Lettera di una sconosciuta

Stefan Zweig

Traduttore: A. Vigliani
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2009
Pagine: 83 p., Brossura
  • EAN: 9788845924460
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Descrizione
"A te, che non mi hai mai conosciuta": è questa l'intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un romanziere viennese, un quarantenne di bell'aspetto a cui la vita ha offerto i suoi doni più ambiti: la ricchezza, la fama e un fascino "morbido e avvolgente" a cui è impossibile resistere. "Ieri il mio bambino è morto": così esordisce la misteriosa scrivente, e continua: "adesso al mondo mi sei rimasto solo tu, tu che di me non sai nulla". Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo, solo per questo, concede a se stessa di raccontargli la propria vita la vita di una creatura che per più di quindici anni (prima bambina, poi adolescente, e poi donna) gli ha votato, "con la dedizione di una schiava, di un cane", un amore "disperato, umile, sottomesso, attento e appassionato", senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, ottenendo in cambio solo poche notti d'amore e portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, la riconoscesse. Ma quasi sempre il volto di una donna rappresenta per l'uomo "solo lo specchio di una passione, di un gesto infantile, di un moto di stanchezza, e svanisce altrettanto facilmente di un'immagine allo specchio". E il destino di lei è stato di non essere mai riconosciuta. La descrizione di un labirinto di amore assoluto, un ritratto di donna ardente e viva e, al tempo stesso, immateriale come "una musica lontana".

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Sarah

    22/09/2018 15:34:15

    Stile indiscutibile, trama debole e noiosa anche per un libro così piccolo. L'intera vicenda è così triste e angosciante da farti quasi desiderare che la protagonista la faccia finita quanto prima, così da smettere la sua lamentazione melodrammatica. Io non ci vedo un amore assoluto e struggente, ma solo l'ossessione autolesionista di una povera donna priva di dignità verso se stessa, che si annulla nel nome di un sentimento idealizzato e morboso. Questo non è amore,ma masochismo di un carattere debole che per salvarsi proietta grandezza fuori di sè vestendo di assoluto e immortale un sentimento insensato.

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    ilGiusi

    21/09/2018 14:58:00

    «A te, che mai mi hai conosciuta»: è questa l'intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un un quarantenne viennese di bell'aspetto a cui la vita ha regalato fascino, fama e ricchezza. «Ieri il mio bambino è morto» esordisce la misteriosa donna, e prosegue: «adesso mi sei rimasto solo tu al mondo, solo tu che di me nulla sai». Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo si decide a raccontargli la propria vita - la vita di una creatura che per più di quindici anni gli ha votato, «con tutta l'abnegazione di una schiava, di un cane», un amore «disperato, umile, sottomesso, attento e appassionato», senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, lui potesse riconoscerla. Ma quasi sempre per l'uomo il volto di una donna rappresenta «solo una passione, un gesto infantile, un moto di stanchezza, e svanisce con la stessa facilità di un'immagine allo specchio». un gioiellino... Zweig ci trascina nel labirinto di un amore assoluto, offrendoci il ritratto di una donna ardente e viva, e al tempo stesso immateriale come «una musica lontana»

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    Simone S.

    19/09/2018 21:31:19

    In appena 80 pagine Zweig è in grado di portare il lettore all'interno di una narrazione profonda e intensa. Una storia molto particolare, narrata interamente tramite la lettura della lettera stessa. Un racconto struggente, che sarebbe semplicistico definire d'amore, bensì di qualcosa di molto profondo.

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    lorena

    18/09/2018 21:38:43

    15. Lettera di una sconosciuta lo si può leggere in due, tre ore al massimo. È una storia così bella che ti accompagna dalle risate e i sorrisi delle prime pagine fino alle lacrime di quelle finali. La protagonista è così dolce e tenera e il suo amore per il coprotagonista cresce con lei per tutta la durata del libro. Il suo amore quasi morboso se così si può definire sconcerta un po’ all’inizio, ma dubito che nessuno si sia mai sentito così o non abbia pensato come lei alle soglie del primo amore. Una storia intensa, scritta con uno stile ammaliante come pochi.

