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Lessico famigliare - Natalia Ginzburg - copertina

Lessico famigliare

Natalia Ginzburg

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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 1
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 gennaio 2014
Pagine: XVI-280 p.
  • EAN: 9788806219291

48° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Lessico famigliare

Natalia Ginzburg

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Vincitore premio Strega 1963

"Lessico famigliare" è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: "Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire 'Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna' o 'De cosa spussa l'acido cloridrico', per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole".
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    Daniela

    16/05/2021 14:34:37

    Bellissimo e intramontabile

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    LF

    14/05/2021 14:27:21

    Intimo, allegro, reale. Racconta con parole, selezionate, inventate, riferite e con modi di dire l'identità di una famiglia e di una guerra, dove il tempo è appiattito senza prima, durante e dopo, e l'unica profondità è quella dei caratteri dei protagonisti. Bello leggerlo da adolescente, più bello rileggerlo da adulta.

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    Vittoria

    12/04/2021 19:52:54

    Ho letto questo libro diversi anni fa come lettura proposta dalla mia insegnante di liceo. Le prime pagine sono state faticose, ma poi il 'lessico famigliare' mi ha catturata. È un romanzo famigliare, culturale, storico.. Davvero un classico da leggere e portare dentro di sé.

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    Agnese

    19/01/2021 09:40:49

    La storia della Famiglia di Natalia Ginzburg è molto interessante anche se non mi ha lasciato molto come libro. Sicuramente è un classico da leggere, ma il mio parere personale è che sia un libro un po' sopravvalutato.

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    Simone S.

    15/01/2021 11:03:55

    Questo libro non è una biografia, non è un romanzo, non è il racconto della famiglia Levi e di tutti coloro che vi orbitavano attorno. È di più. È una testimonianza sofferta dei tempi bui dell'Italia fascista. Natalia Ginzburg racconta con assoluta squisitezza e genuinità quelli che sono i personaggi della sua vita, coloro che hanno avuto maggior impatto nella sua formazione: i membri della sua famiglia e gli amici del tempo. Lo fa in un modo semplice e giocoso, rievocando gli antichi giochi, le abitudini, il lessico -e da qui il titolo del romanzo- che aveva sentito ripetere senza sosta all'interno della sua famiglia. La Ginzburg, pur essendo narratrice diretta della storia, sembra quasi scomparire all'interno dei personaggi che presenta a mano a mano. È ben specificato all'inizio del libro che questo è soltanto il resoconto del suo personale - e quindi discutibile, relativo, parzialmente attendibile - punto di vista. Eppure, durante la lettura di questo romanzo mi pare di essermi immerso in pagine di verità. Perché la caratteristica principale della Ginzburg narratrice è quella di intervenire parzialmente nella narrazione lasciando determinare al succedersi degli eventi e ai protagonisti stessi di questi ultimi la velocità, l'intensità e, perché no, anche l'interesse o no dei fatti narrati. Se la Ginzburg sia effettivamente fedele alla realtà, questo non è dato saperlo. Nonostante ciò posso affermare di essermi sentito parte della sua famiglia, di aver percepito tutte le emozioni così come dovrebbero essere percepite. Durante la lettura ho pianto, ho riso, mi sono lasciato trasportare dalle parole e dai sentimenti che queste mi provocavano. Il racconto della guerra, della deportazione, della sofferenza è freddo e crudo, di una crudezza sottile e lacerante.

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    Ilaria

    05/01/2021 15:48:31

    Ho letto questo libro quasi per caso. Ricordo che era nella lista dei libri consigliati dalla mia professoressa di italiano al liceo, durante quegli anni però il titolo non stuzzicò la mia curiosità, e così mi capitò sotto gli occhi solo qualche anno più tardi. Da quel momento nacque il mio amore per Natalia Ginzburg e per questo libro in particolare. All’apparenza una semplice storia familiare, il romanzo/saggio/autobiografia nasconde una brillante analisi della società e della borghesia del tempo, mai banale e sempre divertente, grande esempio di quella che Cesare Garboli chiamava “l’intelligenza fisiologica” dell’autrice. La descrizione della sua famiglia e dei suoi amici, massimi esponenti dell’elite antifascista torinese è quanto mai inusuale perché narrata da un punto di vista interno. La cosa che colpisce di più del libro è sicuramente lo sguardo che ci restituisce la storia narrata: uno sguardo insieme infantile ed adulto, sempre pudico e tagliente. La prosa così scorrevole e così tipica dell’autrice offrono una lettura “facile”, semplice all’apparenza, ma che rivela infinite complessità se si scende nelle profondità dell’opera. Credo che tutti dovrebbero leggere questo libro almeno una volta nella vita... o anche di più!

