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Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 364 p. , Brossura
  • EAN: 9788806179328
Usato su Libraccio.it € 7,02


"Guardavano tutti la teglia di garganelli, il mucchio di maccheroncini gialli, rigati, appuntiti e arrotolati, coperti da un ragù di carne rossiccia che mandava un odore intenso e caldo."

Scusate l'entusiasmo, ma per me Carlo Lucarelli è tra i migliori autori (non solo italiani) della sua generazione. Ha saputo costruire storie gialle e non immerse nel reale, in cui la società italiana degli ultimi decenni è ricostruita in modo naturale, semplice e spontaneo da una persona che sa osservare e che non travisa le cose che vede.

Certi suoi racconti sono così "caserecci" e ruspanti che ci rimane la sensazione di esserci unti le dita sfogliando pagine che trasudano di cucina genuina: dalle lumache del venerdì ai garganelli al ragù dalla Linina (oddio, questi ultimi sono un discorso più delicato, ma lo scoprirete solo leggendo!).

È la quotidianità più banale a entrare nella nostra casa mentre divoriamo le pagine che sanno di peperoncini calabresi alla griglia: lo squillo di un telefonino, ad esempio, con le note acutissime di una suoneria impostata su una melodia qualunque, Quando arrivano i marines. Cosa di più ordinario, ormai, di un telefonino? Eppure... chissà quanti italiani hanno cambiato vita grazie, o per colpa, di un telefonino e delle voci che viaggiano nell'etere!

Messe nere? Beh, queste forse sono un po' meno normali. Tuttavia la cronaca dei giornali ci ha abituato a ritrovamenti "sospetti" e ci ha fatto scoprire che esiste anche nel nostro paese una realtà parallela di satanisti che si riuniscono nei luoghi più impensati per seguire i riti più incredibili. A volte in modo assolutamente innocuo, in altri casi invece... dietro una tenda nera si possono nascondere sacrifici rituali terrificanti. È il diavolo che si manifesta, quel diavolo che predilige "il lato sinistro del cuore", che vive tra noi e che può anche apparire nella notte come terrificante ombra su un muro. Dolore e gioia, amicizia e odio, solidarietà e diffidenza: tutto può accadere e non solo nelle grandi città ma anche (soprattutto) nelle piccole realtà locali, dove tutti si conoscono bene all'apparenza, ma che sanno celare abilmente i propri segreti. Sono i sepolcri imbiancati della provincia e le indifferenti reazioni delle città, sono gli ispettori e i marescialli che indagano tra un pasto al ristorante e una visita dal parroco, tra una scomparsa di gatti e una fuga di pericolosi ricercati; sono i detective privati che possono innamorarsi delle clienti, pur sapendo che saranno guai. Sono gli estremi di una realtà un po' schizofrenica ma perfettamente umana, e non nel senso retorico di questo termine. Sono gli elementi costanti di questi racconti, selezionati e rivisti dall'autore tra i tanti scritti nella sua carriera letteraria.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del libro:

Introduzione

A volte capita che l'idea che hai in testa, la storia a cui stai pensando da un po' e che è arrivata al punto che se non la scriviti intossica come un veleno e ti fa male, finalmente esca, prenda corpo, e si fermi quasi subito, sviluppata armonicamente in tutte le sue parti e bella, ma non come un albero, piuttosto come un bonsai. Capita a volte che il respiro della storia che racconti sia breve, intenso, ritmato ed efficace, giusto come deve essere, ma non come nella maratona, piuttosto come nei cento metri piani, e che personaggi, azioni, dialoghi, descrizioni, concetti, emozioni, stile, abbiano più senso se espressi con la sintesi e la concentrazione del racconto.
Ci sono scrittori che fanno solo questo, che scrivono soltanto racconti, perché quella è la loro dimensione, ed è una dimensione bellissima, pensate a Raymond Carver. Ci sono altri scrittori che invece sono scrittori di romanzi, ma ogni tanto, quando capita, quando viene, scrivono racconti.
Io appartengo a questa razza, quella dei romanzieri. Però ogni tanto succede che invece di una foresta, o anche soltanto di un albero, la storia che sto scrivendo diventi un bonsai. A volte succede semplicemente perché è giusto che sia cosi, e a volte lo faccio apposta, perché voglio sperimentare un'idea, una tecnica o uno stile, e mi sembra venga meglio con un racconto, che si può osservare da vicino con un unico colpo d'occhio, come una miniatura. Non è che sia più facile che con un romanzo, non è neanche più breve, dal punto di vista dello sforzo narrativo. Proprio perché le cose sono tutte li, allo scoperto e vicinissime una all'altra, non ti puoi permettere bluff o distrazioni. Bisogna scolpire e rifinire ogni parola, cercarla bene, centellinarla, bisogna far risaltare subito tutti gli elementi della storia, subito, perché il tempo è poco, ma allo stesso tempo si può provare a giocare con una struttura inusuale, con uno stile più sperimentale, ragionevolmente certi che difficilmente finiranno per stancare. E si possono utilizzare al massimo livello di impatto gli strumenti dell'ironia e della suspense, come un colpo rapido e violento, che arriva all'improvviso, e anche concentrare un messaggio e un'intenzione, che salteranno fuori subito, evidenti e quasi nudi, con minori mediazioni che nello spazio diluito di un romanzo.
Spesso succede che i racconti vengano chiesti. Giornali, riviste, editori, associazioni, perfino enti locali e ditte farmaceutiche. Un amico scrittore sta curando un'antologia a tema, qualunque tema, dal rapporto col cellulare all'horror sovrannaturale al Capodanno, e chiede un racconto. Una rivista vuole testimoniare l'esistenza di un movimento letterario, o semplicemente di un gruppo o una tendenza, e chiede un racconto. Un giornale vuole stampare un inserto estivo e chiede un racconto da leggersi sotto l'ombrellone. Una scuola ha bandito un concorso tra gli studenti e vorrebbe un racconto da mettere in testa agli altri perché cosi è più facile trovare i soldi per la pubblicazione. Molte volte sono richieste ben precise, sul numero delle pagine e sulle battute, sul tema, sulle limitazioni, soprattutto, che ogni tanto sfiorano l'assurdo. Un racconto per la rivista di una compagnia aerea, di quelle che si trovano in aeroporto, che sia un noir ma che non comunichi tensione ai passeggeri, non parli di bombe sugli aerei, dirottamenti, omicidi nei terminal, neanche ritardi nei voli o bagagli persi.
A volte non è possibile, e allora, per quanto affascinante sia il confronto con un limite da aggirare, bisogna dire di no. Altre volte non viene proprio in mente niente, e anche allora bisognerebbe dire di no, perché per quanto qualunque autore con un po' di tecnica e un minimo di fantasia potrebbe scrivere qualunque cosa, non verrà mai fuori un granché.
A volte, invece, funziona, e allora non si tratta più di una richiesta, ma di una suggestione, uno stimolo a battere una strada nuova, a indirizzare il pensiero in un posto che non conosci ma che sai che esiste, come se qualcuno ti avesse suggerito una scorciatoia e presala avessi scoperto che porta a un'altra strada, che finisce in una piazza, sconosciuta e bellissima.
Alla fine, nonostante sia uno scrittore di romanzi, di racconti ne ho scritti tanti anch'io. Cercando di metterli assieme tutti ne sono saltati fuori centododici, e qualcun altro ancora ce ne sarà, nascosto da qualche parte. Di questi, alcuni non mi dicevano pli nulla o erano troppo legati all'occasione per cui erano stati scritti. Alcuni sono diventati romanzi, come Almost Blue, e altri ancora, come certi racconti di ambientazione coloniale, lo diventeranno presto, almeno spero.
Gli altri sono qui. In tutti ho cercato di fare l'unica cosa che uno scrittore, di romanzi o racconti che sia, deve fare quando scrive: raccontare una storia che gli piace nel miglior modo possibile e con le parole più belle che sa. Se ci sono riuscito non lo so. Però ci ho provato.

Recensioni dei clienti

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    Truedefender

    28/08/2012 09.35.54

    Antologia senza mordente. Racconti il più delle volte anonimi che non destano il benchè minimo interesse. Preferisco Lucarelli sulla media-lunga distanza dove è maestro!!! Consiglio di rivolgere le vostre letture verso altri titoli di questo grande scrittore.

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    marcelloT

    26/07/2011 16.38.56

    Non lo so, questi racconti mi hanno lasciato un po' di amaro in bocca; certo scritto benissimo e a volte con racconti originali ma ... Insomma alla fine credo che il problema sia mio, che Lucarelli non mi appassiona piu' come una volta o almeno adesso ne preferisco i romanzi ai racconti.

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    Elio

    30/11/2009 23.57.27

    Bella raccolta di racconti di Lucarelli. è la prima cosa (e fino ad ora unica)che ho letto di lui è non mi è dispiaciuta. Alcuni racconti sono scontati,questo è il difetto più grande,ma sono scritti molto bene,con un ritmo serrato che ti dà erotismo,angoscia,ironia a seconda della situazione. Bravo Lucarelli.

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    Laura

    08/01/2009 14.38.34

    in questa raccolta di storie Lucarelli è in grado di appassionarti ed intrigarti con un racconto anche di sole due pagine... fantastico... storie comiche, horror tutte fantasiose e con un finale davvero minaspettato!!!! Bravo Lucarelli che non si smentisce.....

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