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Shirley Jackson

Traduttore: M. Pareschi
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2004
Pagine: 233 p. , Brossura

57 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Horror e narrativa gotica - Narrativa horror

  • EAN: 9788845918742

Per quanto infestata di case stregate sia la storia del cinema, è impresa difficile riuscire a mettere in fila una serie di romanzi validi che abbiano come protagonista una casa. A dirla altrimenti: è rara cosa incontrare uno scrittore che sia in grado di far parlare una casa. Non è un problema di genere (ogni genere andrebbe bene, basti pensare alle strisce dei Peanuts in cui di tanto in tanto la bionda Sally si ritrova a chiacchierare col muro di una scuola), e nemmeno di epoca (più lontano si va e più si ha una qualche probabilità di trovare un buon romanzo o racconto abitato da case animate). È solo una questione di talento. Indiscutibilmente talentuosa, e dichiarata maestra per???autori del calibro di Dorothy Parker, Stephen King e Donna Tartt, Shirley Jackson appare finalmente tra gli scaffali delle librerie italiane con quello che è considerato all'unanimità un classico del genere horror, L'incubo di Hill House (egregiamente tradotto in italiano da Monica Pareschi, brava soprattutto nel rendere la genialità dei dialoghi). Pubblicato negli Stati Uniti nel 1959, il romanzo ha come protagonista una casa, Hill House, per l'appunto, intorno cui si intrecciano le storie di una manciata di curiosi personaggi che si ritrovano ad affrontare inspiegabili eventi. A fare da capobanda è il professore John Montague, antropologo specializzato nello studio di fenomeni paranormali e impegnato in uno studio su cause ed effetti delle interferenze paranormali in una casa ritenuta "stregata". Al suo seguito, nelle vesti di improbabili assistenti, due fanciulle già coinvolte in esperienze paranormali, Eleanor e Theodora, il giovane erede di Hill House, Luke Sanderson, e una lugubre domestica, Mrs Dudley. E poi, logicamente, fantasmi che si divertono a chiudere le porte, a ridacchiare o a scrivere sui muri, per cacciare o trattenere a vita gli ospiti della casa. Il tutto racchiuso in una cornice talmente spettrale e ben descritta da fare del libro un romanzo praticamente perfetto.

Tiziana Lo Porto

Recensioni dei clienti

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    Puz

    17/11/2015 18.15.47

    Libro sconcertante. Sono d'accordo con chi dice che non è una ghost story. Certo libri come questo oggi sono solo per pochi. Il lettore comune ormai è assuefatto a zombies grandguignoleschi,ridicoli vampiri innamorati e infiniti serial orrorifici da pochi soldi e storie come queste possono solo irritarlo.

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    Cutullu

    26/02/2015 15.16.00

    Libro geniale. Da non leggere certo come romanzo di genere. Forse la lettura superficiale e su un solo piano ha fuorviato chi non è riuscito a capirlo e gustarlo. Shirley Jackson è stata recentemente rivalutata come una della grandi scrittrici del secolo scorso!!

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    Vale

    09/11/2014 10.28.11

    Noiosissimo! Non capisco come mai ci sono tanti commenti entusiasti. Mi aspettavo un libro almeno vagamente simile al film che ne è stato tratto "Haunting" con Liam Neeson. Invece il nulla del nulla. Le descrizioni di Hill House sono ridotte all'osso, i dialoghi piatti e i sentimenti della protagonista quasi patetici. E l'azione? Le poche volte in cui succede qualcosa è così banale che avrebbe potuto scriverlo anche un bambino. Se avessi letto prima il libro non avrei mai visto il film che invece consiglio perché è spettacolare. Se volete una vera storia di fantasmi con atmosfere spettrali ben evocate consiglio assolutamente "The woman in black" sia il libro che il film, il libro molto gotico e il film da brividi.

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    Scosso

    13/06/2014 09.36.55

    Scrittrice geniale ha in Italia una nicchia di colti e preparati estimatori. Per il resto, chi non la ama non la merita.

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    Leggo

    21/05/2014 11.53.04

    Un capolavoro assoluto.

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    Vecia

    14/05/2014 19.55.42

    Strano. Triste. Ben scritto. Originale. Mi è piaciuto molto.

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    Niu

    30/04/2014 18.40.09

    una grandissima scrittrice. Un moderno intendere l'anima dell'uomo moderno attraverso i suoi archetipi.

