L' inattesa piega degli eventi - Enrico Brizzi - copertina

L' inattesa piega degli eventi

Enrico Brizzi

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Editore: Edizioni Theoria
Collana: Linea d'ombra
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 23 agosto 2018
Pagine: 563 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788899997564
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L' inattesa piega degli eventi

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L'Epopea Fantastorica Italiana è una fortunata invenzione dello scrittore Enrico Brizzi, inaugurata con "L'inattesa piega degli eventi". In questo ciclo di romanzi, l'autore immagina uno scenario alternativo per il nostro Paese: il regime fascista ha rotto l'alleanza con la Germania per schierarsi al fianco degli Alleati e al termine della Guerra si è guadagnato un posto al tavolo dei vincitori. Di conseguenza, gli italiani non si sono mai liberati della dittatura. Nel 1960 la Repubblica - laica e littoria - d'Italia gode di prestigio e benessere, ma all'interno dei suoi confini l'atmosfera è greve: delazione e conformismo sono all'ordine del giorno, i dissidenti vengono mandati al confino e, ai vertici dello Stato, già si trama in vista della successione all'anziano Mussolini. Al giornalista sportivo Lorenzo Pellegrini, tuttavia, il futuro sembra sorridere: sulla soglia dei trent'anni si appresta a seguire le Olimpiadi di Roma, l'occasione che potrebbe segnare una svolta nella sua carriera. A causa di un'inopportuna relazione amorosa, viene invece spedito a seguire le ultime giornate della Serie Africa. Quello che doveva essere un castigo si trasforma, però, in una possibilità di rinascita.
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    Ci

    22/09/2019 09:21:05

    Interessante l'idea di un'ucronia tutta italiana, in cui esiste ancora un impero coloniale con relativo campionato dello sport nazionale... Pur non apprezzando particolarmente il calcio, ho apprezzato le cronache delle partite immaginate da Brizzi, nonché il tentativo, non pienamente riuscito, di fare critica sociale e politica.

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    e.dimarco

    19/09/2019 15:20:53

    Non ho mai amato particolarmente Enrico Brizzi, ma ho sicuramente adorato 'L'inattesa piega degli eventi'. L'autore costruisce un'ucronia praticamente perfetta portandoci in un mondo dove L'Asse ha vinto la guerra e il Fascismo domina e prospera. Qui si muove Lorenzo Pellegrini, giovane giornalista sportivo in disgrazia, spedito in Africa a seguirne il campionato di calcio coloniale. Dire altro sarebbe ingiusto e rovinerebbe le sorprese disseminate nel racconto al lettore. Chiuso sottolineando la bravura dell'autore nel mimetizzare perfettamente la sua storia grazie anche e soprattutto ad una scelta linguistica sempre felice e adeguata. Complimenti! Consigliatissimo a chiunque ami il genere o l'argomento.

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    LORENZO

    22/05/2019 12:48:21

    simpatico, fantasioso, ben scritto e con una trama intelligente e credibile. Mi è piaciuto moltissimo!

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    Funny

    10/03/2019 18:08:00

    Idea originalissima, buona la realizzazione...non sono un amante di romanzi ma questo mi ha preso. Poi la storia in sè non è eccezionale, ma un romanzo non è fatto solo di avvenimenti...belle le descrizioni e le ambientazioni.

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    Cristina

    01/02/2019 13:33:53

    Veramente originale, un libro che si può definire fantastorico! si legge tutto d'un fiato

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    Floriano

    14/01/2019 09:19:31

    Gustoso romanzo sportivo, ma non solo, di "fantascienza storica " con rimandi alla gestione di tifo e partite anche al contemporaneo. Attendo la ripubblicazione anche degli altri due volumi che completano la trilogia . Brizzi si conferma tra i miei preferiti

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    Fabio

    04/11/2010 10:09:37

    Ammetto di essere un po' combattuto. L'idea mi piaceva davvero molto, ma la realizzazione mi ha convinto solo a tratti. La caratterizzazione di alcuni personaggi è troopo caricaturale a mio avviso. L'autore ha il merito di sapersi cimentare in generi diversi, ma l'ho preferito in altre occasioni. Per me vale la sufficienza, ma a posteriori non so se gli dedicherei due settimane di tempo per leggerlo.

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    Paolo Rigamonti

    28/10/2010 13:24:47

    Il libro che mi ha fatto scopire Brizzi. Leggibilissimo, gradevole , mai scontato.

