Lux - Eleonora Marangoni - copertina

Lux

Eleonora Marangoni

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Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 22 novembre 2018
Pagine: 251 p., Brossura
  • EAN: 9788854516632

69° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Nella dozzina del Premio Strega 2019 proposto da Sandra Petrignani- Romanzo vincitore della III edizione del PREMIO NERI POZZA e della Sezione giovani Fondazione Pini Circolo dei Lettori.

Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo.

«Bellissimo romanzo, originale e capace di arrivare dritto al lettore attraverso una trama sapientamente costruita sui canoni classici giocati fra leggerezza e ironia» - Sandra Petrignani

«Eleonora Marangoni sa come calibrare le parole e mantenere l'architettura della trama e l'attenzione del lettore sempre vive» - Stefano Malatesta

La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italoinglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin. Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l'amore, o il ricordo dell'amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione. Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un'isola del sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto – in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull'isola – saranno l'occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.

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    Alessandra Galafati

    19/05/2019 10:20:12

    Tom, un giovane italoinglese, vive a Londra. Ha perso i genitori e, anche dopo la perdita dello zio si ritrova ad ereditare uno strano capitale: l'hotel Zelda, su un'isola vulcanica nel sud d'Italia, reso unico dalla adiacente fonte di acqua minerale. Tom vuole vendere ovviamente ma una clausola lo costringe a recarsi sul posto. Deciderà di andare con Ottie, la sua compagna e Martin il figlioletto di lei. Arrivati sull'isola i tre inglesi avranno la sensazione di essere stati catapultati in un'altra dimensione. Accolti da Bembo, bambino muto ma che sa guidare il pulmino, arriveranno all'Hotel. Lo Zelda è una costruzione imperfetta, immersa in una natura lussureggiante, decadente, ma dotato di un fascino ammaliante. Qui albergano personaggi stravaganti ed eccentrici: Agave, una prostitute matura ma che ancora governa la sua sensualità, Gero un gestore senza nessuna grazia,Olivia una biologa avulsa dalla realtà, Gandini intellettuale snob. La storia avrà uno sviluppo inaspettato con un finale nostalgico e dolcissimo ma non melenso. Tutto il racconto è avvolto da un 'aura luminosa, la luce spesso è protagonista, accecante, malinconica, arrogante, soffusa. Si posa sui personaggi animandoli, si adagia sui paesaggi rendendoli unici. La scrittura è fluida, scorrevole con un uso eccellente dell'italiano, ricca ma non ridondante, pulita, elegante ed equilibrata. Un'atmosfera sognante avvolge la narrazione, una sana lentezza fa apprezzare in pieno il racconto. Lettura assolutamente consigliata. Copertina 4 stile e contenuti 5.

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    Luchito

    18/05/2019 23:00:28

    “Quello che si porta su un’isola è soggetto a metamorfosi. Un’isola è come un dito posato su labbra invisibili, e dopo Ulisse sappiamo che il tempo non vi scorre come altrove.” In questa citazione di Nicolas Bouvier c'è tutta l'essenza di questo romanzo, che parte dall'Inghilterra e arriva in un'isola del Sud Italia “che non smette di somigliare a uno scoglio”, dove si trasforma da racconto ordinario in un'eccentrica storia intrisa di nostalgia e di attenzione per le piccole cose. La metamorfosi avviene durante l'ultimo tratto del viaggio di andata quando “una quiete attraversata dall’aria e dal sale s’impossessò della barca, spalancando la porta al genere di nostalgie che aspettano una precisa qualità di calma per uscire allo scoperto.” Il protagonista Thomas è un architetto di luci per cui “tutto lo interessava e tutto lo lasciava indifferente; solo la bellezza di cose minuscole e di connessioni effimere pareva colpirlo nel profondo, perché in quegli attimi passeggeri scorgeva la parte più vera e durevole di se stesso, quella che sapeva resistere alla noia e allo strano uso che le abitudini facevano del tempo.” Quando riceve in eredità un albergo su un'isola sperduta, con lo strano vincolo di andare sul posto per siglarne la vendita, il viaggio con la sua compagna sembra una formalità ma l'albergo e l'isola si rivelano un luogo in cui si intrecciano i “destini incrociati” di eccentrici personaggi tra cui uno scrittore “fallito geniale”, una biologa incinta e lo svogliato personale dell'albergo, alle prese con un campionario di oggetti smarriti ed una misteriosa sorgente d'acqua minerale. Romanzo leggero e gradevole, dedicato alla “gente che non lo sa, ma ha bisogno di Sud. Soprattutto quelli al Nord, con quell’aria stagnante, davanti a quegli schermi, dentro quei viali tutti uguali.” Sull'isola potranno scoprire una terrazza affacciata sul mare e “riempirsi di azzurro prima di tornarsene a casa.” Copertina: 5, Storia: 4, Stile: 4