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    Antonio

    29/04/2018 08:20:24

    Molto bello, come altre opere dell'autore.

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    Cristiano Cant

    17/12/2017 05:33:27

    Un sentimento assoluto, intatto, capace di vincere il tempo oltre le stanchezze e i dolori del non esser riconosciuto. Una bambina che diventa donna non smettendo mai di sentire e coltivare quel fuoco, perché è l'uomo che lo incarna che dà inizio alla sua vita. Solo da quando lei lo incontra per la prima volta, lo vede, parte il suo destino: "Immagina che fino alla tua soglia, per tutta la mia vita c'era stata la mera realtà, il torpido mondo di ogni giorno, mentre dietro d'essa cominciava - per quella bambina - il paese incantato, l'antro di Aladino". Vivranno due tre momenti d'amore, ma in lui niente depositerà una traccia, lei farà somma soltanto, rientrerà fra le altre come un gesto ripetuto di conquista che non fissa mezza radice. Mentre per lei quell'amore è la vita stessa: "Ti amo per quello che sei, ardente e immemore, generoso e infedele, ti amo così". E nascerà un bambino da quell'idillio, poi perduto, di cui lui non saprà nulla fino alla lettera che lei deciderà di inviargli. E' il racconto di una devozione totale, di una fedeltà di dentro che non sente ragioni contrarie, forse perché, come lei stessa dirà in un passaggio dell'epistola: "I rassegnati sono loro, sono i veri saggi". Lo aspetta mentre di notte lui rientra in casa con le sue amanti, lo spia, lo cerca, è ferma dietro lo spioncino della porta per guardarlo arrivare, lo pensa, lo sogna. Ma sempre "irriconosciuta, da te ancora e sempre irriconosciuta". Solo il vecchi servitore di lui, negli anni, capirà tutto, capirà chi fosse quella ragazzina incantata dietro il suo padrone, quella donna cresciuta e poi partoriente. Lui, il suo padrone, non ce la farà mai. Forse qualcosa gli sovverrà mentre termina la lettera, e nemmeno. Ricordo il meraviglioso film di Ophuls con Jean Fontaine e Louis Jourdan, un capolavoro di sbalordente delicatezza e perfezione. Questo libro ne è il germoglio, una perla difficile da dimenticare, l'astuccio rarissimo con dentro un'anima ancora più rara. La poesia di una vita.

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    Alessandra

    18/08/2017 17:52:21

    Non mi è sembrato un capolavoro. Piacevole e di facile lettura (viste anche le dimensioni...), ma da Zweig mi aspetto qualcosa di più...

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    giorgio g

    21/09/2016 09:26:47

    Che dire ancora? Anche questo "Lettera di una sconosciuta" è un altro capolavoro di Stefan Zweig, un brevissimo capolavoro, racchiuso in poco più di ottanta pagine che consiste in una lunga tristissima lettera di una ragazza e poi di una donna protagonista di un amore non corrisposto per uno scrittore di successo che la ignora e non la riconosce. Una lettura consigliata agli amanti del "bello scrivere", come d'altronde tutte le opere di questo Autore,

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    Selene

    17/02/2015 01:06:08

    Non saprei veramente descrivere l'immensità di Zweig, che, nella sua brevità, riesce sempre a non trascurare i particolari, emozionando come pochi, e lo fa con un'eleganza assolutamente fuori dal comune. I finali sono poi qualcosa di spettacolare, che non lasciano mai delusi. 83 pagine da leggere tutte d'un fiato, e che francamente non pensavo potessero essere sufficienti per piangere così tanto

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    maria giulia

    21/12/2014 19:26:10

    Davvero molto bello, anche se tristre e commovente. In poche pagine riesce a trasmettre tutta la passione e soprattutto il dolore che prova la protagonista. Lo sfogo di una donna in punto di morte, accanto al suo bambino, anche lui morto, non può essere differente da come viene descritta in questo libro attraverso una lettera. Consigliato a tutti.

