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Io e te - Niccolò Ammaniti - copertina

Io e te

Niccolò Ammaniti

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 26 ottobre 2010
Pagine: 116 p., Brossura
  • EAN: 9788806206802
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Gaia la libraia

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Con una manciata di ingredienti Ammaniti costruisce un racconto di fulminea precisione sul piú semplice e imperscrutabile dei misteri: come diventare grandi.

Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po’ nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all’improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell’adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.
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  • User Icon

    1°b

    20/01/2020 15:05:10

    Letto per compito è risultato coinvolgente e scorrevole, tratta temi difficili in modo convincente e fa riflettere sulla condizione di molti ragazzi con problemi. Poca azione, ma troppa riflessione. Consigliato.

  • User Icon

    Nina

    27/10/2019 14:53:56

    Letto in poche ore, nel complesso un libro carino ma niente di chè.

  • User Icon

    Ida

    25/09/2019 12:30:15

    Secondo me il problema è che accade tutto troppo velocemente; ho fatto fatica a seguire i cambiamenti repentini del protagonista, Lorenzo. Un romanzo che non ti regala il tempo per affezionarti alla storia e ai personaggi.

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    Errico

    24/09/2019 20:55:06

    Io lo definirei quasi come un contenitore di odio. Leggendolo non troverete alcun personaggio simpatico. Dalla madre di Lorenzo alla sorellastra, ogni personaggio è odioso. Pure il protagonista Lorenzo, per tirarsi fuori dal pasticcio che aveva combinato con sua madre, usa una scusa. Questa scusa consiste nel dire che, visto che sua nonna è in ospedale, non può partire per Cortina perché sua nonna potrebbe morire di tumore. Poi Lorenzo si mette a saltare sul letto dalla felicità di aver trovato una scusa.Ditemi voi se è normale questo comportamento. Certo, Lorenzo si pente subito dell'accaduto, ma il solo pensare di essere felici per una morte, peraltro dell'unico personaggio simpatico nel libro, è a dir poco raccapricciante.

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    giulia

    24/09/2019 14:12:56

    Libro che leggi tutto di un fiato e che ti lascia senza fiato

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    Stefania Barraco

    22/09/2019 11:05:02

    Niccolò Ammaniti come al solito colpisce ancora una volta con questo libro dai toni leggeri ma profondi; tratta tematiche di giovinezza e quotidianità senza però ignorare il contesto e la crescita interiore dei due protagonisti, aventi due caratteri affascinanti e completamente contrastanti. Il finale devo dire mi ha lasciata veramente stupita, inaspettato e con un colpo di scena che ribalta completamente la storia di Lorenzo, il protagonista. Esteticamente il libro è piccolo, compatto, le pagine lisce e dalla scrittura nitida. Letto in due giorni secchi tra un viaggio e l'altro in treno, ma ne è valsa veramente la pena. Lettura pienamente consigliata soprattutto ai più giovani, per volgerli alla riflessione di tematiche più profonde ma trattate con chiarezza e senza pesantezza.

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    Francesca

    20/09/2019 11:18:32

    Lorenzo, quattordicenne che si autodefinisce "diverso", introverso e solitario è il protagonista del romanzo breve di Ammaniti. Sulla scia di una bugia raccontata ad una madre troppo apprensiva finisce per passare la sua settimana bianca nella cantina del suo palazzo: tutto è stato organizzato nei minimi particolari, cibo, libri, bevande, tv e playstation. Lorenzo non si aspetta che a turbare quel suo minuscolo idillio possa arrivare Olivia, una sorellastra bellissima e dannata. In questa breve convivenza forzata impareranno a conoscere l'un l'altro e sé stessi in maniera più intima, regalandosi a vicenda una speranza per il futuro.

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    Siria

    19/09/2019 15:00:52

    Letto in due giorni, davvero coinvolgente!!

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    pp

    19/09/2019 14:47:20

    Un libro breve, mediamente interessante. La tematica centrale che viene affrontata è abbastanza forte, si tratta di droghe e vite ai limiti. Lo consiglio se ci si vuole approcciare al tema delle addiction anche se non è particolarmente stimolante.

