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Luigi Barzini

Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 447 p. , Brossura
  • EAN: 9788817027472
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Recensioni dei clienti

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    Paolo Moretti

    01/12/2015 19.01.21

    Bisogna ricordare che il libro fu scritto originariamente in inglese e rivolto ad un pubblico non italiano. Pur se alcune critiche sono vere, l'autore indulge eccessivamente sui difetti degli italiani, e pare compiacersene. E lui non è immune da tali difetti, come scrive Michael Musmanno nella sua tempestiva replica : "Né lazzaroni né vigliacchi - Gli italiani difesi da un americano", Ed. Il Campo - Firenze - 1965. Tale replica fu scritta dopo una approfondita documentazione e scambio di informazioni con giornalisti italiani. Musmanno fu giudice della Suprema corte di Giustizia della Pennsylvania ed uno dei dieci giudici americani al processo di Norimberga. E' assai consigliabile, per chi vuol leggere il libro del Barzini, leggere anche il breve (93 pagine) libro del Musmanno, ancor oggi facilmente ottenibile a basso costo nel mercato dei libri usati.

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    enrico

    01/09/2013 14.45.27

    Si, per moltissimi aspetti quello descritto è un resoconto ancora attuale. Un'apologia della mediocrità. Al termine della lettura non ho potuto fare a meno di sentirmi un po' più triste e gravato dal carico della crisi economica in corso e dalla consapevolezza che una buona parte del frutto del mio lavoro viene rapinata per alimentare gli esagerati stipendi, pensioni e prebende delle varie caste pubbliche di questo Paese. Ritengo che il libro in passato abbia avuto successo perché ai più fa piacere leggere la descrizione di se stessi, però non lascia ne stimoli ne positività. Sono convinto comunque che tutti gli italiani adulti dovrebbero leggerlo per poter meglio interpretare quello che accade in casa nostra.

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    giorgio g

    15/04/2009 16.27.08

    Ho letto “The Italians” in edizione originale circa quarant’anni fa (Barzini lo scrisse in inglese per il pubblico americano nel 1964): amici di New York mi chiesero se quanto raccontava corrispondeva al vero. Così comprai il libro…e lo lessi. Non ne ricordavo molto quando lo sentii citare – mesi fa – ad un conferenziere. La curiosità mi ha spinto a riprenderlo in mano (si era miracolosamente conservato nella mia biblioteca). Cosa dire? Sono passati 45 anni e in Italia sono successe tante cose: la fine del miracolo economico, l’autunno caldo, Piazza Fontana, le brigate rosse, il rapimento Moro, i referendum sul divorzio e sull’aborto, Mani Pulite, il berlusconismo. Rileggerlo potrebbe sembrare un’ operazione alla “Come eravamo”: il nostro Paese è troppo cambiato - e non direi in meglio – perché buona parte di quanto Barzini narra si possa ancora considerare attuale: mi riferisco ad usi e costumi ormai scomparsi. Invece molti tratti del nostro carattere nazionale, pregi e difetti della nostra gente che fanno parte del nostro DNA sono rimasti immutabili nei secoli. Mi aveva colpito allora, e l’impressione è stata confermata dalla rilettura, l’analisi delle cause storiche alle quali il comportamento degli italiani viene fatto risalire: il fallimento della coalizione tra i Principi della penisola contro il re di Francia Carlo VIII e la conseguente sconfitta nella battaglia di Fornovo che aprì la strada ad un susseguirsi di invasioni straniere e ritardò di tre secoli e mezzo l'unità del paese. Se Barzini potesse aggiornare il suo libro aggiungerebbe certamente ai ritratti di due uomini che hanno esemplificato la gestione del potere nel nostro paese, Cola di Rienzo e Mussolini, quello di Silvio Berlusconi, senza dubbio un fenomeno tutto italiano.

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