Inchiesta su Gesù. Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo

Corrado Augias,Mauro Pesce

Editore: Mondadori
Collana: Varia saggistica
Edizione: 2
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 19 settembre 2006
Pagine: 263 p., Rilegato
  • EAN: 9788804560012
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Descrizione
Su Gesù sono proliferate nei secoli molte leggende e alcune autentiche fiabe, segno della curiosità di sapere chi lui fosse veramente prima che il mantello della teologia lo coprisse, celandone allo sguardo la figura storica. Corrado Augias ha dialogato su questo tema con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, rivolgendogli quelle stesse domande che molti di noi, cristiani e non cristiani, si pongono: sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulle sue parole, sulla sua vita, sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano. Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota, fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare. Il profilo di Gesù che questa "inchiesta" ci restituisce è quello di un ebreo, ligio alla Legge di Mosè, amante del suo popolo e delle sue tradizioni, eppure aspramente critico verso gli aspetti che giudicava 'superati' o 'secondari', e, soprattutto, portatore di un progetto di rinnovamento incentrato sul riscatto degli emarginati; una personalità complessa, mai svelata per intero nemmeno a chi gli era più vicino, una figura profondamente solitaria, coerente con i suoi principi fino alla morte in croce.

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Recensioni dei clienti

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    Gondrano

    10/04/2013 10:20:40

    Mi aveva incuriosito lo sbandierato lato storico dell'indagine. Libro inutile per chiunque sia intellettualmente normodotato.

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    OCdE

    14/06/2012 13:05:53

    "Come e perché in soli tre anni di vita pubblica [Gesù] ha potuto capovolgere la storia umana? Lo affermano anche pensatori laici come Benedetto Croce: 'il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuto'. Ha portato nel mondo la libertà, la dignità di ogni persona (a partire dai più derelitti), le nozioni di diritti dell'uomo e di progresso, un oceano di carità. Ha spazzato via la schiavitù, ha salvato la cultura antica, ha dato nobiltà al lavoro ricostruendo un'Europa devastata, inventando la tecnologia, le università, la scienza, gli ospedali, l'economia, l'arte, la musica. Negare l'enorme influenza che il Cristianesimo ha avuto nel promuovere lo sviluppo della cultura, dell'arte e della civiltà a livello mondiale sarebbe non solo segno di pregiudizio religioso bensì anche indizio di profonda miopia storica. Se si esamina con occhio realmente obiettivo la storia degli ultimi duemila anni, non possono non vedersi gli enormi contributi che il Cristianesimo ha portato in tema di sviluppo della civiltà umana: dalla guerra all'infanticidio all'abolizione della schiavitù, dalla lotta contro la magia alla rivalutazione della figura e del ruolo della donna, dall'impegno per la giustizia sociale alle lotte per i diritti di libertà e rappresentanza politica, dalla promozione all'istruzione dell'infanzia alla fondazione degli ospedali e delle opere sociali, fino alle più recenti battaglie in favore della vita e della famiglia. Alla fine di un appassionante excursus attraverso duemila anni di storia, il bilancio è così nettamente in favore di quanti riconoscono che il Cristianesimo ha avuto - e continua ad avere - l'indubbio merito di contribuire positivamente all'edificazione della civiltà umana nel corso della Storia".

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    Carlo

    14/06/2012 12:41:31

    Libro patetico. Per smontare quanto si dice è sufficiente leggere un qualsiasi testo di un qualsiasi vero storico serio, anche non credente. La foga anticristiana, associata ad incompetenza tecnica, ha partorito questo volume che vomita assurdità che solo chi ha i paraocchi, ed è ammaliato dai thriller alla Codice da Vinci, può sforzarsi di ritenere verosimili. Anche loro, infatti, non riuscirebbero ad accettarle come vere.