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    laura

    16/05/2019 13:19:51

    Il vero protagonista di questo libro è anche il luogo in cui è ambientato: l’hotel Zelda su un’isola del Sud d’Italia - un’isola di cui non sappiamo quasi nulla - che pur essendo ormai malandato, mantiene il suo eccentrico fascino. Nell’hotel Zelda confluiscono personaggi dal feeling un po’ nostalgico, un po’ onirico, un po’ eclettico. Thomas Edwards, un anglo-italiano che vive a Londra, si reca sull’isola dopo aver ricevuto l’hotel in eredità da uno zio. Qui vengono sparigliate le carte della sua vita fatta di apparenze e Thomas fa finalmente i conti con il passato, soprattutto con il suo ricordo (o meglio ossessione!) di un amore finito. Il romanzo prende il titolo dalla luce che permea i contrasti degli eventi ed ambienti narrati, tra il presente apparentemente perfetto della vita di Thomas e il suo passato; tra la grigia Londra e la soleggiata isola vulcanica; tra il mare infinito che circonda l’isola e gli spazi interiori che vengono esplorati dai personaggi all’interno dell’hotel ma soprattutto nella propria intimità. Lo stile del romanzo è ricercato ma scorrevole, richiama un po’ la tradizione anglosassone (pur essendo l’autrice italiana) con un sottile humor. Da subito è facile immedesimarsi nelle atmosfere avvolgenti, il linguaggio è molto ricco ed esatto, con un gusto particolare per le descrizioni vivide. Consigliato a chiunque apprezzi una scrittura ricca di riferimenti colti e dettagli o descrizioni che prendono il sopravvento sugli eventi narrati (ma non a chi apprezza una trama forte e avvincente). Copertina 4 . Storia 3. Stile 5.

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    amoz

    13/05/2019 18:11:17

    pessima storia, plot noioso, l'ho letto aspettando che succedesse qualcosa e invece niente!

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    Francesca

    12/05/2019 20:44:54

    Un'insolita eredità di uno stravagante zio materno spinge il protagonista, Thomas Edwards, architetto delle luci Italo-inglese, a compiere un viaggio da Londra al sud dell'Italia in una remota isola vulcanica avvolta dal sole. Il viaggio darà avvio ad una rocambolesca serie di avventure in cui, accanto a Thomas, farà capolino una vera e propria serie di figure curiose e stravaganti: Ottie Davies, una chef del riciclo in carriera con il figlio Martin, Gero Rutirò un singolare custode, Guglielmo Gandini, scrittore metà genio e metà fallito, Olivia, una misteriosa biologa e poi Bembo, Agave, Musante ed altri insoliti personaggi. A differenza dei precedenti - e frequenti - spostamenti compiuti da Tom, quest'ultimo viaggio nell'isola ed il soggiorno all'hotel Zelda, considerato anch'esso un personaggio, quasi un "vecchio amico" accanto ad una nuvola che fa improvvisamente capolino nella storia, renderà il protagonista, al suo ritorno a Londra, una persona completamente diversa. Fa da sfondo alla storia la "malinconia d'amore" che Thomas prova - ne è permeata tutta la narrazione- per Sophie Selwood, figura quasi poetica, che fa capolino nei suoi pensieri e, sprattutto, negli oggetti che gli parlano di lei e che Tom colleziona con una cura sacrale e quasi ossessiva e attraverso i quali l'autrice condurrà il lettore per mano verso un inaspettato finale. In rocambolesco gioco di intarsi avvincente e, a tratti, sorprendente, l'autrice si avvale di un linguaggio forbito, punteggiato di inserti lessicali plurilingui che danno colore ad una trama ricca di belle descrizioni. Con il progredire della lettura permane nel lettore la sensazione che la realtà può essere osservata da diversi punti di vista e che la capacità di fare i conti col passato può condurre ciascuno di noi ad essere una persona migliore. Il tutto è avvolto in una sinfonia di parole, frasi e pensieri sviluppati attraverso un ritmo incalzante, spesso ironico, sempre malinconicamente reale. Cop:4 storia:5 stile:5

