L' invenzione della madre

Marco Peano

Editore: Minimum Fax
Formato: EPUB
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 391,68 KB
  • Pagine della versione a stampa: 252 p.
    • EAN: 9788875216597
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    Descrizione
    Questa è una storia d'amore. Si tratta dell'amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia - sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti - dà il via a un'avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi? In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo 'everyman', arco Peano ridà senso all'aspetto più inaccettabile dell'esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

    Recensioni dei clienti

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      martina

      19/09/2018 12:04:06

      Un libro struggente, meraviglioso ma difficile. Le prime 100 pagine di catapultano letteralmente nella routine di una famiglia alle prese con un mostro feroce e invincibile. La malattia si prende tutto lo spazio, scandisce il tempo sembra essere l'unica cosa ad esistere ma alla fine senza lieto fine sarà l'amore a prevalere.

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      ancy

      20/11/2017 09:26:16

      Libro struggente eppur delicatissimo, eccelso labor limae. Peano ci immerge nella storia di un amore puro nel quale il protagonista rischia di annegare, come la copertina suggerisce. Talmente intenso da non riuscire a leggerlo tutto d'un fiato....o almeno io ho dovuto dilazionarlo per non farmi troppo male.

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      dAVIDE

      17/10/2016 18:28:07

      Un gran bell'esordio! Bravo Peano!

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      aldo

      24/06/2016 09:13:53

      un tema difficile scritto con grande amore e delicatezza..ottimo esordio

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      Fede

      02/02/2016 14:06:33

      Non capisco questi ultimi commenti negativi. Che poi i libri che commuovono siano per forza cattivi libri è una bizzarra legge creata ad effetto per non voler dire nulla. Il libro di Peano, per me, non è un capolavoro ma nemmeno una schifezza, è un libro sentito, emozionante, che non ha paura né vergogna. Insomma, un libro coraggioso. Non sempre bellissimo, d'accordo. Ma è un esordio.

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      cristina

      22/01/2016 10:36:59

      Un libro ruffiano, sì, che punta sulla commozione a tutti i costi. Scritto male, senza una vera trama, tutto paragrafetti titolati e lunghe parentesi tonde. Io poi ora vorrei solo sapere chi è che ha scritto quella lettera anonima a Mattia. Mah.

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      Maxine Tarnow

      09/12/2015 10:15:45

      I libri che commuovono sono cattiva letteratura. I libri che cercano in tutti i modi di commuoverti sono peggio che cattiva letteratura. I libri che vorrebbero commuoverti scritti con uno stile scialbo, asettico e insipido sono l'esatto contrario della letteratura, anche di quella riuscita male. Questo libro ha l'incidere di un'autofiction, ossia una delle mode più insopportabili degli ultimi anni, e la dichiarazione d'intenti di una televendita che vuole vendere dolore in massicce dosi empatiche. Se gratti via la patina di trucco che c'è sopra resta un harmony con pretese intellettuali. Pare pensato, scritto e ricamato per essere presentato con viso contrito da una Bignardi, o peggio, da un Fazio. Mi spiace, ma per me la Letteratura deve fare altro e in altro modo.

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      Massimo F.

      30/09/2015 16:30:54

      Un romanzo d'amore e di dolore. Appassionato e delicato pur trattando anche nei dettagli un tema che più drammatico non si può. Da leggere solo se si è in piena forma psico-fisica

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      alex

      24/08/2015 18:20:07

      Un libro difficile da giudicare, sul quale in questi giorni continuo a cambiare idea, però il confronto con un'amica appassionata lettrice come me mi ha convinto del fatto che se da un libro non riesci a staccarti e lo divori voracemente per vedere come va a finire dev'essere bello per forza, anche se alla fine ti dici "mah..".

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      Cristiana

      11/07/2015 20:50:30

      Un libro "ruffiano" ma che alla fine non dice nulla di importante sul dolore ed è perciò inutile ( e scritto mica tanto bene...)

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      Ivan

      15/05/2015 12:03:14

      Un libro sul dolore e sulle parole non dette. Toccante, intenso, che ti "scava" nell'animo. Bravo Marco.