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    elisa

    15/11/2011 12:01:18

    secondo me aveva ragione Freud nel sostenere che quando si tratta di motivi religiosi può essere sostenuta qualsiasi nefandezza: Paolo contesta quanto scrive Augias sulla base di 2000 anni di cristianesimo: si è mai chiesto Paolo cosa sia stato il cristianesimo da quando è stato "fondato" (mai Gesù ha chiesto di fondare una chiesa con tanto di stato, esercito e potere temporale, ma unicamente di divulgare quello in cui lui credeva)? Massacri, intolleranza, razzismo, torture e quant'altro in antitesi su quello predicato da Gesù. Augias è sempre rispettoso della fede altrui, sono gli integralisti cattolici che non sono rispettosi della scienza e di chi crede in essa: la teoria dell'evoluzionismo non è una favola come la creazione del mondo in 7 giorni.

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    Paolo

    10/06/2010 16:40:57

    Veramente penoso questo libro di Augias e Pesce. L'ennesimo tentativo sulla scia del Codice da Vinci di vendere più libri possibile contestando una delle poche cose certe della storia. la figura storica di Gesù, documentata non solo da fonti cristiane, e quindi la chiesa fondata sull'apostolo Pietro. Il problema di fondo è che c'è tanta ignoranza religiosa in giro e i furbi della situazione ne aproffittano per seminare fantasie al limite del pettegolezzo incassando l'applauso e soprattutto i soldi dei soliti curiosi acritici. Vuoi vedere che bastano Pesce e Augias a demolire due millenni di storia cristiana e di "vera" critica storico-esegetica? Ma per carità... Paolo

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    Giovanni

    18/03/2010 19:29:48

    Sono un appassionato di studi storici su Gesù, e di libri ne ho letti a bizzeffe e continuo a farlo. Rispondo a chi il libro lo ha criticato. E' facile dire che Pesce e Augias sono di parte ( soprattutto tale critica la fa chi ha ben poche conoscenze storiche), dopo tutto per la maggiro parte dei cattolici italiani (e non solo) basta conoscere la storia imparata al catechismo per potere dire peste e corna contro chi studia seriamente e ha fatto delle scoperte tutte verificabili. "Inchiesta su Gesù" invece è fino ad oggi il libro più obiettivo che abbiano mai scritto perchè si rivolge ai lettori non solo credenti ma anche atei, a differenza di molti autorevoli scrittori che sotto la parvenza della critica ne fanno invece una battaglia pro cattolicesimo. Il libro è bellissimo, vero eccezionale e se posso essere immodesto, fidatevi..me ne intendo.

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    usso

    16/02/2010 20:17:46

    A prescindere dal fatto che il libro è di parte, e di conseguenza da quella parte tira, è da far notare che prima di leggere un libro cosi sarebbe meglio leggere i testi citati/criticati, ovvero la bibbia. Senò è come voler imparare una ricetta senza mettere mai mano ai fornelli, non sai se nella realtà le dosi date nella ricetta...siano vere.

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    andrea belingardi

    21/12/2009 07:15:35

    come dice Pascal il tutto si decide con una scommessa. credi o no? da questo punto di vista i vari lettori che hanno mandato commenti hanno fatto la loro scelta ed a questa loro preconoscenza (come dice Gadamer) orientano il giudizio. anche l'autore Pesce (oltre che ovviamente Augias che avrebbe potuto intervistare altri) è schierato ed nel suo libro cerca di avvalorare questa sua convinzione. l'appassionante libro di Antonio Socci dalle stesse premesse arriva ad altre conclusioni. i lettori dovrebbero confrontarli. la mia critica ad Augias è quella di sfruttare commercialmente un filone buono per aumentare la tiratura. e i vescovi criticandolo (come sapeva in anticipo ) lo hanno certo aiutato

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    e.b.

    05/12/2009 21:37:02

    La prima parte è l'unica che risulta interessante, poi il libro si perde a parlare di argomenti di teologia e dà delle mezze risposte inutili o difficili.... non mi è piaciuto, ed è molto noioso

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    Ulisse

    17/07/2009 20:58:24

    Libro interessante e godibile. Consueto Augias, intelligente e misurato che duetta con il competente prof. Pesce.

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    S.A.

    23/06/2009 13:57:58

    Libro molto interessante e ben scritto.