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    Skorpion

    14/02/2014 12:34:21

    Libro delicato che descrive la passione struggente, anzi una vera e propria ossessione amorosa da parte di un'adolescente, divenuta poi donna, per un piacente e benestante scrittore, un'amore non ricambiato che ha segnato dolorosamente la sua giovane esistenza indirizzandola verso un destino tormentato ed infelice. Il personaggio dello scrittore ignaro, o meglio incurante, nella sua mancanza di empatia, di tutto ciò che gli accade intorno e che non riguardi esclusivamente se stesso, talmente immerso nella vacuità del suo essere da non riconoscere questa povera ragazza, tra l'altro piuttosto avvenente, con cui si è addirittura carnalmente congiunto in più occasioni, mi sembra francamente eccessivo e poco realistico (da qui la valutazione 4/5). Un autentico bamboccio viziato, superficiale ed egoista, incapace di provare dei sentimenti veri, al quale fa da controaltare il disperato amore totalizzante della sconosciuta autrice della bellissima lettera d'amore, che diviene il testamento spirituale di una vita emotivamente sprecata nel tentativo frustrante di essere quantomeno "riconosciuta", se non amata, da quello che alla fine appare solo un perfetto idiota, una sorta di fatuo collezionista di bellezze femminili, che considera praticamente tutte delle prostitute. Forse molte delle sue presunte "conquiste" di fatto lo sono, visto che si preoccupa ogni volta di pagarle, perché sostanzialmente non vuole legami. Lo fa anche con la sfortunata autrice della lettera, che a sua insaputa ha messo alla luce un bambino, suo figlio, anche lui vittima innocente, aggiungendo una tragedia nella tragedia. Un amore umiliato ed offeso dalla cieca indifferenza. Libro scritto benissimo, che descrive con ritmo incalzante il dolore angosciante e definitivo di un sentimento di altri tempi, che oggi forse sa un po' troppo di melodrammatico e, per chi fosse interessato, ha pure ispirato un film con lo stesso titolo, girato nel 1948, considerato un piccolo capolavoro del cinema romantico.

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    Riccardo

    05/10/2013 16:15:32

    Bellissima storia d'amore non ricambiata. Una descrizione meravigliosa dell'amore sofferto ma profondissimo per uno scrittore di una ragazzina che diventa donna. Consigliatissimo come tutti i romanzi di Zweig.

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    Cristina ' 77

    26/03/2013 08:16:17

    Diabolico, folle, breve ma intenso, e' un libro che lascia sconvolti! Ho apprezzato la prosa di Zweig, e' il primo libro che leggo, penso ne assaporerò altri! Lo consiglio!

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    simon@

    30/11/2012 08:38:09

    Bello! una ragazzina si innamora di uno scrittore, sarà l'unico amore della sua vita, un'ossessione non ricambiata. Lui non saprà mai della sua esistenza fino a quando non riceverà una sua lettera che gli svelerà i suoi sentimenti. Splendida è la descrizione di questo amore vero, intenso e profondo. Consigliato.

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    lina

    18/11/2012 15:10:18

    forse lo stile epistolare giova poco a Zweig (in genere così tagliente nell'analisi psicologica anche dei personaggi secondari), oppure semplicemente questa volta la trama è scaduta nel melodrammatico prevedibile, fatto sta che a fronte di capolavori come NOTTE FANTASTICA o SOVVERTIMENTO DEI SENSI quest'opera più semplice ha solo il pregio dell'immediatezza.

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    Giancarlo

    06/11/2012 10:58:01

    Il libro è bellissimo, estremamente coinvolgente. Da non perdere. Scritto negli anni 20 eppure così attuale. Esprime la capacità che solo le donne hanno di amare in maniera totale, pura, disinteressata,incondizionata seppure a volte devastante e la consuetudine degli uomini di lasciarsi sfuggire con disattenzione e superficialità le occasioni della vita. Chissà? Forse Stefan non ha faticato molto a scrivere questo libro. Forse gli è bastato aprire una lettera...