  • User Icon

    mariapia

    07/08/2019 00:19:44

    un libro molto leggero e accattivante che ti tiene incollato alle proprie pagine. Finale senz’altro inaspettato, assolutamente promosso!

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    n.d.

    11/03/2019 11:03:07

    Il testo è stato consigliato a mio figlio, l'ha trovato ben fatto

  • User Icon

    anto

    11/03/2019 00:50:56

    Ammaniti propone in questo libro una storia forse un po' buffa... il protagonista, molto giovane, decide di sfuggire alla pesantezza della vita raccontando delle bugie alla madre e riuscendo a concedersi qualche giornata di "relax" in cantina, nascosto da tutti. Qui, dove dovrebbe vivere la sua vita serenamente e immaturamente, si ritrova invece a dover affrontare una figura familiare che chiederà disperatamente il suo aiuto e la sua accoglienza... il finale lascia un po' l'amaro in bocca e credo in ogni caso che sia lecito scoprirlo tramite la lettura dell'opera. Ne consiglio la lettura.

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    Denisa

    10/03/2019 09:59:00

    il mio libro preferito <3

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    Giusy

    09/03/2019 10:18:08

    Un libro breve, una storia forte, la lettura risulta molto semplice e fluida, amaro il finale.

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    Andrea

    22/09/2018 11:58:19

    Considerato da molti poco più di un racconto lungo, “Io e Te” resta per me una delle opere più significative di Ammaniti. Una storia adolescenziale che fa riflettere gli adulti. Letto in una sera e riletto poi altre tre o quattro volte. Una storia triste e commovente che lascia il segno e fa pensare. L’ho regalato a più persone che non avevano mai letto nulla di Ammaniti e sono rimaste tutte colpite dalla storia e dallo stile dell’autore

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    massimo

    19/09/2018 17:55:00

    Uno dei libri più commoventi che abbia mai letto, una storia tra fratelli da pelle d'oca.

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    Corto ma audace

    18/03/2018 17:52:23

    Io e te è potente nella sua compattezza, e nessuno sembra aver nulla da dire a riguardo, anzi, è un commento molto generale condiviso dagli altri lettori. Però mi sento di rispondere a chi, lamentandosi di come il libro taglia corto sul finale, ha espresso dubbi su questa scelta opinabile secondo loro. Io e te non cerca un finale, non sviluppa storie alternative all'incontro di Lorenza e la sorellastra, ispeziona la sociopatia di Lorenzo, la dipendenza di Olivia, è crudo, è sincero ed è anche avvincente.

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    silvia

    04/01/2018 13:33:39

    Lo sconsiglio, non mi ha lasciato alcuna emozione, trovo che i temi presenti siano trattati superficialmente.

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    lalla278

    30/05/2017 08:16:18

    Lorenzo figlio unico, un ragazzo di 14 anni con una madre che lo protegge fin troppo. Non ha amici, al liceo tutto lo ignorano, ma lui ha trovato il modo per mimetizzarsi nella mischia e farsi dimenticare. Per rassicurare i suoi genitori ed evadere da questo trio famigliare soffocante, fa credere ai suoi genitori che è stato invitato in settimana bianca dai suoi compagni. Lorenzo cosi si regala in realtà un ritiro clandestino in cantina, con la playstation, tanti libri e cibo. Una visita inattesa sconvolgerà questo suo piccolo break confortevole e la vita "per sempre". L'ho trovato un romanzo commovente e pieno di sorprese. Una fusione madre-foglio, solitudine, egoismo, adolescenza, che muta verso l'età adulta in questo caso attraverso vicissitudini drammatiche, la malattia della nonna Laura, la fratellanza, la tossicomania di Olivia - sono temi brillantemente trattati qui con molta finezza e sensibilità. Da leggere preferibilmente tutto d'un fiato.

