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Malgrado la sua fama, la grande inchiesta agraria presieduta da Stefano Jacini intorno al 1880 è in realtà poco nota nella genesi, nella condotta, nei risultati. Caracciolo ha ricostruito, con una ricerca originale, le linee di questa impresa, degna di quelle promosse nell'Ottocento in tutti i maggiori paesi europei. Lo studio riguarda soprattutto il dibattito politico che coinvolse Bertani, De Pretis, Jacini. Costoro ponevano un diverso accento sui problemi sociali o su quelli agronomici e produttivi: risultò vincente la concezione produttivistica dei proprietari, rappresentati in modo illuminato ma rigido dallo stesso Jacini.Mentre i quindici volumi dell'Inchiesta, divisi per regioni, vedevano la luce, scoppiava però in Europa la grave crisi agraria, che cambiò ulteriormente lo stato delle campagne italiane. Il libro si conclude con un confronto tra la realtà descritta da Jacini e il sopravvenire di nuovi problemi, aggiungendo, quasi a titolo di sondaggio, un capitolo sull'agricoltura in Umbria al tempo dell'inchiesta.