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Editore: Feltrinelli
Collana: I canguri
Anno edizione: 2007
Pagine: 140 p., Brossura
  • EAN: 9788807701825
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Ma le stelle quante sono, il primo libro della giovane autrice romana, parlava dei giovani e del loro modo di crescere, di diventare adulti, ognuno con il proprio bagaglio di paure ed insicurezze. La descrizione della vita normale di due ragazzi, Alice e Carlo, personaggi veri, idealisti e un po' pazzi come tutti a quell'età. Un libro a due voci. La stessa storia raccontata dai suoi due protagonisti. Un romanzo realistico, puro, dolce, romantico.
Anche questo secondo romanzo è un libro a due facce, quelle di Mia e Giulia. Una madre e una figlia che non riescono a parlarsi, che si scrutano da lontano, immobilizzate nel loro "essere di legno". Così vicine eppure così distanti, così convinte che stare chiuse nelle proprie certezze sia l'unico modo per non scalfire la corteccia del proprio io che finiscono per non riuscire neanche a parlarsi. Mia scrive sul diario dei suoi sabati sera sfrenati. Giulia resta chiusa nel silenzio che l'avvolge da sempre. Non riesce a parlare con sua figlia, non sa come fare. E allora legge il suo diario. A questo punto, però, il meccanismo si rompe. Non si può più stare in silenzio. è necessario parlare. Giulia però lo sa bene, a volte le parole muoiono in gola. Alla carta si può rispondere solo con la carta e lei lo fa ritornando indietro con la memoria, raccontandosi come non aveva mai avuto il coraggio di fare prima. Una vita ferita dall'egoismo e dalla prepotenza di una famiglia falsamente perbenista: una famiglia di matrioške, dove ogni donna conteneva l'altra, e lei, che era l'ultima arrivata, era solo la coda, quella che arrivava sempre per ultima. Il culto delle apparenze della madre, una donna fragile che credeva nella catena del bene, quella in cui l'anello sopra regge quello di sotto. I sabati pomeriggio passati con Suor Sofia, una giovane monaca peruviana curiosa dei balli e dell'amore, l'unica amica della giovinezza. I primi passi da medico. Il matrimonio con un primario. La gravidanza a lungo attesa. E i segreti. Le parole non dette. Le frasi sperate.
Più la storia prende forma, però, più diventa difficile accettarne la realtà. L'incontro tra Giulia e Mia può avvenire solo accettando una verità difficile. Solo cercando di ammorbidire il legno.

Recensioni dei clienti

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    Cristiana

    25/01/2014 10.56.32

    Un po' forzato nella trama, non particolarmente originale nello stile. L'autrice è giovane, studia da medico (...anche), è sensibile (questo si), forse si farà!

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    faffa

    09/11/2013 10.52.55

    "Il legno sembra fermo,ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.La ceramica si rompe,fa subito mostra dei suoi cocci rotti.Il legno no,finché può si nasconde,si lascia torturare ma non confessa.Io sono di legno." Mia dal"nome prepotente"e Giulia dal nome latino(come quello delle sue sorelle maggiori Flavia e Livia)sono mamma e figlia e nelle pagine dei loro diari si scoprono di legno entrambe.Ma nello stesso momento in cui confessano di essere di legno,non lo sono più perché si rendono conto di essere fatte di carne,di sentimenti e che le loro emozioni non possono essere sopite per pudore(Giulia)o per paura(Mia).Madre e figlia nei loro diari si mettono a nudo e mettersi a nudo significa anche avere il coraggio di fare i conti con il passato familiare,quel passato che è stampato nel DNA,che "è spina dorsale,è il posto dello sforzo, è un grattacielo di vertebre impilate una sull'altra".E Giulia sa, come medico e come figlia-sorella,che dalla famiglia non si può scappare e come madre ha cercato di dare alla figlia una famiglia diversa, ma si rende conto che per non fare gli stessi errori della mamma "di cristallo" ne ha commessi altri.Solo che Giulia ha il grande desiderio di salvare sua figlia Mia dalla sua autodistruzione:scrivere,svelarsi per quello che è con le sue paure,confessare il suo legame forte e sbagliato nei confronti della sorella"perbenista"Flavia,raccontare l'incontro con Suor Sofia nei cui occhi neri profondi come un pozzo c'è una storia fatta di amore e dolore,raccontare il suo matrimonio,raccontare di Miguel.Solo raccontando e raccontandosi (così come Mia si sfoga nelle pagine del suo diario)Giulia potrà aiutare sua figlia Mia che pensa"che il legno è tosto, ma che sotto l'acqua può ammorbidirsi". Ho letto questo romanzo impetuoso di G.Carcasi l'estate scorsa e mi sono fatta travolgere dalla lettura parallela dei due diari, ma finita la lettura già sapevo che avrei riletto"Io sono di legno"per assaporarlo con calma

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    Amalia

    19/09/2012 07.47.16

    Senza dubbio Giulia Carcasi possiede una notevole abilità affabulatoria così come è molto abile a colpire il lettore con immagini di grande impatto. Il doppio filo narrativo della storia però, è un po' troppo sbilanciato in favore di Giulia. Per cui, se anche si tratti di una precisa scelta autoriale, il personaggio di Mia resta nell'ombra. Per questa ragione il dialogo a distanza fra madre e figlia risulta incompiuto.