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    Giorgio

    17/05/2009 00:12:52

    Il titolo più azzeccato sarebbe stato: "Il cristianesimo secondo il prof. Pesce", è straordinario come vengano citati solo gli episodi che confermano la sua teoria e quelli che palesemente la smentiscono sono liquidati o vengono "interpretati" nel modo più conveniente o, peggio ancora, non vengono minimamente menzionati.

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    Paolo

    17/04/2009 12:46:36

    È un libro che consiglio a chi voglia capirne qualcosa di più di una religione che ha influenzato (e lo fa tuttora) miliardi di persone. Consiglio anche di leggere ogni passo della Bibbia citato, per rendersi conto delle contraddizioni e delle incongruenze logiche presenti, ma soprattutto per capire quanto l'interpretazione ufficiale della Chiesa sia capziosa e di comodo.

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    Luigi

    29/03/2009 13:13:08

    E` veramente stupefacente come professoroni nati circa 2000 anni dopo sappiano, infine, chi " era " Gesu´ meglio degli Apostoli e della Chiesa primitiva !

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    maria fiore

    17/02/2009 11:32:32

    libro criticabile nel merito e nel metodo, e meraviglia che un docente universitario abbia partecipato a scriverlo . Augias prima scrive una introduzione in cui espone più o meno già le sue idee, poi fa le domande allo studioso; ma alcune delle sue idee paiono interpretazioni arbitrarie . Inoltre i vangeli vengono ritenuti fonti attendibili, oppure non attendibili, a seconda della convenienza verso i propri assunti .

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    fabio Marchioni

    09/02/2009 08:18:10

    Casualmente mi capita di commentare il libro in questi giorni tristi in cui il governo è impegnato per vincere la battaglia di libertà degli Englaro. e questo potrebbe nuocere ai miei sforzi di oggettività. Resta però l'impressione di un testo divulgativo ma serio che sarebbe ottimo per cercare terreni d'incontro tra credenti e non credenti tolleranti e rispettosi delle idee degli altri.Cercare di tornare alle radici storiche della religione potrebbe essere utile a superare lo stallo odierno tra integralisti di ogni fatta, religiosi o no. Non condivido minimamente le posizioni da crociata moderna che si leggono di seguito. Bravi Augias e Pesce.

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    Riccardo

    10/01/2009 19:29:33

    augias è una garanzia. e anche per questo libro non si smentisce. ho letto con passione scoprendo alcune cose che proprio non sapevo sulla vita di gesù.il dialogo è stato molto construttivo ma nonostante ciò mi è piaciuto molto l'introduzione che augias faceva in ogni capitolo. come del resto il prologo e la postfazione. un libro da leggere per avventurarsi nei misteri di gesù, con lo stile inconfondibile e chiaro di augias, da leggere sicuramente e leggere anche il nuovo libro di augias che stavolta però indaga sui misteri del cristianesimo. perfetta la lista dei libri citati, una ancora nel mare di libri pubblicati utili per continuare questa interessante analisi.

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    Tinama

    15/12/2008 19:43:45

    Mi sembra una ricerca onesta della verità storica in merito ai Vangeli. Non affiorano assoluti, certezze da cui non si può tornare indietro, tutto è contestabile, dice M.Pesce, purchè verificabile su basi razionali.”Io credo che una caratteristica umana irrinunciabile sia quella di mettere sempre in gioco le proprie convinzioni sulla base di acquisizioni nuove, senza pregiudizi verso le opinioni degli altri, ma cercando di chiedere loro quali siano le basi razionali dei rispettivi convincimenti. Altrimenti il pericolo del fondamentalismo o dell’intolleranza è alle porte”. Come la conoscenza scientifica di certi fenomeni naturali non toglie nulla alla loro grandezza, così la conoscenza storica di Gesù e del suo tempo non toglie nulla alla fede e alla grandezza dell’Uomo-Dio. E' un libro per tutti,credenti e non, e che i primi non hanno motivo di temere.