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    mand159

    09/07/2009 10:18:07

    Letto d’un fiato, e vorrei che continuasse ancora. Trama avvincente, che ti fa pure pensare, e una miscela irresistibile di personaggi – rappresentanti delle contrastanti anime del fascismo, fricchettoni, giornalisti, industrialotti, calciatori, avventurieri, rivoluzionari velleitari, levantini…Un po’ noiosette le descrizioni delle partite per chi non si interessa di calcio, ma contribuiscono a fare atmosfera, un po’ come le elucubrazioni medievali nel Nome della Rosa. In una parola, quasi prattiano. Non posso credere che sia lo stesso autore di Jack Frusciante, che ho trovato noiosissimo, fiacco e banale.

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    alex

    13/05/2009 17:27:23

    mamma mia che noia! il peggior Brizzi di tutti i tempi .. non si salva davvero nulla se non l'appena accennata sofferenza d'amore verso il capitolo XXXV .. una faticaccia arrivare in fondo!

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    andrea

    07/05/2009 13:57:30

    Ho preso questo libro dopo che mi è stato suggerito da un amico, ma senza il vero interesse di leggerlo. Una volta iniziato però mi sono ricreduto (anche su Brizzi). Un bel libro, una bella storia, ben narrata. Un appassionato di calcio, soprattutto calcio "di perfieria" non dovrebbe perderselo. Brizzi ha poi il merito, pur avendo creato un contesto fantasioso, di far respirare un po' d'aria africana. Ho girato l'Etiopia per un mese qualche anno fa e le pagine di Brizzi, scremando il contesto fantasioso, mi hanno fatto rivivere certe sensazioni provate durante il viaggio. Mi resta un dubbio: ma l'autore, prima di scrivere, ad Addis e "d'intorni" ci ha fatto un salto?

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    Christian Luongo

    21/01/2009 07:47:39

    Una premessa : non avendo letto Jack Frusciante, a differenza di altri lettori, non ho pietre di paragone per cui l'inattesa piega degli eventi rappresenta, per me ovviamente, l'opera prima di Brizzi e scorgendo alcuni fra i commenti più votati penso che possa essere, paradossalmente, un vantaggio poichè il mio commento, opinabile sicuramente, è scevro da "pregiudizi" di sorta. Per ciò che concerne la scrittura, la trovo abbastanza scorrevole e ammaliante, un pò di mestiere magari, ma certo necessaria per catturare il lettore sin dalle prime pagine. Non sono assolutamente d'accordo con chi ha criticato la verosimiglianza dello scenario storico ; credo, invece, che sia frutto di un'attenta e minuziosa analisi del periodo fascista e dei suoi più che probabili sviluppi storici se l'Italia non fosse entrata in guerra o se si fosse schierata dal lato "giusto" ; il calcio come veicolo di palingenesi sociale delle "Repubbliche associate" nobilita questo sport a cui Brizzi rende un appassionato tributo, una sorta di dichiarazione d'amore, quasi una sopita speranza di ciò che potrebbe essere rispetto a quel che realmente oggi è ; infine l'affresco di una società multirazziale che, da troppi anni compressa nell'involucro fascista, esplode irrimediabilmente e determina una "inattesa piega degli eventi" che porta alla dissoluzione del sistema politico così come si era delineato con l'insediamento di Italo Balbo a capo del governo e col progressivo avvicinamento verso i paesi del patto atlantico. E Pellegrini ? Che ruolo svolge il protagonista della storia ? E' un anti-eroe per antonomasia che, proprio attraverso il calcio, acquisisce una coscienza sociale che lo porterà progressivamente ad allontanarsi dal fascismo e lo aiuterà a crescere : è la storia di un bambino viziato e insignificante che, proprio per la sua insolenza, viene allontanato dalla rredazione del giornale e spedito a seguire la serie Africa ma che, in virtù di questo "pellegrinaggio nel deserto", crescerà diventando, finalmente, un uomo.

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    giunio bruto crippa

    14/01/2009 17:40:47

    Libro Divertente e assolutamente godibile sia come divertissment su una ipotetica italia ancora fascista nel 1960 sia come immagine e specchio della realtà odierna.

