Il linguaggio dello spirito. Breve storia della musica classica

Jan Swafford

Traduttore: F. M. Gimelli
Editore: Mondadori
Collana: Orizzonti
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 19 giugno 2018
Pagine: 301 p., Rilegato
  • EAN: 9788804688181

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Descrizione

Con uno stile ironico, talvolta irriverente e non convenzionale, Jan Swafford ripercorre la storia della musica occidentale, la sua continua evoluzione, la sua capacità di assimilare idee, voci e stili diversi e di reinventarsi ogni volta.

«La musica è il linguaggio dello spirito, l'essenza del quale non può essere espressa con le parole.» - The Economist

«Divertente e istruttivo, ci incoraggia ad avvicinarci alla profondità della musica classica per puro piacere.» - Publishers Weekly

Sono in molti a pensare che la musica classica sia qualcosa di troppo serio, qualcosa che si studia a scuola o al conservatorio e che si ascolta eseguita da compassati musicisti in circostanze eleganti ed esclusive. E sono in molti a ritenere che in fondo sia solo una questione di tecnica, di esercizio ostinato, di dedizione assoluta, appannaggio di geni solitari e piacere riservato a raffinati e incanutiti intenditori. Che la musica classica sia tutto questo è indubbiamente vero. Ma è altrettanto vero che è anche molto, molto di più. Per Jan Swafford, musicologo, compositore e autore di importanti monografie su Brahms e Beethoven, essa è il linguaggio attraverso il quale esprimiamo i nostri sentimenti più profondi, lo specchio che riflette le infinite sfumature della vita e del sogno, del sacro e del mistero. Che sia prodotta soffiando in un flauto ricavato dalla zanna di un mammut, scritta nella quiete di una corte barocca o composta sotto l'incedere pauroso della guerra o della follia, la musica rivela ciò che di sublime e di ripugnante, di eccelso e di banale alberga nell'animo umano. Una speciale forma di comunicazione, quindi, il cui impatto emotivo e intellettuale non finisce di sorprenderci. Dal canto gregoriano alla dodecafonia di Schönberg, dalle soavi opere di Mozart al minimalismo di Philip Glass, dai madrigali di Monteverdi alle sinfonie di Haydn e ai Lieder di Schubert, con «Il linguaggio dello spirito» Swafford ripercorre la storia della musica occidentale, la sua continua evoluzione, la sua capacità di assimilare idee, voci e stili diversi e di reinventarsi ogni volta. Si sofferma sulle innovazioni – la notazione, la polifonia, il temperamento equabile, l'atonalità ecc. – spiegandone il significato e l'importanza dal punto di vista tecnico oltre che artistico. Ci presenta compositori e brani, quasi sempre sotto una luce assolutamente inedita, in cui l'artista esce dal mito per entrare nella storia, una storia spesso fatta di sofferenze e rinunce, incomprensioni e fallimenti. Ci offre eccellenti suggerimenti per l'ascolto, indicandoci registrazioni imprescindibili, memorabili esecuzioni o semplicemente brani poco noti eppure straordinari. E tutto in uno stile ironico, talvolta irriverente, non convenzionale, partigiano, unico. Per chiunque voglia accostarsi a quest'arte sublime, «Il linguaggio dello spirito» è una lettura fondamentale.

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Introduzione

Parte Prima. La musica delle origini
I. Attraverso il Medioevo (fino al 1400)
II. Il Rinascimento (1400-1600 ca.)

Parte seconda. Barocca
III. Il periodo barocco (1600-1750 ca.)
IV. Claudio Monteverdi (1567-1643)
V. Johann Sebastian Bach (1685-1750)
VI. Georg Friedrich Händel (1685-1759)
VII. Altri ascolti barocchi

Parte terza. Classica
VIII. Il periodo classico (1750-1830 ca.)
IX. Joseph Haydn (1732-1809)
X. Wolfgang Amadé Mozart (1756-1791)
XI. Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Parte quarta. Romantica
XII. Il periodo romantico (1830-1900 ca.)
XIII. Franz Schubert (1797-1828)
XIV. Hector Berlioz (1803-1869)
XV. Robert Schumann (1810-1856)
XVI. Frédéric Chopin (1810-1849)
XVII. Richard Wagner (1813-1883)
XVIII. Franz Liszt (1811-1886)
XIX. Johannes Brahms (1833-1897)
XX. Pëtr Il'iè Èajkovskij (1840-1893)
XXI. Antonín Dvoøák (1841-1904)
XXII. Gustav Mahler (1860-1911)
XXIII. Altri ascolti di musica romantica

Parte quinta. Modernismo e oltre
XXIV. XX e XXI secolo (1900 ca. - oggi)
XXV. Claude Debussy (1862-1918)
XXVI. Richard Strauss (1864-1949)
XXVII. Maurice Ravel (1875-1937)
XXVIII. Igor Stravinskij (1882-1971)
XXIX. Arnold Schönberg (1874-1951)
XXX. Charles Ives (1874-1954)
XXXI. Béla Bartók (1881-1945)
XXXII. Dmitrij Šostakoviè (1906-1975)
XXXIII. Benjamin Britten (1913-1976)
XXXIV. Aaron Copland (1900-1990)
XXXV. György Ligeti (1923-2006)
XXXVI. Altri ascolti modernisti

Conclusioni
Note
Letture consigliate
Indice dei nomi