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Armando Massarenti

Editore: Guanda
Anno edizione: 2016
Pagine: 197 p. , Brossura
  • EAN: 9788823515901
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Recensioni dei clienti

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    Francesco Buzzi

    31/01/2010 11.48.50

    Ma la finiamo? Un premio che ricevo mica mi credo uno scrittore bravo o un filosofo colto. Stiamo parlano di premi. Quando mai i premi in Italia sono dati con rigore, ma quando mai? Basiamo la scelta di comprare un libro o no guardando i premi che ha ricevuto, ma siamo matti? Poi se è quello di Castiglioncello siamo proprio sistemati. E poi, meno parolone e più chiarezza diamine, non si può che per leggere una frase di una persona che si crede colta ci sia bisogno di 20 minuti dai. La chiarezza, la modestia e la semplicità di Popper dov'è finita? Il libro è piacevole, una lettura scorrevole e interessante; forse su alcuni filosofi si sarebbe potuto soffermare un pò di più, ma in sintesi lo riprenderei.

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    Roberto Bertoldo

    30/05/2008 00.14.09

    Il dott. Roberto Cesari ha ragione, vorrei però aggiungere che non è necessario lavorare con e nelle università per essere filosofi o ricercatori veri e seri, mentre è necessario lavorare nei giornali o nelle università per poter vincere i premi o avere il lasciapassare dei recensori e degli storici della filosofia. Anzi spesso i giornalisti fanno opere filosofiche pretestuose e i ricercatori universitari opere filosofiche di pura compilazione, rubacchiando magari dalle opere dei pensatori "fuorilegge". Ma questo l'aveva già detto Schopenhauer. Comunque il libro di Massarenti è interessante.

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    Fabio Milito Pagliara

    22/01/2008 07.24.52

    Il bel libro di Massarenti ha il pregio di invitare con leggerezza a pensare di problemi anche complessi. L'autore propone il problema prendendo spunto da un fatto di cronaca e ne presenta gli aspetti filosoficamente problematici mettendo così in moto il pensiero del lettore. Ed è per questo che il libro, come la rubrica settimanale che l'autore cura sul supplemento domenicale di cultura del sole24ore, è di piacevole lettura e compie perfettamente la sua missione: "mettere in moto il pensiero". Questo dare piena libertà al lettore richiede all'autore una grande fiducia nel lettore che testimonia la sua apertura ed onesta ricerca della verità attraverso il dialogo.

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    Paolo Rossi

    01/12/2007 22.43.02

    Paolo Rossi, 12 agosto 2007. Il premio filosofico Castiglioncello ha una scopo preciso e dichiarato: come è scritto nel bando del concorso non premia ricerche di filosofia accademica e libri scritti dai filosofi per i loro colleghi universitari. Il libro di Armando Massarenti parte da un¹ipotesi: che non a tutte, ma almeno ad alcune delle grandi e decisive e impegnative domande della filosofia si possa rispondere in breve, con un linguaggio accessibile. In ciascuno dei brevissimi capitoli si affrontano temi fra i più dibattuti: la libertà, la morale, la verità, lo scetticismo, il senso della vita, l¹autoinganno, il relativismo, il rapporto tra ateismo e morale, i cosiddetti ³diritti umani². Non è per nulla vero come in genere si pensa - che l¹ importanza delle cose che possiamo scoprire sia legata alla maggiore o minore importanza delle cose sulle quali decidiamo di riflettere. Spesso, in questo libro, si parte dal mondo quotidiano, altre volte dai cosiddetti ³grandi problemi², ma il risultato non cambia: mostrare la complessità delle questioni, la possibilità di soluzioni e posizioni diverse, la varietà degli atteggiamenti possibili, il carattere sempre parziale delle nostre scelte. Facendo uso di una scrittura chiara e brillante, l¹autore ci mostra le molte cose ambigue e incerte che stanno dentro il nostro linguaggio e la nostra comune e quotidiana e condivisa visione del mondo. Affermando che Massarenti non è laureato in filosofia, Cesari dà una notizia falsa. Usando il termine asseritamente fa uso di una parola non italiana. Mi sembrano accettabili solo due affermazioni contenute nel suo testo: è vero che il premio Castiglioncello è «prestigioso» ed è vero che la giuria è «realmente qualificata». Accanto al premio viene assegnato ogni anno, dalla stessa giuria, il premio ³Antonella Musu² che premia ricerche specialistiche scritte da giovani studiosi per il ristretto pubblico dei filosofi di professione. Come si può qualificare l’indignazione che si rivolge verso oggetti che non si conosconono?

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    Roberto Cesari

    29/04/2007 00.25.18

    Mi pare che in questione non sia nè il libro nè l'autore, ma la decisione sorprendente di una giuria realmente qualificata che assegna un premio prestigioso ad un testo asseritamente e pretenziosamente attribuibile al campo filosofico. Noi, che della filosofia autentica facciamo mestiere e passione, siamo stupiti che i tanti Emilio Fede e Bruno Vespa abbiano un successo incontrastato (perchè vanno incontro ai gusti della massa incolta, che quanto a numero supera i lettori dei testi filosofici), e ancor più che premi letterari-filosofici cadano nel trucco satanico per il quale la maggior diffusione equivale alla maggior qualità di una ricerca. Ripetiamo:ricerca. Il Massarenti di ciò non ha alcuna colpa. Non è neppure laureato in filosofia, e insegna giornalismo, come si evince dal suo curriculum. Solo che, questo non va sottaciuto, il conferimento di un premio è un atto di rinforzo per cui il soggetto, alla fine, è tentato a credere davvero di valere qualcosa. Come si ripete: in questione è la giuria che, tra i tanti libri di cattedratici, filosofi, ricercatori e saggisti che hanno speso una intera vita in filosofia, assegni un premio filosofico a chi, raccolti presumibilmente articoli di giornale già scritti, in 10 minuti abbia messo insieme ritagli irrelati spacciati per ricerche che farebbero rabbrividire anche una matricola, per non dire un liceale. Il giudizio è pertanto totalmente positivo riguardo all'autore e al testo, di disgusto rispetto alla scelta della giuria e anche editoriale, specie se si tiene conto che, contestualmente, il governo ha chiuso i rubinetti alle università e non è più possibile fare ricerca da parte dei ricercatori veri, i quali lavorano senza stipendio per la loro indefettibile passione. Premiare la medietà e la mediocrità, rispetto alle scelte delle edizioni precedenti, è ciò che ha fatto la Giuria del Premio Castiglioncello.

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