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    Mirko

    08/01/2009 18:53:36

    Mi allaccio alla recensione di Patroclo, in quanto "Jack Frusciante..." è stato l'unico romanzo di Brizzi passatomi tra le mani (e parecchi anni fa) e letto con passione, forse in quanto poco più che adolescente all'epoca. Per quanto riguarda "L'inattesa..." l'ho trovato decisamente suggestivo nell'ambientazione e nella descrizione dei personaggi(potrebbe sembrare un pò calcata la figura di Ermes Cumani, ma l'amicizia con il protagonista ne giustifica la presenza quasi costante). Permeato da un sottile parallelismo, soprattutto nei riferimenti alla politica italiana, ma non solo, con la situazione attuale. Un libro coinvolgente che non ti cambia la vita, ma che fino al finale (scontato solo in parte) ti tiene incollato alle sue pagine.

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    orwell

    25/09/2008 22:06:58

    Un libro veramente godibile, non impermeato da editti politici o falsi moralismi. E' la visione di quello che poteva essere la nostra storia. E il finale è di per se non scontato, ma indubbiamento logico dal punto di vista della filosofia di vita italiana. Da leggere solo per divertisi.

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    Claudio

    18/09/2008 10:28:32

    Devo dire prima di tutto che la lettura è scorsa tutta d'un fiato. La ricostruzione storica mi è sembrata molto accurata e anche se leggendo la trama ero un partito un po' prevenuto devo dire che lo sviluppo della trama immaginaria mi è sembrato molto "plausibile". Ovviamente mi ha ricordato Fatherland di Harris anche se nel libro di Brizzi ho riscontrato una maggiore e piacevole leggerezza. Devo però anche dire che la trama si perde un po' nel finale, quando diventa frettolosa e poco descrittiva, a fronte di una prima parte del libro molto articolata, sia nel delineare i personaggi che i luoghi che le situazioni, a volte anche troppo. Una libro che mi sento di consigliare, sia per la scorrevolezza della lettura che per la forte caratterizzazione dei personaggi soprattutto del protagonista.

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    Michele di Mauro

    31/08/2008 23:29:58

    Il libro è scritto bene... alcuni personaggi trattati meglio di altri, sopra tutti Ermes Cumani. Altri colpevolemente trascurati come la ragazza Marzia che il protagonista dice di amare alla follia ma alla quale poi dedica sì e no 20 pagine su 518. A mio avviso infine il tema di fondo, il fascismo, non fa più presa sul pubblico giovane, lontano, colpevolmente troppo lontano da quegli anni e da quegli avvenimenti.

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    luca

    26/07/2008 00:18:00

    Copertina del libro da dieci e lode.Purtroppo il libro l'ho trovato noioso, banale e troppo fantastorico. Onestamente questo libro non merita la copertina. A mio parere da non leggere.

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    MARCO

    20/07/2008 22:39:54

    A me è piaciuto. L'idea è buona, poteva essere sviluppata meglio, ma è buona. Lo consiglierei a chi è appassionato di calcio.

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    Simone

    28/06/2008 15:34:30

    Prima le cose buone. Devo dire che Brizzi scrive bene. Devo dire che è anche coinvolgente. Devo dire infine che saper ricreare un mondo che non esiste non è facile e qui è stato fatto con dovizia. Poi quelle un po' meno buone. E' un libro che si perde un po' per lunghezza e quantità. Brizzi ha esagerato un po' con gli avvenimenti: troppi e troppo in fretta. In ogni caso mi sono appassionato ai luoghi e sono andato a cercarmi fotografie di Asmara, della ferrovia Transabissina ed ho voluto approfondire la storia degli italiani in Eritrea, Etiopia e Somalia.

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  • Enrico Brizzi Cover

    Scrittore italiano, è figlio di un professore di Storia moderna all'Università e di madre insegnante di scuola superiore. Frequenta da adolescente il Liceo Galvani della sua città (che diventerà storpiato in "Caimani" nel primo libro). Esordisce non ancora ventenne con il suo primo romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, tradotto in ventiquattro paesi e divenuto film nel 1996. All'ingombrante esordio l'autore ha fatto seguire il tenebroso Bastogne. Nel 2003 ha sposato Cristina Gaspodini, già curatrice del volume Il mondo secondo Frusciante Jack. Fra gli autori italiani che più l'hanno influenzato, Brizzi ha sempre citato al primo posto Pier Vittorio Tondelli. Nell'aprile 2008 ha intrapreso un secondo viaggio sulle orme dei pellegrini medievali,... Approfondisci
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