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    And the Oscar goes to ….

    14/12/2020 20:14:23

    Trovava, in tutti, malattie. Solo in sua moglie non ne trovava nessuna. Lei gli diceva : "Dammi un ricostituente! Devo essere malata. Ho sempre mal di testa. Mi sento molto stanca! E lui allora diceva: Non sei malata. Soltanto sei fatta di un materiale di seconda qualità.

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    Chiara

    29/11/2020 10:36:26

    Questo libro è molto più della storia della famiglia Levi: è la storia di 30 anni di Italia, fatta di cultura, di politica, di dialetti, di tradizioni e di luoghi comuni. Ho amato il libro dalla prima all'ultima pagina, una lettura che dovrebbe essere presente nella libreria di ogni famiglia italiana.

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    Erica

    16/11/2020 16:44:14

    La scrittura diretta e qualche volta un po' fredda della Ginzburg ha un potere travolgente. Indubbiamente uno dei suoi romanzi (in realtá molto autobiografico) piú riusciti, molto consigliato anche come 'romanzo di formazione' per giovani menti turbolente.

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    Eli

    27/09/2020 11:35:54

    Scrittrice delicata e con una sensibilità difficile da trovare nella narrativa contemporanea. Immergetevi nella storia della sua famiglia, la amerete e amerete la scrittura della Ginzsburg : precisa ,pulita, incantevole.

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    Nikopaga

    01/09/2020 10:57:58

    Libro bellissimo!

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    Benny B

    31/07/2020 21:59:45

    Che libro! Che tempi, che menti, che vite! Un'esperienza di lettura magnifica, divertente, coinvolgente, commovente: puro godimento, dalla prima all'ultima riga. Un libro geniale che mi ha spiazzato, catturato, avvolto, conquistato totalmente. E poi Beppe e Lidia: i genitori più indimenticabili della letteratura. Quando si parla di patrimonio culturale, questo è.

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    Elena

    03/07/2020 14:39:26

    Questo romanzo è una saga famigliare che racconta trent'anni di storia italiana, dall'ascesa del fascismo agli anni 50, attraverso gli occhi di una osservatrice privilegiata: Natalia Levi, una bambina che diventa donna. Inizialmente ho faticato un poco ad orientarmi tra i ricordi dei sempi fratelli Levi ( tranne Gino ovviamente, lui non fa sempiezze) come li apostroferebbe il professore, con i loro vaniloqui. Poi mi sono appassionata a questa narrazione delicata e divertente tanto che, tra la quotazione delle Immobiliari che scende sempre e l'amata cameriera Natalina che assomiglia a Luigi XI, sono arrivata senza accorgermene alla fine del libro. Oltre alle vicende famigliari con litigi furibondi e azzuffate, sono raccontati anche importanti personaggi della storia italiana, grandi per la loro umanità e generosità, la cui esistenza si è intrecciata a quella della famiglia, come Filippo Turati, Adriano Olivetti, Leone Ginzburg e Cesare Pavese. Veramente un gran bel romanzo, sicuramente tra i meglio riusciti della Ginzburg.

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    Art

    21/05/2020 09:36:19

    Mi hanno consigliato questo libro e le prime pagine non mi stavano entusiasmando molto, ma, proseguendo con la lettura, si apre un mondo inaspettato, un mondo familiare e culturale. Ci si imbatte in personaggi noti che non ci si aspettava di trovare tra quelle pagine. Molto interessante e ricca anche la trama storica. Così come mi è stato suggerito, anch'io ora ne consiglio la lettura.