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    Xavie

    21/02/2014 21.45.24

    Non è una ghost story. Non come molti pensano debba essere una ghost story. C'è molto di più, ma è dura riuscire a spiegarlo.

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    massimo

    03/01/2013 17.32.41

    Confesso che sono stato attratto dalle buone recensioni, ma sono rimasto molto deluso dal libro e dall'Autrice. Personaggi femminili al limite del ridicolo nelle loro cervellotiche elucubrazioni, quelli maschili o inesistenti ( il professore ) , o quasi stupidi ( il giovane Luke ) o addirittura macchiette ( l'assistente/amante/servitore della moglie del professore ). Non basta fare scricchiolare le porte per fare una ghost story, non parliamo poi delle atmosfere....quali ? Bocciato !

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    Niki

    03/01/2013 09.30.45

    Ho letto recensioni di altri lettori che parlano in maniera entusiasta di questo romanzo che a me, purtroppo, non è piaciuto; come sempre faccio, mi sono interrogata sul perché e sono giunta alla conclusione che, dopo aver letto 'Giro di Vite' , non posso più immergermi in storie di case infestate senza metterle a paragone con la perfezione del racconto di Henry James. Nel testo della Jackson ho apprezzato il ritrovarmi nell'atmosfera così tipicamente americana degli anni '50-'60 che tanto ho visto nei film di quell'epoca e letto nei romanzi 'gialli' statunitensi: il disincanto di personaggi ultra trentenni che si comportano, in ogni situazione, come ragazzini in gita. E questo è quello che fanno i quattro protagonisti: subiscono ogni sorta di esperienza soprannaturale eppure continuano a comportarsi come se nulla fosse. Da lettrice razionale, mi è mancato l'approfondimento: non esiste una spiegazione per i fenomeni di infestazione, non si capisce perché proprio Eleanor sia la 'vittima' designata della casa, il rapporto tra Eleanor e Theodora sembra ruotare intorno a un amore lesbo eppure le due si comportano in modo incongruo, passando dall'adorarsi all'odiarsi senza un evidente motivo. Non lo consiglio a chi ama i romanzi gotici o a chi ha letto il sopra citato testo di James, forse può piacere a chi vuole verificare quanto affermato da Stephen King, secondo cui la prosa della Jackson è stata artefice della sua ispirazione. Deludente.

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    LaMelaMarcia

    30/01/2011 14.13.27

    Nel saggio "Danse Macabre", Stephen King ha spesso accennato a questo romanzo, dichiarandolo come una delle sue maggiori influenze. Fortunatamente l'allievo King ha poi superato, e di gran lunga, la maestrina Jackson. "L'incubo di Hill House" mi ha lasciato parecchio deluso. Già il prezzo, ? 14.80, è eccessivo. La caratterizzazione dei personaggi è quasi inesistente; Luke, Theo, Eleanor appaiono troppo simili, stesso modo di parlare, stesso senso dell'umorismo. Il professor Montague è quasi nullo. Inutile l'entrata in scena della moglie del professore e del fido Arthur. Le atmosfere non m'hanno inquietato, le discussioni da salotto non mi hanno divertito. Salvo solamente il finale, aperto a diverse interpretazioni. I fenomeni di Hill House sono soltanto allucinazioni causate dalla suggestione del luogo ed Eleanor impazzisce perché più debole psicologicamente? O le presenze della casa catturano Eleanor perché più suggestionabile? O, ancora, è la stessa Eleanor che fin dall'inizio infesta la casa perché legata ad essa da un vincolo a-temporale? Bisognerebbe chiederlo alla Jackson, magari tramite una tavoletta ouija, o a Stephen King. Ammesso che loro sappiano darci una risposta.

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    Emanuela

    17/06/2010 19.20.52

    Tensione, un'atmosfera cupa, niente spargimenti di sangue ma l'autrice è riuscita nell'intento di spaventare il lettore. La prova che per riuscire a scrivere un bel libro horror non occorre inscenare le solite mattanze. Molto buono.

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    battello ebbro

    05/12/2009 11.52.36

    Romanzo dallo stile ironico e raffinato che non ha nulla a che vedere con i soliti horror e thriller da botteghino né con la psicologia spicciola. Considerando anche l’epoca in cui è stato scritto direi che è un vero gioiellino. Gioca sapientemente con gli stereotipi del gotico e ci regala, con spietata eleganza, una straziante, patetica, "spaventosa" e triste storia di solitudine. Consigliato solo a chi è in grado di apprezzarlo.