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    Rowan

    10/11/2011 08.50.27

    Dopo aver adorato Ma le stelle quante sono, non potevo che apprezzare questo secondo libro dell'autrice. Io sono di legno racconta una storia tutta al femminile, fatta di diari e lettere: Mia è una diciottenne che ha tutta l'intenzione di tenere lontano l'amore. Passa le notti con uomini di cui non conosce il nome, e la mattina dopo se ne va, lavando via l'odore di un letto che non è suo. I suoi sabati sera si concentrano sulla discoteca, il motorino, una sigaretta e via, un altro uomo senza nome la attende. E conosciamo Mia attraverso le pagine del suo diario, scritte di getto e senza mezzi termini. Dall'altra parte abbiamo Giulia, invece, la mamma di Mia. Giulia sembra una madre come tante altre, vorrebbe avere un bel rapporto con la figlia, che a malapena le parla, vorrebbe essere felice, vorrebbe correre, volare.. ma i suoi piedi restano ancorati a terra. E il silenzio la spinge a leggere il diario di Mia, e sopratutto a scriverle in risposta la sua storia, la storia di una donna che sembra non avere più nulla da dire, ma che in realtà vuole sono essere ascoltata. Inizia così una storia a più battute, di una madre che si racconta alla figlia, buttando fuori segreti, errori e gioie, e di una figlia che impara finalmente a conoscere la donna che l'ha messa al mondo.

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    Aglaia

    29/09/2011 10.04.51

    Libro FANTASTICO. L'ho letto tutto in un giorno solo, l'ho amato, in alcuni tratti mi ci sono persino ritrovata. E' stato il primo libro che ho letto di questa scrittrice e non mi fermerò, ne leggerò sicuramente altri. Amo leggere, amo i libri.. E li amo proprio per quello che ci si trova scritto, che lo trovi li e in nessun'altro posto; se poi il libro parla cosi, si esprime cosi bene, beh lo amo il doppio!

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    MICHELA

    23/08/2011 11.46.37

    Questo dialogo "indiretto" tra madre e figlia è commovente e toccante. Questo rapporto celato dietro un muro che sembra dividere le due donne, ma che, con grande volontà e amore la madre cercherà di buttare giù. Ci sono dei libri che ci toccano dentro, che entrano nel cuore e lo mandano anche a pezzi. Per quanto mi riguarda IO SONO DI LEGNO è uno di quei libri. Un libro che mi ha fatto male, nel vero senso della parola, e che mi ha fatto piangere, ma allo stesso tempo mi ha permesso di riflettere su certi aspetti della mia vita. Tutti i libri dovrebbero essere così. Ve lo stra-consiglio.

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    silvia

    27/04/2011 14.59.23

    Tenera la figura di una madre che attraverso un diario cerca di capire e farsi capire da una figlia così distante da lei.. un libro semplice che ti lascia qualcosa ... il coraggio forse di camminare non guardandosi i piedi .. Bello!!

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    LadyGaga

    02/09/2010 15.02.50

    ero alla ricerca d un autore nuovo e sconosciuto e mi sn imbattuta in qsto titolo spigoloso ma ke un pò sentivo mio...in alcuni punti ho pianto forse xkè m sn immedesimata nel rapporto madre-figlia...ben scritto,fresco e scorrevole, innovativa l'idea di una madre ke, sfogliando le pagine del diario della figlia(cosa ke xò nn si fa assolutamente!, si rende conto di quanto anke la figlia sappia poco di lei e le scrive del suo passato...da leggere tutto d'un fiato!

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    lexiex26

    08/05/2009 22.30.09

    praticamente meraviglioso!! amo questa scrittrice e le sue frasi profonde...ho letto questo libro decine di volte e proprio oggi ho finito di rileggerlo per l'ennesima volta...veramente straordinario...!!

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    Angelica

    13/11/2008 23.19.21

    "Lo faccio perchè se scelgo storie senza senso, già frantumate in partenza, non c'è il rischio di vederle crollare, stanno già a terra"."Avevo bisogno di ingentilire il volto delle cose, di ricamare sulla realtà che vedevo dal mio ramo". Queste, come altre frasi che mi hanno molto colpito, di una sorprendente capacità introspettiva per una scrittrice così giovane. Brava Giulia!!

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    Mia

    11/06/2008 17.32.56

    Brava Giulia!!Davvero bel libro,scorrevole,bei ragionamenti; inoltre mi sono ritrovata nel rapporto tra madre e figlia...VE LO CONSIGLIO!!

