L' informazione

Martin Amis

Traduttore: G. Bona
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 aprile 2007
  • EAN: 9788806188375
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Recensioni dei clienti

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    lina

    09/06/2016 20:45:00

    ogni volta (in realtà pochissime) che lascio un libro a metà la prendo come una sconfitta personale. ma questo romanzo è insostenibilmente soporifero.

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    Enzo

    12/09/2013 00:22:23

    Martin Amis lascia davvero poca scelta: o piace o non piace. E a me piace molto. Ho trovato in questo romanzo che il sarcasmo cinico e spietato (che avevo trovato nello straordinario Money)raggiunge un culmine che porta il lettore a condividere le sofferenze del protagonista. Inutile tentare di recensire la trama. Martin è un autore molto più incentrato sullo stile che sulla storia. Stile come al solito psichedelico, pazzesco, bislacco, torbidamente lirico e immaginifico, frammentario, confuso ed elegante, frenetico e scalpitante. Unico difetto di tanta esplosività è la mancanza di chiarezza che di quando in quando confonde il lettore su cosa stia accadendo. Ma ci si può tranquillamente passare sopra!

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    Donatella Barbaglia

    05/02/2013 21:51:39

    Questo è davvero un bellissimo libro,con una scrittura "fulminante". E' stato un piacere scoprire anche Amis, dopo i postmoderni americani.

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    Luca Baroncini

    21/03/2012 08:38:27

    finalmente "L'informazione" di Martin Amis è fuori dalla mia vita: finito ieri sera dopo tre mesi di patimento letterario. Scritto molto bene, con un incipit fulminante, intense descrizioni d'ambiente e stati d'animo ma davvero faticoso. E non tutto ciò che affatica alla fine premia. Uno di quei libri che fa della divagazione il suo punto di forza. Insopportabile!

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    silvia

    17/06/2011 16:52:38

    Divertente, geniale e amaro, ma le singole ciniche frasi sono troppo argute per poter essere collegate in modo omegeneo e fluido. Il risultato è un prontuario di slogan e riflessioni che procedono a singhiozzo, proprio a causa della loro stessa ragion d'essere. Invece che un romanzo si ha l'impressione di leggere una lunga lista.

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    Patroclo

    25/11/2009 17:34:01

    secondo me il libro migliore di Amis, quello in cui lo scrittore si controlla meglio e va diritto all´obiettivo senza digressioni e particolari autocompiacimenti. sembra un libro che parla di scrittori e scrittura, ma in realtá si parla di invidia, scelte e impossibilitá di trovare soluzioni. e concordo sul fatto che l´incipit sia strepitoso

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    Paolo Zardi

    01/09/2009 22:55:54

    Tutti i romanzieri, prima o poi, scrivono una nuova versione di Amleto: qui, Amis presenta il "suo", uno scrittore fallito che, nella follia in cui è immerso, è l'unico personaggio in grado di vedere il mondo con una lucidità quasi insostenibile. Da un punto di vista formale, l'inizio è straordinario, uno dei più strabilianti incipit di tutti i tempi. La storia è costruita sul parallelismo (o sul mancato parallelismo) tra stagioni e generi letterari: quattro parti che spaziano dalla tragedia alla commedia. Scrittura ricchissima. Nel complesso, un capolavoro.

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    Claudio

    06/09/2007 14:04:17

    Bel libro, scritto benissimo, con una storia avvincente che in alcuni punti si perde un po'. Probabilmente andava sfrondato un po', detto questo è un libro che ti mostra cosa significhi saper scrivere: descrizioni toccanti, frasi che restano scolpite nella memoria (la frase di apertura è spettacolare!), un umorismo sottile ma divertente. Conoscevo poco questo grande scrittore (avevo letto un suo libro meno riuscito tanti anni fa), devo dire che questo libro mi ha sorpreso e rallegrato, posso andare a comprarmi "London Fields".

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    patroclo

    05/05/2006 12:04:30

    un ottimo Amis, uno dei migliori romanzi che abbia come tema i romanzi stessi e gli scrittori. scritto da dio - come Amis ci ha sempre abituato - spesso divertente, ma in ultima analisi, come qualcuno giá ha scritto, una riflessione sull´invidia e sul successo. lo metto tra i capolavori di Amis insieme a "London Fields" - piú ambizioso e complesso ma disuguale (a propós, qualcuno dovrebbe decidersi a ristamparlo) e "Money", il miglior Amis satirico secondo me.

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    Tania

    22/12/2005 14:08:38

    Lo sto leggendo ora, ed è il mio primo Amis. Concordo con quanto scritto da gprbzz@tin.it. La sola differenza è che non sono certa che parlerei propriamente di invidia (anche se sono consapevole che così viene regolarmente indicata). Direi piuttosto che racconta l'amarezza e lo scacco laceranti di una meritocrazia smaccatamente disattesa. Non è esattamente la stessa cosa. Secondo me, chiaramente :-)

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    stefano

    12/11/2002 16:01:00

    Assolutamente deludente. Dopo una grande prova (Money) Amis tenta di ripercorrere la stessa strada, peccato che manchi l'ispirazione e l'immediatezza che hanno caratterizzato il romanzo d'esordio, finendo questo per risultare sempre un poco sforzato.

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    gprbzz@tin.it

    22/08/2001 16:48:42

    Questo racconto lungo è la vivisezione, la scarnificazione, l’autopsia di chi sa scrivere ma non ha successo, nel confronto quotidiano, diuturno, semprepresente ed ossessivo col collega-amico-rivale che non sa scrivere - è un idiota che non ha un’idea originale, che non sa scrivere - eppure ne ha, ne ha comunque giri, ne ha qualunque cosa dica, ne ha con chiunque qualsiasi cosa faccia. E’ un lento viaggio al massacro, giacché è l’invidia il più acre dei veleni. Lentamente intossica e tra spasmi atroci inesorabilmente uccide. Non so dire di più. Io mi sento inadeguato a recensire un libro così bello. Consiglio di leggerlo. Con molta attenzione. 10/08/97

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