Lezioni di letteratura - Vladimir Nabokov - copertina

Lezioni di letteratura

Vladimir Nabokov

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Traduttore: Franca Pece
Curatore: Fredson Bowers
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 2 ottobre 2018
Pagine: 528 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845932922

18° nella classifica Bestseller di IBS Libri Classici, poesia, teatro e critica - Storia e critica - Teoria della letteratura

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Rischiarati da un'intelligenza appuntita e beffarda, sfilano sette capolavori delle letterature occidentali, da Mansfield Park di Jane Austen all'Ulisse di Joyce.

«Il mio corso è, tra le altre cose, una sorta di indagine poliziesca sul mistero delle strutture letterarie». Del detective – e dello studioso – Nabokov possiede la passione bruciante per il dettaglio. Ma anche una voracità linguistica che lo guida a inseguire, negli scritti altrui, astuzie e trucchi verbali rivelatori; e una felice insistenza nella ricostruzione dei luoghi, degli spazi – dai mobili di una stanza a una città, e una regione – in cui si manifestano le storie. Sa bene, e lo ripete provocatoriamente, che utili insegnamenti e buoni propositi nulla hanno da spartire con la letteratura. Che è invece composta, in parti uguali, di esattezza e incantamento: «la precisione della poesia e l'intuizione della scienza». E questo insegna Nabokov nelle sue Lezioni di letteratura: a leggere con occhio penetrante, ma disposto alla magia. A non guardare soltanto alle storie, ma al modo in cui sono raccontate. A riconoscere, al tempo stesso, il genio individuale dello scrittore e l'architettura dei testi. Rischiarati da un'intelligenza appuntita e beffarda, sfilano sette capolavori delle letterature occidentali, da Mansfield Park di Jane Austen all'Ulisse di Joyce. E lui, il professor Nabokov – docente a Wellesley e quindi alla Cornell tra il 1941 e il 1958 –, li racconta agli studenti americani, e a noi, con il brio conversevole, il coinvolgimento, l'attenzione minuziosa che, dalla sua viva voce, approdano direttamente a queste pagine.
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    nun

    16/05/2020 16:19:27

    Suggerisco di spulciare l'indice e leggere prima i libri di cui Nabokov ci parla, perché in questo modo si entra ancora meglio nel discorso e si capiscono bene tutte le dinamiche. Nabokov oltre ad essere un meraviglioso scrittore trovo che sia un critico impareggiabile, i suoi commenti sono sempre puntuali e vi farà amare ancora di più i libri di cui parla, oppure vi metterà la pulce nell'orecchio per farvi cambiare idea. Un ottimo regalo per lettori forti e accumulatori compulsivi.

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    C.

    15/05/2020 16:51:45

    Compratelo e vivetelo. Libro da sfogliare, da leggere con attenzione e rileggere. Nabokov e le sue lezioni di letteratura non finiranno di parlarvi.

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    Ghen95

    12/05/2020 21:06:24

    Questo è un libro da strapazzare, scarabocchiare (come lui scarabocchiava) e sottolineare selvaggiamente; è da 'orecchiarne' le pagine, assolutamente da consultare se si è interessati a Jane Austin, Charles Dickens, Flaubert, Stevenson, Proust, Kafka e Joyce, perché è a loro in particolare che fa le pulci. È un libro da saltare qua e là per poi tornare indietro a studiare quel concetto, a rimuginare su quella frase che sarebbe bello riuscire a trattenere il più a lungo possibile. Consiglio di leggere i relativi saggi soltanto dopo i romanzi di cui trattano, altrimenti non ha molto senso vista la minuziosità con cui le opere sono analizzate.

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    AdrianaT.