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    Leonardo Banfi

    23/07/2012 11:15:47

    Un libricino adelphi di 80 pg, con all'interno una lettera di una donna indirizzata ad un uomo, non uno qualsiasi, un uomo speciale, uno scrittore, l'Uomo amato dalla donna fin dalla adolescenza. Una storia ben scritta, scorrevole, carica di emozioni e sentimenti. Una fine coerente con la psicologia della donna e una storia che potrebbe essere realmente accaduta. Di facile lettura, scorrevole, ottimo il linguaggio e la costruzione. Unico difetto il prezzo, eccessivamente caro per un libricino di 80 pg neanche rilegato cartonato.

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    Umberto Mottola

    15/03/2012 20:34:54

    Romanzo breve o racconto lungo scritto bene, struggente, tuttavia la tesi che il personaggio dello scrittore non ricosca la donna che da bambina abitava alla porta accanto e con cui per ben due volte, anche se a distanza di molti anni, ci è andato a letto, non regge. Perfino il vecchio domestico dello scrittore, Johann, la riconosce!

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    Loris

    31/08/2011 15:10:51

    Davvero bello questo racconto di Zweig, intenso e struggente. Alla fine viene da chiedersi quanto sia femminile questa passione totalizzante e (auto)distruttiva e quanto invece sia il frutto di un'immaginario maschile nella Vienna di Freud, agli albori della psicoanalisi. L'amore puro e incondizionato, capace di rinunciare al riconoscimento da parte dell'altro, si puo' ancora chiamare tale o diventa patologia? La scrittura elegante di Zweig porta il lettore in territori oscuri, lo mette di fronte a sentimenti di cui conserva forse il ricordo o la paura.

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    jane

    26/07/2011 09:57:41

    Un "amour fou" che dura tutta la vita, come una malattia dell'anima. Meno drammatico di "Amok" ma ugualmente intenso. Ma come fa un uomo a penetrare così profondamente nelle pieghe più nascoste dell'animo femminile?

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Il racconto, pubblicato nella smarrita, ridimensionata Austria del 1922, in cui ancora forte era l'eco della gloria asburgica, uscì per la prima volta in Italia nel 1932. Adelphi lo ripropone ora nell'efficace nuova traduzione di Ada Vigliani, studiosa di Robert Musil, un autore che peraltro disprezzò il facile successo editoriale di Zweig. Eppure l'opera letteraria di questo scrittore ebreo viennese, nato nel 1881 e morto suicida nel 1942 in Brasile, gode ancora oggi di un indiscusso successo, dovuto alla sua raffinata, godibilissima scrittura, capace di descrivere con tocco leggero i più intimi moti dell'animo. Accanto ad Arthur Schnitzler, è lo scrittore che per primo seppe dare eco letteraria agli studi di Sigmund Freud. Apprezzato da Maksim Gorkij specie per il testo qui presentato, è riconosciuto, anche da chi lo considera un minore, quale imprescindibile cantore del mito della Finis Austriae, descritta da Zweig in Il mondo di ieri (Mondadori, 1994), un testo il cui titolo riassume l'essenza di un'epoca. Lettera di una sconosciuta narra la passione devota e assoluta di una giovane donna nei confronti di uno scrittore affermato, viziato dal successo, capace più di descrivere che vivere effettivamente i propri sentimenti. Solo leggendo la missiva, dalla quale apprenderà di avere generato un figlio in occasione di un fuggevole incontro, si renderà conto di questa delicata, costante, discreta devozione che porterà alla morte colei che gli scrive, incapace di sopravvivere alla morte del loro bambino. L'indiretta descrizione del suo freddo atteggiamento da dandy e l'atmosfera viennese della novella ricordano il breve dramma lirico Il folle e la morte di Hugo von Hofmannsthal, del 1893, con il suo protagonista Claudio, incapace di condividere davvero i sentimenti provati da chi gli è stato vicino. La magistrale riproposizione di quelle atmosfere da belle époque alcuni anni dopo la fine del primo conflitto mondiale, che per sempre le aveva distrutte, è un segno tangibile di quanto Stefan Zweig vi fosse intimamente e drammaticamente legato.
Giorgio Kurschinski