Editore: Feltrinelli
Edizione: 4
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 ottobre 2013
  • EAN: 9788807883736
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Descrizione
Una madre e una figlia. La figlia tiene un diario e la madre lo legge. Alla storia di anaffettività, di sentimenti negati o traditi della giovane Mia, Giulia risponde con la propria storia segnata da quell'"essere di legno" che sembra la malattia, il tormento di entrambe. È come se madre e figlia si scrutassero da lontano, o si spiassero, immobilizzate da una troppo severa autocoscienza. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna a riflettere sulla giovinezza ferita dall'egoismo e dalla prepotenza di una sorella falsamente perbenista, sul culto delle apparenze della madre e sul conforto che le viene da una giovane monaca peruviana, Sofia. Torna a rivivere i primi passi da medico, fra corsie e sale operatorie, il matrimonio con un primario, la lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. E il legno si ammorbidisce. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.

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Recensioni dei clienti

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    Ross

    20/11/2018 11:06:23

    È tra i migliori libri che io abbia mai letto. Molto semplice e scorrevole, non sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine. Uno dei pochi libri che mi abbia toccata, dire che è stato fantastico è dir poco, ho comprato tutti gli altri libri dell'autrice!

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    Camilla

    23/09/2018 21:31:45

    Rispetto a "Ma le stelle quante sono" ho trovato una trama più particolare, di difficile immedesimazione. Credo che il grande pregio di questo libro sia, come è tipico della scrittrice, la capacità di avvolgere completamente il lettore. Inoltre, la tematica del rimpianto è affrontata in modo egregio.

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    Sabrina

    18/09/2018 22:27:12

    Un libro molto bello che riesce ad intrecciare le varie differenze tra due generazioni!

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    Maria

    18/09/2018 20:19:32

    Io sono di legno: un libro in cui avevo basse aspettative e che mi ha fatto ricredere in tutto. Il confronto generazionale tra madre e figlia, mondi così diversi che, alla fine sono molto simili. Un libro che ti cattura e fa riflettere su certi aspetti

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    francesca

    18/09/2018 16:00:40

    Giulia è una cosiddetta primipara attempata. La figlia diciottenne pensa a divertisti, ai primi amori, a come affrontare il sesso, alla facoltà da scegliere. Giulia, invece ha i capelli grigi, è un chirurgo con parecchia esperienza, ha le tasche piene di caramelle. Una domenica, mentre aspetta i lritorno a casa di Mia, Giulia inizia a leggere il diario della figlia. Pagina dopo pagina scopriamo i pensieri di Mia e a fianco anche la vita di Giulia che lei decide di raccontare in questo modo alla figlia. Così veniamo a sapere che queste donne sono molto più simili di quanto credono. Ci dice Giulia che le donne hanno due età per essere bambine una è a diciotto anni nel corpo per forza e la seconda è a sesant'anni nella testa per debolezza. In mezzzo ci sono tutte le esperienze accumulate. La famiglia gli amori, i tradimenti. Ci sono anche le amicizie: quel rapporto amore odio con le sorelle, che pare non possa essere scalfitto perchè ai familiari non si può portare rancore. Ma è poi così? Ci sono anche le amicizie che scegliamo, come quella con una suora che quando è da sola si veste di rosso e sogna il suo primo e unico amore. Trovo che questo sia un libro piacevole, sia nei contenuti, che nello stile. Non è forse una gran novità quella di accostare gli scritti di due persone per farci vedere diversi punti di vista sullo stesso argomento. E' però una soluzione sempre efficace che permette di rendere la trama fruibile più facilmente al lettore.

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    n.d.

    16/10/2017 21:25:46

    Mi e' piaciuto molto: poco da dire. Un romanzo "piccolo" che scorre via facilmente e lascia in bocca una buona sensazione.

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    Emily Ross

    22/07/2016 18:55:09

    In assoluto il mio libro preferito. Un libro che ho letto, riletto, imparato a memoria. Che prendo e riprendo quando sono stanca, triste, quando ho voglia o bisogno di leggere. Un libro pieno di quelle piccole frasi che puoi mettere in tasca e tirar fuori quando serve, uno di quei libri che non vuoi neppure donare ad altri, che vuoi tutti per te. Per me un piccolo capolavoro.

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    Luisa

    13/07/2016 22:57:13

    "Io sono di legno" ... Un libro che mi ha catturato all'improvviso in biblioteca, portato a casa d'istinto, senza pensarci su due volte, e letto tutto d'un fiato in poche ore. Straordinario!!! Non tanto per la storia (anche se cattura) o per gli eventi narrati, quanto per ciò che rivela dietro le righe senza dirlo a gran voce: parlatevi! Nessun rapporto (moglie/marito, genitore/figlio, amato/amante, amico/amico, ...) può realmente restare unito, se fra i due non c'è un dialogo. Un dialogo vero, senza menzogne o pregiudizi, senza paura del giudizio o d'essere abbandonati, senza vergogna. Ma con solo la purezza di essere se stessi e donarsi all'altro interamente e senza riserve. Solo un rapporto che ha basi solide nel dialogo può davvero chiamarsi tale e durare nel tempo al di là delle avversità, può scavalcare le generazioni come scendere un gradino, può rivelarsi terapeutico per entrambi e ci permette di conoscerci a vicenda e amare noi stessi nell'altro.