    19/01/2020 10:16:11

    È uno di quei libri che producono effetti, che hanno il potere di farti cambiare atteggiamento nei confronti della lettura e della letteratura: ora, cosa mai mi impedirà più di cercare - in ogni romanzo che leggerò - magia, affabulazione e lezione?, di misurarne il valore attraverso "la fusione tra la precisione della poesia e l'intuizione della scienza"?; e quante volte riuscirò ancora a 'perdonarmi' di essermi immedesimata in tizio, caia o sempronia? Certo, lui è chiaro e lapidario nei suoi giudizi non necessariamente condivisibili: - [Kafka] È il più grande scrittore tedesco della nostra epoca, al cui confronto poeti quali Rilke, o romanzieri quali Thomas Mann sono nani o statuine di gesso. - ma la sa talmente lunga sul processo creativo artistico e dei suoi meccanismi profondi da risultare piuttosto attendibile anche nelle sue posizioni più tranchant. Di particolare ispirazione, i capitoli introduttivi e conclusivi: «[Se] un libro si potesse leggere allo stesso modo in cui l'occhio osserva un dipinto, ossia senza la seccatura di procedere da sinistra a destra e senza la bizzarria dell'inizio e della fine, questo sarebbe il modo ideale di godere di un romanzo, perché è così che l'autore lo aveva visto al momento di concepirlo. [...] In questo corso ho cercato di rivelarvi i meccanismi di quei giocattoli meravigliosi che sono i capolavori della letteratura. Ho cercato di farvi diventare buoni lettori che leggono i libri non con lo scopo infantile di identificarsi con qualche personaggio, e non con lo scopo adolescenziale di imparare a vivere, e non con lo scopo accademico di indulgere alle generalizzazioni. Ho cercato di insegnarvi a leggere i libri per la loro forma, la loro potenza evocativa, la loro arte. Ho cercato di insegnarvi a provare un brivido di soddisfazione artistica, a condividere non le emozioni dei personaggi, ma quelle dell'autore: le gioie e le difficoltà del creare.»

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    Ginevra

    11/03/2019 10:10:10

    Questo testo molto prezioso racchiude le lezioni di letteratura tenute da Nabokov ai suoi studenti universitari. Già questo rende il volume interessantissimo e utile. Tuttavia ha un po' deluso le mie aspettative, forse perché non avevo ben compreso cosa avrei trovato all'interno. Le lezioni tenute da Nabokov sono per un uditorio americano la cui cultura letteraria è piuttosto bassa rispetto a qualsiasi uditorio europeo; inoltre gli studenti a cui il corso era rivolto non avevano letto nessun dei grandi classici in oggetto. Per questa ragione, alcune lezioni sono risultate ai miei occhi un po' banali, un po' superficiali se si ha già una buona cultura letteraria di base. Purtroppo alcune analisi sono addirittura circoscritte alla trama dei romanzi in oggetto, ciò che mi ha anche un po' annoiato. Ho trovato eccellenti le analisi su "Casa desolata" di Dickens, "Mansfield Park" della Austen, "La metamorfosi" di Kafka; meno brillanti le lezioni su Proust e Joyce. In ogni caso un testo che arricchisce.

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    Annina

    07/03/2019 20:30:50

    “Lezioni di letteratura” di Nabokov che, in quest’opera, sveste i panni di romanziere per indossare quelli di professore - fu infatti docente presso la Cornell University- per sondare e sviscerare 7 romanzi di autori completamente diversi tra loro, come “Mansfield Park” di Jane Austen e l’”Ulisse” di Joyce. L’intento di Nabokov non è tanto quello di guardare alle storie narrate in questi libri, ma al modo in cui esse sono raccontate, riconoscendo il genio dello scrittore e l’architettura del testo. Consigliato a chi è interessato a scoprire l'arte della scrittura nel suo significato più profondo.

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    Andrea

    06/03/2019 17:14:49

    Un libro imprescindibile che torna finalmente disponibile dopo tanti anni. Un sentito ringraziamento all'editore Adelphi per la proposta e per la consueta cura editoriale. La gioia di vedere le riproduzioni delle pagine dei grandi classici della letteratura mondiali con le annotazioni di Nabokov è impagabile

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    Cliente IBS

    18/01/2019 17:14:25

    Ottimo strumento per chi come me lavora nel mondo dell'editoria. Contiene informazioni e spunti utili per svolgere al meglio il proprio lavoro. Consigliato a editor e appassionati di letteratura.