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    vincenzo

    01/05/2017 08:43:38

    Secondo me, il racconto ambientato a Roma è interessante e avvincente, a tratti anche divertente, mentre il finale di Cividale del Friuli mi ha lasciato molto deluso, amareggiato e raggelato. A me non sembra nemmeno un "finale", ma sembra quasi uno sfregio verso il personaggio di Olivia. In passato mi sono imbattuto più volte in racconti dal finale aperto; racconti in cui si narrano esperienze importanti in una o più fasi della vita di alcune persone e poi ci si ferma lì, non si dice null'altro sul futuro di quelle persone. In "Io e te" invece accade qualcosa che non avevo mai visto prima e che non mi sarei mai aspettato: ho trovato un vuoto totale su un periodo di dieci anni, nel passaggio dal racconto romano a quello friulano. Trovo una sproporzione eccessiva fra il centinaio di pagine dedicate al primo racconto e le tre pagine del secondo. E soprattutto non posso tollerare il fatto che non si sa nulla di quello che accade durante quei dieci anni (un periodo di tempo molto lungo, secondo me). E' vero che, in base al racconto precedente, si possono fare varie deduzioni, di cui la più probabile mi sembra quella che non sia cambiato proprio nulla nella sostanza della vita privata di Lorenzo e di Olivia. Tuttavia, io mi ritengo un "lettore attivo", uno che vuole leggere una storia, fare ipotesi e pronostici circa tale storia, per confrontarli con i fatti e le esperienze narrati. Nel caso di "Io e te", però, non ho potuto fare questo confronto, questa specie di "dialogo" con l'autore, perché l'autore ha sprofondato nell'oscurità più totale un periodo di ben dieci anni della storia in questione. Dovrei forse essere io a colmare tale grande lacuna, inventandomi la parte mancante? No, grazie! A che serve un libro, se la storia deve essere creata dal lettore? Sinceramente, sarei rimasto soddisfatto se ci fosse stato solo il racconto romano. Invece, il racconto friulano ha distrutto tutto, secondo me.

