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La leggenda del morto contento

Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 238 p., Rilegato
  • EAN: 9788811670124
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Recensioni dei clienti

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    Elena

    21/04/2015 16.51.43

    Non voglio stroncare questo libro ma neanche dargli un voto alto, anzi non credo di essere nella condizione di valutare la storia in sé perché non l'ho finito. Ho trovato il linguaggio troppo dialettale quindi non sono riuscita a comprendere il senso di alcune frasi. E' come quando sui banchi delle scuole superiori si leggevano i Promessi Sposi e per capirci qualcosa la professoressa doveva tradurre riga per riga perché altrimenti gli studenti non riuscivano a comprendere l'italiano antico. Ecco a me è successo proprio questo, avrei avuto bisogno di una traduzione perché in certi punti proprio non capivo il senso delle frasi. E' finita che ho chiuso il libro senza finirlo perché, insomma, chi me lo fa fare di impazzirci sopra?!? Per questo motivo non so dare una valutazione realistica della storia, che magari sarebbe stata anche carina se raccontata nell'italiano corrente.

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    Contenta

    16/10/2013 09.37.41

    Se "La leggenda del morto contento" è un titolo che già di suo invoglia al sorriso, non è una leggenda, no, che i libri di Vitali portino contentezza. Io li leggo appunto così, sorridendo, e dopo mi sento meglio, anche quando ci sono dei morti. La penna delicata, che pure resta attaccata alla carta per la scrittura potente nella quale l'autore si distingue, porta allegrezza persino se la narrazione sceglie di sacrificare alcuni dei personaggi (si sa, i personaggi vivono di vita propria, gli scrittori lo dicono) di uno scenario, quello vitaliano, sul quale io lettrice vorrei non calasse mai il sipario. In questo romanzo, personaggi forti sono anche il vento nelle sue declinazioni lacustri e, l'ho sentito più che negli altri forse, il lago che è sempre quello eppure - non sembra anche a voi? - sempre nuovo, nel continuare a svelare la geografia dell'animo umano stavolta in un'ambientazione storica diversa dai precedenti libri.

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    Tiziana

    21/04/2012 16.48.28

    perché i libri di Vitali non sono lunghi 800 pagine? starei giorni interi a leggere le sue storie argute, salaci, agrodolci, sottilmente ciniche ma spassosissime. nessun suo romanzo mi ha mai deluso, anzi, mi intrattiene e stuzzica ogni volta. leggero, ma profondo; acuto osservatore, sagace e intelligente, sa creare intrecci e quadri di vita davvero brillanti e originali. ho letto tutti i suoi libri, ma mi conservo gli ultimi due titoli usciti per quando avrò bisogno di buonumore, di quel sano sorriso che scaturisce spontaneamente quando mi addentro tra le sue pagine, tra i nomi improponibili e le assurde peripezie dei suoi personaggi.

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    V. Terzi

    22/12/2011 18.59.25

    Questo non è il solito libro di Vitali. Intanto è ambientato nel XIX secolo. E poi non è una commedia. Piuttosto un affresco della meschinità umana. Il ritmo è decisamente blando. La trama un pretesto per tratteggiare un quadro impietoso di un'umanità spesso intenta solo a prevaricare. Il libro sembra una critica alla ricerca spasmodica del singolo di imporre la propria (presunta) superiorità agli altri, di mettersi su un piedestallo per godere del vile piacere di umiliare il prossimo. Nessuno pare immune da questo vizio: la scia infinita delle orrende comari di rione, il pretore e relativa consorte, il tronfio poliziotto, anche il podestà, a modo suo, o il guardiano del molo. Pure l'uomo più ricco del paese, impegnato costantemente ad accumulare "roba". La minoranza sono le "vittime della prevaricazione" e le comparse, come gli scriteriati ragazzi annegati nel lago durante una traversata per futili motivi (soddisfare la propria libidine), i genitori degli annegati, le altre famiglie ricche del paese. Tutti, però, compresi nel proprio mondo, nella miope ricerca del proprio tornaconto o nella coltivazione del proprio orticello, a prescindere. Intendiamoci, la vita non è fatta di solo altruismo. Ma egoismo e altruismo devono costituire una miscela bilanciata. L'unico personaggio che, in qualche modo si salva, è proprio il morto contento. Il suo gesto estremo, che potrebbe essere interpretato come un ultimo, definitivo ed egoistico "vaffa" alla moglie-arpia e alle comari, in realtà è un modo condivisibile o meno di congedarsi quando ancora la vita, pur trascorsa in cella, risulta vivibile e, soprattutto, quando ha finalmente appurato di essere innocente, non tanto agli occhi della giustizia, ma di se stesso. Un suicidio per inedia, dettato paradossalmente dall'istinto di conservazione. E, paradossalmente, l'unico atto "egoista" dell'intero libro che il lettore non si sente di poter totalmente censurare.

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    andrea71

    19/09/2011 10.53.43

    Libro piacevole, con qualche colpo di coda a sorpresa nel finale.

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    Michele

    26/07/2011 08.50.01

    L'ho trovato praticamente scontato, senza un po' di brio, ma soprattutto noioso. Mi spiace, ma non lo consiglierei ad un amico.

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    Gianni F.

    30/06/2011 15.55.50

    Poca ispirazione e poco brio. Un Vitali inferiore alla media ma comunque gradevole.

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    chiara

    11/06/2011 17.05.19

    Un romanzo sardonico, mai noioso. La trama è semplice, per questo potrebbe apparire scontata. In realtà, tale semplicità imbastita di descrizioni e scene originali.

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    Elena

    06/06/2011 09.50.48

    Purtroppo questo romanzo non mi e' piaciuto per niente. Soprattutto, mi e' sembrato proprio scontato, sia nella trama che nel messaggio sottostante, e mi ha davvero deluso. Peccato perche' la Bellano dei precedenti romanzi mi aveva divertito.

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    claudio

    13/04/2011 07.49.52

    Pur non parlando più della Bellano "fascista", tornando indietro di un secolo (chissà se la data del 25 luglio 1843 ha qualche significato, visto che è esattamente 100 anni prima di quella storica), Vitali non finisce di piacere. E poi varrebbe la pena leggerlo solo per tutti i nomi dei protagonisti: in questo caso le comari della corte, in particolare.

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    mauro

    11/04/2011 08.46.44

    Meno "brillante" del solito ma e'sempre un piacere leggere Vitali. Graffiante il giusto.

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    Silvia

    04/04/2011 17.09.50

    Un buon Vitali pero' piuttosto amaro...

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