Vedi tutte le 8 recensioni cliente

Al pari del dibattito sulla morte del romanzo (per chi fosse curioso: sta benissimo) è ciclico quello sulla morte della critica letteraria. Ora, se nemmeno la critica pare agonizzante, è pur vero che, trovando meno spazio sui giornali, si è spostata per lo più in rete, ed è incontestabile la sua progressiva scomparsa dai cataloghi dei grandi editori. Per questo, quando ho pubblicato bel bello su Instagram la foto – sfocata e senza colazione apparecchiata intorno, dato che prendo solo il caffè e ho un vecchio Samsung dai pochissimi megapixel – della mia fresca copia delle Lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov, mi ha colpito vedere come l’hashtag #LezioniDiLetteratura rimandasse a oltre duecento post, e tutti sul volume in questione. Si dirà che Nabokov è pur sempre Nabokov, o che è frutto dell’“effetto Adelphi” – l’unico marchio ancora in grado di trasformare qualunque cosa in ambìto oggetto del desiderio. Pure, resta il dato: un libro di critica letteraria – senza arrivare agli altri due di cui vengo a parlare, a essa imparentati – ha fatto correre un sacco di gente in libreria.

Nabokov stesso mette le mani avanti: Ad alcuni di voi, scrive, potrà sembrare che, nel mondo in cui viviamo oggi, studiare la letteratura, la sua struttura e il suo stile, sia uno spreco di energia; […] non imparerete nulla che possiate applicare alle difficoltà della vita; non vi servirà in ufficio, né sul campo di battaglia, né in cucina, né in camera dei bambini. Ma le mie indicazioni potranno aiutarvi a provare il senso di appagamento puro e assoluto che dà l’opera d’arte ispirata e ben costruita, e ciò, a sua volta, contribuirà a creare una sensazione di benessere mentale più genuino. Così leggiamo, provando in effetti appagamento, le sue lezioni su Dickens, Flaubert, Stevenson, Proust, Austen, Joyce e Kafka – Austen, Joyce e Kafka che ritroviamo (quest’ultimo fin dal titolo) in un’opera solo all’apparenza distante dalle Lezioni.

Accostar loro In cucina con Kafka di Tom Gauld, da poco uscito per Mondadori, può sembrare ardito, ma non lo è: sia il tasso di acume, sia quello di letterarietà reggono il confronto, e le sue strip, uscite tra Guardian, New Yorker e New Scientist, dimostrano che non solo si può parlare di libri in modo interessante e divertente, ma che, ancora, il commento letterario – e addirittura quello editoriale! – ha tutta la forza per stare al centro della scena (o diventare virale), a patto di avere la delicatezza di sguardo, la sapienza metaletteraria e lo humour di Gauld, uniti alla cura con cui ha reso riconoscibile il proprio apparato iconografico.

Apparato iconografico di qualità che può essere il modo per somministrare a un pubblico più ampio finanche la filologia: è il caso del Museo della lingua italiana, dove Giuseppe Antonelli, tra i nostri maggiori linguisti, apre le “stanze” dell’italiano – dal graffito di Commodilla ai neologismi giunti da Internet, passando dalle Pale dell’Accademia della Crusca e dal gergo dei paninari – al più ampio dei pubblici, grazie a una progettazione grafica integrata che rende l’esperienza di lettura simile a quella di un gioco di ruolo o di un librogame, ma illuminante quanto quella del miglior saggio – e senza sentirsi a lezione (con Nabokov no: Nabokov a fine libro ti assegna pure gli esercizi).

Vanni Santoni

Indice

Prefazione di Fredson Bowers
Introduzione di John Updike

Buoni lettori e bravi scrittori

Jane Austen, Mansfield Park
Charles Dickens, Casa desolata
Gustave Flaubert, Madame Bovary
Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr Hyde
Marcel Proust, Dalla parte di Swann
Franz Kafka, La metamorfosi
James Joyce, Ulisse

Arte della letteratura e senso comune

Commiato
Appendice
  • Vladimir Nabokov Cover

    Vladimir Vladimirovic Nabokov nacque da una famiglia della vecchia nobiltà russa che, dopo la rivoluzione del 1917, emigrò in Occidente. Completati gli studi a Cambridge, visse in Inghilterra, Francia e Germania, acquistando, con i suoi primi scritti in russo, sotto lo pseudonimo di «Sirin», vasta notorietà nell’ambiente dei suoi compatrioti emigrati. Nel 1940 si trasferì negli Stati Uniti, dei quali cinque anni dopo prese la cittadinanza. Da allora scrisse in inglese e tradusse in questa lingua alcune delle sue opere precedenti. Per undici anni insegnò Letteratura Russa alla Cornell University di Ithaca; negli ultimi anni visse in Svizzera, a Montreux, alternando l’attività letteraria alle sue appassionate ricerche di... Approfondisci
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