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    Isola

    25/08/2015 23:56:01

    Inizia con un splendida perla di Alda Merini questo libro prezioso e a tratti sconvolgente. "La parola del legno/non è uniforme, /è una polifonia/ di rumori ardenti/ che hanno come diapason/le foglie mosse dal vento". Un romanzo a due voci. Un dialogo a distanza tra una madre e una figlia. Ma la distanza è qualcosa di materiale o, piuttosto, un sentimento. Uno stato d'animo, una difesa?Comunicare. Parlare, aprirsi, mostrarsi senza filtri è così difficile? Forse doloroso, ma indispensabile. E' un viaggio a ritroso, contro-tempo, dentro se stessi. Come nella sabbia di una clessidra. Per poter guardare avanti e ritrovarsi. Un libro sulla vita in senso stretto, sulla maternità e su quei rapporti viscerali che non si possono spiegare a parole. Leggendo ci si scopre ad identificarsi prima con una e poi con l'altra. Fino alla conclusione che lascia con un sospiro in petto. Madre e figlia che all'inizio sembravano così distanti, diverse, improvvisamente appaiono vicine, talmente simili da sovrapporsi. L'incomunicabilità totale delle prime pagine lascia il posto al "riconoscimento". E allora si comprende che "la verità è bicolore".Non sono diverse le generazioni, sono solo diversi gli scenari, gli schemi sociali. I condizionamenti. La madre si scopre figlia e la figlia vede in sé le proprie radici, quel che l'ha portata ad essere quella che è. L'accettazione di sé restituisce equilibrio a quel che ad un primo sguardo era sembrato caos. Una canzone di Venditti recita "...per raccontare domani a tua figlia chi eri...", no, raccontaglielo ora, adesso, subito. Non c'è tempo. Trova il modo, anche se quel modo è disdicevole, non accettabile. "Una madre non lo fa, io si." Leggi il suo diario, deframmenta i suoi segnali, scendi o sali, ma fallo ora.

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    Cristiana

    25/01/2014 10:56:32

    Un po' forzato nella trama, non particolarmente originale nello stile. L'autrice è giovane, studia da medico (...anche), è sensibile (questo si), forse si farà!

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    faffa

    09/11/2013 10:52:55

    "Il legno sembra fermo,ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.La ceramica si rompe,fa subito mostra dei suoi cocci rotti.Il legno no,finché può si nasconde,si lascia torturare ma non confessa.Io sono di legno." Mia dal"nome prepotente"e Giulia dal nome latino(come quello delle sue sorelle maggiori Flavia e Livia)sono mamma e figlia e nelle pagine dei loro diari si scoprono di legno entrambe.Ma nello stesso momento in cui confessano di essere di legno,non lo sono più perché si rendono conto di essere fatte di carne,di sentimenti e che le loro emozioni non possono essere sopite per pudore(Giulia)o per paura(Mia).Madre e figlia nei loro diari si mettono a nudo e mettersi a nudo significa anche avere il coraggio di fare i conti con il passato familiare,quel passato che è stampato nel DNA,che "è spina dorsale,è il posto dello sforzo, è un grattacielo di vertebre impilate una sull'altra".E Giulia sa, come medico e come figlia-sorella,che dalla famiglia non si può scappare e come madre ha cercato di dare alla figlia una famiglia diversa, ma si rende conto che per non fare gli stessi errori della mamma "di cristallo" ne ha commessi altri.Solo che Giulia ha il grande desiderio di salvare sua figlia Mia dalla sua autodistruzione:scrivere,svelarsi per quello che è con le sue paure,confessare il suo legame forte e sbagliato nei confronti della sorella"perbenista"Flavia,raccontare l'incontro con Suor Sofia nei cui occhi neri profondi come un pozzo c'è una storia fatta di amore e dolore,raccontare il suo matrimonio,raccontare di Miguel.Solo raccontando e raccontandosi (così come Mia si sfoga nelle pagine del suo diario)Giulia potrà aiutare sua figlia Mia che pensa"che il legno è tosto, ma che sotto l'acqua può ammorbidirsi". Ho letto questo romanzo impetuoso di G.Carcasi l'estate scorsa e mi sono fatta travolgere dalla lettura parallela dei due diari, ma finita la lettura già sapevo che avrei riletto"Io sono di legno"per assaporarlo con calma

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    Amalia

    19/09/2012 07:47:16

    Senza dubbio Giulia Carcasi possiede una notevole abilità affabulatoria così come è molto abile a colpire il lettore con immagini di grande impatto. Il doppio filo narrativo della storia però, è un po' troppo sbilanciato in favore di Giulia. Per cui, se anche si tratti di una precisa scelta autoriale, il personaggio di Mia resta nell'ombra. Per questa ragione il dialogo a distanza fra madre e figlia risulta incompiuto.

