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Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati - Domenico De Masi - ebook

Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati

Domenico De Masi

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Editore: Rizzoli
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 515,08 KB
Pagine della versione a stampa: 256 p.
  • EAN: 9788858688663
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Gaia la libraia

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Ormai non esiste famiglia dove non ci sia un figlio, un parente o un amico che non sia disoccupato. Se ne parla come di un appestato, abbassando la voce per non farsi sentire dagli estranei, e comunque sospettando che, sotto sotto, si tratti di un fannullone o di uno scapestrato. Con la disoccupazione giovanile stabile oltre il 40 per cento, l'Italia è oggi un Paese con milioni di questi fannulloni e scapestrati. Tutte le soluzioni sperimentate finora, compresi i voucher e il jobs act, celano l'intento di ampliare a dismisura un esercito di riserva professionalizzato e docile, disponibile a entrare e uscire dal mondo del lavoro secondo le fluttuazioni capricciose del mercato. Invece bisognerebbe avere il coraggio di affrontare il problema in tutta la sua gravità: la disoccupazione non solo non diminuirà, ma è destinata a crescere. Basta guardarsi intorno: ieri le macchine sostituivano l'uomo alla catena di montaggio, domani software sempre più sofisticati lavoreranno al posto di medici, dirigenti e notai. Insomma, il progresso tecnologico ci procurerà sempre più beni e servizi senza impiegare lavoro umano. E la soluzione non è ostacolarne la marcia trionfale, ma trovare criteri radicalmente nuovi per ridistribuire in modo equo la ricchezza. Per questo i disoccupati e tutti coloro che temono di poterlo diventare, se vogliono salvarsi, devono adottare una precisa strategia di riscatto. Perché pretendere un comportamento e un'etica ritagliati sul lavoro quando il lavoro viene negato? Perché non trasformare i disoccupati in un'avanguardia di quel mondo libero dal lavoro e sperimentare le occasioni preziose offerte da quella libertà? Ciò che oggi si prospetta non è conquistare, lottando con le unghie e con i denti, un posto di ultima fila nel mercato del lavoro industriale, ma sedere nella cabina di regia della società postindustriale. La soluzione è un nuovo modello di sviluppo e di convivenza, che possa condurci verso approdi sempre meno infelici.
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    Nicola Celentano

    09/03/2019 22:05:32

    Il famoso sociologo Domenico De Masi in questo testo lancia sicuramente una provocazione ma al contempo propone un nuovo modello di convivenza e di sviluppo socio-occupazionale. De Masi inizia col soffermarsi sull'esercito di giovani disoccupati e precari che vanno via via aumentando nell'odierna società post-industriale. Infatti, al notevole aumento di laureati non è corrisposto un proporzionale incremento di posti di lavoro, anzi la meccanizzazione e il progresso tecnologico hanno ridotto moltissimo le possibilità lavorative in quanto ad esempio la sola invenzione del sistema Bancomat ha reso inutile l'esistenza di innumerevoli cassieri. Dunque, De Masi invita l'esercito di disoccupati a non soccombere, a non mettersi in condizione di elemosinare un lavoro per giunta sotto-pagato, bensì auspica l'avvento di una strategia di riscatto. Ovvero, bisognerebbe organizzarsi in modo da lavorare gratis, e studiando nuovi criteri di sviluppo si potrebbe giungere a creare una generazione di persone che, libere dall'ossessione del lavoro a tutti i costi, si porrebbero al comando di un vero e proprio riscatto sociale. L'obiettivo è utopistico sicuramente, ma De Masi ci ha abituati a proposte che fanno riflettere e discutere.

  • Domenico De Masi Cover

    Nato a Rotello (Campobasso) nel 1938, Domenico De Masi è laureato in Giurisprudenza ed è specializzato in Sociologia del Lavoro. Ha collaborato con diverse riviste e testate, come “Il Punto”, “Tempi moderni”, “Nord e Sud”,“Dove” e “Style”. Ha fondato la rivista “NEXT. Strumenti per l'innovazione” e ha insegnato in diverse università italiane.Ha diretto per l’editrice Clu la collana di scienze sociali e per l’editore Franco Angeli la collana “La Società”.Ha pubblicato, fra gli altri: Il futuro del lavoro (Rizzoli, 1999), Ozio creativo (Ediesse 1991 e Rizzoli, 2000); La fantasia e la concretezza (Rizzoli, 2003); L’emozione e la regola. I gruppi... Approfondisci
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