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    Mariastella

    17/05/2020 20:40:33

    La famiglia Levi è, come tutte le famiglie, molto più di un insieme di persone che condividono un tetto. La famiglia Levi è il suo lessico: la spensieratezza di Lidia, l’intolleranza di Giuseppe, le provocazioni di Mario, l’ignoranza della Natalina... Ma il suo lessico non è solo quello parlato quotidianamente tra le mura di casa, è anche quello tramandato, che origina dai ricordi della giovinezza di Lidia, dalle conversazioni di Natalia con le sue compagne, dai mille aneddoti che riguardano gli amici dei Levi. I personaggi di Lessico Famigliare sono in gran parte personaggi storici: Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Adriano Olivetti, Felice Balbo e i Levi stessi. In questo romanzo, però, li conosciamo nell’intimità delle loro abitudini, nei loro modi di dire e nelle loro peculiari gestualità. Chi si liscia la mascella, chi ama andare a spasso, chi è bruttissimo, chi odioso e chi addirittura “un minerale”(!). Pavese mangia le ciliegie e sputa i noccioli, Drusilla Tanzi - la “mosca” di Montale - viene ricordata per i suoi spessi occhiali, Giuseppe Levi leggeva i romanzi polizieschi che comprava in stazione. La potenza della tenerezza familiare viene rivelata costantemente da una sfilza infinita di “mia madre diceva” e “e allora mio padre sbottava”, con le stesse frasi e citazioni che si ripetono nelle situazioni più diverse. Il risultato è che alla fine è impossibile non sentirsi intimamente amico dei Levi. Da quando ho letto Lessico Famigliare non posso fare a meno di sorridere sentendo i miei cari ripetere sempre le stesse espressioni, con variazioni sul tema che sono in fin dei conti l’unico indizio che abbiamo del passare dei giorni. Nella sua semplicità Lessico Famigliare è un libro assolutamente meraviglioso, che lascia un buonumore e una sensazione di dolcezza pronti a riaffiorare alla prima battuta “familiare”.

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    Giulia

    16/05/2020 14:30:28

    Lessico famigliare è la vita dell'autrice tradotta nell'ottica della sua saga familiare, anzi famigliare, personale. Come le parole che si presentano nella nostra vita sono il filo che tiene unite tutte le nostre esperienze di vissuto e di futuro. Nonché di passato e di tradizione ma anche di volontà di accedere ai sogni della nostra vita. E come ci riconducono in un attimo nella nostra casa d'origine.

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    Renzo Mengoni

    16/05/2020 12:30:48

    Da un po’ di tempo sto cercando di leggere tutti quei libri che “devono essere letti almeno una volta nella vita” e così guardando nei vari elenchi che ho trovato su Internet, qualcuno ha inserito anche questo Lessico famigliare di Natalia Ginzburg. Il caso ha voluto che abbia terminato di rileggere solo qualche giorno prima “Se questo è un uomo” di Primo Levi. E quasi per caso ho appreso che quando Primo Levi si era rivolto alla casa editrice Einaudi per la pubblicazione del suo libro, questo era stato proprio bocciato dalla Ginzburg, che lì lavorava. Quindi, seppur involontariamente, mi sono chiesto “ma chi si credeva di essere questa, per bocciare un libro come quello di Primo Levi?” Beh, alla fine, leggendo questo Lessico Famigliare, libro di memorie e aneddoti della sua famiglia, incentrato sulla figura dei genitori, mi sono fatto l’idea di una snob, appartenente all’alta borghesia torinese, che scrive quasi per esercizio e non perché sentisse l’urgenza di dire qualcosa al mondo. Tuttavia, il libro è interessante perché ci fa conoscere quell’ambiente nella quale ha vissuto la Ginzburg, ma il fatto di ostentare continuamente le persone famose che frequentava non mi convince. Il libro è carino, ma non lo metterei fra quelli da leggere a tutti i costi, secondo me se ne può anche fare a meno.

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    andrea

    14/05/2020 21:43:32

    Un classico della letteratura italiana che racconta la storia della famiglia Levi e, di riflesso, degli intellettuali torinesi. Il romanzo si dipana attraverso le espressioni dialettali pronunciate dal padre di Natalia Ginzburg.

