricciardi, con un geloso Maione,dovrà indagare, ma addolorato per il ricovero in ospedale di Tata Rosa, per la partenza di Enrica. Il suo dolore lo vorrebbe condividere Livia, alle prese con l'organizzazione di una festa in costume (estivo) per la Napoli bene e un'illustre ospite della Capitale. Ospite d'eccezione, però, è il Commissario Ricciardi che ... !!!!Buona lettura appassionata, ricca di flash-back e indagine nell'animo umano che, in fondo al cuore, racchiude il perché di ogni gesto, anche quello più folle e distruttivo.

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    Maria Rosaria Righi

    24/11/2014 09.36.02

    "In fondo al tuo cuore" penso sarà l'ultimo libro di Maurizio de Giovanni che leggerò. Mi dispiace perchè lo stile è impeccabile, il ritmo è perfetto come sempre ( li ho letti quasi tutti i suoi libri) Ma il finale è ancora una volta un pugno allo stomaco che rivela una sorta di perverso sadismo psicologico nei confronti del lettore. Non è un libro sul tradimento ma sull'incapacità di comunicare

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    Armando

    13/11/2014 10.55.39

    Non conoscevo De Giovanni, e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Il romanzo, a mio avviso, ha una valenza intimistica non comune, che si coniuga con una facilità di espressione non solo chiara e modulata, ma, soprattutto, coinvolgente. Riconoscersi nelle emozioni di un personaggio è cosa rara, e credo che qui l'autore abbia centrato il suo lavoro. Suggerisco di leggerlo con attenzione: le parole, qui, hanno la giusta valenza. La storia, tra l'altro, è anche accattivante.

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    gianni

    02/11/2014 11.05.37

    ho letto questo libro dopo aver letto "buio" e ho trovato una continuità nell'ottima scrittura e facilità di lettura. Devo dire però che mi ha dato l'impressione di essere un giallo non giallo, in quanto è molto ampia la parte sentimentale e introspettiva del commissario, sempre in lotta con se stesso, con il suo mondo parallelo fatto di amore e solitudine, ma la storia vera e propria ha un ruolo quasi secondario. Infatti si sviluppa solo nella seconda parte del libro, ed è qui che diventa più fluido e avvincente. Buona lettura e aspettiamo un'altra indagine del commissario Ricciardi

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    Mariarosaria

    28/09/2014 18.04.28

    Premetto che è' il primo romanzo che leggo dell'autore e mi ha colpito piacevolmente la sua scrittura. Credo però che la trama si sviluppi solo ad un certo punto, verso la fine. Un po' prolisso per i miei gusti ma comunque una storia piacevole, a tratti sorprendente.

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    Luciano

    23/09/2014 15.06.46

    Non conoscevo questo autore e ne ho apprezzato la sagace scrittura e la sua profonda umanità. Storia trascinante, coinvolgente che ti prende fino alla fine e che vorresti non finisse mai. Storia di amori irrisolti,di amicizie profonde, di grandi passioni e di una sottile nostalgia. Nostalgia di una Napoli perduta, dove la solidarietà, l'aiuto reciproco e il volersi bene era la regola di cittadinanza e tratto distintivo del vivere civile. Cose a cui dovremmo tornare se vogliamo sopravvire al deserto attuale.

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    Albi56

    22/09/2014 16.35.08

    Avevo letto VIPERA che già mi sembrava notevole e ho quindi proseguito con Di Giovanni; IN FONDO AL TUO CUORE mi sembra anche migliore, la frammentazione dell'azione, che può distogliere dal giallo vero e proprio, acquista un senso nel finale. Forse l'autore esagera con le vicende private di Ricciardi e Maione; speriamo che il commissario risolva i suoi dilemmi sentimentali.

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    ROBERTO

    21/09/2014 15.58.50

    Ho letto quasi tutti i romanzi di Maurizio De Giovanni e li consiglio di cuore a tutti,per come caratterizza i personaggi, le trame intriganti, la città di Napoli sembra di viverla. Ma il personaggio del commissario Ricciardi fulcro di tutte le storie (aldilà del " Fatto" che lo condiziona) sarebbe opportuno che si desse una mossa, vedi Enrica, basta con questa finestra. Alla fine viene a noia. Vi consiglio di tenere d'occhio I Bastardi di Pizzofalcone oltre al commissario timido e misantropo.

