Editore: Mondadori
Edizione: 9
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804492566
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"La pazzia è davvero una malattia? Non è una delle misteriose e divine manifestazioni dell'uomo?" Il diario di uno psichiatra - narratore e poeta - scritto "per dimostrare che anche i matti sono creature degne d'amore".

Recensioni dei clienti

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    valter

    04/02/2014 11:22:28

    Ho riletto con rinnovato piacere "Le libere donne di Magliano" un capolavoro di Mario Tobino scrittore, poeta e di professione psichiatra.Un diario pieno di sentimento e umana partecipazione verso coloro che soffrono il disagio mentale.Lo scrittore,l'uomo, prima ancora che lo psichiatra, attraverso i ritratti dei suoi pazienti (per lo più donne), si chiede se la pazzia sia davvero una malattia piuttosto che "una delle misteriose e divine manifestazioni dell'uomo", un'espressione di libertà dagli schemi precostituiti dalle ferree regole del perbenismo e del quieto vivere.In un mondo sempre più omologato e globalizzato dove la diversità è solo una dichiarazione d'intenti ma di fatto quasi una condanna all'emarginazione c'è veramente da chiedersi quale prezzo stiamo pagando per essere sempre più cool, trendy,smart, allineati, al passo coi tempi.

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    Andrea Scasso

    30/08/2012 10:21:48

    Questo è sicuramente, almeno a mio parere, uno degli scritti migliori di Tobino, assieme a "Sulla spiaggia e al di là del molo". Emerge, in questo toccante ricordo della lunga e variegata esperienza di psichiatra nei manicomi italiani, una profonda sensibilità per la condizione umana, anche per coloro che sembrano essersi molto allontanati da ciò che ordinariamente chiamiamo 'normalità'. Le donne narrate da Tobino resteranno per sempre impresse nel cuore del lettore, come a monito ad una 'pietas' necessaria e ineludibile verso la diversità.

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    martino

    06/06/2011 23:55:35

    ..la scrittura di mario tobino non è entusiasmante, ma lui fu un personaggio interessante e questo romanzo si legge con piacere, perchè apre uno squarcio di umanità, che per tanti anni nella realtà italiana dei manicomi mancò e manca ancora, visti i recenti vergognosi casi degli opg(ospedali psichiatrici giudiziari)venuti fuori..

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    IO

    22/03/2009 13:56:14

    Un libro struggente,LACERANTE,che lascia un profondo segno in chi lo legge. il mio è qui,in fondo al cuore.

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    Bartolomeo Di Monaco

    23/12/2003 14:44:59

    Non so se iBS potrà fare eccezione per questo mio commento, che non riguarda "Le libere donne di Magliano", ma un libro che non appare più da tempo nei cataloghi, e persino nella bibliografia dello scrittore qualche volta è dimenticato. Trattasi del libro che proprio nel titolo si ricollega a "Le libere donne di Magliano" e, insieme con "Per le antiche scale", costuituisce una indissolubile trilogia. Anzi, l'importanza di questo romanzo sta nel fatto che qui lo scrittore vi carica tutta la nostalgia e tutto il suo amore per il proprio lavoro, che sta per lasciare. Un libro che spero di veder tornare presto sugli scaffali, virtuali o meno, delle librerie. Mario Tobino: "Gli ultimi giorni di Magliano". Mondadori, 1982, pagg. 156. Non sono molti gli scrittori che hanno saputo coniugare la bellezza della prosa con la sensibilità della poesia. Tobino è uno di questi: “Le piante hanno intorno soltanto cielo; sono abbracciate da quello. È un paesaggio che sempre mi commuove.”, oppure: “Lei era la fidanzata della morte, avrebbe sposato quella, a tempo giusto, quando, secondo la regola, la vita era terminata.” Non a caso i grandi amori letterari della sua vita sono stati Dante Alighieri, a cui dedicò un romanzo: “Biondo era e bello”, e Niccolò Machiavelli, sul conto del quale compose la breve prefazione di un libretto fuori commercio, stampato a Lucca da Maria Pacini Fazzi editore su incarico della locale Cassa di Risparmio, dal titolo: “Machiavelli a Lucca”. Questo romanzo del 1982, che si ricollega nel titolo a quello più famoso “Le libere donne di Magliano” (1953) è la risposta che lo scrittore viareggino dà alla legge Basaglia, con la quale si diede il via alla chiusura dei manicomi, tra i quali quello dove Tobino aveva lavorato per quarant’anni e vi aveva scritto i suoi libri: Maggiano, che è il vero nome di Magliano, ed è una località a pochi passi da Lucca, e vicinissima a casa mia. Or non è molto mi recai a far visita al luogo e alle due stanze in cui Tobino visse e che conservano i suoi ricordi, olt

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    Lianda

    10/02/2002 10:48:07

    Dopo aver iniziato sarà difficile smettere perchè l'argomento riguarda tutti, nessuno escluso. A chi toccherà prossimamente? Come sarà?... Forse ...liberi!!!

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