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Recensioni dei clienti

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    Flip

    22/11/2016 14:47:43

    Bello ma molto pesante, su internet si trovano delle note che aiutano a comprendere meglio il testo, ne vale comunque la pena leggerlo. Peccato non sia reperibile facilmente.

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    mattia

    17/01/2014 19:51:38

    superficiale, spesso noioso

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    Davide Baretto

    30/06/2013 17:50:38

    L'ultimo romanzo di Aldous Huxley descrive un'utopica isola in cui la spiritualità orientale si coniuga con la tecnologia occidentale. Le vicende del protagonista, un giornalista inglese dal passato burrascoso di nome Will, sono solo un pretesto per descrivere come funziona la società utopica in tutte le sue sfaccettature (alimentazione, famiglia, sessualità, riti di passaggio), con i sempiterni mynah che ripetono "attenzione" o "karuna" ("compassione" in sanscrito). I personaggi non sembrano avere vita propria, ma essere dei mezzi con cui l'autore spiega le sue idee in merito ad una società né comunista né capitalista: infatti, rispetto al Mondo Nuovo, si percepisce una maggiore freddezza dell'autore, che mantiene il distacco che deve avere, ad esempio, il medico nei confronti del paziente. Comunque, nel complesso, è un libro che vale la pena di leggere, soprattutto per gli spunti di riflessione su molti temi (sovrappopolazione, nevrosi - incarnata da Murugan, il principe ereditario di Pala succube della madre possessiva, rapporto corpo-mente, consumismo, senso della comunità,...), su cui aveva già riflettuto l'autore nel saggio Ritorno al Mondo Nuovo (1959 - L'Isola è del 1962).

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    Giacomo

    01/04/2012 13:03:43

    bellissimo libro. traduzione davvero pessima! peccato.

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    Alexander Pieri

    22/01/2010 17:50:30

    Un' isola che sogniamo tutti. Un libro splendido che ci fa sognare ad occhi aperti. Il desiderio si accende anche quando si visita un'isola qualsiasi nelle Cicladi o nelle Azzorre...

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    AndyBrown

    05/03/2004 22:17:52

    Huxley ci trasporta sull'isola di Pala, abitata da individui intrisi di una spiritualità che all'uomo di oggi appare come seducente miraggio...Una delicata utopia di un mondo attento ai bisogni e ai desideri umani più che alla smodata ed oligarchica crescita economica,un sogno destinato ad un amaro destino ma in ogni caso una toccante invettiva contro una società sempre più votata alla spersonalizzazione del singolo.

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