Israele. La guerra dalla finestra

Eric Salerno

Editore: Editori Riuniti
Collana: Primo piano
Anno edizione: 2002
Pagine: 190 p.
  • EAN: 9788835952428
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Una delle conseguenze negative della copertura mediatica degli ultimi due anni del conflitto tra israeliani e palestinesi, è l'appiattimento dell'immagine collettiva degli uni e degli altri. Gli israeliani sono percepiti come soldati o come coloni; i palestinesi come kamikaze o come vittime inermi di occupazione, povertà e disperazione. Credo dunque che i lettori italiani debbano essere grati a Eric Salerno, da anni inviato e corrispondente per "Il Messaggero" dal Medio Oriente, per il suo ultimo libro Israele. La guerra dalla finestra , che getta un intenso sguardo sulla società israeliana.

Ne emerge un mosaico di storie, aneddoti, percezioni ed esperienze vissute, tutte descritte con precisione e ricchezza di dettagli. La guerra dalla finestra, appunto. La guerra nonostante la quale si vuole continuare a vivere, a pensare, a discutere, a irrigare il deserto, a suonare musica, a perseguire successi scientifici, a scrivere e riscrivere la propria storia, a interrogarsi sulle proprie contraddizioni, a pensare al futuro. Con un racconto veloce e sensibile, spesso impressionistico e a volo d'uccello, Salerno fotografa Israele e gli israeliani in un passaggio storico probabilmente cruciale. "Gli ebrei - scrive Salerno - hanno bisogno di sapere che Israele esiste ma per gli ebrei israeliani, alla ricerca delle normalità, è in gioco non l'ebraismo bensì la loro patria, la loro sanità mentale, la loro moralità, l'identità nuova che vanno faticosamente, confusamente, creando". Stato degli ebrei o stato ebraico? Terra biblica o terra resa fertile dai pionieri sionisti? Un paese "come l'Italia, la Francia e gli Stati Uniti", come auspica lo scrittore Abraham Yehoshua, o una nazione che ne reprime un'altra e che potrebbe escludere chi non appartiene alla stessa religione? Israele del mito - religioso, storico e spirituale - o Israele reale, di carne, contraddizioni e sangue? Attorno a questi dilemmi davvero non semplici un'intera società - ci dimostra Salerno - cerca, anche nel quotidiano, risposte e soluzioni. Le cerca andando a vivere nel deserto, seguendo l'esempio del "padre della Patria" David Ben Gurion; o ostinandosi a eseguire in un auditorio di Tel Aviv un brano di Richard Wagner; o lottando per la parità di diritti dei concittadini arabi; o ancora inviando le proprie scolaresche ad Auschwitz; e scavando la terra alla ricerca di reperti archeologici che provino, o smentiscano, gli eventi biblici e la storia del popolo ebraico.

Da un ritratto leale di Israele oggi emerge tutto questo, assieme al miscuglio di etnie e popolazioni, assieme a un esercito dal volto violento eppure umano, assieme a una produzione letteraria, teatrale, musicale che non si arresta con la guerra, ma si espande e fa suo anche il dolore; assieme al difficile, quasi impossibile confronto con il lutto e con il terrorismo, con la violenza cieca che colpisce proprio le nuove generazioni, con l'ombra stessa dell'11 settembre e di quello che avviene negli Stati Uniti.