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    Sagana

    08/11/2008 22.03.34

    Il romanzo, o come sarebbe più corretto dire, il "quasi-romanzo" scritto da Shirley Jackson è attualmente definito da taluni critici, la miglior e più rappresentativa storia horror di questo secolo. Ebbene dopo un attenta lettura dell "opera" posso dire con certezza e decisione, che il testo in questione potrebbe benissimo essere usato per rinvigorire il fuoco invernale del vostro caminetto, tale sarebbe certamente un uso proprio, rispetto a quello solito della lettura. Analizzando il testo, sin dalle prime battute si possono rilevare due fattori, che nell'incubo di Hill House sono frequenti: 1. Lo spessore dei personaggi è pari a quello di una pozzanghera, e in certi casi, addirittura nullo, pertanto capita di confondere le azioni e i sentimenti dell'uno con quelli dell'altro, e che i pensieri di un personaggio finiscano nelle frasi di un altro. L'unico fattore che infine ci fa distinguere i personaggi, è il loro passato, e alcune azioni caricaturali, che paiono ridicole, irrealistiche e goffe. 2. Il racconto non possiede nulla di Gotico, ne influenze vagamente horror, al contrario, le poche scene sovrannaturali, sono possibilmente da considerarsi un ridicolo tentativo di incattivire il testo, pertanto capita che un azione o l'altra non abbiano nessun reale significato se non quello di spaventare il lettore, fallendo miseramente. (parte 1)

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    Pietro

    18/09/2008 09.02.09

    Non mi è piaciuto. Sarebbe questo il libro archetipo sulle case maledette? Sarebbe questo il capolavoro che ha dato origine ad un intero filone della letteratura horror ? E la “Caduta di casa Usher” allora, che sarebbe? La storia è di una semplicità sconcertante. Quattro sconosciuti si ritrovano a trascorrere alcuni giorni in una casa dalla fama inquietante e dall’aspetto terrorizzante. La permanenza ivi e lo sfiorare l’imponderabile li cambierà tutti , ma in particolare la protagonista Eleanor, una donna dalla vita scialba e difficile. Proprio i personaggi sono l’aspetto meno convincente del libro. Semplicemente non ci sono…nel senso che di loro non si sa nulla, non si capisce nulla delle loro motivazioni, tutto resta avvolto in una vaghezza che vorrebbe essere inquietante e risulta invece irritante. Anche la casa, che forse è la vera protagonista del libro, poteva essere descritta molto meglio e molto più approfonditamente. Il finale è come spesso succede in questo genere di racconti facilmente risolutivo. Una delusione. E per favore evitiamo di commentare i libri alludendo al quoziente intellettivo del lettore...questo non è "un horror per menti evolute". E' un racconto, e come tale può piacere o non piacere, e ciò non ha nulla a che fare con l'intelligenza. Voto 2/5

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    rose

    18/05/2008 00.05.22

    secondo me è stupendoooo è un libro che sa mettere la giusta ansia senza per questo essere tropo cruento.... credo che sia la prima frase ad avermi fatto innammorare.....è stupendo stupendo.....

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    Luca

    05/07/2007 19.26.50

    Francamente non riesco proprio a comprendere la maggior parte delle crtitiche rivolte a questo romanzo: lo si accusa di essere ultra-descrittivo, noioso, inconcludente, pieno di buchi. A parte fare notare che forse chi definisce questo romanzo troppo incline alla descrizione e alla "stasi" forse un libro davvero di tale genere non lo ha mai letto (vedi Angela Carter, giusto per fare un nome di una grande scrittrice), vorrei fare notare tali "difetti" sono i punti di forza di questo magnifico libro. I fatti di orrore narrati (le varie morti più o meno accidentali, i grotteschi marmi, o il lugubre libro di Crane) servono a fare da cornice, a creare quell'atmosfera malata che circonda i personaggi lungo tutto il libro. E' questo il bello.E' un orrore celato, che striscia, che si evince in maniera inquietante dalla lenta evoluzione (e svelamento) della psicologia di Eleonore. Jackson crea immagini di per sè normali (un tramonto, un sentiero, una stanza) a cui viene associato, in maniera nascosto, un senso di inquietudine e di mistero, creando così immagini e sequenze fortemente affascinanti, evocative e pregne di tensione(tanto che le scene di stasi e di descrizione sono molto più inquietanti delle scene in cui il sovrannaturale fa la sua comparsa).E' incredibile come questo romanzo di faccia leggere senza alcuna fatica sfoggiando allo stesso tempo una prosa fantastica.Francamente è il primo romanzo della Jackson e l'ho trovato forse uno dei libri più "paurosi" che abbia mai letto (e parla un estimatore di King -tralaltro, leggendolo, si nota come Shining sia un continuo omaggio a questo romanzo- e di Barker).Il fatto che non faccia ricorso a sequenze "gore", (fracassone e magari scontate)e a facili scioglimenti dell'intreccio narrativo(entrambi elementi sono roba da da B-Movie) è solo un merito. Se si è patiti del romanzo horror e non lo si riesce ad apprezzare sta solo a significare che si ha la sensibilità letteraria di un ippopotamo(con tutto il rispetto per l'ippopotamo).Guardatevi Gli Invasati,evitate Hunting.

