Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini

Emiliano Fittipaldi

Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2017
Pagine: 208 p., Brossura
  • EAN: 9788807173172

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Recensioni dei clienti

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    barlafus

    05/06/2017 14:09:10

    Anche se moltiplicate all'ennesima potenza tutto quello che sapete e pensate della pedofilia da parte dei clero... "non ci siete" ancora...

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    Attilio Alessandro Bollini

    14/02/2017 06:12:20

    Documentatissimo ma un po' arido saggio sulle malefatte dei preti che non riescono a tenere l'uccello dentro laa tonaca. Disturba sapere quanto la Chiesa, in nome della misericordia e del perdono, tenda a coprire tali abusi. Un po' noioso.

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    claudio

    08/02/2017 08:50:18

    Seguito ideale de L'Avarizia, questo libro è ancora un maggior pugno allo stomaco per chi ha nel cuore la Chiesa Cattolica. Fittipaldi ci fa girare da una parte del mondo all'altra con un tour sulla depravazione a cui sono giunti preti, diaconi, vescovi, cardinali, coprendo spesso e volentieri i protagonisti di queste squallide vicende e non garantendo praticamene mai alle povere giovani vittime qualcosa di più di un piccolo obolo per tacitare le coscienze. E dispiace -naturalmente nella versione di Fittipaldi- che molti alti, prelati siano stati promossi da papa Francesco, addirittura fra i suoi principali consiglieri.

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Con un gran numero di scansioni di atti processuali, lettere inviate alle famiglie delle vittime e altre fonti tangibili, l’inchiesta di Fittipaldi ricostruisce un fenomeno disturbante, gettando un’ombra sull’attuale pontificato di Francesco. 

Acta contra sextum.  Letteralmente traducibile dal latino come “atti contro il sesto”, vale a dire il sesto comandamento, quello che vieta all’uomo di commettere atti impuri. Sotto questa categoria ricadono i reati a sfondo sessuale perseguiti dal Vaticano, un’etichetta scelta dalla giustizia pontificia stessa. Una scelta infelice. Quei crimini non hanno certamente bisogno della prescrizione divina per essere indagati e aborriti. Basterebbe il buon senso e un codice civile moderno.

Fittipaldi, giornalista de “L’Espresso”, torna sul luogo del “delitto” dopo l’enorme successo di “Avarizia” e l’archiviazione del processo Vatileaks 2, in cui fu accusato, senza alcun fondamento concreto, di aver divulgato segreti di stato. Al centro stavolta vi sono gli insabbiamenti sui preti pedofili, di cui già abbiamo letto molto, ma per vicende di vecchia data. Si crede che con il pontificato di Bergoglio si sia fatta chiarezza sui meccanismi con cui le vittime venivano fatte tacere, tuttavia il giornalista dimostra, lettere alla mano, come il fenomeno continui e abbia cambiato forma. Persino nel C8, il consiglio cardinalizio che assiste politicamente il pontefice, vi sono figure ambigue, tra cui George Pell, prelato australiano di enorme influenza. Ultraconservatore in dottrina e finanziere spregiudicato negli affari secolari, è rinomato per aver messo a tacere decine e decine di casi in cui bambini venivano molestati da esponenti del clero australiano. Giudici e avvocati descrivono l’atteggiamento di Pell nei processi come quello di un sociopatico anaffettivo, incapace di provare empatia per le vittime. Il cardinale stesso è tuttora indagato per un caso di molestie, ciononostante siede regolarmente accanto a Bergoglio.

Con un gran numero di scansioni di atti processuali, lettere inviate alle famiglie delle vittime e altre fonti tangibili, l’inchiesta di Fittipaldi ricostruisce un fenomeno disturbante, gettando un’ombra sull’attuale pontificato di Francesco. 

Recensione di Matteo Rucco