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    iolanda

    11/05/2019 17:45:45

    Mi ha colpita molto lo stile.. Libro ben fatto! Copertina: 3 Storia: 4 Stile: 4

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    Federico

    11/05/2019 15:40:19

    Questo libro non sembra scritto da una giovane donna. Piuttosto da un viaggiatore di inizio secolo (il ventesimo). Un viaggiatore cosmopolita, benestante, lucido ma non cinico; potrebbe essere brizzolato e avere i baffi; potrebbe anche essere annoiato; ma è sensibile, sente arrivare il tramonto, e perciò ha spalancato i cinque organi di senso e raccoglie tutto quello che può starci dentro. Non è un caso se nelle improbabili mani della puttana dell’isola compare un libro di Somerset Maugham, direi. Poi però Eleonora Marangoni fa ciò che Maugham mai avrebbe fatto, saltando nel futuro e spiegando cosa sarebbe successo a questo e a quello. Forse lì, nel darsi regole fuori moda (il narratore onnisciente, il passato remoto, i cataloghi di oggetti insoliti; ma cosa saranno le longuette di sartoria e la toile de Jouy?); dicevo, nel darsi regole fuori moda e poi violarle con questi salti nel tempo, o con considerazioni spiazzanti sulla vita e sull’amore, si vede che non questo romanzo non l’ha scritto un contemporaneo di Proust. In questo libro, il cui vero soggetto rimane ambiguo fino alla fine, sembrerebbe che i personaggi considerino l’amore come una faccenda strettamente individuale, legata poco alle persone là fuori e molto alle sensazioni qua dentro, alle misteriose oscillazioni dei livelli di serotonina. Se, come scrive Marangoni, cercare risposte e trovare solo commozione è una condanna all’infelicità, è però anche vero che, in certi casi, leggere frasi che provocano commozione ci apre piccole finestre di felicità. Anche solo per questo, per i tanti pensieri che mette in moto, vale la pena di leggere Lux. Copertina: 3 Storia:5 Stile:4

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    E.N.79

    11/05/2019 07:50:26

    Amarsi, perdersi, cercarsi. Restare uniti pur essendo divisi. Un romanzo per chi crede che il vero amore arriva una volta sola e, nonostante lo scorrer degli eventi, non finisce mai. Copertina: 3 Scrittura: 4 Stile 4

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    Caterina

    10/05/2019 21:51:41

    Lux” è nostalgia sospesa.Stipato di personaggi (più di 60), quasi tutti con nome e micro/macro-caratterizzazione.Di oggetti, comuni ed eccentrici, di liste (dai vestiti agli arredi, dalle suppellettili alle candeline).Di profumi, odori annidati ovunque “in fondo alle fibre del lino e tra i capricci del falpalà”.Di dettagli, dai più evocativi ai più puntigliosi.Un caleidoscopio d’insospettate madeleine proustiane capaci di scalfire la scorza d’insospettabili. Perché “i dettagli esistevano ogni giorno, e chi li scopriva non poteva fare a meno di portarseli dietro sempre, e di crederli tutto sommato più veri di qualunque altra cosa”. Salvare la dimensione quotidiana, tesaurizzare le piccole cose, le piccole gioie, le piccole esperienze, anche le banalità ché banali invero non sono: perchè, come per le persone, basta solo “smetterla di sentirsi speciali, per continuare a esserlo”. "Lux" è lo stile incalzante che ti lascia senza fiato.“Lux” è la leggerezza comica e “fiabesca” di Gero, Gandini e Agave, ed è la grazia ironica di una prosa dal sapore austeniano. “Lux” non offre risposte, forse un po’ di commozione: quella che però strappa un sorriso, non una lacrima. Copertina:3 Storia:5 Stile:4

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    Stefano

    10/05/2019 18:40:33

    Leggero e scorrevole, da subito proietta in un mondo facile da immaginare, costruire e in cui immedesimarsi

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    Lisa C.