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    Antonio Romano

    14/12/2008 01:32:48

    Se volete leggere un libro sulla figura di Cristo, vi consiglio Gesù di Nazareth di Benedetto XVI. Che crediate o no, capirete il senso vero della figura di Cristo. Quello che non capisce Augias e coloro che non hanno Fede, è che tutta la vicenda storica su Gesù potrebbe anche essere falsa, per noi cattolici quel che conta è per Fede sapere che Gesù è Figlio dell'Uomo, ed ha rivelato l'uomo all'uomo. In questo non c'è alcun elemento razionale, perchè la razionalità non esaurisce la vicenda umana. Ricordo ad Augias che di tutto quello che non si sa, non bisognerebbe parlare. Ed avrebbe fatto bene a tacere, piuttosto che furbescamente mosso dal dio denaro muoversi nella evanescente attuale pseudoletteratura anticristica. Sanno più i satanisti di Cristo che Augias. Ma a che serve sto libro? Secondo il nostro, Gesù risorto che compare alla Maddalena non è che il frutto del delirio di una donna innamorata che non si rassegna al dolore per la morte dell'amato. Augias legga " Desiderio di Dio" di Padre Livio invece di propinarci snobbisticamente le sue inutili e spocchiose analisi su un argomento nel quale non ha alcuna padronanza.

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    Neardj

    10/04/2008 22:41:14

    Buon libro-intervista con contenuti che si leggo in maniera molto scorrevole

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Un noto giornalista e uno storico del cristianesimo hanno unito la curiosità laica del primo alle conoscenze sulla Bibbia del secondo per dare alla luce questa originale Inchiesta su Gesù, un libro scritto nel tentativo di costruire una specie di carta d'identità di Gesù: dov'è nato, quando, da chi, quale lingua parlava e così via. Un "documento anagrafico" che può essere completato solo in parte, dato che le fonti sono scarse e assai manipolate, e che presenta vari problemi storiografici come la possibilità che i dogmi teologici corrompano la ricerca storica, o quello della scelta di alcuni vangeli come documenti a scapito di altri.
Augias inizia con le domande apparentemente più banali, ma subito si scopre che Gesù è nato verso gli ultimi anni del regno d'Erode (che morì nel 4 a.C. circa): oggi dovremmo essere nel 2010 se davvero contassimo a partire dalla sua nascita. E' poi improbabile che sia nato a Betlemme, ma dai vangeli di Marco, Luca e Matteo risulta che sia nato in Galilea, verosimilmente a Nazareth o che, comunque, vi abbia vissuto a lungo con la famiglia. Figlio di Giuseppe, carpentiere, e di Maria. Ebreo, il suo nome Gesù è la traduzione italiana dell'ebraico Yehòshuà o Yeshuà, il cui significato è "Dio salva": credeva in un Dio unico quando nel I secolo gli altri popoli erano politeisti, mangiava e si vestiva secondo le regole dell'Antico Testamento rispettando alla lettera le prescrizioni della Torah. Inoltre, osservava le festività del suo popolo, frequentava le sinagoghe, pregava presto al mattino e andava in pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme. Come lingua, parlava l'aramaico della Galilea, che era il dialetto della sua regione, ma leggeva l'ebraico e conosceva anche un po' di greco e qualche elemento di latino. Viveva, del resto, in una situazione multilingue.
Un Gesù quindi che viene ritratto nei suoi molti aspetti perché ogni vangelo, sottolinea Augias, ha e dà una immagine diversa del protagonista: quella di Luca è di un uomo molto attento ai poveri e ai diseredati, Marco narra di un taumaturgo ed esorcista, Giovanni lo rende come parola di Dio che traluce attraverso la sua umanità. L'analisi di Augias e di Pesce prosegue con un'indagine sulle sue parole, sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano. Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota, fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare. Il profilo di Gesù che questa "inchiesta" ci restituisce è quello di una personalità complessa, mai svelata per intero nemmeno a chi gli era più vicino. Una figura solitaria, affascinante anche in questa ricostruzione storica, coerente con i suoi principi fino alla morte in croce.