Editore: Adelphi
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 18 marzo 2009
Pagine: 126 p., Brossura
  • EAN: 9788845923623
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Descrizione
Il villaggio dei solenni Meo, nel Laos, pervaso dall'odore "di immensa stravaganza" dell'oppio, dove tutto sembra sospeso; il lampo d'oro, destinato a durare per l'eternità, che gli occhi e i capelli di Ignazio, l'amico adolescente, mandano un giorno su un campo da tennis; la tigre avvolta dalla nebbia e come "distesa su piume o aria" che appare d'improvviso, alla luce dei fari, su una strada della Malesia; il pavillon fuori moda dove - fra spumeggianti bicchieri di Itala Pilsen, giovani donne fasciate di seta e ufficiali tedeschi col monocolo - pochi minuti di oscuramento e il fischio degli Stuka possono condensare la guerra; l'"arruffio di gesti tutti precisamente sintonici" che nel ricordo si rivelerà essere l'amore; lo sguardo appannato, "come una pellicola selvatica poggiata sulla cornea", di una delle più famose spie, Kim Philby, colto in un albergo di Mosca. Sono gli inattesi lampi di verità, gli improvvisi scatti della memoria, le manifestazioni dell'arte della vita offerti ai lettori del "Corriere della Sera" fra l'aprile del 1982 e il marzo del 1983: e non è un caso che, quasi a radunare idealmente questi brevi testi di massima densità in un terzo e più malinconico 'sillabario', Parise avesse scelto la rubrica "Lontano". Perché quello che si impara - sembra dirci Parise - lo si impara di colpo, da un momento all'altro, ma per lo più nel ricordo, quando ormai è troppo tardi.

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    Lorenzo Leone

    22/07/2016 06:25:51

    Parise, sulle barene della laguna veneziana per la pesca al cefalo con la fiocina, rammenta, chissà poi perché, quello stravagante, eccentrico autore conosciuto come Baron Corvo. In quei pressi, dice, egli si dava alle immersioni «scivolando da una nera gondola in attesa, che era la sua unica e amata magione: con vitto e alloggio si intende, e due gondolieri in attesa o pronti anch'essi al tuffo» (Lontano, Milano, Adelphi, 2009, p. 15). Si direbbe quasi che Parise lo abbia colto alla fiocina (Le piccole prose di Lontano di Goffredo Parise sono architetture verbali studiatissime. Il divertimento consiste, per il lettore, nel trovare il loro concio di chiave). Voglio anche dire che Baron Corvo mi ricorda un'anguilla. Ma mi sia consentito un altro pensiero in libertà... Lazzaro Spallanzani, naturalista, filosofo della natura del secolo XVIII, certamente non il Carneade di turno, così scrive 'sopra le anguille': «Assai volte mi sono preso il piacere di pigliarle alla fiocina. Conviene cercar que' siti delle valli [si tratta delle valli di Comacchio] in cui l'acqua è poco profonda. Ove veggasi un tumore di fango che si sollevi dal fondo, si è quasi certo quivi sottovia nascondersi un'anguilla»... Penso a Montale?

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    gianluca guidomei

    06/05/2009 23:17:34

    Silvio Perrella nella brillante postfazione scrive testualmente:"Parise scriveva in fretta per non sottrarre tempo alla vita". Straordinario. Nel senso che Goffredo Parise non era né uno scrittore, né un giornalista, né un poeta: il suo mestiere era esercitare i propri sensi. L' artista non dovrebbe occuparsi d' altro. Lui non cesellava, non studiava, non ricostruiva e non riportava. Guardava la vita e ogni tanto trovava l' attimo esatto in cui il mondo cambia impercettibilmente diventando più ricco; il momento in cui un infinitesimale elemento di disordine sbaraglia la staticità dell' ordine. Ma è proprio grazie a quel momento che l' universo vive e si rigenera all' infinito. Infinito è la parola chiave dell' autore: il titolo della raccolta, "Lontano", è perfetto per descrivere il suo sguardo gettato sempre in avanti, anche quando racconta un episodio passato ma pur sempre fecondo di energia positiva. Ottimista. Parise era un solitario ottimista. A volte la solitudine è un modo di fuggire l' egoismo e chi vive con continuo stupore la sua beata solitudine è più pronto all' altruismo, perchè può affrontarlo da straniero, da pendolare. O da turista della vita:" L' arte più pura e perfetta che esista sulla terra è quella living, cioè della vita, dell' apparizione fisica in un determinato momento e mai più". Non è necessario scrivere in versi per essere un poeta.

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