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    Tinama

    03/04/2008 11.34.49

    Due diari, due generazioni, due vite a confronto nella speranza di avviare un dialogo liberatorio per la madre e salvifico per la figlia. Mi sono piaciuti diversi passi molto efficaci e coinvolgenti. “Scrivere è qualcosa di intimo.. è spogliarsi di fronte a qualcuno, lasciarsi guardare così, nudi….Nella storia di ogni persona c’è una diga. Da una parte, l’acqua che cresce e scalcia ed è energia. Oltre lo sbarramento, la terraferma. Tu di me sai la terraferma. E allora ti racconto l’acqua che non hai visto…Le persone dovrebbero parlare come frecce: andare dirette al bersaglio…Era una donna fragile, mia madre. Mio padre l’abbracciava poco, forse aveva paura di romperla…Scordare è un verbo che non conosco. Scordare è più crudele di dimenticare: chi è dimenticato viene tolto dalla mente, chi è scordato viene tolto dal cuore… “ La storia delle due donne, invece, non mi ha entusiasmato, né lo stile, poco discorsivo, asciutto, secco, frammentario. Sembra si voglia forzare su alcune situazioni vissute che, a mio parere risultano un pò artificiose. Tuttavia non si può negare la bravura dell'autrice, trall'altro, giovanissima. Ad maiora!

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    Chia

    22/01/2008 09.30.57

    Bello...bello...bello...!!! Molto affascinante lo stile, interessante e profondo il significato. Complimenti all'autrice, così giovane ma davvero tanto brava!

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    Marta80

    28/12/2007 12.42.11

    Libro carino, che si legge d'un fiato. Può essere un'ottima compagnia nei piovosi pomeriggi invernali.

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    Alba

    12/11/2007 16.23.48

    La lettura scorre senza intoppi... Quanti pareri negativi riguardo questo libro!! Non capisco cosa i lettori si aspettano da un libro... Sempre le solite storie banali (ma solo le storie che ci circondano ogni giorno). Se volete storie nuove, cambiate genere. Complimenti alla Carcasi! Bel libro... leggerò anche l'altro...

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    Sara

    28/10/2007 14.48.03

    Originale lo sviluppo, ma non è riuscito a coinvolgermi come il precedente "ma le stelle quante sono"...La Carcasi rimane cmq una grande sia per il suo inconfondibile stile sia per le emozioni che trasmette con poche parole e metafore attraverso le righe.

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    Martina

    17/10/2007 18.33.07

    A me è piaciuto! E penso che si possa essere d'accordo o meno con il set of values che Giulia fa sottostare alla sua vicenda, ma non puó essere solo questo il criterio per valutare la validitá di un romanzo. Quello di Giulia è raccontato davvero superbamente, con passi che letti da lei (lei li legge in maniera scarna, senza indulgere) mi hanno fatto venire le lacrime per la loro portata immensa, che prima di tutto deve farsi posto dentro. Se tutti scrivessimo solo dell'amore famigliare felice, allora forse sconfineremmo nel kitsch, non vi pare? La Carcasi racconta quello di cui ha voglia di raccontare e usa le sue esperienze (ognuno ha le sue) per dipingere un'introspezione dei personaggi davvero molto riuscita. Poi non tutto deve essere rose e fiori. In fondo non lo è mai. Comunque alcune idee mi sembrano molto ben trovate. Se non leggete volentieri solo "Tre metri sopra il cielo", vale molto la pena!

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    Lavinia

    16/10/2007 16.21.39

    Ho letto questo libro come un compito in classe; Il titolo inizialmente, così come anche la trama, non mi entusiasmava. Dopo aver letto una decina di pagine ho cambiato idea: la storia è originale, e, a mio parere, non sfocia nel genere "Soap opera", bensì rispecchia delle situazioni tutt'altro che irreali, in cui molte persone possono rispecchiarsi. Lo stile è superbo a mio parere, e alcune frasi fanno veramente riflettere molto. Lo consiglierei a tutti

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    annalisa

    24/07/2007 14.37.21

    questo libro è molto più che bello...sono rimasta delusa nel leggere tante recensioni negative!!!ho comprato questo libro e sapevo che nn mi avrebbe delusa...l'ho letto in un giorno,l'ho prestato a persone che nn leggono molto e l'hanno finito in un solo fiato...descrive qualcosa di molto più che profondo!!!un rapporto lontano tra madre figlia che si avvicina senza giudicare...un'idea meravigliosa...voglio fare i miei compimenti a GIULIA!!!brava veramente grazie a questo libro ho capito molte cose!!!

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    Ardid79

    30/06/2007 10.38.46

    Ho comprato questo libro perche' mi interessava il personaggio della donna medico (visto che anche io lo sono). Devo dire che lo stile non è male (anche se sa di gias' visto) e sicuramente la scrittrice, molto giovane, ha delle buone potenzialità in quanto a capacità narrativa. Peccato che la trama e lo sviluppo facciano acqua da tutte le parti. Un diario a due voci, una mamma e una figlia, distanti e chiuse nel loro (ma qual poi?) dolore. Idea non originale ma che puo' essere ben sviluppata. Invece il libro si perde andando a ricercare la facile tragedia delle soap opera e della Casati Modignani...famiglie fredde, matrimoni senza amore, sorelle perfide, ragazze che scambiano il sesso senza amore...personaggi freddi come burattini, che vivono un male di vivere privo di sostanza...e poi alla fine, scintilla di verità e armonia finalmente ritrovata. Confido nel fatto che la giovane autrice possa migliorare.

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