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    Anna

    13/05/2020 12:46:02

    Mi sono avviata alla lettura di questo libro certa che avrei letto una storia in cui una famiglia sarebbe stata descritta a partire dalle loro espressioni e dai loro tratti linguistici, invece ho trovato molto di più. C'è sicuramente una descrizione piena dei personaggi familiari, ma anche di numerose figure in cui ci si imbatte procedendo nella lettura, personaggi che il lettore incrocia inaspettatamente, ma con grande piacere, in quanto importanti figure della cultura italiana che assumono una prospettiva più familiare. Altri due aspetti sono rilevanti in questo romanzo, la scoperta di una Torino inedita e ricca di fermenti culturali, e lo spaccato storico raccontato dalla Ginzburg, sia a livello familiare, ma anche con numerosi riferimenti alla storia dell'antifascismo italiano. La memoria è il filo conduttore della narrazione, una memoria che restituisce al lettore un testo ricco di contenuti, che va assolutamente letto e riletto.

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    Marica

    13/05/2020 06:46:51

    Credevo che le parole fossero uno strumento per narrare una storia.⁣ Invece qui sono l’anima su cui la storia, che è corpo, si regge.⁣ ⁣E io, Natalia, l’ho immaginata lì, con quelle parole tra le mani senza sapere bene cosa farne. Cercando un posto degno in cui riporle, in quanto depositarie delle sue memorie familiari ed affettive.⁣ ⁣Ed ecco che quel posto poi lo trova in queste pagine. Dove la storia della sua famiglia si edifica proprio sullo scheletro di quelle frasi, di quelle parole da lungo tempo custodite, dentro cui è racchiusa la sua stessa identità.⁣ ⁣In Italia sono gli anni del Fascismo, delle carceri, della libertà che risuona come una nota stonata. La sicurezza che pian piano viene a mancare come il terreno sotto ai piedi, specie per una famiglia come la sua.⁣ ⁣E in tutto questo, lei sembra osservare silenziosa quelle dinamiche. Dall’infanzia all’età adulta assiste alle scelte dei suoi fratelli, all’evoluzione delle loro vite e di quelle dei suoi genitori. Ne coglie i sentimenti, i pensieri, le paure. Riporta le loro contraddizioni, le ridicole ostinazioni. Eppure, senza mai giudicarli.⁣ ⁣È un mosaico in cui è ricostruita la sua storia attraverso frasi ed espressioni frequenti udite innumerevoli volte tra le mura domestiche, che tratteggiano in modo diretto e genuino il profilo dei suoi familiari.⁣ In quanto tale, l’unità delle tessere non delinea un disegno propriamente perfetto. Ma il risultato è in compenso vero ed autentico.⁣ ⁣La sua è una famiglia come mille altre. Con le sue imperfezioni e con i suoi limiti. Con i suoi drammi, le sue piccole gioie. E con quel caratteristico “lessico famigliare” che si fa testimone di un legame forte ed esclusivo, destinato a cambiare, ma che in ogni caso resterà indissolubile.⁣ ⁣Quelle stesse parole,⁣ come un filo sottile⁣.. a reggere questo mosaico di tenera e ordinaria intimità.

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    Valenty

    13/05/2020 06:13:02

    Un libro che avrei dovuto leggere molto prima. Una lettura che resterà nella mia mente a lungo, piacevole e intensa. Un racconto scritto magistralmente, un romanzo autobiografico pubblicato vincitore del premio Strega. Consiglio assolutamente.

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    Tommaso Golfieri

    12/05/2020 08:21:23

    Un libro splendido. L'ho amato dalla prima all'ultima riga. La Ginzburg riesce, in punta di piedi, a farti entrare nel suo mondo e farti respirare quell'aria semplice di famiglia grazie a cui tutti ci sentiamo a casa. Grazie a lei viviamo le esperienze che, pur non avendo vissuto, ci appaiono comuni e, tramite questo espediente, ripercorre tappe importanti del nostro Paese (Seconda guerra mondiale, Resistenza) e dipinge ritratti di uomini indimenticabili del nostro panorama culturale (Leone Ginzburg, Adriano Olivetti, Cesare Pavese, Giulio Einaudi). Lo stile è fluido, riflessivo, profondo ma al contempo elementare, proprio come il lessico che, inconsciamente, apprendiamo da piccoli, ma che ci accompagna per tutto il nostro cammino di adulti, plasmandoci e formandoci molto più di quanto siamo disposti a credere.