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      daniela

      28/04/2015 08:58:17

      Ho appena finito di leggere questo romanzo di straordinaria potenza...mi ha portato con mano alla scoperta di un dolore che ancora non ho provato ma che ho vissuto accanto a Mattia. Ci sono stati dei momenti in cui ho dovuto fermare la lettura,chiudere il libro e piangere...lasciare che il dolore mi attraversasse...poi con calma riprendere ed arrivare fino alla fine e pronunciare insieme a Mattia la parola mamma!

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      mile

      10/04/2015 21:35:39

      Quando ho iniziato a leggere "L'invenzione della madre", in un primo momento ho pensato che non l'avrei finito. Al contrario, non ho potuto non leggere fino alla fine questo bellissimo romanzo, la vicenda straziante, dura eppure così dolce e delicatissima del giovane Mattia, il suo diario solitario, maturo e pieno di consapevolezza, il suo amore senza limiti per sua madre: la sua straordinaria, adorata madre. E' stato un appuntamento imprescindibile con il dolore, con il dolore di Mattia, che diventa anche il nostro dolore, perché Mattia vive il dolore con gli occhi del figlio, e diviene un po' il figlio nostro con cui parlare, riflettere, capire, il figlio nostro da abbracciare e da accompagnare di fronte alla sofferenza così profonda che dilaga nella sua esistenza. Mattia ci rimane dentro con la sua storia, con la con la sua straordinaria capacità di cura, di accudimento, con la sua speranza ribelle e irriducibile di fronte a qualunque evidenza, con la sua scelta di fare di tutto fino all'ultimo per non perdersi niente del poco tempo che resta, di quegli ultimi, preziosissimi istanti che rimangono ancora da vivere alla Madre. Ho trovato davvero mirabile la capacità dell'autore di affrontare un tema così forte e sconvolgente con tanta delicatezza, umanità, attenzione e sincerità e di portare il lettore sul sentiero del dolore, della malattia, del distacco e della morte con luce soffusa, dolcezza e tenerezza.

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      Alice

      31/03/2015 00:48:23

      Un romanzo che da' spunti e si presenta come un'occasione per riflettere, tra l'altro su il primo dei rapporti umani che instauriamo e che a volte diamo per scontato.

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      schend

      18/03/2015 12:04:24

      Ottimo racconto sulla malattia, sulla cura, sull'essere madre e figlio davanti alla fine della vita. Da leggere.

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      alida airaghi

      04/03/2015 10:20:30

      Questo non è solo un romanzo scritto bene (cosa di cui, in questi tempi di letteratura sciatta dovremmo già essere molto grati all'autore), ma è soprattutto un romanzo da cui traspaiono con pudore sentimenti che abbiamo timore di riconoscere persino in un libro, oltreché dentro di noi: pietà, dedizione, gratitudine, e insomma in una parola sola, amore. L'amore più inevitabile e radicale, quello che unisce un figlio a una madre che sta morendo. Marco Peano lo racconta senza retorica e senza compiacimenti, quasi a dirci: "è così, ho perso mia mamma e non sono riuscito a salvarla, e adesso sono vuoto, ho paura, mi sento solo, quasi in colpa per esserle sopravvissuto". Un'agonia straziante e ingiusta, quella di questa dolce signora poco più che cinquantenne, malata di un cancro recidivo, in metastasi progressiva, che lentamente le fa perdere mobilità, parola, pensiero e dignità. Il suo unico figlio Mattia, universitario fuori corso, aspirante cineasta ma lavoratore precario e sottopagato, la cura con l'abnegazione che si può riservare a un neonato, lavandola e medicandola, accompagnandola alle terapie, trepidando per ogni ripetuto intervento chirurgico, ribellandosi alla curiosità morbosa o imbarazzata di vicini e parenti, difendendola da tutto e da tutti: anche da se stessa, dalle paure e dai cedimenti, dalla voglia di andarsene per non soffrire più e per non disturbare più. Mattia si occupa della madre con "tenace commozione", tentando ostinatamente di trovare rimedi alternativi al progredire della malattia, rifiutandosi di credere all'ineluttabile. Vicino a lui il padre, quasi catatonico di fronte al dolore, e la sua ragazza, affettuosa nel tentativo di distrarlo. Ma niente serve ad allontanare strazio e timore, e l'interrogativo senza risposta: "perché?". Peano affronta i grandi temi della vita e della morte con una lievità e un'eleganza di stile assolutamente non casuali, né contrabbandabili: com'è doveroso quando si fanno i conti con la sofferenza.

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