Lezioni di fotografia

Luigi Ghirri

Editore: Quodlibet
Collana: Compagnia Extra
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 2 dicembre 2009
Pagine: 264 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788874623129

11° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Arte, architettura e fotografia - Storia dell'arte: stili artistici - Stili artistici dal 1800 al 1900

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Descrizione
Luigi Ghirri (Scandiano 1943-Roncocesi di Reggio Emilia 1992) ha rinnovato con le sue fotografie il nostro modo di guardare il mondo, e c'è un'intera generazione di fotografi che non potrebbe esistere senza la sua opera. Durante il 1989 e il 1990 Ghirri ha tenuto una serie di lezioni sulla fotografia all'Università del Progetto di Reggio Emilia, lezioni che sono state trascritte, e in questo libro pubblicate; ognuna corredata dalle fotografie e dalle immagini che mostrava agli studenti e di cui parlava. È un libro di grande per avviarsi all'arte della fotografia e all'arte di Luigi Ghirri, e per pulirsi un po' lo sguardo. Con 180 foto a colori.

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    Riccardo

    27/04/2016 00:27:18

    Ad oggi lo trovo il miglior libro di "lezioni di fotografia"..non il classico manuale ma qualcosa di piu'..lo rileggerete piu' volte perchè diventerà un compagno di suggerimenti..non i soliti suggerimenti prettamente tecnici (a volte noiosi) ma cercherà di farvi vedere oltre, di farvi osservare, di usare la testa non gli automatismi delle strumenti fotografici. .piu' attuale che mai questo libro può dare, se preso seriamente, una mano a rimettere la passione e un pò di calma nello scattare fotografie, non semplici immagini. Quella calma e quell'uso della ragione che porta a scattare senza farsi ingoiare dalla voracità dei tempi moderni. Lo consiglio di cuore magari accompagnato da un panino col salame e un bicchiere di vino rosso, buona gita fotografica!!..e buona lettura.. Approfondite la vita di questo grande fotografo emiliano. Vi restituirà grandi emozioni. Riccardo

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Tra i più intelligenti e sensibili fotografi italiani del Novecento, Luigi Ghirri (1955-1992) lascia in queste Lezioni di fotografia una traccia come sublimata del suo credo estetico, del suo sapere tecnico, ma anche del suo impegno civile. Per il tramite di una riflessione condotta commentando i propri lavori ed esplicitandone le finalità, Ghirri disegna in queste Lezioni (trascrizione del corso tenuto nel 1989 all'Università del Progetto di Reggio Emilia) un suo personale "saper vedere", in un testo intessuto di dichiarazioni di poetica che fungono parimenti da viatico per meglio intenderne l'opera fotografica in tutta la sua vitalità. Ghirri vi dipana una grammatica della visione, alla ricerca di una "pulizia dello sguardo", di una capacità di filtrare la lettura del mondo a partire da quello a noi più prossimo, all'insegna di una "lentezza" del guardare. Nell'opera di Ghirri, questo soffermarsi sulle "cose" ha riguardato specie i paesaggi e gli interni, con la macchina fotografica che diventa filtro di percezione della realtà e osservatorio privilegiato su di essa; nelle Lezioni si parla così di pellicole e obiettivi, di storia della fotografia, ma anche di inquadrature e di tecniche di narrazione.
Insistentemente ricorre il tema del "luogo" e della sua "rappresentazione", esperita anzitutto "nel rapportarsi con la luce che gli è propria", e le Lezioni bene trasmettono questa particolare sensibilità nei confronti del paesaggio. Ghirri fu del resto promotore di progetti collettivi e pluridisciplinari che hanno segnato la storia della fotografia italiana come Viaggio in Italia (1984) ed Esplorazioni sulla via Emilia (1986). In pagine di grande efficacia "l'educazione dello sguardo" si carica di una prorompente valenza sociale, divenendo il contravveleno all'odierno stupro del paesaggio che ha portato a un "disastro visivo colossale", dove "i segni si moltiplicano, sono in conflitto tra loro". Al fine di superare questa "disaffezione che l'uomo ha sviluppato nei confronti del suo ambiente", questa sua "fondamentale incapacità di relazionarsi [con esso] attraverso la rappresentazione", Ghirri rivendica la necessità di un "recupero della rappresentazione visiva, oltre alla parola o all'informazione 'tecnica', come strumento di relazione con il mondo, di rapporto con l'ambiente". In queste riflessioni che, muovendo da un ambito estetico, investono un più vasto orizzonte antropologico, si intercetta probabilmente un nodo cruciale per intendere certa deriva contemporanea nella gestione del territorio, ormai percepito anche da chi vi abita come "altro da sé".
Capaci di cogliere un ambiente nel suo insieme e complessità, le foto di Ghirri non sono però mai una denuncia quanto piuttosto "un discorso di critica, di critica intesa come nodo dialettico, non come assunto". Secondo Ghirri, "la fotografia (…) rimane un linguaggio per porre delle domande sul mondo" e fare fotografia è cercare il punto di equilibrio "tra la nostra interiorità e il mondo esterno", nella convinzione che la fotografia "possa metterci in relazione con il mondo in una maniera diversa". Diverse pagine delle Lezioni restituiscono questo modo premuroso nell'accostare la realtà, alla ricerca di inediti itinerari visivi e percettivi: uno sguardo, quello di Ghirri, che assume i contorni di una "proiezione affettiva", come ricorda Gianni Celati nella nota posta a chiusura di questo libro prezioso.
Stefano de Bosio