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    roberto cocchis

    03/09/2005 12.20.47

    Certo, a chi cerca lo splatter e gli effetti grandguignoleschi, un libro simile non può piacere. Che poi sia "noioso e senza senso", resta un'opinione del tutto personale, che più personale non si può. A me non mi è solo piaciuto, mi ha entusiasmato; mi sembra che appartenga a quel genere di horror fatto apposta per le menti evolute che contengono già da sole tutti gli elementi per farsi paura. Qui, infatti, l'horror non è mai urlato e sbattuto in faccia al lettore, ma sempre suggerito, mostrato (prendo in prestito una vecchia metafora particolarmente calzante) attraverso immagini di porte socchiuse, dietro le quali può trovarsi di tutto. E poiché solo noi sappiamo cosa ci fa veramente paura, cosa contiene la nostra "stanza 110" (dare un'occhiata a "1984" di Orwell per rinfrescarsi la memoria), questo ci può spaventare molto più di una porta spalancata su ogni genere di orrori. La tensione creata ad arte prima serve proprio a metterci nello stato d'animo adatto. Personalmente, io vorrei leggere tutta la Jackson in italiano, se qualche editore si prendesse il disturbo di farla tradurre.

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    Stefano 88

    06/06/2005 19.02.46

    Uno dei libri più brutti che ho letto nella mia vita. Noioso e senza senso

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    Serena

    20/04/2005 14.50.27

    DAVVERO INTERESSANTE! Devo dire che questo libro mi è piaciuto molto, anche se non si può certo dire che sia un romanzo horror convenzionale, anch'io come altre recensioni che ho letto sono convinta che sia soprattutto un romanzo psicologico con una strana ambientazione. Proprio per questo il libro non poteva lasciare Eleanor in secondo piano, perchè lei "è" Hill House. Ad esempio durante le strane manifestazioni paranormali della casa Eleanor pensa: "E' dentro di me, è nella mia testa, ed ora esce, esce, esce..." oppure quando la moglie del professore interroga la planchette per sapere quale spirito abiti Hill House la risposta è: "Sono Nell, Nellie, Nell..." Ed ancora in molti paragrafi possiamo leggere le descrizioni di Eleanor che sente la casa come se fosse il suo corpo. In alcun modo Eleanor poteva restare un personaggio secondario, anche se certo non è molto facile da amare: anzi il più delle volte fa una gran pena ed una gran rabbia. Tutti i personaggi femminili di questo romanzo sono incredibilmente egocentrici ed infantili, ed è proprio nella loro caratterizzazione impietosa che l'autrice dimostra il suo talento. Per quanto riguarda la parodia dei romanzi dei fantasmi accennata da un lettore penso che sia molto evidente quando fanno il loro ingresso nel racconto la moglie del professore ed Arthur, ma anch'io come altri, non penso che tutto il romanzo verta su questo è solo un elemento originale in più. Per quanto riguarda le influenze che l'autrice ha avuto su S. King credo che siano molto evidenti già nello stile dei due autori, ma è soprattutto nella mini serie TV Rose Red ideata e diretta da King in persona che possiamo trovare i riferimenti più diretti. A partire dalla "pioggia di pietre", passando per il pretesto dell'esperimento scientifico nella casa maledetta con alcuni sensitivi ed una professoressa universitaria fino alla descrizione della casa "nata cattiva"... direi che King più che ispirarsi in alcuni punti ha quasi copiato da questo libro. Qualcun altro la pensa come me? Leggetelo!!!

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