Vedi tutte le 184 recensioni cliente
Il grottesco e l'iperrealismo livido della scrittura di Niccolò Ammaniti avevano trovato un equilibrio interessante nei capitoli-videoclip di Ti prendo e ti porto via (1999). Nei romanzi successivi, lo scrittore ha scelto di privilegiare l'una o l'altra strada (Come Dio comanda del 2006; Che la festa cominci del 2009). Io non ho paura, del 2001, il suo maggiore successo, sembrava di un altro Ammaniti: veloce, cinematografico, ma più sorvegliato, meno incline alla caricatura o all'inquadratura violenta. Mettendosi in ascolto di una voce di ragazzino, era riuscito a costruire una storia catturante e a evocare un'atmosfera – l'Italia, l'estate del 1978, un piccolo luogo inghiottito dai campi di grano – che non si dimentica. Nel recente Io e te torna una voce giovanissima: è il monologo di un adolescente romano stavolta, Lorenzo Cuni, alle prese con piccole nevrosi da privilegiato. La tonalità della scrittura è molto vicina a Io non ho paura: un racconto in prima persona, secco, rapido, con frasi spezzate, paragrafazione insistita; una studiatissima mimesi del parlato. "Avevo sbagliato tutto. / Ecco cosa dovevo fare. / Imitare i più pericolosi. / Mi sono messo le stesse cose che si mettevano gli altri. Le scarpe da ginnastica Adidas, i jeans con i buchi, la felpa nera con il cappuccio. Mi sono tolto la riga e mi sono fatto crescere i capelli".
Lorenzo, cresciuto "come le piante grasse", senza disturbare, sperimenta fino in fondo la difficoltà di essere riconosciuto e accolto dagli altri. I benestanti genitori lo trascinano inutilmente nello studio di uno psicoanalista, preoccupati dagli improvvisi e violenti scatti di rabbia che interrompono la sua quiete apparente. Alle volte fa paura, dice la maestra. Ha il "Sé grandioso", dice lo psicoanalista. Lorenzo intanto, confuso e disorientato, finge – prima con se stesso, poi con i suoi genitori – di essere stato invitato dai compagni di classe a una settimana bianca. "Mia madre mi ha guardato come se le avessi detto che mi era cresciuta la coda. Ha cercato una sedia, ha preso un respiro e ha balbettato: – Tesoro, come sono felice". Poi si chiude in bagno e piange. Lorenzo non sa, non può dirle che non è vero. Decide di nascondersi in cantina per una settimana. E questa è l'invenzione che sostiene il romanzo: un adolescente che si assenta in una cantina-bunker come in un sottomondo in cui per paradosso tutto diventa più facile e più chiaro. Le bugie telefoniche per rassicurare la madre non gli pesano troppo, né la solitudine, che riempie leggendo Stephen King e con i videogiochi. Si spruzza sul viso l'autoabbronzante e pensa alla sua vita: una nonna che viveva in un attico e beveva Bloody Mary ora sfiancata dal cancro; piccoli istanti di felicità familiare, altri inquinati da rivelazioni inattese. Come in quella mattinata trascorsa con la madre ("il mondo oltre i finestrini e io e mamma in una bolla nel traffico") e finita con un tipo che la accusa di avergli rotto lo specchietto della Smart. "– Guardi che è lei che mi è venuto addosso… È colpa sua. (…) – È colpa mia? Chi? Io? Io ti sono venuto addosso? – Poi si è alzato in piedi, ha allargato le braccia e ha grugnito: – Che cazzo stai dicendo, troia? (…) – Teo! Teo! Lasciala perde', è tardi. Tanto non capisce. 'Sta borghese di merda". L'episodio segna Lorenzo, si scolpisce nella sua memoria e Ammaniti lo racconta con insistenza, come un presagio (di esclusione? di infelicità?). Ma c'è qualcuno che ancora – per strada, in una situazione simile – userebbe la parola "borghese"?
Nella cantina, stipata di oggetti e ricordi di una vecchia contessa, si affaccia all'improvviso la ragazza Olivia. Arriva come un uragano o un terremoto: dopo le prime schermaglie, Lorenzo, che non la vedeva da tempo, la accoglie e si lascia investire dalle sue complicazioni. La vede stare male, vomitare, disperarsi. Olivia, la sensuale Olivia che turbava le sue estati di ragazzino, è adesso una giovane donna smagrita, devastata dalla droga, dura e rabbiosa. Io e te diventa a questo punto il racconto della conquista della congiunzione "e": la storia di una fratellanza recuperata, dove il più fragile si trova a proteggere chi dovrebbe proteggerlo. Ammaniti mostra gesto per gesto la costruzione elettrica e precaria di un'intimità: ci spiega per minuscole tappe come la cantina-bunker-sottomondo si trasformi in un guscio caldo fatto apposta per prendersi cura di qualcuno, per mettere a contatto due solitudini e le rispettive "ondate di dolore". "Le dita della mano di Olivia si muovevano a scatti, come i cani quando sognano". Molte frasi, immagini, idee (per esempio la buffa storia, un po' à la Cheever, del robottino pulisci-piscine che non riconosce il mare) sono efficaci; spingono senza intoppi il libro verso il suo esito tragico. Qualcosa però lascia insoddisfatti, qualcosa manca. Anche quando finalmente affiora un ricordo lontano in cui a proteggere Lorenzo era stata Olivia ("– Io e te? – Sì –. Ha fatto un tiro dalla sigaretta. – Io e te."), un altro, ma luminoso presagio, non si avverte l'urgenza, la necessità, l'emozione autentica.
Paolo Di Paolo
  • Niccolò Ammaniti Cover

    Scrittore italiano. Ha esordito nel 1994 con il romanzo Branchie (1997). Nel 1995 ha pubblicato il saggio Nel nome del figlio, scritto con il padre Massimo, e nel 1996 la raccolta di racconti Fango. Suoi racconti sono usciti nelle antologie Gioventù cannibale (1996) e Tutti i denti del mostro sono perfetti (1997). I suoi libri sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco e russo. È del 1999 Ti prendo e ti porto via, mentre nel 2001 pubblica per Einaudi Io non ho paura (diventato nel 2003 un film di Gabriele Salvatores).Niccolò Ammaniti ritorna al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore. Fa un pò male è il libro pubblicato nel 2004 che contiene tre brevi romanzi a fumetti sullo sfondo di una Roma... Approfondisci
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