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    Mila

    21/09/2014 11.28.32

    Che bel libro "in Fondo al tuo cuore", ben scritto, riuscito, che non annoia mai dalla prima all'ultima pagina. Tanti elementi contribuiscono, a mio avviso, a farne uno ottimo libro: un ingranaggio giallo perfetto, il protagonista, il commissario Ricciardi, un uomo intelligente, molto umano ma tormentato da un amore che vuole impossibile, e, poi ci sono gli altri personaggi, tutte figure ben delineate, con le loro storie di passioni, vendette e sofferenze. Altro elemento vincente è poi l'ambientazione in una Napoli, povera ma viva, in cui il regime fascista è ben presente, quasi opprimente. Tutto alla fine ha una sua spiegazione logica, un suo perché, e forse l'unico a non avere una personale risposta ai suoi dubbi ed amori è proprio il commissario Ricciardi.

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    rina

    20/09/2014 10.11.28

    a mio parere non è il migliore dei libri di De Giovanni, risente di una certa frammentazione e la storia di Enrica sta diventando un vero polpettone, ma è comunque il nostro Ricciardi e questo ce lo facciamo bastare

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    archipic

    15/09/2014 18.39.55

    De Giovanni ancora una volta non sbaglia un colpo. Davvero bellissimo quest'ultimo episodio della serie del Commissario Ricciardi; narrazione come sempre fluida, intrecci di storie e personaggi appassionanti e poi sentimenti, disperazioni, gioie e dolori che si mischiano e si rincorrono in un susseguirsi di emozioni. Il libro è talmente bello che si rallenta nella lettura per non farlo finire troppo presto.

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    orietta

    11/09/2014 18.12.07

    Bellissimo!! De Giovanni è un grande scrittore e questo è uno dei suoi migliori libri.

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    Bruno Izzo

    06/09/2014 15.00.20

    Questo è un romanzo d'amore. L'amore quando raggiunge, nel bene e nel male, certi parossismi, allora trasfigura nella passione; e la celeberrima canzone napoletana "Passione", è il sottofondo musicale su cui si svolgono le vicende narrate. Un libro di passione, quindi; e il romanzo è corale per questo, perché la passione non è mai unica ma spesso, se non sempre, multipla, un concentrato di emozioni, mille rivoli di sentimenti diversi ma ugualmente tumultuosi, che confluiscono a divenire un grumo via via sempre più ingravescente, fino a eruttare impetuosamente come lava da un vulcano. La lava è calda, bollente perchè viene dal profondo, ugualmente le passioni sono calde, bollenti, provengono dal fondo del cuore, ne consegue che i protagonisti vivono con passione i loro sentimenti; allora se un delitto c'è, se un omicidio si compie, è perché il caldo, quello vero, viene dall'inferno. Inferno e passione si fronteggiano, dunque; la passione, quella vera, assume sembianze di un cuore d'oro, finemente secellato, sormontato da una fiamma: il cuore sta alla passione come la fiamma sta all'inferno. De Giovanni questo fa, e lo fa davvero bene: scruta nel cuore dell'umanità, descrive magistralmente le passioni che animano i suoi protagonisti, rendendoli perciò vivi e reali. "In fondo al tuo cuore" non è altro, infine, che tutto quanto si rinviene nel cuore dei personaggi del libro, nel cuore del Commissario Ricciardi e della dolce Enrica, del compianto prof. Iovine del Castello e dell'austera moglie Maria, di Peppino il Lupo e Rosinella, della giovanissima prostituta Sisinella e del valente orafo Nicola Coviello. Maurizio De Giovanni è egli stesso un valente orafo; cesella delle magnifiche storie con la sua penna, rifinisce con tratti sapienti i sentimenti dei protagonisti, e ci regala non dei romanzi in sé ma delle emozioni, delle stupende emozioni, che poi sedimentano proprio dove devono stare i pensieri più cari: in fondo al tuo cuore.

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