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    Rowan

    10/11/2011 08:50:27

    Dopo aver adorato Ma le stelle quante sono, non potevo che apprezzare questo secondo libro dell'autrice. Io sono di legno racconta una storia tutta al femminile, fatta di diari e lettere: Mia è una diciottenne che ha tutta l'intenzione di tenere lontano l'amore. Passa le notti con uomini di cui non conosce il nome, e la mattina dopo se ne va, lavando via l'odore di un letto che non è suo. I suoi sabati sera si concentrano sulla discoteca, il motorino, una sigaretta e via, un altro uomo senza nome la attende. E conosciamo Mia attraverso le pagine del suo diario, scritte di getto e senza mezzi termini. Dall'altra parte abbiamo Giulia, invece, la mamma di Mia. Giulia sembra una madre come tante altre, vorrebbe avere un bel rapporto con la figlia, che a malapena le parla, vorrebbe essere felice, vorrebbe correre, volare.. ma i suoi piedi restano ancorati a terra. E il silenzio la spinge a leggere il diario di Mia, e sopratutto a scriverle in risposta la sua storia, la storia di una donna che sembra non avere più nulla da dire, ma che in realtà vuole sono essere ascoltata. Inizia così una storia a più battute, di una madre che si racconta alla figlia, buttando fuori segreti, errori e gioie, e di una figlia che impara finalmente a conoscere la donna che l'ha messa al mondo.

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    Aglaia

    29/09/2011 10:04:51

    Libro FANTASTICO. L'ho letto tutto in un giorno solo, l'ho amato, in alcuni tratti mi ci sono persino ritrovata. E' stato il primo libro che ho letto di questa scrittrice e non mi fermerò, ne leggerò sicuramente altri. Amo leggere, amo i libri.. E li amo proprio per quello che ci si trova scritto, che lo trovi li e in nessun'altro posto; se poi il libro parla cosi, si esprime cosi bene, beh lo amo il doppio!

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    MICHELA

    23/08/2011 11:46:37

    Questo dialogo "indiretto" tra madre e figlia è commovente e toccante. Questo rapporto celato dietro un muro che sembra dividere le due donne, ma che, con grande volontà e amore la madre cercherà di buttare giù. Ci sono dei libri che ci toccano dentro, che entrano nel cuore e lo mandano anche a pezzi. Per quanto mi riguarda IO SONO DI LEGNO è uno di quei libri. Un libro che mi ha fatto male, nel vero senso della parola, e che mi ha fatto piangere, ma allo stesso tempo mi ha permesso di riflettere su certi aspetti della mia vita. Tutti i libri dovrebbero essere così. Ve lo stra-consiglio.

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    silvia

    27/04/2011 14:59:23

    Tenera la figura di una madre che attraverso un diario cerca di capire e farsi capire da una figlia così distante da lei.. un libro semplice che ti lascia qualcosa ... il coraggio forse di camminare non guardandosi i piedi .. Bello!!

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    LadyGaga

    02/09/2010 15:02:50

    ero alla ricerca d un autore nuovo e sconosciuto e mi sn imbattuta in qsto titolo spigoloso ma ke un pò sentivo mio...in alcuni punti ho pianto forse xkè m sn immedesimata nel rapporto madre-figlia...ben scritto,fresco e scorrevole, innovativa l'idea di una madre ke, sfogliando le pagine del diario della figlia(cosa ke xò nn si fa assolutamente!, si rende conto di quanto anke la figlia sappia poco di lei e le scrive del suo passato...da leggere tutto d'un fiato!

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    lexiex26

    08/05/2009 22:30:09

    praticamente meraviglioso!! amo questa scrittrice e le sue frasi profonde...ho letto questo libro decine di volte e proprio oggi ho finito di rileggerlo per l'ennesima volta...veramente straordinario...!!

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    Angelica

    13/11/2008 23:19:21

    "Lo faccio perchè se scelgo storie senza senso, già frantumate in partenza, non c'è il rischio di vederle crollare, stanno già a terra"."Avevo bisogno di ingentilire il volto delle cose, di ricamare sulla realtà che vedevo dal mio ramo". Queste, come altre frasi che mi hanno molto colpito, di una sorprendente capacità introspettiva per una scrittrice così giovane. Brava Giulia!!

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    Mia

    11/06/2008 17:32:56

    Brava Giulia!!Davvero bel libro,scorrevole,bei ragionamenti; inoltre mi sono ritrovata nel rapporto tra madre e figlia...VE LO CONSIGLIO!!

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