    10/05/2019 09:13:46

    Quello che mi ha colpito maggiormente di questa storia è lo stile: incalzante, non scontato e accattivante. Una lettura scorrevole, che mi ha presa sin dall'inizio, nonostante "Lux" sia romanzo intenso e corposo. Consigliato. Copertina: 5, Stile: 5, Storia: 4.

  • User Icon

    C

    09/05/2019 21:25:35

    Bellissimo, potente e profondo

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    rick

    09/05/2019 13:06:02

    Vale assolutamente la pena leggere questo romanzo di Eleonora Marangoni fosse solo per l'ottimo uso della lingua italiana e lo stile utilizzato che è elegante e particolare. La trama non è molto articolata ma la luce mette in risalto personaggi e fatti che se ci fosse stata più azione sarebbero passati sicuramente in secondo piano. La luce che è richiamata nel titolo la si trova anche nei vari contrasti della vicenda: da quella opaca e grigia di Londra a quella abbagliante del sud d'Italia; da quella che proiettano i fantasmi del passato nell'anima del protagonista a quella accecante del presente che permette di godere tutto da una prospettiva diversa e fare finalmente pace con se stessi. Penso che questo sia un romanzo da leggere più volte per goderne appieno l'essenza. Alla fine della dell'opera infatti mi sono ritrovato anche io con il desiderio di fare chiarezza e pace con me stesso, quindi una sorta di benefica terapia che si ha voglia di praticare sempre più spesso. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    angelo

    08/05/2019 09:09:29

    Mi sono abbandonato alla lettura piacevole del libro, non è stato solo un bel racconto fatto di storie, di personaggi,di vicende , di cose ne ha dette tante sta a noi saperle cogliere. Copertina 4 . Storia 3. Stile 3.

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    Cristina Ferrari

    08/05/2019 07:25:29

    Un albergo decadente in una sperduta isola vulcanica del Sud Italia è l’estroso lascito che il londinese Thomas Edwards riceve da un eccentrico zio dimenticato. Affermato light-designer, conduce una piatta esistenza. Per un vero paradosso, infatti, la luce è sì l'impronta essenziale della sua professione ma l’architetto vive all'ombra di un imperante ricordo: quello del suo unico, perduto, amore per l'eterea Sophie Selwood. Per liberarsi dell'insolita eredità, Thomas si ritrova catapultato nell'atmosfera stregata dell'Hotel Zelda, dove tutto pare avvinto per un misterioso sortilegio ad un velo d'impenetrabile nostalgia. Qui una miriade imprecisata di oggetti, vividi e animati simulacri di un tempo perduto, si attornia silente ad una compagine di ospiti altrettanto stravagante. Prima fra tutti, Agave, placida matrona dal discutibile vissuto. "Basta un attimo, una persona, e tutto cambia", ci insegna con lo sguardo velato da "qualcosa di inevitabilmente tragico ed irrimediabilmente triste" proprio come la natura della pianta monocarpica di cui, non a caso, porta il nome. E come le sorti dei personaggi: individui che hanno fatto di questo angolo di mondo il rifugio ideale per loro anime fragili, dedite all'effimero e votate all'ineffabile; un luogo, in cui consegnarsi, disarmati, alla dolce malinconia di un perenne struggimento. L'aura sulfurea che abita l'isola tutta - la stessa lux che titola e pervade l'intera storia - trasformerà però questo soggiorno nell'occasione per guardare alla vita con occhi nuovi. Complici i misteri di una natura arcaica ed insondabile così come la forzata convivenza in una notte dai surreali accadimenti, tutti ritroveranno la forza per tingere il proprio orizzonte di un’inedita speranza. Perché in fondo forse non è mai troppo tardi per spezzare la catena del passato, sciogliere l'incantesimo e trasformare i propri ricordi in un fulgido, malinconico, riverbero con cui disegnare ogni giorno un nuovo inizio. Coperina:5 Storia:5 Stile:5