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    Stef

    11/05/2020 19:40:41

    Un romanzo che racconta la storia della famiglia della Ginzburg, che si caratterizza per il "lessico famigliare" ovvero una serie di frasi ed espressioni che l'autrice ricorda come fondanti del suo legame con i genitori e i fratelli. E' di facile lettura e ha molti riferimenti storici di autori e scrittori come Pavese,Einaudi, Carlo Levi

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    pinameloni

    11/05/2020 18:36:48

    questo libro è assolutamente da leggere, descrive perfettamente la sua famiglia - Levi, le loro abitudini sopratutto nel linguaggio.

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    Daniele

    11/05/2020 14:00:17

    Una grande scrittrice troppo spesso dimenticata dalle nostre antologie e un grande romanzo che, con la sua semplicità e linearità, rimane impresso nel cuore del lettore fino ad arrivare a desiderare di venire adottato dalla stessa famiglia della Ginzburg.

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    E. Botti

    11/05/2020 13:39:17

    Direi che è un libro essenziale, anziché, è una ‘mappa' per comprendere la produzione letteraria (il gruppo Einaudi) dell’epoca. Mi piace pensare che Natalia è rigorosa, non si permette concezione dentro le sue memorie - una qualità assai interessante.

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    lisasmile92

    11/05/2020 13:19:22

    Io l'ho adorato. Non vi sono personaggi ma persone vere con i loro tic lessicali, con il loro modo di sbagliare e il loro modo di comunicare. Ci restano attaccati espressione goffe e ripetute con cadenza familiare anche nella nostra quotidianità.

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    Melissa

    11/05/2020 12:32:30

    Libro letto tutto d'un fiato... Divertente, colto, interessante. Lo consiglio a chi cerca risate e riferimenti storici e letterari da approfondire.

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    Danila

    14/04/2020 21:36:45

    Ci sono libri che li finisci e ti chiedi perché non li avessi letto prima. Quando finisci un libro così é come quando traslochi e hai nostalgia della vecchia casa. O come quando parti per un lungo periodo e devi salutare i tuoi cari. Perché mi sentivo quasi a casa in via Pallamaglio, Pavese è stato mio amico durante tutta la lettura e ho voluto bene a tutta la famiglia Levi, tranne che a Lidia, lei l'ho adorata

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    FranLem

    13/04/2020 09:03:31

    Lettura piacevole, in cui l’autrice attinge ai ricordi circa la sua famiglia, escludendo se stessa (non raccontandosi mai) ed escludendo qualsiasi riflessione o analisi degli accadimenti. Credo si sia trattata, questa, di una precisa scelta narrativa, ma, a tratti, ho sentito la storia familiare come in parte amputata ed il gergo utilizzato dai vari personaggi come protagonista, talora troppo accentuato, della trama. Si tratta ad ogni modo di un libro che credo vada letto da tutti!

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  • Natalia Ginzburg Cover

    Scrittrice italiana. Ha pubblicato i suoi primi racconti nel 1933 su «Solaria». Nel 1938 ha sposato Leone Ginzburg, e con lui e con i figli ha patito il confino per antifascismo dal 1940 al 1943. Nel 1950 ha sposato in seconde nozze lo scrittore Gabriele Baldini.Ha vissuto a lungo a Torino, ed è stata redattrice della Casa editrice Einaudi. I suoi libri di narrativa ("La strada che va in città", 1942; "È stato così", 1947; "Tutti i nostri ieri", 1952; "Valentino", 1957, premio Viareggio; "Le voci della sera", 1961; "Caro Michele", 1973; "La città e la casa", 1984), di memorie ("Lessico famigliare", 1963, premio Strega), di saggi ("Le piccole virtù", 1962; "Mai devi domandarmi", 1970; "Vita immaginaria", 1974; "La famiglia Manzoni", 1983)... Approfondisci
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