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    Gabriele

    06/05/2019 14:26:56

    Entrare in contatto con un libro fresco di stampa, con i suoi limpidissimi fogli, le sue raffinate architetture, il suo muto e inaspettato parlarci a suon di lettere e segni, significa prima di tutto abbandonarsi alla magica sorpresa di iniziare un nuovo viaggio letterario senza sapere in che luogo e in che tempo ci catapulterà. Con "Lux", convincente e coinvolgente romanzo d'esordio di Eleonora Marangoni, ci si acceca passo passo, come lampadine funzionanti a intermittenza, con la lenta e progressiva fascinazione del comprendere a poco a poco anche solo una parte di ciò che si aggira miracolosamente intorno, fuori e dentro di noi. Proprio quando una sistematica e sterile routine sembra offuscare ogni profondo tentativo di interazione con zone di realtà apparentemente imperscrutabili; Thomas Edwards, giovane architetto dalle origini anglo-italiane e con un discutibile curriculum da nostalgico innamorato della sua incancellabile Sophie, vede stravolgere in verticale il suo stile di vita plumbeo e monocorde grazie a delle disposizioni testamentarie lasciate in eredità da suo zio. Dal nord piovigginoso e cupo di una Londra affaccendata, Tom, insieme alla fidanzata e al figlio di lei, migra in questa isola lucente senza nome posta in un punto incognito dell'Italia meridionale a recuperare il patrimonio che gli spetta: un hotel, una sorgente d'acqua minerale e una piantagione di baobab nani. Qui incontrerà tanti altri personaggi, da Rutirò (gestore dell'albergo) a Gandini (scrittore oramai in pensione), da Olivia Lubic (biologa in dolce attesa) ad Agave (donna dai mille risvolti), ognuno portatore di una luce, a suo modo, autentica e selvaggia, magnetica e vibrante. In fondo Tom, diversamente dall'agave sullo scoglio di Montale, è da ogni essenziale piccolo elemento che saprà estrarre la chiave adatta a liberare inconsce luci di rinascita. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 4

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    Luisa

    06/05/2019 10:42:39

    Ciò che colpisce da subito è lo stile penetrante – mai banale eppure magnetico – dell'autrice che tratta l'essere e le sue ferite con un pacato distacco tale da incantare e lasciare il cuore gonfio di sentimenti. Una lettura piacevole, mai faticosa, capace di ammaliare già dalle prime pagine e, a un tempo, di essere così vicina al lettore. Evocatore di nostalgico magone e sapiente umorismo, "Lux" si fa romanzo di spessore, che non può passare indifferente e che lascia qualcosa di valore al lettore. Copertina: 5, Stile: 5, Storia: 4.

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    Carla

    06/05/2019 07:31:13

    Non è tanto la trama ad imporsi in questo libro, quanto piuttosto l’atmosfera in cui il lettore viene condotto con delicatezza ed elegante stile, quell’atmosfera in cui ogni individuo con un minimo di sensibilità, vuole continuare a cercarla, quella luce “di un tempo (…) che forse è esistito solo per noi, nella nostra testa”. Copertina:4 Storia:4 Stile:5

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    Micaela

    05/05/2019 19:34:28

    Mi ha ricordato vagamente Ocaenomare. Personaggi stravaganti, in un’isola distante da tutto, surreale a tratti, quasi più viva dei personaggi che la popolano. Vite, sospese, attaccate a ricordi più reali della realtà stessa, voglia di andare oltre, voglia di restare.... Un bel viaggio... Una scrittura elegante, accattivante, a tratti sorniona. Copertina: 2. Storia: 3 Stile: 5

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    Marina

    03/05/2019 09:25:22

    Ho provato una grande soddisfazione a leggere questo libro , un libro che commuove strappandoti un sorriso . Copertina 3 . Storia 4 . Stile 4.

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Motivazione per la candidatura al Premio Strega 2019:
«Marangoni conosce l’arte finissima di rendere reale l’immaginario, riesce a farti credere nella presenza di una nuvola in salotto più che nella forza dei sentimenti che legano un certo uomo a una certa donna. Insomma come di ogni libro complesso, non è facile parlare di Lux: è stravagante, allegro e malinconico, sapiente e leggero. C’è dentro una voce sferzante, ironica, saggia, che si muove sul solido terreno di radici letterarie comuni per proiettarsi in un oltre giovanissimo e carico di futuro».
Proposto da Sandra Petrignani
  • Eleonora Marangoni Cover

    Si è laureata a Parigi in letteratura comparata e lavora come copywriter e consulente di comunicazione. Tra le sue pubblicazioni il saggio Proust et la peinture italienne (Michel de Maule, 2011), il romanzo illustrato Une demoiselle (Michel de Maule, 2013) e Proust. I colori del tempo (Mondadori Electa, 2014). Nel 2017 ha vinto il Premio Neri Pozza con Lux (Neri Pozza 2018). Approfondisci
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